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Recensione Shuten Order

di: Marco Licandro

Immaginate di aprire gli occhi in un luogo sconosciuto, in un corpo che non è il vostro, mentre due persone appena irrotte nella vostra stanza, a loro detta angeli, vi spiegano come abbiate una seconda opportunità per tornare in vita ammesso che facciate confessare l’assassino che vi ha ucciso.

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Trova l’assassino

L’incipit della trama di Shuten Order è sicuramente affascinante e misterioso, e ci trasporterà in un luogo alquanto dispotico e surreale, dove l’intera città è sotto il controllo di una grande ed enorme setta religiosa, governata (colpo di scena) dal protagonista… peccato che questi sia privo di memoria e completamente ignaro di cosa gli stia succedendo.

Tra l’insistenza dei due angeli, e la convinzione che possediate un potere divino, vi avventurerete in questa vicenda strana e coinvolgente, e che vedrà la storia diramarsi in percorsi distinti dettati delle scelte del giocatore. Vediamo insieme le dinamiche di gameplay.

Fiumi di parole

Seguendo la scia di qualunque Graphic Novel, la storia si svolgerà sotto ai nostri occhi tramite fondali e personaggi solitamente statici, salvo alcune fasi in 3D, e costanti blocchi di testo per via delle innumerevoli conversazioni. Il nostro protagonista sarà privo di memoria, ed incredulo da quanto comunicato dai due strani angeli, ma seguirà ciecamente le istruzioni date cercando di trovare e far confessare l’assassino… chiunque egli sia.

La scelta del giocatore lo porterà ad indagare, per mezzo di intuizione o semplicemente dal caso, un sospettato in particolare che potrebbe essere l’assassino. Questo divide il titolo in cinque diverse trame quanti sono i sospettati, ed ognuna avrà la durata di una decina d’ore all’incirca, spingendo il giocatore a indagare ogni sospetto e rigiocare il titolo fino ad avere il quadro completo della situazione.

Troppe ore per una novella grafica? Beh questo sta a voi dirlo, ma sicuramente è interessante, anche per via delle particolarità del gioco che permettono fasi di interazione con il mondo di gioco anziché offrire una semplice lettura passiva come se fosse un libro.

Cinque diversi gameplay

Ogni sospettato porterà il titolo ad offrire una sorta di sotto genere di novella, affrontando molteplici storie, ognuna con le sue sfide, seppur rimanendo sostanzialmente ancorate ad immagini statiche o con semplici animazioni.Di tanto in tanto spunteranno invece alcune fasi dove è possibile muovere il personaggio in maniera tridimensionale, pur essendo anch’esse trattate in maniera semplice, e aggiungendo quel quanto basta per garantire un po’ di variazione. In generale il titolo sfoggia sicuramente delle buone visuali grazie ad una estetica stile anime colorata e unica.

Man mano che entreremo nel mistero, andando contro ad un conto alla rovescia incombente nel tentativo di risolvere il nostro delitto, scopriremo svariati personaggi e sveleremo parti interessanti della trama, grazie anche ad una buona scrittura nonché estetica di gioco. Sicuramente dovremo sorbirci svariate conversazioni atte ad allungare il brodo, tecnica che si nota particolarmente se pensiamo che la storia stessa si dirama cinque volte e porta il conteggio ore a cinquanta, nel caso volessimo completare il gioco con tutte le sotto trame.

Questa è infatti una delle particolarità che non ho saputo apprezzare, visto che il gameplay offre opportunità di interagire con l’ambiente circostante o con i personaggi, mettendo una pausa al ritmo di lettura, senza però offrire contenuto reale. Spesso otterremo infatti conversazioni scialbe e prive di utilità, mentre l’interazione con oggetti al di fuori di quello che farebbe avanzare la trama quasi si ritorcerà contro il giocatore, con frasi del tipo “non è questo il momento”, rendendo del tutto inutile e superflue queste sezioni che potevano invece rendere la trama più personale e personalizzata, e risultando invece fini a sé stesse.

Italiano, what’s that?

Una nota senz’altro negativa è l’assenza della lingua italiana in tutto il gioco, forzando un doppiaggio giapponese eccellente con sottotitoli in inglese, cosa che se avete letto altre recensioni dal sottoscritto saprete che è giudicato negativamente per rispetto al pubblico italiano. Mai come oggi c’è bisogno di traduttori nostrani esperti, e la mancanza di una localizzazione significherà che molti dovranno necessariamente passare oltre questa interessante graphic novel.

Sul punto di vista prestazionale nulla da dire, visto che la versione giocata è la Switch 2 edition, dove non vi sono affatto difetti da segnalare, e nutre certamente di ottime prestazioni e caricamenti rapidi.

Per concludere

Siamo giunti alla fine, e dobbiamo trarre le conclusioni. In generale, se masticate bene l’inglese, e avete voglia di avventurarvi in una nuova e misteriosa novella grafica ricca di interessanti personaggi, Shuten Order farà senza dubbio per voi. Al contrario, è quasi inutile dire che se la lingua è invece un ostacolo per permettervi di godere appieno del titolo, avreste tutte le ragioni per guardare altro. La mancanza di localizzazione segna sicuramente una grave mancanza per un software incentrato al 99% sui testi, ma speriamo comunque che la decisione presa da Spike Chunsoft al riguardo non abbia riscontri negativi sulle vendite.