Sempre i soliti vermi? - Recensione

Ci siamo appena lasciati alle spalle la Worms Collection, raccolta su disco di tre titoli dedicati agli anellidi del Team 17, che subito è giunto il momento di riprendere in mano le armi e lanciarci in sfrenati combattimenti su nuovi terreni, per sforacchiare là dove mai nessun verme è arrivato prima in Worms Revolution.

Ci siamo appena lasciati alle spalle la Worms Collection, raccolta su disco di tre titoli dedicati agli anellidi del Team 17, che subito è giunto il momento di riprendere in mano le armi e lanciarci in sfrenati combattimenti su nuovi terreni, per sforacchiare là dove mai nessun verme è arrivato prima in Worms Revolution.

Piove, lombrico ladro!

Rivoluzionare un classico? Facile a dirsi, ma decisamente più complicato mettere in pratica i buoni propositi. E l’impresa si rivela assai più ardua quando andiamo a scomodare una saga come quella di Worms, che da anni (salvo pochissime eccezioni) è solita riproporre il medesimo canovaccio. Forse, però, stavolta qualcosa si è mosso veramente.
Se è vero che il nocciolo del gameplay è rimasto praticamente inalterato, riabbracciando la mai troppo lodata impostazione bidimensionale, a mutare è il modo in cui l’ambiente di gioco va ad impattare sull’andamento degli scontri, grazie ad un rinnovato utilizzo del motore fisico e a tutta una serie di elementi interattivi con cui è possibile seminare morte e distruzione. Aumentando la componente tattica, i programmatori hanno reso disponibili delle vere e proprie trappole ambientali che potranno essere attivate semplicemente facendo fuoco su di esse: ad esempio basterà far saltare un esile lembo di terra per riversare sulla testa dell’avversario di turno un torrente di acqua, capace di travolgere e trasportare con sé ogni elemento che osi ostacolare il suo fluire. Oppure sarà possibile creare dei veri pozzi in cui far annegare i vermi rivali, per non parlare della possibilità di incendiare o avvelenare intere aree di gioco. Insomma, prima di pianificare ogni mossa sarà bene dare uno sguardo a 360°. Ma la vera novità di Worms Revolution è, senza ombra di dubbio, costituita dall’introduzione di 4 differenti tipologie di combattenti: al classico e canonico verme tuttofare (il Soldato), si sono aggiunti il Bruto, lo Scienziato e lo Scout, ognuno dotato di caratteristiche ed abilità differenti. Il primo, come suggerisce il nome, è terribilmente lento, ma gode di una maggiore capacità di offesa e resistenza ai danni. La seconda new entry, invece, funge da classe di supporto grazie alla capacità di rigenerare parzialmente i punti ferita della squadra, mentre gli ultimi arrivati sono sì estremamente agili, ma anche decisamente poco inclini a sopportare i danni. Una volta sbloccate tutte le classi sarà possibile creare squadre personalizzate, di modo da dare vita al drappello che maggiormente risponde alle proprie inclinazioni belliche. Al solito non mancano molteplici opzioni di personalizzazione del nostro strisciante esercito, grazie ad un cospicuo numero di oggetti, set di effetti sonori e pattern di colori. A non mutare radicalmente invece sono le modalità di gioco, le quali ricalcano pedissequamente quanto la saga ha saputo offrire nel corso degli anni: alla breve modalità in singolo si accompagna il solito, granitico multiplayer che, sia online che in locale, permette a 4 amici di darsi battaglia a suon di pecore esplosive e raffiche di shogun.

Una ritoccatina al trucco

Il ritorno alle due dimensioni ha sicuramente giovato ai vermi più bellicosi del panorama videoludico: abbandonati gli esperimenti tridimensionali, l’impatto grafico del titolo è decisamente piacevole, grazie ad un character design che, per quanto minimale, è sempre curato e azzeccato. Anche gli ambienti hanno subito un leggero upgrade estetico: le mappe di gioco, nella loro semplicità, sono molto curate e definite e gli sfondi animati che corredano i campi di battaglia risultano piacevoli e ben amalgamati con il contesto, nonostante il conteggio poligonale non sia così elevato. Come sempre, invece, a colpire nel segno è il comparto sonoro che, grazie al doppiaggio eccellente (per quanto disponibile unicamente in lingua inglese), riuscirà a strappare più di un sorriso. Gradevoli, anche se decisamente ininfluenti, i vari motivetti che accompagnano gli scontri a fuoco.

A dispetto di una formula sin troppo rodata, i ragazzi del Team 17 hanno realizzato un titolo che cerca di non adagiarsi troppo sugli allori, proponendoci un Worms Revolution propenso a rinnovare un concept di gioco che, per quanto valido, dopo quasi due decadi ha iniziato a stufare. Il nocciolo della saga non è certo stato stravolto, ma sicuramente fa piacere vedere come non ci si trovi a portata di pad la più classica delle produzioni fotocopia: per quanto minimale, ben venga l’introduzione di nuovi elementi strategici, per altro decisamente ben concepiti e riusciti. Sicuramente un acquisto consigliato a tutti coloro che amano la serie, ma anche un buon punto di inizio per tutti i neofiti.

3 Commenti a “Sempre i soliti vermi?”

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