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Recensione Scatena l’aura con Dragon Ball Z Kinect

Dragon Ball è un marchio che non ha bisogno di presentazione. Abbiamo visto l'anime, letto il manga, giocato a tanti capitoli usciti su diverse piattaforme. Cosa ci manca allora? Fino ad oggi non ci è stata data la possibilità di recitare in prima persona le gesta di Goku e company, quante volte abbiamo mimato i colpi più spettacolari sentendoci un po' bambini? Qualunque fan resterà sicuramente attratto dalla possibilità di eseguire tutte le mosse del cartone animato attraverso la periferica Microsoft. Ecco che nasce Dragon Ball Z Kinect!

di: Mariano "TylerDurden" Adamo

Nella storia dei manga, una delle produzioni che ha riscosso più successo è Dragon Ball. Chiunque, almeno una volta nella vita, ha sentito parlare delle avventure di Goku e company. Il numero di appassionati, nonostante i trent’anni, è sempre elevatissimo e tutt’oggi il brand non è affatto in declino. Dalla semplice produzione cartacea Dragon Ball si è spostato praticamente in tutti i settori dell’intrattenimento e, ovviamente, non ha lasciato a mani vuote quello videoludico. Su ogni console le gesta dei Super Sayan si sprecano e ormai il numero di tie-in è elevatissimo. C’è da dire che per quanto alcuni videogame ispirati alla serie non fossero poi da buttare, nei desideri, più o meno reconditi, dei giocatori c’era la possibilità di vivere in prima persona gli emozionanti combattimenti della saga. Tutto questo oggi è possibile grazie a Kinect, che finalmente può esaudire il sogno di tanti appassionati. Prima di entrare nel vivo vi consigliamo di mangiare un bel fagiolo di Balzar (Karin nella versione originale) che qui c’è da sudare!

K come Kinect, K come Kamehameha

In trepidante attesa di lanciare un’onda energetica girovaghiamo un po’ tra i menù di gioco, per scoprire cosa ha da offrire questo Dragon Ball Z Kinect. Delusione è l’espressione che abbiamo sul volto in questo preciso momento. Escluso un tutorial (tra l’altro ben realizzato) e una piccola modalità di personalizzazione, il gioco ci permette di affrontare unicamente uno Story Mode e un Attacco a tempo. Si poteva fare decisamente di più.
Col buonismo tipico della serie andiamo avanti senza preoccuparci troppo. Affrontando la modalità storia, com’è facile dedurre, ripercorreremo la trama del manga dallo sbarco di Radish sulla terra fino ad arrivare alla saga di Majin-Bu. Nonostante la modalità non sia completa di tutti gli scontri visti nell’anime, l’offerta ludica in tal senso è elevata. I tanti combattimenti a disposizione vi terranno impegnati per un bel po’ di tempo; peccato per una certa ripetitività di fondo e la totale mancanza di piccoli mini-game, tipici della serie videoludica, che si sarebbero perfettamente sposati con le peculiarità della periferica Microsoft.
Fatto questo rapido excursus sulle modalità di gioco è finalmente tempo di menare le mani. C’è da dire che i controlli, in una fase iniziale, sembrano piuttosto vari. E’ possibile dare sia calci che pugni, entrambi da diverse direzioni, inoltre è possibile anche caricare il colpo riempiendo un’apposita barra, per infliggere più danni. Tirarle di santa ragione attiverà alcune combo, la cui concatenazione dipenderà direttamente dalla risposta dell’avversario questi, infatti, potrà sia farsi colpire senza ritegno che tentare un contrattacco o una parata; a questo punto il giocatore dovrà eseguire una mossa (o meglio una posizione) su quattro disponibili, in caso d’insuccesso la serie di colpi verrà infranta. Portare a termine una combo ha lo scopo finale di tenere a debita distanza il nemico, permettendoci quindi di caricare l’aura (proprio come avviene nel manga) e sferrare poi uno degli attacchi finali. La mimica di questi colpi è sicuramente l’aspetto migliore del gioco, inutile raccontarvi la sottile soddisfazione di lanciare in faccia a uno degli odiati cattivi un’onda energetica potente e devastante. E poi? La fanciullesca emozione nel compiere – letteralmente – le gesta dei Sayan lascia poi spazio alle più disparate considerazioni. In prima battuta il gioco è totalmente schematizzato, i combattimenti si susseguono tutti con lo stesso ritmo: combo, aura, colpo finale e così via. Più che un picchiaduro vero e proprio sembra un grosso mini-gioco in cui, un po’ come avviene nei dance game, bisogna assumere alcune posizioni per ottenere un buon punteggio. La mancanza totale di fluidità a cui si aggiunge una facilità disarmante, rende il gioco parecchio noioso.
La calibrazione e la precisione dei comandi, invece, soffre un po’ troppo di alti e bassi. In alcuni momenti vi sembrerà perfetta in altri, come durante le parate, faticherete non poco a riuscire a compiere il movimento adatto.

Un desiderio di troppo

Se avete chiesto al Drago un gioco per Kinect ispirato a Dragon Ball che vi soddisfi, fate attenzione a cosa vi spedirà, perché sicuramente non è questo. Carente sotto tutti gli aspetti, Dragon Ball Z Kinect regala pochissime emozioni. Un gameplay poco profondo, ripetitivo e noioso è inglobato in un’offerta ludica povera di modalità interessanti. Che la periferica Microsoft non sia una fucina di capolavori lo si sapeva già prima della sua uscita, ma stavolta forse qualcuno ci aveva sperato. Come al solito si poteva e si doveva fare di più. Se siete ancora nella fase in cui il mondo vi sembra bello, bellissimo e i videogame sono un pretesto per essere ridicolmente bambini davanti allo schermo, forse potreste considerare l’acquisto.