Resistance: Burning Skies: quando due pollici sono meglio di uno… - Recensione

Era atteso come il messia, il primo FPS pensato appositamente per una portatile, oltre che il primo a poter beneficiare dei tanto richiesti due stick analogici. E chiamata al difficile compito di sdoganare un genere da sempre ostico agli handheld è stata la saga di Resistance, uno dei brand esclusivi più controversi del vasto catalogo Sony che, seppur orfano dei propri genitori, ha coraggiosamente accettato la sfida.

Era atteso come il messia, il primo FPS pensato appositamente per una portatile, oltre che il primo a poter beneficiare dei tanto richiesti due stick analogici. E chiamata al difficile compito di sdoganare un genere da sempre ostico agli handheld è stata la saga di Resistance, uno dei brand esclusivi più controversi del vasto catalogo Sony che, seppur orfano dei propri genitori, ha coraggiosamente accettato la sfida.

Resistere è inutile?

Dato che su console casalinga la serie di Resistance sembra aver calato una volta per tutte il sipario, Nihilistic ha scelto di ambientare il suo Burning Skies a metà strada tra il primo ed il secondo capitolo della saga, optando per mettere in piedi un prequel in cui ci vengono mostrate le fasi iniziali dell’invasione americana da parte dei Chimera. E qua entra in scena il nostro eroe, l’anonimo Tom Reily, un pompiere che da prima impegnato in una semplice missione di ordinaria amministrazione finirà con il trovarsi invischiato tra le fila della resistenza, deciso più che mai a salvare il paese e la sua famiglia dalla minaccia Chimera. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Lo stesso discorso si può applicare alla progressione della campagna che, complice un level design non proprio ispirato e sin troppo claustrofobico, porterà via non più di 5-6 ore. Forse un po’ poco per quello che doveva essere l’apripista degli FPS in mobilità. A movimentare un po’ il tutto ci penserà il classico, bizzarro arsenale di cui potremo disporre, da sempre il vero tratto distintivo della serie: sarà piacevole ritrovare in tasca tutte le armi che sin dall’esordio hanno contraddistinto l’universo creato da Insomniac, a cui va ad aggiungersi una nuova arma, ovvero una doppietta capace di sparare dardi esplosivi. Sparito il sistema di potenziamento dato dall’utilizzo intensivo dei vari ordigni, Nihilistic ha scelto di rendere possibili i vari upgrade degli stessi attraverso dei cubi (denominati Materia Grigia) in cui ci imbatteremo nel corso dell’avventura.
Fortunatamente, pur non brillando per inventiva, Resistance: Burning Skies ha comunque l’indubbio pregio di sposarsi perfettamente ai controlli di Vita, dimostrando come gli ostacoli incontrati nella precedente (e in parte sull’attuale) generazione di console portatili siano un pallido ricordo. La risposta dei due stick analogici è impeccabile, in tutto e per tutto identica alla propria controparte casalinga. Stesso discorso per le funzionalità che vanno a scomodare i due touch screen della macchina Sony: lo schermo anteriore è utilizzato per attivare il fuoco secondario delle varie armi, per gestire l’attacco in mischia (forse la funzione meno immediata) e l’utilizzo delle granate. Queste ultime vengono attivate toccando e trascinando sullo schermo un pulsante virtuale, posto a destra dello schermo, fatto che rallenta in maniera significativa l’azione, dandoci così il tempo di piazzare con precisione il lancio. Al touch posteriore, invece, si ricorre per attivare lo scatto del nostro alter ego.

Resistere è inutile!

Laddove Resistance: Burning Skies risulta veramente indifendibile è in uno di quelli che, sin dall’esordio, è sempre stato uno dei punti forti del franchise creato da Insomniac: stiamo ovviamente parlando del comparto online. Se si può comunque chiudere un occhio sull’esigua offerta ludica propostaci da Nihlistic (6 mappe e 3 modalità di gioco), è impossibile essere clementi nei confronti di un’infrastruttura online che fa acqua da tutte le parti. Ad un matchmarking inutilmente macchinoso e lento, capace di funestare l’avvio di una sfida con disconnessioni improvvise quanto inspiegabili, si accompagna un netcode quanto mai incerto, causa di continui e fastidiosi episodi di lag. Come non bastasse, a demolire ancor di più il tutto, intercorrono numerosi glitch oltre ad un assurdo bilanciamento delle armi (è inconcepibile che sulla lunga distanza uno shogun sia più letale di un mitra) che rendono assai frustranti i vari scontri. A poco, in questo caso, può servire la classica progressione ruolistica, legata allo sblocco del vasto arsenale di armi e potenziamenti, che accompagna il tutto. E dire che sin dall’annuncio Sony ha da subito posto l’accento sulla connettività della propria macchina…

Blanda resistenza

Abbiamo già visto cosa Vita sia in grado di gestire sotto il profilo grafico/tecnico, grazie a piccole perle di programmazione come Uncharted: Golden Abyss e Gravity Rush. Per questo motivo non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro disappunto in merito alla resa estetica del lavoro Nihilistic: purtroppo la mole poligonale messa in mostra in Resistance: Burning Skies non riesce a reggere il confronto con i due titoli appena citati, risultando in molti frangenti assai poco numerosa (un esempio calzante è dato dalle ruote ottagonali sfoggiate da alcuni veicoli). Il tutto è inoltre alimentato da un level design abbastanza blando, caratterizzato da ambienti poco dettagliati e impreziositi da texture spesso in bassa risoluzione. Stessso discorso va fatto per la modellazione dei vari personaggi (sia umani che Chimera) che, salvo qualche rara eccezione, difficilmente passeranno alla storia per la loro ricercatezza. Ovviamente non ci troviamo al cospetto di un titolo, tecnicamente parlando, vecchio di una generazione, ma visti i precedenti e l’importanza del franchise era lecito aspettarsi una cura maggiore. Sotto tono anche l’IA avversaria, con nemici che si ridurranno spesso a semplici bersagli (poco) mobili. Impeccabile, al solito, il doppiaggio in lingua italiana, mentre nella media risultano essere musiche ed effetti sonori.

Un’occasione malamente sprecata. Con queste semplici parole è possibile riassumere il nostro pensiero riguardo a Resistance: Burning Skies. La possibilità di presentare in pompa magna il primo, vero FPS destinato ad una console portatile, difatti, era davvero ghiotta. Proprio per questo spiace constatare il pressapochismo con cui è stato affrontato questo ultimo (?) episodio dedicato alla lotta tra umani e Chimera. Una campagna sin troppo breve, per quanto gradevole, unita ad un comparto multiplayer disastroso purtroppo oscurano quanto di buono il titoloNihilistic è ingrado di dimostrare, ovvero l’indubbia bontà dei controlli di Vita. Il team americano saprà ribaltare questo giudizio non troppo lusinghiero con l’imminente Call of Duty Black Ops Declassified? Se il buon giorno si vede dal mattino…

6 Commenti a “Resistance: Burning Skies: quando due pollici sono meglio di uno…”

  1. Spaceman on

    Ho letto solo pareri poco lodevoli su questo Resistance, per quanto mi riguarda questa saga è finita con il terzo capitolo, se hanno intenzione di farmene comprare un altro dovranno impegnarsi parecchio, forse però è meglio che lascino stare questa serie e si dedichino ad altro.

  2. YE-KILLER on

    lo sapevo che questo resistance faceva schifo come il 3 e figuriamoci come sara cod ops declassified :asd:

    scusa Spaceman ma non ti voglio rompere ma che vuole dire

    imegnarsi

    😕

  3. K_for_Vendetta on

    questa saga può continuare tranquillamente, se data in mano a sviluppatori capaci..cosa che i nihilistic ovviamente non sono, e per questo va bacchettata sony per aver dato questo franchise in mano a gente di serie c.

    alla fine con questo capitolo è venuto fuori un episodio con il single player alla fine divertente (grazie soprattutto alle armi) ma cmq ampiamente migliorabile soprattutto dal punto di vista tecnico.

    non conterei nemmeno su cod, dato che lo sviluppano sempre loro…credo che per il primo  fps di spessore su portatile bisognerà aspettare killzone mercenary

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