Redout - Recensione

Quando parli di un gioco di corse futuristiche, non puoi far a meno di paragonarlo al miglior gioco mai uscito per questa categoria: Wipeout. Il gioco Redout oltre a richiamarlo nel nome, lo richiama molto nelle meccaniche di gioco e nelle difficoltà oggettive.

La guerra dei cloni

In questo periodo mi sono trovato spesso a riportare come ci troviamo in una piena “epoca nostalgia”: cioè un periodo dove gli sviluppatori, ormai a corto di idee, tentino di riportare in auge vecchi titoli rifacendoli da zero o facendo semplici porting dell’originale. Per fortuna Redout sfugge totalmente a questa classifica, il gioco infatti pur richiamando il suo illustre e tanto amato antenato-ispiratore, in realtà non è un semplice emulo, ma riporta e migliora molti di quei tratti caratteristici del titolo che fu creato dai ragazzi di Psygnosis.

Corri ragazzo laggiù

Ma quindi Redout cos’è? E’ un gioco di corse futuristiche arcade dove più che la fisica o la dinamica delle curve, a farla da padrone è la velocità dei mezzi e la bravura del giocatore a studiare i percorsi e farli fino a raggiungere il massimo risultato. Le corse sono veloci e difficili, sin dalla prima. La modalità carriera ci farà assegnare sempre nuovi mezzi coi quali correre via via che riusciremo a piazzarci bene nelle gare che il sistema ci proporrà (in maniera un po’ strana, in realtà, visto che non sempre le gare proposte sono al nostro livello). Ma la mancanza di una vera fisica non significa che il gioco non sia difficile, anzi: il tutto diventerà una vera sfida di tempismo e di curve e controcurve da affrontare alla velocità giusta per poter vincere le nostre sfide e guadagnare crediti che ci permettono di acquistare sempre nuovi mezzi più veloci. Ovviamente il tutto condito da giravolte, salti della morte e salti nel vuoto che ci danno un gran senso tensione quando li prendiamo male. Se a questo ci aggiungete i passaggi subacquei, i dislivelli e le altre difficoltà che il team torinese ha inserito in questo gioco, vi renderete conto di che complessità di guida ci propone questo gioco. Potremo inoltre caricare due bonus sulla nostra astronave da corsa (uno passivo e uno attivo) con il quale potenziare la macchina o danneggiare i nostri avversari. Se non volete affrontare la lunga carriera, potrete sempre dedicarvi alla modalità corsa veloce che vi permette di scegliere altre alternative di gioco senza perder tempo in troppi fronzoli. Il comparto online si è dimostrato molto divertente e anch’esso competitivo, con avversari capaci e agguerriti.

Abruzzo Futura

I ragazzi di 34BigThings (team italiano molto talentuoso) hanno saputo sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche dell’Unreal engine 4, tirando fuori una grafica pulita ma scintillante di luci e colori, resi apposta slavati per richiamare quel futuro decadente reso famoso dalla saga di Star Wars (vi ricordate la corsa degli sgusci?). Ma il team torinese ha capito benissimo che in una corsa così frenetica i giocatori non staranno tanto a guardare le fattezze del mezzo, bensì quello dei fondali e dei percorsi: e sotto questo punto di vista non restiamo delusi. I fondali ed i tracciati sono un bacio sugli occhi, con un level design davvero curato. Menzione particolare al livello dell’Abruzzo, verde e lussureggiante al punto giusto.

3,2,1,….PARTITI!

Che dire, Wipeout ha fatto storia, e questo Redout ne è il degno, degnissimo erede. Altri ci hanno provato prima ma senza meritarsi a pieno questo titolo. Per fortuna (e con orgoglio italico) i ragazzi di 34BigThings sono riusciti in pieno a cogliere lo spirito di un gioco dalla storia così pesante, e renderne pieno merito e migliorando addirittura alcune caratteristiche. Bel lavoro, ragazzi!

  • Level Design

  • Colori

  • Abruzzo

  • Pochi percorsi

3 Commenti a “Redout”

  1. Deadly Fagilo on

    Sarà mio, adoro questi titoli arcadozzi. E fa piacere che sia un buon lavoro svolto da un team tricolore.

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