Recensione di Yar’s Revenge - Recensione

Recensione di Yar's Revenge di Console Tribe

Sempre più spesso nel mondo videoludico, specie durante l’ultimo periodo, sono stati remake e seguiti a fare da padroni. Se nel caso di titoli tripla A si parla quasi sempre di sequel delle saghe più famose, nel “piccolo” mondo degli arcade, invece, ci troviamo davanti a una moltitudine di riedizioni di vecchie glorie, provenienti direttamente dal secolo scorso. Non dobbiamo infatti dimenticare come l’esplosione del concetto “popolare” di videogioco arrivi proprio da quel periodo e, in particolare, dai ricchissimi anni ’80.
Per coloro che l’hanno vissuto da giocatori non sarà difficile ricordare quali fossero i generi che affollavano gli innumerevoli cabinati e le meno diffuse console casalinghe. Basti pensare che pochi anni prima era stato il supremo Space Invaders a dettare le regole degli shoot ‘em up di allora. L’arrivo sulla gloriosa Atari 2600 di Yars’ Revenge nel 1981 fu accolto con calore dai videogiocatori dell’epoca e rimase uno dei titoli più venduti di quegli anni. A distanza di tre decenni, le oramai sempre più popolate piattaforme online delle attuali console accolgono il nuovo Yar’s Revenge, titolo che però, in questo caso non si pone ne come un remake, ne come un seguito.

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Finto remake

I punti in comune fra i due giochi sono ridotti all’osso e se non fossero presenti le medesime razze dell’originale, gli Yar e i Qotile, potremmo praticamente essere certi di trovarci di fronte ad un’altra saga. Nemmeno il genere di gioco è stato risparmiato da questo cambiamento generale: quello che abbiamo fra le mani è infatti una sorta di sparatutto su binari, in cui l’avanzamento nelle aree e i cambi di inquadratura avvengono in automatico e dove al giocatore non rimane altro da fare che evitare gli attacchi nemici e fare fuoco. Nonostante questa apparente semplificazione, il gameplay di questo Yar’s Revenge è tutto fuorchè banale o elementare: gli sviluppatori di Killspace Entertainment richiedono ai player l’utilizzo di una mappatura piuttosto completa e complessa del controller. I due stick analogici infatti vanno utilizzati rispettivamente per muoversi e mirare, mentre al grilletto e al dorsale di sinistra sono assegnati l’utilizzo di missili e il dash evasivo. Passando alla parte destra del controller, i precedentemente citati tasti dorsali avranno il compito di utilizzare le due modalità di fuoco standard, mente ai quattro pulsanti principali sono associati quattro diversi power-up, attivabili a nostro piacimento. Se già questo continuo dover premere pulsanti contribuisce a rendere il gioco meno facile e immediato, la difficoltà arriva a dare una ulteriore “piccola mazzata” alle velleità di gloria dei contendenti: se nella modalità easy, infatti, il titolo appare completabile addirittura senza alcun Game Over, ad ogni ulteriore grado di difficoltà la sfida aumenterà più che esponenzialmente, diventando ai livelli più alti, quasi proibitiva per i profani del genere. Ad ogni modo affrontare questi ostacoli sarà indispensabile per coloro che mirano ad ottenere tutti i trofei o a scalare le immancabili classifiche online, vero punto di forza di questi giochi. Il discorso sulla difficoltà va a braccetto con la longevità: nella modalità più bassa si impiegherà poco più di un ora per completare i sei livelli che compongono il titolo ma, nel caso il vostro obbiettivo fosse quello di puntare alla vetta della classifica, o a completare tutte le sfide, quei 60-90 minuti potrebbero aumentare in modo vertiginoso. Ad arricchire, seppur in modo lieve, questo aspetto del titolo collabora la modalità cooperativa, purtroppo affrontabile solo in locale. Sempre in tema longevità, contribuiscono, in modo decisamente più incisivo, altre tre modalità, in ognuna delle quali verranno imposti al giocatore determinati limiti per quanto riguarda gli attacchi a disposizione e alcuni potenziamenti saranno donati agli avversari.

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Melodia disarmonica

I tre decenni passati hanno ovviamente colpito in modo pesantissimo il comparto visivo del titolo, complice anche il cambio di genere. L’utilizzo del Cel Shading e di un design che strizza l’occhio all’animazione giapponese (specialmente negli artwork che accompagnano gli intermezzi narrativi), sono sicuramente due delle scelte grafiche meglio riuscite e che alzano notevolmente il livello qualitativo di Yar’s Revenge. Purtroppo la stessa cura non è stata riservata alle ambientazioni: i sei livelli precedentemente citati, appaiono infatti pressoché identici “a due a due”, riducendo in modo drastico la varietà disponibile e contribuendo a dare una forte sensazione di monotonia. Da segnalare ad ogni modo l’ottima fluidità dell’azione di gioco e l’assenza di disturbanti bug grafici.
Quello che il tempo non ha migliorato è invece il comparto sonoro, aggiornato ovviamente, ma assolutamente incapace di incidere in positivo sulla parte giocata.
L’assenza di qualsivoglia doppiaggio e la ripetitività dei motivi musicali si vanno a sommare alla totale mancanza di ispirazione e memorabilità per quanto riguarda questi ultimi; di fatto l’audio non aiuta in alcun modo ad accompagnare il giocatore durante le sessioni, lasciandolo in balia dello scorrere dei livelli.

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Solo noi che amiamo la sfida

Come valutare quindi un titolo che riporta dal passato un nome sicuramente importante?
Considerandolo quale arcade sicuramente i pregi non mancano, soprattutto per quanto riguarda la grafica ma, Yar’s Revenge, è sicuramente lontano dall’essere un titolo riuscito in modo accettabile sotto ogni aspetto. Nel genere a cui appartiene non mancano assolutamente i contendenti dalla qualità sicuramente superiore come Panzer Dragon ORTA, capaci di coinvolgere e di offrire esperienze videoludiche molto più complete. Questo nuovo titolo potrebbe interessare tutti coloro che ambiscono a mettersi alla prova nella scalata alle classifiche e che sentono la mancanza di quei titoli caratterizzati da una difficoltà sopra la media. Per tutti gli altri è necessaria una attenta valutazione: 800MP possono valere una o due ore di gioco e qualche ulteriore partita in cooperativa? A voi la risposta….