Recensione di Unreal Tournament 3 - Recensione

Recensione di Unreal Tournament 3 di Console Tribe

Benvenuti nell’arena



Il gusto per il combattimento ha da sempre acceso le passioni delle
folle: fin da quando uomini muscolosi coperti di cicatrici, dallo
sguardo truce hanno calcato le arene polverose dell’Impero romano, c’è
sempre stata una moltitudine di persone pronta ad acclamarli e a
fischiarli. Mentre le spade luccicano sotto il sole e gli scudi vengono
alzati al cielo in senso di devozione, migliaia di sguardi osservano
fissi la scena, aspettando trepidanti che il sangue cominci a scorrere.
Dal lontano passato al lontano futuro, la storia si ripete,
aggiornandosi e modificandosi, ma rimanendo pur sempre la stessa.
Abbandonate le armi bianche e le pesanti armature di ferro, i guerrieri
figli di un’epoca di là da venire, fatta di devastazione e distruzione,
si preparano a scendere nell’arena, a gareggiare mettendo in gioco
l’unica cosa che hanno: la vita. Imbracciando i loro fucili, calzando i
loro caschi e le loro maschere si preparano a combattere contro i loro
avversari, con il solo obiettivo di eliminarlo: nessuna pietà è
concessa!

Benvenuti nel nuovo Torneo che la Liandri Corporation è lieta di
presentarvi: ora voi farete parte della folla che piangerà i caduti o
acclamerà l’Eroe. Benvenuti ad Unreal Tournament III.





Sangue e effetti speciali per tutti



Per molto tempo sono circolate voci sul fatto che la PS3 non fosse in
grado di gestire bene l’Unreal Engine 3 e su come invece quest’ultimo
girasse benissimo sulla console di casa Microsoft. In effetti ci é
voluto un po’ di tempo, ma finalmente alla Epic devono avere capito il
trucco e Unreal Tournament 3 presenta un comparto grafico di primissima
categoria.

Il gioco si muove “solo” a 30fps, ma vista l’altissima velocità a cui
si svolge l’azione vi sembreranno 60, se non addirittura di più. La
parola “rallentamento” sembra non essere stata neanche concepita e
anche le sparatorie più frenetiche e con più personaggi e veicoli su
schermo sono fluidissime. La varietà delle ambientazioni vi lascerà
sicuramente a bocca aperta, così come la qualità con cui sono state
realizzate. Le mappe spaziano dagli angusti corridoi all’interno di
piccole basi spaziali fino alle praterie attraversate da fiumi di
alcune delle mappe più grandi.

Le texture sono di altissimo livello quasi in ogni occasione. Di tanto
in tanto salterà all’occhio qualche dettaglio su cui sarebbe stata
gradita maggiore cura ma probabilmente sono scelte dettate dai tempi
stretti e dalla necessità di non appesantire troppo il motore grafico.
Una particolare nota di merito va fatta all’acqua e in generale “ai
liquidi” che vedrete nel corso del gioco, tutti realizzati ottimamente
sia per le texture sia per i movimenti. Anche i fondali veri e propri,
come il cielo e i vari ambienti spaziali sono estremamente
fotorealistici e spesso finiranno per distrarvi con la loro bellezza.

Le animazioni dei personaggi sono per la verità un po’ scarne, anche se
vista la velocità del gioco probabilmente non ci farete caso. Se però
proprio volete cercare il pelo nell’uovo, è possibile notare che i
nostri avversari fisicamente parlando non risentono minimamente del
peso dei nostri colpi. I corpi esplodono sempre nello stesso modo, sia
che vengano colpiti da un razzo sia che vengano mitragliati.

I caricamenti sono molto veloci, specialmente installando parte del
gioco su Hard Disk, tuttavia all’avvio del livello noterete delle
texture completarsi “in ritardo”, operazione che richiede qualche
secondo per terminare ma che non è assolutamente di impedimento ai fini
del gioco. Il gioco presenta pochissimo aliasing (finalmente!) e un
illuminazione in tempo reale degna dei migliori titoli usciti finora.





E’ pur sempre il solito Unreal…



Chi ha già giocato ai precedenti capitoli potrebbe quasi sorvolare su
questa parte, in quanto il gameplay é rimasto pressoché invariato
durante tutti i titoli della serie.

L’azione é sempre veloce e frenetica e fra la vostra morte e il respawn
passerà si e no un secondo. Questa é sempre stata una caratterista
peculiare di tutti gli Unreal ed é perfetta per rendere il gioco
accessibile a tutti: infatti anche un giocatore alle primissime armi
potrebbe comunque fare un buon punteggio a fine partita vista l’immensa
facilità nell’uccidere e nel venire uccisi. Al contrario di Gears Of
War o Resistance: Fall Of Man dove l’allenamento può fare veramente la
differenza, anche in un semplice team deathmatch, in Unreal Tournament
chiunque può ottenere risultati eccellenti.

Ovviamente questo non vuol dire che é impossibile eccellere e essere
più bravi degli altri, ma solamente che anche il “casual gamer” può
divertirsi a fraggare senza la frustrazione di fare solo un’uccisione
ogni 15 morti.

Anche l’arsenale é lo stesso dei precedenti capitoli: ritroveremo il
nostro amato Flak Cannon, la Slime Gun, l’Enforcer, la mitragliatrice
d’ordinanza e pure il famoso triplo lanciarazzi. Ogni arma possiede
anche uno sparo secondario e in alcuni casi i due tipi di spari si
possono abbinare per ottenere delle combo altamente distruttive. E’
presente anche il caro vecchio “Redeemer”: un cannone che spara un
missile termonucleare telecomandato che é possibile pilotare con i
sensori di movimento del Sixaxis.

Sparsi per le arene troverete inoltre i classici bonus già visti nei
precedenti capitoli, come l’invisibilità, il berserk che vi farà
sparare molto più velocemente, i jump boots e il damage amplifier, che
renderà qualsiasi arma estremamente letale.

Una piacevolissima aggiunta è rappresentata dall’hoverboard, una specie
di skateboard volante che potrete usare per spostarvi più velocemente
durante le missioni warfare e capture the flag. Durante gli spostamenti
su questo veicolo la visuale passerà in terza persona, e dovrete stare
particolarmente attenti a non farvi colpire, in quando anche il minimo
colpo vi sbalzerà a terra facendovi subire un notevole danno.

Le modalità di gioco sono ben sei: oltre ai classici deathmatch e team
deathmatch in cui dovrete semplicemente sparare ai vostri avversari
sono presenti anche le modalità Capture The Flag e Warfare.
Quest’ultima consiste nell’occupare dei “nodi” sparsi per le arene che
vi consentiranno di abbassare le difese del nucleo del reattore
avversario, che dovrete andare a distruggere prima che i vostri nemici
conquistino uno dei vostri nodi, che farà riattivare le barriere.
Modalità simili sono comunque presenti in molti FPS, tra cui
Resistance, quindi non si tratta di qualcosa di particolarmente
innovativo.

La modalità Capture The Flag consiste invece nel portare la bandiera
del vostro avversario nella base amica evitando allo stesso tempo che
la vostra bandiera venga rubata.

Le due precedenti modalità sono anche disponibili con la variante
“Vehicle”, il che amplierà notevolmente le dimensioni delle mappe e
renderà possibile l’utilizzo di moltissimi veicoli, tutti diversi tra
loro, che spaziano dai carri armati a delle specie di tripodi
similissimi a quelli visti ne “La Guerra Dei Mondi passando per vari
tipi di aerei e hovercraft. In queste modalità sarà possibile anche
trovare una nuova arma, che consiste in un lanciarazzi anticarro che
sparerà missili teleguidati in grado di distruggere facilmente quasi
ogni tipo di veicolo.

Infine la modalità “Duel”, come il nome stesso suggerisce, vi
permetterà di scontrarvi 1 contro 1 all’interno di mini mappe create
appositamente per gli scontri a due.

Parlando di mappe non si può non fare i complimenti alla Epic, sia per
il numero (una trentina) sia per la varietà, ma soprattutto per la
possibilità di scaricare contenuti “user made”, ovvero fatti con il pc
da appassionati map maker di tutto il mondo. Mentre state leggendo
questa recensione il gioco non é ancora sbarcato sul suolo europeo, ma
sono già disponibili oltre 40 mappe scaricabili, molte delle quali non
hanno proprio nulla da invidiare a quelle programmate dalla Epic che
troverete all’interno del gioco.

Sono anche già stati resi disponibili diversi “mutator” che permettono
di modificare le regole degli incontri e di aggiungere alcune
caratteristiche come la tanto desiderata visuale in terza persona, sia
da lontano sia “alla Gears Of War”, ovvero sopra le spalle.

E’ inoltre possibile anche abbassare la gravità, creare degli scudi
ricaricabili e modificare i danni inflitti dalle armi, rendendo una
pistola più letale di un lanciarazzi.

Le sopramenzionate mappe e i mutator sono scaricabili sia da pc sia
direttamente dalla PS3 attraverso il browser integrato, rendendo il
processo decisamente “user friendly”.

Lo schema dei comandi é molto intuitivo e simile a quello degli ultimi
sparatutto in prima persona usciti per PS3. Una piacevole novità é data
dalla possibilità di utilizzare tastiera e mouse per giocare, anche se
i tempi di risposta di suddette periferiche non sono certo paragonabili
a quelli che si ottengono con il pc.

Chi preferisce giocare con il joypad non deve comunque preoccuparsi
visto che nella ricerca delle partite é presente un filtro che vi farà
evitare i giocatori che utilizzano la premiata combinazione
mouse-keyboard.

La velocità del gioco è stata per ovvie ragioni rallentata rispetto
alla versione pc, ma per chi volesse comunque provare l’ebbrezza del
vedere i personaggi che schizzano da una parte all’altra dello schermo
è presente un mutator “turbo” che accelererà notevolmente l’azione.





Quando il gioco (online) si fa duro…



Una delle maggiori differenze rispetto ai precedenti capitoli della
serie é la presenza di una vera e propria campagna, con tanto di trama:
la colonia del vostro personaggio viene attaccata da una razza aliena e
voi assisterete allo spettacolo mezzi tramortiti e incapaci di agire. A
distruzione ultimata, verrete salvati da dei mercenari a cui, manco a
dirlo, vi unirete in cerca di vendetta. Sono presenti diversi
intermezzi filmati, realizzati con lo stesso motore del gioco, ma in
generale la trama risulta un po’ piatta e la campagna vi servirà più
che altro come allenamento per il multiplayer. E’ comunque piacevole
notare come alla Epic abbiano finalmente deciso di dedicare un po’ di
attenzione anche al gioco offline, rendendo la campagna, che dura sulle
8 ore, molto più piacevole rispetto ai precedenti capitoli.

Tutti sanno che il multiplayer é sempre stato il vero punto forte della
serie e anche in questo caso ci troviamo davanti a un’esperienza online
con i controfiocchi.

La ricerca delle partite é velocissima e la qualità dei server é
generalmente ottima, nonostante finora siano quasi tutti in america e
quindi presentino qualche lieve problema di lag. Fortunatamente molti
giocatori del vecchio continente hanno comprato il gioco di
importazione e quindi sono già presenti alcuni server europei,
soprattutto in Germania e Regno Unito. In questi casi la connessione é
ottima e il lag quasi sempre assente.

E’ possibile fare partite fino a un massimo di 16 giocatori in funzione
della grandezza delle mappe e delle vostre preferenze. Per fortuna é
stata aggiunta anche una friend list con possibilità di messaggistica
che rende abbastanza facile comunicare e giocare con i vostri amici.
Sono invece purtroppo assenti sia un set di opzioni per la creazione di
clan sia un buon sistema per tener traccia delle vostre statistiche
come succedeva in Resistance: Fall Of Man.

Soprattutto quest’ultima mancanza é pesantissima in un gioco iper
competitivo come Unreal Tournament 3 in quanto avrete pochissimi
incentivi a usare un’arma piuttosto che un’altra per sbloccare una
medaglia che mostri la vostra abilità.

Il personaggio che userete online é ampiamente customizzabile, sia in
termini di razza sia in termini di armature, colori e voce.

La chat vocale presenta invece non pochi problemi: innanzitutto la
scelta di dover premere un bottone ogni volta che si vuole parlare non
è delle più azzeccate, e inoltre anche premendo il bottone spesso non
si riesce a parlare.

Anche la campagna potrà essere svolta in modalità cooperativa con un
massimo di 3 amici e questa é senza dubbio un’aggiunta molto gradita,
specialmente a causa della scarsa IA dei vostri compagni che renderà
alcune delle missioni warfare più difficili quasi impossibili da
svolgere in single player.

Purtroppo non é presente alcuna modalità split screen, né per la
campagna né per i deathmatch, il che rende il titolo decisamente poco
appetibile a chi non possiede una connessione a banda larga.





Musica da guerra



Il comparto audio si attesta su un buon livello anche se spesso sarete
troppo presi dal combattimento per fare caso alla notevole colonna
sonora. Nella campagna il doppiaggio é buono, anche se siamo lontani
dai livelli di eccellenza di Uncharted e Heavenly Sword. Anche i suoni
del vostro arsenale, come é lecito aspettarsi da un titolo della serie
Unreal, é reso alla perfezione e ogni arma é facilmente riconoscibile
anche dal solo rumore dello sparo.

La voce dell’annunciatore é la stessa dei capitoli precedenti e vi darà
la giusta carica quando inizierete a fare stragi con affermazioni tipo
“Rocket Scientist” , “Flak Master” e “Mega Kiiiilll” invogliandovi a
fare delle spree sempre più lunghe.





La resa dei conti



Unreal Tournament 3 é senza alcun dubbio un ottimo titolo ma potrebbe
non essere adatto a chiunque. Il suo stile é unico e o lo si ama o lo
si odia. Se vi sono piaciuti i precedenti capitoli, questo terzo
episodio porta ben poche novità se non una grafica rinnovata, ma questo
dovrebbe essere abbastanza per farvi correre in negozio a comprarlo.

Se invece siete nuovi nel mondo di Unreal Tournament magari prima affittatelo per farvi un’idea.

Il comparto grafico é comunque di ottimo livello, sicuramente fra i
migliori visti finora su ps3, e lo stesso si puo’ dire della
giocabilità, che, se vi piace il genere, è impareggiabile nella sua
frenesia.

In ogni caso senza una connessione a banda larga il gioco perde il 95%
del suo fascino e potenziale, quindi se avete intenzione di comprarlo
sappiate che il multiplayer online é d’obbligo, vista anche l’assenza
di una modalità split-screen.


PRO

  • Grafica di ottimo livello
  • Giocabilità unica nel suo genere
  • Multiplayer infinito

CONTRO

  • Storia poco approfondita
  • Niente split screen
  • Longevità single player