Recensione di UFC Undisputed 2010 - Recensione

Recensione di UFC Undisputed 2010 di Console Tribe

Un anno dopo lo strepitoso successo di UFC Undisputed 2009, THQ e Yuke’s ci riportano nell’ottagono pronte a ribadire la loro leadership nel settore dei combat game. È tornato il momento di indossare di nuovo guantini e paradenti ed entrare nella gabbia.
It’s time!

So you want to be a fighter?

Già in sede di anteprima vi avevamo annunciato gli importanti cambiamenti che il team di sviluppo avrebbe apportato a questa nuova versione del simulatore di arti marziali miste; ora vediamole nel dettaglio.
Balzerà subito all’occhio dei fighter più esperti il nuovo sistema di transizioni, molto più dinamico e profondo dello scorso anno. Oltre all’introduzione delle fasi di lotta contro la gabbia, sia in piedi che al tappeto, troviamo la presenza delle transizioni anche nelle fasi di clinch che si riveleranno più dinamiche che in passato, dove invece rappresentavano il più delle volte una semplice fase di stallo prima di un takedown.
Anche durante una sottomissione ci sarà permesso di cambiare posizione senza dover mollare la presa sul nostro avversario, perdendo così il vantaggio ottenuto e dandogli la possibilità di riprendersi. Tecnica di sottomissione nettamente migliorata e resa più intuitiva: si riuscirà a comprendere nettamente chi si troverà in vantaggio grazie ad un semplice movimento della telecamera virtuale, che stringerà verso il fighter attaccante in caso l’avversario sia sul punto di cedere, viceversa si allontanerà nel caso in cui la sottomissione non stia sortendo alcun effetto.
Seconda nuova feature è la schivata, una delle gravi mancanze del precedente capitolo. Sebbene risulti molto intuitiva e sostanzialmente funzionale, questa si rivela talvolta poco precisa rispetto al calcolo delle collisioni: non sarà raro vedersi arrivare un calcio sul viso nonostante l’avessimo intuito e schivato, abbassando o tirando indietro il busto. Effettuare una schivata vorrà dire rimanere immobili, in quanto questa viene effettuata esclusivamente con un movimento del busto. Ovviamente evitare un attacco ci conferirà qualche istante di vantaggio sul nostro avversario in cui potremo scaricargli contro una devastante counter. Gli attacchi d’incontro infatti sono stati nettamente potenziati e non sarà raro vedere un match terminare dopo pochi secondi grazie a questa tecnica, che quando non si rivelerà fatale infliggerà una severa punizione a chi l’avrà subita.

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Tra gli altri “piccoli” miglioramenti possiamo notare delle posture e delle guardie finalmente adeguate allo stile del nostro fighter e alla direzione dalla quale arrivano i colpi, una resistenza inferiore degli atleti (ora molto più vulnerabili ai counter attack e al ground and pound), la limitazione delle posizioni di half guard e full mount (dove il fighter che subirà la posizione conserverà un minimo di difesa anziché essere sovrastato), una portata dei colpi ridotta ed adeguata maggiormente alla distanza tra i due atleti ed, infine, il perfezionamento delle collisioni anche se, come già detto, alcune di esse risultano ancora leggermente imprecise.
Da segnalare anche la nuova intelligenza artificiale dei direttori di gara, ora molto più severi in caso ci trovassimo in una situazione di stallo, dove provvederanno ad incitare i fighter a colpirsi o comunque ad evitare furbe pause tattiche. In aggiunta gli arbitri tenderanno a tutelare maggiormente la salute dei nostri alter-ego, provvedendo ad interrompere immediatamente l’incontro in caso di eccessiva passività senza difesa oppure a causa di una ferita troppo grave.

…this is how!

Nel pacchetto proposto da THQ troviamo tantissime modalità di gioco oltre alla classica esibizione e al completissimo Tutorial che ci inizierà ai fondamenti della lotta nell’octagon. Gran parte dei nomi delle mosse e delle transizioni sono state tradotte dall’inglese all’italiano letteralmente, rendendo talvolta difficile la comprensione della posizione da ricercare o quale colpo portare; ad ogni modo basteranno pochi istanti per associarle ed evitare di confondersi.

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Partiamo dalla protagonista assoluta: la Carriera, la modalità che ha subito più miglioramenti dell’intera produzione. Dopo aver creato il nostro fighter tramite lo sconfinato editor di gioco (che quest’anno non ha veramente niente da invidiare alle vette raggiunte dalla serie Smackdown! vs Raw), saremo pronti per intraprendere il nostro percorso nelle MMA (Arti Marziali Miste). Partiremo dapprima nelle federazioni satellite per poi farci un nome ed esordire finalmente tra i “big” dell’Ultimate Fighting Championship, con ovviamente il fine ultimo rappresentato dalla conquista del titolo. La Carriera ha una durata di 12 anni, il doppio rispetto allo scorso anno, e si rivela molto più dinamica e curata. Il nostro allenatore ci seguirà passo-passo proponendoci di volta in volta il programma di preparazione migliore e gli incontri disponibili per gli eventi. Risultano migliorate notevolmente le sessioni di allenamento, ora affrontabili anche in automatico, e i famosi Camp. Quest’ultimi in particolare hanno ricevuto un trattamento d’onore in primo luogo nel numero: avremo a disposizione più di 30 Camp a cui partecipare (ai quale si aggiungono anche i Camp online creati dagli utenti di tutto il mondo), ognuno di essi ci fornirà come allenatore un famoso allenatore o fighter dell’UFC che potrà insegnarci fino a 50 tecniche diverse. Questo permetterà al giocatore di espandere il proprio repertorio a dismisura, senza dover per forza limitarlo alla disciplina di lotta che ora non occorrerà più scegliere al momento della creazione del lottatore, ma andrà perfezionata e definita autonomamente, scegliendo ed apprendendo con cura le tecniche da affinare. Per apprendere una determinata tecnica dovremo affrontare delle prove, che vanno dall’allenamento con uno sparring partner a delle sessioni di lotta a terra, oppure ci limiteremo a colpire le muffole del nostro allenatore per perfezionare le nostre abilità di striking. Proprio quest’ultimo aspetto non ha convinto pienamente in quanto tende, alla lunga, a risultare leggermente ripetitivo se si pensa anche all’ottimo sistema di apprendimento dello scorso anno. Tutto sommato, però, la nuova modalità Carriera risulta divertente e finalmente più coinvolgente, confermandosi ancora una volta il fulcro del titolo Yuke’s.

!==PB==!
Re-write the history!

Tra le altre modalità a disposizione troviamo l’Ultimate Fight, evoluzione della modalità Match Classici dello scorso anno. Anche questa volta avremo la possibilità di affrontare gli incontri che hanno fatto la storia dell’UFC, cercando di ripetere le gesta reali degli atleti ma anche di riscriverne la storia, invertendo le sorti dell’incontro. Ovviamente non basterà soltanto vincere ma si dovrà farlo nelle modalità reali in cui finì quell’incontro: ci verrà richiesto di vincere ai punti, per KO al primo round oppure ancora per sottomissione al secondo; l’importante è rispettare il verdetto reale del match. Oltre a questa clausola fondamentale troviamo altre quest minori, sempre riguardanti l’andamento veritiero del match. Queste ci richiederanno di eseguire delle azioni avvenute realmente in quel dato incontro, come far sanguinare l’avversario, stordirlo al secondo round o ottenere un maggior numero di atterramenti durante il match. Anche questa modalità si è rivelata esaltante e divertente, anche grazie alla possibilità di rivivere gli incontri più importanti della federazione, cercando di riprodurli fedelmente in ogni azione.

Un’altra novità è rappresentata dalla modalità Torneo, tramite la quale potremo scegliere fino a 16 lottatori di una determinata categoria e lanciarli in una competizione ad eliminazione diretta, fino alla grande finale. Nuove anche le modalità Titolo, nella quale affronteremo una serie di eventi predefiniti che man mano ci avvicineranno alla tanta agognata shot per la conquista della cintura, e Difesa del Titolo (quest’ultima sbloccabile soltanto dopo aver completato la modalità Titolo con successo) che non necessita di spiegazioni. Purtroppo la prima sconfitta ci obbligherà a ricominciare il nostro percorso dall’inizio, rendendo il tutto piuttosto frustrante se si affronta il gioco ai livelli di difficoltà più alti. A tal proposito è da segnalare un notevole miglioramento dell’A.I. avversaria che si è rivelata molto ostica soprattutto negli ultimi due livelli di difficoltà, sfruttando impietosamente le counter ed utilizzando efficacemente schivate e takedown.

In definitiva avremo tantissime modalità tra cui scegliere, tutte realizzate molto bene ed in grado di intrattenere qualsiasi tipo di giocatore senza mai stancare anche grazie alla varietà di situazioni e allo sconfinato roster messo a disposizione da THQ, che può vantare la ragguardevole cifra di 116 fighter!

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Busted open!

Tecnicamente il titolo THQ mostra i muscoli ma non si distanzia nettamente dal predecessore. Ovviamente il motore di gioco è rimasto il medesimo ma c’è stato un netto miglioramento per quanto riguarda le texture, la modellazione poligonale nonché un discreto restyling al settore animazioni, ora molto più fluide e credibili. Anche l’effetto sudore, così come le ferite, sono resi in maniera molto più realistica dello scorso anno. Migliorato (anche se ancora perfezionabile) il contorno dell’octagon con tifosi e giornalisti che godono di un maggior numero di poligoni, quantunque risultano ancora assenti le carismatiche entrate nell’arena dei fighter.
Versante audio anch’esso di ottima fattura con un campionamento di voci ed effetti sonori di altissimo livello. Migliorata notevolmente la telecronaca curata dai leggendari Mike Goldberg e Joe Rogan, ora molto più reattivi ed enfatici nel sottolineare le azioni dei fighter, sfoggiando un’ottima obiettività nel commentare il post match, ammettendo quando ci si è trovati davanti ad un incontro memorabile o quando i due atleti avrebbero potuto dare decisamente di più. Per concludere torna un’ottima colonna sonora heavy metal che ci accompagnerà durante la navigazione dei menu.

Fighters of the world

Il comparto multiplayer torna con qualche nuova aggiunta rappresentata dall’introduzione della modalità esibizione online e dai Camp creati dagli utenti ed utilizzabili anche durante la Carriera. Ovviamente il cuore pulsante saranno le partite classificate che ci permetteranno di scalare la classifica online dei migliori fighter del mondo. Quest’anno sono previste severe punizioni per i giocatori scorretti che si disconnettevano in procinto di una sconfitta. Di fatto chi si ritirerà riceverà una penalizzazione in termini di punti e perdendo a tavolino; di contro, purtroppo, il vincente riceverà sì la vittoria ma nessun punto utile per la classifica.

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Le partite si sono svolte molto bene, denotando una buona stabilità del netcode ed un matchmaking abbastanza veloce che ci metterà di fronte ad avversari di livello simile al nostro. In alcune partite si nota ancora un po’ di lag ma si tratta comunque di casi sporadici. Inspiegabile poi l’assenza di una qualsiasi modalità torneo vista anche la sua presenza nel single player, una variante che avrebbe arricchito non poco il già ottimo comparto online del titolo Yuke’s. Da segnalare infine la possibilità di scaricare gratuitamente gli eventi creati dai giocatori di tutto il mondo tramite l’apposito editor che ci darà modo di sviluppare un nostro personale Pay Per View decidendone il nome, il numero degli incontri e l’arena in cui sarà disputato.

Are you ready for the UFC?

UFC Undisputed 2010 rappresenta l’evoluzione ed il perfezionamento di un titolo che si era già affermato leader indiscusso della categoria un anno fa. La nuova incarnazione del simulatore di MMA per eccellenza ha davvero pochissimi difetti, imputabili per lo più ad alcune collisioni ancora imprecise e ad alcuni aspetti della carriera e del multiplayer migliorabili. Per il resto il titolo diverte e lo fa nonostante sia una simulazione profonda e complessa che necessita di molto tempo e dedizione per essere goduta appieno in ogni sua sfaccettatura.
Per gli amanti delle MMA, ed in particolare dell’UFC, questo è un acquisto praticamente obbligato. Chi non ha mai provato ad accostarsi al genere, invece, dovrebbe dargli una possibilità poiché UFC Undisputed 2010 si è rivelato un vero capolavoro nel suo genere, un titolo maturo e completo, ancora una volta il punto di riferimento della sua categoria.