Recensione di Toy Story 3: Il Videogioco - Recensione

Recensione di Toy Story 3: Il Videogioco di Console Tribe

Dopo un’attesa lunga poco più di dieci anni, nelle sale cinematografiche italiane è stato proiettato il terzo ed ultimo capitolo di Toy Story, sottotitolato per l’occasione “La grande Fuga”. Realizzato ancora una volta dal “duo” Disney/Pixar, Toy Story 3 riporta sul grande schermo lo stravagante mondo dei giocattoli amalgamando perfettamente scene nostalgiche e gag riuscitissime, confermando la professionalità degli sceneggiatori americani. E come da tradizione, con il rilascio nelle sale delle peripezie di Woody e soci, non poteva mancare all’appello l’ennesimo tie-in destinato praticamente a tutte le console attualmente disponibili sul mercato, portatili comprese. Lo sviluppo è stato affidato ai ragazzi di Avalanche Software, già noti per aver lavorato in passato a stretto contatto con la Disney.
Se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che bisogna prestare massima attenzione proprio ai tie-in; questo perché, il più delle volte, si rivelano dei titoli ben lungi dall’essere definiti dei capolavori. A tal proposito i più maligni potrebbero dire che questi vengano sviluppati solo per mantenere alto l’interesse nei confronti della rispettiva pellicola cinematografica. Ma anche se questo ragionamento non è poi così distante dalla realtà dei fatti, bisogna riconoscere che talvolta alcuni tie-in riescono a sorprendere, manifestandosi agli occhi del giocatore con una propria individualità.
Sarà questo il caso di Toy Story 3? Scopriamolo insieme.

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“Come faremo ad arrivare laggiù?”

Una volta avviato il gioco, veniamo accolti da un menu tanto intuitivo quanto originale: contrariamente a quanto siamo abituati, infatti, il classico menu “testuale” è stato sostituito da un inconsueto tabellone di un gioco da tavola, attraverso il quale, spostando un pennarello, possiamo selezionare una delle due modalità di gioco a cui prendere parte, il tutto evidenziando una delle tante aree disponibili.
Toy Story 3, quantunque sia un gioco quasi esclusivamente destinato ai più piccoli, mostra sin da subito una grande varietà, caratterizzandone positivamente il gameplay e forgiando un appeal generale di tutto rispetto. Gli sviluppatori di Avalanche Software hanno pensato bene di dare vita a due modalità di gioco: una lineare che ricalca a grandi linee la storia dell’omonimo film di animazione e una più creativa – e per questo più interessante – sorretta da una giocabilità aperta. La prima ci vede protagonisti in otto livelli e, senza nemmeno rendersene conto, ci si ritrova alle prese con un gameplay tanto cangiante quanto ben congegnato. Ogni livello di gioco, infatti, propone un approccio del tutto differente, rendendo l’incedere più coinvolgente e mai noioso. Impersonando Buzz Lightyear, ad esempio, avremo a che fare con delle meccaniche shooting tipiche di un TPS, mentre in altri livelli affronteremo sessioni spiccatamente platform in cui aguzzando l’ingegno dovremo risolvere semplici enigmi, in pieno stile puzzle-solving. Ed è proprio in questi frangenti che la modalità Storia dà il meglio di sé: con la pressione del dorsale sinistro possiamo cambiare rapidamente, ed in qualsiasi momento, il personaggio utilizzato, indossando i panni di Woody, Jessie e Buzz. Cambiare personaggio si rivela di fondamentale importanza, infatti per risolvere alcuni rompicapo e portare a casa la plastica dei nostri amici giocattoli, sarà indispensabile sfruttare le abilità speciali di tutti e tre i protagonisti, ogni qualvolta queste si rendano utili. Se con Woody saremo in grado di appenderci ad una sporgenza lanciando il lazo, in modo da raggiungere eventuali piattaforme altrimenti inaccessibili, con Jessie potremo esibirci in un particolare salto rotante riuscendo a scalare diversi oggetti ancorati alle pareti, come ad esempio dardi, chiodi ed altro ancora, e infine con la forza bruta di Buzz, che risulta visibilmente il più coriaceo dei tre, potremo sollevare e lanciare i nostri compagni d’avventura così da fargli raggiungere i punti più alti del livello in corso. Insomma, come potete ben capire, la varietà non manca mica, tanto più che a quanto già detto si aggiungono pure corse pazze in auto, a cavallo e persino alcune sessioni stealth!
Inoltre ogni livello portato a termine può essere rigiocato più di una volta così da permettervi di raccogliere tutti i collezionabili sparsi nelle zone più disparate.

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La scatola dei giocattoli

Come già anticipato, la modalità più interessante del gioco è quella creativa, battezzata non a caso Scatola dei giocattoli. In quest’ultima potrete letteralmente sguinzagliare la vostra fantasia personalizzando come meglio credete un open-world di innegabile ispirazione western. È possibile infatti decorare tutti gli edifici della città, scegliendone colori e stili, pasticciare con il look degli abitanti e prendere parte alle diverse missioni che vi verranno assegnate man mano che sbloccherete nuove location. Al termine di ogni missione sarete ricompensati con un numero variabile di monete d’oro, che potrete usare per acquistare nuovi edifici, nuovi oggetti, acconciature e vestiti per gli abitanti e alcuni gadget utili a mantenere alta la vostra reputazione. Ad esempio una volta acquistata la macchina fotografica potrete guadagnare ulteriori monete in base alla qualità dei vostri scatti, che saranno valutati attraverso alcuni parametri; oppure ancora, se deciderete di acquistare il Pict-o-Matic, una sorta di mini-display LCD che vi mostrerà alcuni screenshot da ricreare poi nel mondo di gioco, avrete di che sbizzarrirvi manipolando lo scenario e gli abitanti in base all’immagine da emulare.
E che dire del GOO? Con questo bizzarro dispositivo sarete in grado di rimpicciolire o ingigantire qualsiasi oggetto o personaggio(!): applicando il liquido verde ad una macchinina, ad esempio, questa si trasformerà in un Monster Truck; viceversa, se applicherete il liquido viola, quest’ultima tornerà alle sue dimensioni originali. E miscelando entrambi i liquidi otterrete uno strano effetto che, per non rovinarvi la sorpresa, lasciamo che siate voi a scoprirlo.
In definitiva, considerando che per portare a termine la storia principale sono sufficienti circa 4 ore (se non di meno), possiamo affermare che la modalità Scatola dei giocattoli rappresenta a conti fatti il vero cuore pulsante del gioco, palesandosi come un gioco a sé, persino svincolato dalla pellicola cinematografica ma riproponendone i personaggi in chiave ancor più giocosa e spassosa.
E come se non bastasse, entrambe le modalità messe a punto dagli sviluppatori possono essere giocate in compagnia di un altro giocatore, che per partecipare alla partita in corso non dovrà far altro che premere il tasto Start sul proprio controller. Niente di più immediato per chi magari vuole aiutare i più piccoli a superare le sessioni più difficili.

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You’ve got a friend in me

Esteticamente parlando, Toy Story 3, pur non sfoggiando una veste grafica pari a quella delle migliori produzioni, riesce a dire la sua mettendo a tacere il pregiudizio secondo il quale i titoli appartenenti alla categoria dei tie-in non sarebbero in grado di mettersi in tiro. Gli sviluppatori di Avalanche Software, invece, sono riusciti nel loro intento, offrendoci un prodotto dalla grafica pulita, sgargiante e saldamente ancorata agli standard della pellicola, sia per quanto riguarda la realizzazione delle animazioni sia per le fattezze dei protagonisti.
Peccato solo per una migliorabile gestione della telecamera, che in alcuni frangenti, in special modo durante le fasi platform, tende a essere poco “generosa”, mettendo a repentaglio la buona riuscita dei salti più ostici costringendoci a ripetere più volte alcune aree di gioco. Sia ben chiaro, nulla che possa compromettere irrimediabilmente la giocabilità finale ma ci è sembrato giusto farvelo presente.
Parlando del comparto sonoro, non possiamo non dichiararci soddisfatti: il doppiaggio, interamente localizzato in lingua italiana, è di ottima qualità e le voci sono le stesse del film originale, con Fabrizio Frizzi nel ruolo di Woody e Massimo Dapporto in quello di Buzz Lightyear.
Di buona fattura anche l’effettistica e l’accompagnamento musicale, impreziosito dall’inconfondibile ed indimenticabile You’ve got a friend in me, colonna sonora del primo Toy Story.

Verso l’infinito e oltre!

Toy Story 3 è riuscito a negare di prepotenza i tipici standard di un tie-in. Gli sviluppatori di Avalanche Software, infatti, sono stati in grado di offrici un titolo ottimamente realizzato e dal gameplay immediato ma non per questo privo di spunti interessanti. Escludendo la modalità Storia, che paradossalmente assume quasi un’importanza secondaria, Toy Story 3 riesce nel difficile compito di emergere come un gioco a sé, indipendente dalla pellicola cinematografica alla quale è legato. Il merito è della riuscitissima modalità Scatola dei giocattoli, che convince per varietà e per le numerose ore di divertimento spensierato che è capace di elargire, soprattutto ai giocatori più giovani. Qualora siate più grandicelli, infatti, dovreste avvicinarvici con cautela, valutandone l’acquisto in base al fatto se lo giocherete insieme ai vostri figli o fratelli minori, se per nostalgia o perché siete semplicemente dei fan.