Recensione di Tiger Woods PGA Tour 10 - Recensione

Recensione di Tiger Woods PGA Tour 10 di Console Tribe

La console di casa Nintendo si è presentata da sempre come
l’unico pezzo hardware in grado di riprodurre meccaniche ed
emozioni degli sport più famosi. Il golf è stato quasi
uno dei suoi cavalli di battaglia, nonostante il livello simulativo sia
stato inghiottito da una più larga virata verso il divertimento.
EA con il suo ultimo lavoro dedicato al golf professionistico ha
cercato di unire le due cose con l’obiettivo di ricreare il
miglior simulatore sportivo senza perdere la possibilità di
divertire anche i videogiocatori meno appassionati. Seguiteci e vi
dimostreremo come c’è riuscita.




Tiger and the woods



L’impatto con PGA ’10 è eccellente: già da primi istanti
di gioco è evidente l’ottimo realizzazione del comparto grafico.
E’ forse la migliore realizzazione grafica che si sia fino ad ora vista
su Wii, con una spinta forte verso il fotorealismo. Le limitazioni
rimangono e sembrano insuperabili se non fossero annullate da una
perfetta ricostruzione dei campi: sui nostri schermi troveranno spazio
i terreni che vengono utilizzati nei tornei reali con una certosina
attenzione per i dettagli e i particolari di sfondo. La stessa
vegetazione è un piacevole ostacolo al nostro gioco, riprodotta
cercando più la qualità che la quantità. In
sostanza di foreste frondose non ce ne sono, cosi come l’erba si
dimostra poco caratterizzata ma nel contempo l’impatto visivo
è buono e funzionale al gioco. L’unica nota stonata
è l’incapacità di riprodurre una buona
profondità di campo: spesso gli oggetti più sottili (e
purtroppo tra questi anche la bandierina di green) saranno difficilmente visibili, complicando la pianificazione dei colpi.

Stessa impostazione spartana per l’HUD.
Preciso e senza fronzoli è in grado di fornire tutte le
informazioni di cui abbiamo bisogno: mazza utilizza, forza e direzione
del vento, distanza dalla buca. Le animazioni dei players, le
riproduzioni delle loro taunts più famose e l’aggiunta di cutscenes
per i colpi più spettacolari aggiungono una nota di colore ad un
comparto grafico, come sottolineato, votato alla funzionalità.
L’immersione nell’atmosfera da torneo è garantita da un commento
migliorato rispetto ai suoi predecessori e dal tifo a bordo campo che
ci permetteranno di vivere ogni colpo con la suspence dovuta.




Take the club



Pga 10 è puro golf che con i settaggi più simulativi annulla completamente il concetto di gameplay.
Afferrate il mote come se fosse l’impugnatura di una mazza,
pensatela come una mazza e visualizzate l’estensione in ferro che
termina al fianco della palla virtuale. La pressione semplice del
grilletto ci permetterà di sferrare il colpo mentre la pressione
congiunta con il tasto A lascerà spazio a colpi di pratica.
Tutto qui, e tutto riprodotto con una precisione sconfortante. Il golf
diventa finalmente anche un gioco di polso e non solo di swing, le rotazioni verso destra o verso sinistra porteranno ad un eventuale fade/draw
in grado di inficiare anche un colpo perfetto con curvature verso i
bordi del campo. Ovviamente gli sviluppatori hanno conservato i
settaggi più semplici che c’avevano piacevolmente sorpreso
nel titolo precedente: è ancora possibile settare lo swing su all-play
e su standard, due modalità che ci guideranno verso la buca. La
prima mostra una vera e propria parabola del colpo che stiamo per
effettuare con proiezione precisa del colpo migliore mentre la seconda
si limita a darci un’idea del target del colpo attraverso la
pressione del tasto A e ci aiuta a scegliere mazza e potenza. Tra le
introduzioni si segnala sicuramente il precision putting, un
nuovo sistema di gestione del gioco in green. Introdotto soprattutto
per ovviare alla difficoltà di lettura della profondità
dello swing del putt, si è dimostrato un sistema che ci
permette non solo di leggere perfettamente il colpo che stiamo per
effettuare ma anche di capire la forza da applicare. In sostanza una
barra laterale ci indicherà quanto indietro abbiamo spostato la
mazza cosi da avere un’idea precisa della forza che stiamo per
applicare.



Il golf è un gioco nel quale il primo avversario è
l’ambiente. Tutto si decide nel rapporto che intercorre tra il
colpo, la palla e l’ambiente. PGA ’10 è in grado di
restituire questo rapporto con un livello di simulazione altissimo: la
riproduzione dei terreni e le difficoltà legate a condizioni
meteorologiche sono ricostruite perfettamente aggiungendo un pizzico di
sale al nostro gioco. Capire e valutare la resistenza del terreno, il
grado delle pendenze sarà fondamentale, visto il comportamento
della palla più che realistico sia in volo che a terra.

Un distinguo va comunque fatto per coloro che non usufruiranno del motion plus. L’add-on
di Nintendo è un gioiellino capace di aggiungere una
profondità al gioco non trascurabile. La sua mancanza non
porterà certo il titolo ad un passo indietro ma certamente
declasserà la rivoluzione a piccola evoluzione. Rimangono le
novità introdotte ma comunque per essere pienamente godibile
dovremo accontentarci di compromessi come un ritorno forzato al sistema
all-play per evitare fastidiosi errori di lettura dello swing.




Choose your game



La modalità carriera è forse quella che si è
innovata in meno. Una valida alternativa alla partita singola (nella
quale si ritrovano tutte le modalità storiche e comuni ai giochi
di golf) che ci permetterà di costruire una carriera attraverso
i 27 campi disponibili (la versione Wii è quella con più
campi). Avremo la possibilità di personalizzare il nostro
personaggio sia fisicamente che nelle sue skill di partenza per poi
lanciarci nelle tre gare disponibli: la FedEx Cup, ilPGA tour e la Tournament Challange
che ci porterà a giocare i classici tornei legati ai campi
più famosi. Poco innovativa anche la progressione delle stats
personaggio aumentabili attraverso il conseguimento di obiettivi da
raggiungere durante la stagione. Lo scopo è sempre quello di
arrivare in cima al ranking mondiale.



Tra i vari minigame (un’infinità tra party game e arcade game)
si segnala l’esclusiva Wii: il disc-golf. E’ più un
test delle potenzialità del motion plus e un allenamento per il
nostro polso. Dovremo lanciare un freesbee attraverso i campi da golf
fino a farlo arrivare in un cestello virtuale posto alla fine del
campo. E’ stato un utile strumento per valutare la precisione
raggiunta dall’add-on nella lettura delle torsioni del mote.




Join the club



Il comparto on-line è tra le note maggiormente positive del
gioco. Si presenta da subito benissimo grazie alla gestione attraverso
Ea account: la ricerca di amici per nick, la selezione per regioni e
per ranking né fanno una delle parti più solide del
titolo.

Oltre alla comunissima partita singola avremo la possibilità di
unirci a tornei settimanali e giornalieri che ci aiuteranno a
migliorare il nostro score on-line. Gli sviluppatori hanno inoltre
introdotto la possibilità di giocare tutti insieme
contemporaneamente: in sostanza per risparmiare tempo (e annoiarsi di
meno) non è necessario aspettare che l’avversario colpisca
ma potremo effettuare la nostra progressione verso la buca mentre dei
fasci rossi ci permetteranno di seguire i colpi altrui.

Infine due features spingono il live di Pga 10 verso un’espressione completa del concetto di real time. Il dinamic wheater ci permetterà di giocare sui campi con le condizioni meteorologiche aggiornate in tempo reale. Mentre con il Play the Pros Tournament
avremo la possibilità di partecipare a tornei ufficiali senza
muoverci da casa. Il nostro score sarà aggiornato in diretta
sulla bacheca seguendo i risultati dei professionisti su quel campo.




Take your shoot



Ea se non è riuscita a creare il simulatore di golf definitivo,
ha mancato l’obiettivo davvero per un soffio. C’è
tutto: precisione, simulazione e divertimento che ci aiuteranno a
migliorare il nostro gioco senza risentire assolutamente delle ore di
esercizio. L’aggiunta di una modalità on-line intuitiva,
varia e veloce e l’introduzione per la prima volta del difficilissimo U.s. Open
aumentano ulteriormente l’offerta di ore di divertimento. Pga ’10
è sicuramente un must per chi ama il golf ma strizza l’occhio
anche ai meno appassionati in cerca di un titolo vario ed affascinante.


  • Grafica: 8,5
  • Sonoro: 8,5
  • Innovazione: 9,5
  • Longevità: 9
  • Giocabilità: 9,5
  • Modalità Online: 9,5
  • Globale: 9,1