Recensione di Test Drive Unlimited 2 - Recensione

Recensione di Test Drive Unlimited 2 di Console Tribe

Non sono molte le software house, soprattutto negli ultimi tempi, che investono tempo e creatività con l’ambizione di dare vita a prodotti dalle idee fresche e originali. Una di queste è certamente Eden Games, artefice di un gioco che nel 2006 ha fatto il giro del mondo ottenendo buon riscontro da parte di critica e pubblico, e non di meno tanti nuovi seguaci e appassionati. Stiamo parlando di Test Drive Unlimited (TDU d’ora in avanti), un racing game talmente “particolare” che rifugge dal concetto stesso di gioco di auto, avvicinandosi piuttosto a quello che poi è stato definito dagli stessi sviluppatori con l’acronimo M.O.O.R., ovvero Massive Online Open Racing.
Dopo cinque anni di sviluppo, Test Drive Unlimited si presenta con un seguito carico di interessanti novità e anche alcune lacune purtroppo non limate del tutto.
Scopriamole insieme nel dettaglio.

Bienvenidos

Come in un sogno, verrete catturati nella bellissima isola di Ibiza, e tra party, piscine lussuose e automobili sportive darete inizio alla vostra lunga, lunghissima avventura.
La “scelta” è sicuramente l’elemento cardine che contraddistingue da subito TDU2, in quanto vi verrà concesso sin dalle prime battute di selezionare i tratti somatici del vostro pilota, uomo o donna che sia.
La faccenda incomincia a farsi interessante, perché presto vi sarà chiaro che il personaggio scelto avrà funzioni ben più importanti e trasversali che limitarsi a restare perennemente chiuso in una vettura (come appunto accade con i piloti di tutti i racing game), ma fungere da vero e proprio avatar pronto a interagire con l’ambiente, parlare con altri giocatori e sfoggiare pettinature all’ultima moda o indumenti costosissimi.
Se avete presente l’esclusivo (e altrettanto discusso) servizio HOME di PlayStation 3, avrete un quadro molto più concreto di quanto vi aspetta: TDU2 attinge dall’interazione tra più utenti come accade nei più disparati social network e/o giochi di ruolo online, per mescolarla in un contesto a sfondo automobilistico.

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Ancor prima di correre su strada, quindi, vi verrà affidata una casa provvisoria – a dire il vero una roulotte piuttosto decadente – e ovviamente la scelta della vostra prima auto usata.
Ogni luogo è calpestabile fisicamente dall’avatar: le varie location che visiterete saranno sì dei punti chiave per proseguire nel gioco (concessionari, negozi di abbigliamento, agenzie immobiliari, ecc.), ma in realtà fungono da lobby, ovvero quelle stanze in cui è possibile conoscere altri giocatori connessi al momento, diventare amici e mettersi d’accordo per gareggiare insieme.

Partire per un lungo viaggio

“Enorme” è l’aggettivo che attribuiamo senza troppi indugi a TDU2: il primo capitolo venne etichettato buffamente come un “Oblivion con le automobili al posto delle spade”, e state pur certi che il suo seguito ufficiale non è da meno… anzi, persino di più!
Con le mani ben salde sul volante della vostra prima auto vi troverete a dover fare i conti con centinaia di chilometri percorribili, una vera e propria isola “open world” che vi dà l’opportunità di viaggiare per ore e ore alla scoperta di posti nuovi e strade non ancora esplorate.

La differenza sostanziale tra TDU2 e l’episodio precedente è che stavolta non avrete a disposizione soltanto tracciati asfaltati (quindi strade urbane, super-strade e autostrade) ma anche tantissimi percorsi su sterrato, costruiti ad hoc in ogni minino tornante.
A tal proposito, parliamo delle autovetture: ne esistono di tre macro-aree principali, rispettivamente “A” per le gare su asfalto, “B” per quelle su terreni accidentati e infine “C” per le competizioni con auto classiche. Ogni macro-area è a sua volta suddivisa in sotto classi numerate che ne identificano il livello di prestazioni generali: un veicolo di classe “bassa” A7 potrà competere con altri appartenenti alla stessa tipologia (per esempio una Alfa Romeo MiTo contro una Volkswagen Scirocco), oppure un bolide di classe “alta” A1 come una Ferrari avrà di certo uno sfidante alla sua pari, molto probabilmente una Lamborghini o una Aston Martin.

Mancano del tutto, rispetto al primo capitolo, le moto sportive di media e alta cilindrata (rimpiazzate forse dalle attuali auto su sterrato) ma, da quanto emerso di recente, gli sviluppatori ne annunciano e assicurano il loro ingresso attraverso futuri DLC. Speriamo solo mantengano la parola e, magari, che vengano distribuiti gratuitamente.

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Allacciate i motori e accendete le cinture!

Per poter partecipare alle varie gare dovrete necessariamente superare una serie di divertenti (seppur banalotte) licenze apposite, sempre più ostiche man mano che si avanza di livello e di classe automobilistica.
In TDU2 vi vengono offerte centinaia di sfide sparse un po’ dovunque in tutta l’isola, raggiungibili e attivabili solo se ci si arriva fisicamente; in alcuni casi dovrete munirvi di pazienza e curiosità e percorrere letteralmente decine di miglia in compagnia del rombo del vostro motore. Nel caso in cui, invece, foste passati su una strada già visitata, potrete ritornarci all’istante con un semplice click dal vostro navigatore di fiducia, di cui vi parleremo più avanti.
I principali tipi di competizioni disponibili si suddividono in “Cronometro”, in cui vi viene chiesto di raggiungere una determinata destinazione entro un lasso di tempo massimo, “Gara”, che vi permette di fronteggiare più sfidanti su un circuito chiuso (a giri) o da un punto a un altro della mappa e infine “Velocità”, dove per vincere bisognerà far registrare i picchi dei vostri chilometri-orari a rispettivi autovelox, oppure accompagnare alcuni autostoppisti in precise zone segnalate sul GPS.

Per quanto riguarda il sistema di guida vero e proprio, Test Drive Unlimited 2 ha fatto alcuni passi in avanti rispetto alla precedente edizione, limando piccole imperfezioni sulla guidabilità delle vetture ma purtroppo senza valorizzarne più di tanto il fattore divertimento. Ci troviamo in una via di mezzo ambigua tra arcade e simulazione, in cui nessuno dei due approcci prevale sull’altro ed entrambi risultano realizzati un po’ superficialmente, sia in termini di “risposta” che di verosimiglianza della fisica.
Le lacune più evidenti si fanno notare principalmente sulle auto di categoria “A”, ovvero tutte quelle che prevedono gare su asfalto. A velocità molto sostenute, o a bordo di veri e propri bolidi ruggenti, il controllo sarà alle volte ingestibile, minato a sua volta da una realizzazione dei tracciati spesso difficoltosa e imprecisa. Ostacoli come pali, alberi o dislivelli a bordo pista risultano fin troppo eccessivi: la nostra impressione è che gli sviluppatori abbiano voluto creare prima di tutto un mondo (graficamente) credibile in ogni minimo particolare per poi implementarci le strade in un secondo momento, invece di studiare in primis quest’ultime perché fossero godibili, e infine arricchire esteticamente solo dove fosse necessario.
Tutto ciò vi mette alle volte nella situazione di vincere (o perdere) alcune gare perché condizionati dal fattore fortuna: non conterà quanto siate bravi a guidare, perché probabilmente sfiorando un cespuglio invisibile e “di troppo” a 270 chilometri orari vi ritroverete cappottati chissà dove. Ma non disperate: premendo a lungo un tasto apposito del controller, la vostra auto ritornerà in pista in un istante, a questo punto bisognerà schiacciare l’acceleratore al massimo per uscire vincenti.

Lì dove la giocabilità su asfalto si è rivelata un po’ deludente, quella su sterrato ci ha convinto appieno. Non abbiamo a che fare con il gameplay di mostri sacri del calibro di DiRT, ma tutto sommato una volta masticato il sistema di controllo dei SUV e imparato ad addomesticare fuoristrada di ogni tipologia, anche le gare sui tracciati accidentati di TDU2 offrono tante ore (e chilometri) di divertimento spensierato.
Tracciati che più volte, grazie a un ottimo ciclo giorno-notte e la pioggia, vi catapulteranno in un enorme gita all’aperto, una sorta di safari improvvisato o, se preferite, un vero e proprio campionato rally.

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Chilometri di roba da fare, anche in compagnia

Per girare tonnellate di chilometri senza correre il rischio di perdersi, è fondamentale l’utilizzo dell’ottimo navigatore GPS integrato in ognuno dei veicoli a disposizione. Entrando in un apposito menu potrete osservare l’intera isola di Ibiza in tutto il suo splendore: ingrandendo e allargando il campo visivo secondo l’occorrenza, andrete ad evidenziare quelle che sono le strade già percorse (segnate di colore azzurro o giallo, a seconda che siano asfalto o off-road) oppure quelle non ancora visitate (segnate in grigio). La mappa dell’isola vi sarà ovviamente utilissima anche per capire l’ubicazione delle sfide o di vari punti chiave interessanti, come per esempio i concessionari d’auto o le agenzie immobiliari, ad altri tutto sommato “superflui” come i negozi di abbigliamento, i parrucchieri e perfino alcuni centri di chirurgia estetica.
Sono talmente tante le cose da vedere, da fare e da raggiungere in TDU2, che il team di sviluppo ha ben pensato di implementare ogni singolo punto-chiave attraverso un menu a schede molto intuitivo. Gestibile direttamente dalla mappa, tale menu permette di filtrare varie ricerche così da visualizzare in tempo reale solo quelle che fanno al caso vostro (esempio: sfide in single player > sfide classe B4 > sfide non completate).

Ottimo anche l’ingresso della componente “oggetti collezionabili” in tipico stile free-roaming, in cui dovrete saper sfruttare al massimo le vostre doti da esploratori alla ricerca di carcasse di veicoli abbandonati oppure, su richiesta, scattare foto in particolari luoghi dell’isola rispettando determinate condizioni di meteo e auto.
Se siete maniaci di obiettivi/trofei da sbloccare e amate spulciare ogni singolo millimetro dell’isola gigantesca, TDU2 saprà esaudire ogni vostra mania; il sistema dei livelli del vostro personaggio avanzerà progressivamente cumulando punti esperienza come in un vero GDR, distribuito sotto quattro grandi tipologie: Esplorazione (per esempio la quantità di strada percorsa), Collezione (per esempio le auto e le case in vostro possesso), Interazione (la partecipazione e la condivisione con altri utenti) e le Gare in single e multiplayer.
Per poter essere veramente considerati una leggenda, non dovrete quindi limitarvi a partecipare a qualche competizione, ma comprendere e spremere TDU2 in tutta la sua totalità videoludica.

Ed è impossibile non parlare di Test Drive Unlimited 2 senza citare la modalità multigiocatore, vero fulcro e cavallo di battaglia della serie. In qualsiasi momento è possibile accedere a copiose sfide create ad hoc sparse in giro, o ancora, incontrare altri giocatori che proprio come voi stanno esplorando l’isola e che al lampeggiare dei vostri fari abbaglianti non mancheranno di duellare all’istante, magari scommettendo anche ingenti somme di denaro.
L’integrazione con il mondo online rende TDU2 un vero e proprio social network di corse, in cui è possibile perfino dare vita a Club privati nei quali è consentito partecipare o creare sfide personalizzate, viaggiare in compagnia per interminabili ore e miglia alla ricerca di qualche “pollo da spennare” o un nuovo membro da acquisire nel Club. Ovviamente non manca la possibilità di giocare in modo più “classico”, partecipando quindi a competizioni classificate mordi e fuggi.
Le uniche lacune riguardo la modalità multiplayer sono quelle relative a improvvisi rallentamenti nella connessione, che spesso generano malcontento soprattutto durante le gare più lunghe e impegnative.
Tutto sommato, però, pochi giochi possono godere di un comparto online così massiccio e ben integrato all’esperienza in singolo, amplificando esponenzialmente una delle longevità più esagerate per un titolo di stampo automobilistico, genere che alle volte si prende fin troppo “sul serio”, correndo il rischio di diventare monotono.

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Una vera isola. Anzi, due

Se finora non ve l’abbiamo svelato è solo per delle precise ragioni “spoilerose”. Stiamo parlando del fatto che TDU2 non ha un’unica isola esplorabile, ma addirittura due! Oltre alla magnifica Ibiza, infatti, farete capolino anche nella lussureggiante Oahu delle Hawaii, location già protagonista del primo capitolo della serie. Nel complesso, il mondo offerto dagli Eden Games è vastissimo, pantagruelico, ricco di panorami interessanti e pieno zeppo di luoghi da visitare, ammirare e fotografare come ricordo di una memorabile vacanza. Si va da splendidi scorci tropicali ad altri molto più desertici e rurali, da città di stampo metropolitano a piccoli borghi collinari e di campagna. La varietà dei luoghi rende così appetitosa l’avventura che spesso non vi accorgerete di aver percorso lunghissime tratte, piuttosto vi soffermerete più volte per respirarne l’atmosfera, godendovi un sano momento di tranquillità.
Rispetto al capitolo precedente, TDU2 monta un motore grafico visibilmente migliorato e raffinato, sia nella qualità visiva che nella scelta stilistica e cromatica delle luci, quest’ultime rese divinamente in precisi momenti della giornata, con particolare riguardo ai tramonti e le notti tempestose che ricoprono il manto stradale con acqua e pozzanghere, disegnate davvero in modo egregio.

La stessa cura maniacale è stata riservata alle automobili: novanta veicoli realizzati con distinta qualità sia negli esterni che nelle rifiniture interne, con tanto di visuale libera selezionabile in base all’occorrenza e quadranti del contachilometri originali per ogni vettura. Le auto possono essere danneggiate e sporcate dopo un prolungato uso, presentandosi quindi ai vostri occhi con una scocca credibilmente ammaccata a causa di una guida scellerata, cosa che invece non accade (purtroppo) con gran parte del mondo virtuale che ci circonda… così duro e infrangibile da apparire spesso “stonante”, specialmente dopo un violento impatto.
Non proprio perfetta la fluidità di gioco, inficiata da sporadici cali di framerate, improvvisi pop-up grafici negli elementi in lontananza e da una qualità nei particolari non proprio all’altezza delle aspettative, per esempio nell’arredo urbano e in alcuni elementi scenografici poco “ispirati”. Un motion-blur (quasi) intelligente cerca di garantire e restituire una buona sensazione di velocità, purtroppo non sempre fedele alla controparte reale e rispetto all’auto in nostro possesso.
Davvero eccellente, invece, lo studio del menu di gioco interno alla mappa, intuitivo nella sua immensità e molto ben gestito in ogni sua minima funzione, e di certo non manca di strizzare l’occhio alle interfacce accattivanti degli smartphone touch-screen di ultima generazione.

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Ciò che non ci ha proprio convinto, invece, è la realizzazione del character design: personaggi con animazioni pessime e modelli poligonali “omologati”, vittime di un plot narrativo evitabilissimo che, invece di coinvolgere il giocatore, più volte lo risvegliano da un sogno caldo con una improvvisa doccia raggelante.
La causa di ciò è ampliata anche da un doppiaggio (completamente in italiano) ben recitato ma sorretto da una sceneggiatura banalissima con frasi di un’ovvietà sconcertante. Purtroppo anche le automobili non godono di un comparto audio di primo livello, soprattutto se paragonato alla qualità riposta nella controparte grafica, ma del resto in un gioco così grande è sempre facile cadere nel tranello di “tralasciare volutamente” qualche bug e imperfezione di troppo.

Non è un tradizionale racing game

La prima regola per capire Test Drive Unlimited 2 è di essere consapevoli di non giocare a un “tradizionale racing game”.
La seconda regola è che, nonostante la presenza di un abbondante carnet di automobili di ogni genere e caratteristica, TDU2 non è un “tradizionale racing game”.
La terza e ultima regola per apprezzare appieno il titolo, è di preservare tantissima pazienza e tempo libero da dedicare a quello che NON potremmo definire ancora una volta un “tradizionale racing game”.
Colto il significato di queste tre regole fondamentali, e dopo quanto scritto finora, converrete con noi che ancor prima di presentarsi come un prodotto di competizioni automobilistiche, TDU2 è un enorme gioco di “incontri e di collezione”. La fiera dell’inutilità? Per alcuni che amano le gare dirette e “fatte molto bene”, probabilmente sì. Noi di Console Tribe preferiamo consigliarlo a chi vuole perdersi per centinaia di miglia esplorabili, provare un’originale esperienza online integrata ad un corposo single-player, farsi un giro in auto che dura una vita intera costeggiando lungomari paradisiaci e dare libero sfogo all’acquisto di ville lussuose, vestiti di marca e automobili da sogno. In definitiva, un titolo da ammirare ed esplorare, piuttosto che da “giocare”.
Occhio a non spendere troppo. Anche tempo, s’intende.