Recensione di Sonic the Hedgehog - Recensione

Recensione di Sonic the Hedgehog di Console Tribe

Sonic The Hedgehog rappresenta l’ultimo capitolo uscito della saga
del famoso porcospino blu, il primo su console next-gen. Sicuramente i
fan e gli appassionati hanno atteso il gioco con grande trepidazione,
ma forse alla fine ne sono rimasti un po’ delusi. Veniamo ora alla
descrizione del gioco.



Grafica

Iniziamo parlando di ciò che salta subito agli occhi quando si guarda
un videogame. La grafica è in generale molto pulita e chiara,
particolarmente accurata quando si tratta di fare attenzione ai piccoli
particolari degli ambienti e dei personaggi.  Si può facilmente notare
però che l’engine grafico è poco ottimizzato. Come si suol dire, il
numero di poligoni non è tutto:  capita spesso,  infatti, di assistere
a cali di framerate (poco frequenti nelle action stages, ma costanti
nelle town stages). Nonostante ciò, in ogni caso, non si può non notare
l’egregio lavoro svolto per curare la grafica di livelli come “Wave
Ocean” nel quale si notano effetti grafici eccellenti anche se
caratterizzati da elementi pre-renderizzati. Un’altra caratteristica
che non giova al gioco è l’assenza di un ottimizzazione della
visualizzazione in 4:3; infatti vengono aggiunte solamente 2 bande nere
sopra e sotto all’immagine in 16:9. Insomma, si tratta di una grafica
che all’inizio colpisce, grazie anche alla generale vivacità dei
colori, ma che poi non rende appieno l’idea di next-gen.


Audio

L’audio del gioco è in generale molto gradevole ed orecchiabile.
Spesso capita di canticchiare i motivi delle action stages, anche se
ciò si limita ad un numero selezionato di livelli. A differenza di
quanto accade per altri platform (si veda la serie di Super Mario) dove
le musichette sono più o meno le stesse per ogni gioco (con qualche
remix fatto ogni tanto), in Sonic vediamo ogni volta delle musiche
originali. In generale, quindi, fatta eccezione per qualche brano, la
colonna sonora è di buon livello.


Gameplay

Il gameplay non è molto diverso da quello che aveva caratterizzato i
precedenti capitoli della saga del riccio blu (si noti Sonic Heroes per
la xbox1 o Sonic Adventure 1 e 2 per il Dreamcast). In generale
possiamo dire che comunque qualche cambiamento c’è.
Nel gioco si nota, come anche su Sonic Adventure 1, la presenza di un
ambiente principale (una grande città, con castello, foresta, e un
enorme giardino) dal quale è possibile poi giungere ai vari action
stages, ovvero ai livelli di gioco veri e propri.
Oltre a Sonic, i cui livelli sono per la maggior parte improntati sulla
velocità, è possibile utilizzare altri personaggi che hanno
caratterizzato la saga del riccio blu, ma (a parte i tre personaggi
principali) l’aggiunta degli altri sembra un po’ posticcia. I controlli
all’inizio appaiono sensibili e difficili da manovrare, ma con un po’
di pratica si ovvia al problema.
Le mosse di cui possono disporre i vari personaggi sono parecchie,
anche se difficilmente il giocatore medio andrà a cercarsi combo
particolari. La mossa più usata, riguardo a Sonic, è per esempio
l’homing attack, veloce azione che consente di attaccare i nemici molto
facilmente rimbalzando su di essi (mossa utile anche per superare
burroni o particolari tipi di ostacoli, basta fare una serie
consecutiva di homing attacks sui nemici che svolazzano davanti).
Shadow, altro protagonista del gioco, presenta lo stesso tipo di
attacco, anche se però lo esegue più lentamente, non molto comunque.
Silver, il terzo protagonista, non mostra per niente la velocità degli
altri due, ma in compenso attacca utilizzando dei poteri di
psicocinesi. Per il completamento dei livelli di Silver inoltre,
l’utilizzo di tali poteri gioca un ruolo chiave: sfruttando le capacità
del proprio personaggio in un punto preciso della mappa, sarà possibile
sfruttare gli oggetti che ci circondano per creare ponti e collegamenti
che consentono di avanzare per il livello.
Per Sonic il gameplay si divide in due parti: nella prima ci è concesso
di gironzolare per la mappa, con una certa libertà di azione, nella
seconda il personaggio correrà ad una velocità elevatissima e il
compito del videogiocatore sarà quello di evitare gli ostacoli che
incontrerà. Il gameplay di Shadow è essenzialmente identico a quello di
Sonic, eccetto per l’assenza delle zone ad alta velocità, ma questa
mancanza viene compensata dall’aggiunta di mezzi di trasporto vari, che
è possibile guidare secondo le proprie preferenze (sono essenziali però
in alcuni livelli).


Conclusioni

In conclusione il gioco non è male ma i pesanti bug presenti qua e là,
oltre a dei cali di framerate spaventosi, certamente non giovano. A ciò
si affianca l’assenza del supporto per il live (è presente una modalità
multiplayer offline ma è molto limitata). Una minima longevità è data
dalla presenza di alcune missioni di vario tipo da svolgere nella
città, oltre alle varie monete sparse per tutto il gioco (da
raccogliere) e ad una modalità difficile con la quale rigiocare tutti i
livelli (tutte queste cose sbloccano degli obiettivi). E’ da notare
come recentemente sia stato aggiunto (scaricabile dal marketplace di
xbox live, a pagamento) anche un livello di difficoltà ancora maggiore
per i livelli di gioco. E’ un videogame che sinceramente consiglio solo
a chi è veramente appassionato di Sonic, oppure a chi vuole scegliere
un genere diverso dai soliti FPS che riempiono il parco giochi della
nuova console Microsoft.

PRO:

  • Audio buono e gradevole
  • Varietà nelle mosse e nelle azioni dei personaggi principali (non riguarda i personaggi secondari però)
  • Non è il solito FPS



CONTRO:

  • Assenza di supporto per il LIVE
  • Grafica poco ottimizzata e affetta da bug
  • Difficoltà iniziale nella gestione dei comandi