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Recensione di Scene it? Campione D’incassi

Recensione di Scene it? Campione D'incassi di Console Tribe

di: Redazione
È incredibile come Xbox sia riuscita ad accaparrarsi col tempo una mole impressionante di giocatori.

Non facciamo riferimento solo ai fan della console bianca, bensì di
tutte quelle persone che hanno trovato in Xbox puro divertimento
spensierato, da compagnia. Un’esclusiva fino a poco tempo fa affibbiata
solo ai possessori di un Wii e, in generale, a tutti i seguaci del
marchio Nintendo.

Perché ciò potesse accadere, Microsoft ha deciso di imboccare una
strada alternativa al solito “spara e distruggi” di cui ne è sempre
andata fiera, ma piuttosto aggiungere al già corposo parco titoli Xbox
alcune esclusive niente male, che possono godere di un approccio
insolito almeno per questa console.

Stiamo parlando ovviamente di Scene It,
un quiz game spassoso basato interamente sul cinema e che più di una
volta ha messo a dura prova la nostra pseudo-cultura nel settore.

Noi abbiamo riscaldato nuovamente la poltrona e preparato i popcorn.

Che lo spettacolo abbia inizio!





Primo Tempo



A pochi mesi dall’uscita del primo Luci Camera Azione! ecco che ritorna sotto vesti rinnovate il nuovo episodio Campione d’Incassi,
anche se più che un vero e proprio sequel ci siamo trovati di fronte a
una sorta di “aggiornamento” del gioco, sia in termini grafici che
ludici.

Per chi non lo sapesse, una delle peculiarità di questo trivia-game,
oramai destinato a divenire una serie, era l’implemento di quattro
colorate pulsantiere dall’ottimo design ergonomico, inventate
appositamente per il gioco e incluse nella stessa confezione pur
garantendo un prezzo d’acquisto accessibile e concorrenziale. Sono
talmente belle da chiederci: quando verranno implementate anche per
altri titoli similari?



Per rendere l’idea, immaginate di avere un telecomando tra le mani con
un enorme pulsantone colorato in cima per la prenotazione e quattro
pulsanti allineati (i tasti A, B, X e Y) per scegliere la risposta
esatta. Il tutto gestito attraverso un piccolo ricevitore ad infrarossi
che va inserito nell’ingresso USB della console.

Per quanto sia divertente adoperarli, c’è comunque da sottolineare che
questi controller sono appositamente progettati per un gruppo di
persone che di solito non ha un “buon rapporto” coi videogiochi.
Inoltre se si dispone già dei Big Button Pad (magari acquistati nel precedente episodio) o si desidera utilizzare il controller tradizionale, Campione d’Incassi è disponibile anche nella versione solo-disco.



Così come l’originale, questo sequel raggiunge il meglio di sé nel
momento in cui si gioca insieme ad altri tre giocatori, che possono
sedersi liberamente sul divano e testare la propria cultura
cinematografica attraverso una discreta quantità di domande su film da
blockbuster, indipendenti, cult, classici e persino italiani.

All’inizio del gioco verrà chiesto se affrontare una sfida in singolo o
su Xbox Live, cambiare piccoli parametri e decidere la durata della
partita. Poche opzioni, tanto divertimento.

Subito notiamo una dolce novità: gli avatar della nuova dashboard fanno
comparsa durante le sessioni di gioco e ogni qual volta indovineremo o
sbaglieremo una risposta i nostri pupazzi virtuali saranno lì a
muoversi a tono, sbeffeggiando gli altri concorrenti o esaltandosi, e
quindi amplificando il divertimento da compagnia.



Il gioco è diviso in tre manche, più un’ultima chiamata “Final Cut” in
cui bisogna rispondere a domande a bruciapelo per aumentare un
moltiplicatore di punti. Ci sono sfide che richiedono un ottimo
tempismo di risposta ed altre in cui possiamo liberamente prendercela
comoda, magari rifacendoci degli sbagli altrui. Altre sfide, invece,
vedono tutti i giocatori competere contro il tempo in una dura lotta di
prenotazione al pulsantone, e ovviamente chi avrà la mano più veloce
potrà godere di numerosi punti extra.

Infine i punti andranno a sommarsi nelle varie prove che disputeremo; è
addirittura possibile attivare una rispettiva opzione che determina la
sottrazione di punti in caso di risposte errate. Questo fa sì che anche
il più “fortunato” (ovvero il giocatore che azzecca tutto pigiando i
tasti a casaccio), si ritroverà a fare i conti con la propria
sfacciataggine e delle prese in giro da parte dei compagni.





Intervallo



Microsoft Game Studios ha compiuto alcuni perfezionamenti al
fine di rendere questa esperienza ancor migliore dell’originale. Anche
se molte delle precedenti modalità ritornano a fare capolino, come la
visione di un filmato e la conseguente risposta sulla clip, non
possiamo fare a meno di notare alcune nuove aggiunte esilaranti: per
esempio, sarà che siamo appassionati di videogiochi ma la modalità
“Filmino di Pixel” ci è piaciuta tantissimo, forse perché ricorda i
mitici coin-op a 8 bit delle sale giochi.



Le varie domande che vengono poste sono divise in tante categorie
tematiche, pur conservando una struttura pressoché invariata. Vi
capiterà, quindi, di indovinare quale personaggio si cela dietro
un’immagine distorta, ordinare cronologicamente le date di uscita di
alcuni film, risolvere rebus grafici o intuire una precisa locandina.
Tanti i quiz, tante le domande e tanto il divertimento, eppure anche un
gioco dallo spirito goliardico come Scene It Campione d’Incassi riserba delle grosse lacune.



Un difetto abbastanza evidente che abbiamo riscontrato è quello di una
(decisamente) migliorabile rotazione casuale delle domande e dei
filmati. Per quanto sia funzionale il sistema di licenze
cinematografiche acquisite per il gioco, spesso capiterà di andare
incontro a domande simili tra loro, o che utilizzano lo stesso film in
vari giochi a quiz. Ancora più drammatica è la scelta (forse
commerciale) di aver comprato i diritti di pellicole scabrose o poco
viste, al posto di film che invece hanno doverosa legittimazione in un
gioco di questo tipo, e che di sicuro avrebbero allietato i più
appassionati.

Poche le domande, quindi, inerenti alle saghe stra-popolari di Star Wars, Indiana Jones, Ritorno al Futuro, il Padrino, il Signore degli Anelli, Matrix o Harry Potter, e tante (fin troppe) su una miriade di commediole americane e italiane di relativo gusto e successo.

Insomma, pur essendo un gioco immancabilmente divertente, Scene It 2 ci è sembrato una scusa spudorata per risollevare le sorti dell’industria cinematografica, così come lo è stato in buona parte Guitar Hero nel campo musicale.



Un’altra pecca è data dal fattore longevità: più giochiamo e maggiori
saranno le risposte in nostra conoscenza ancor prima che finiscano le
relative domande, quindi da mettere in netto svantaggio chi invece è
novizio al gioco.

Il primo Scene It,
invece, salvava le domande già fatte così da non riproporle nuovamente;
ci sembra abbastanza strano che non sia stata adottata questa tecnica
anche per il secondo capitolo, ma si sa… i seguiti sono sempre meno
belli dei primi episodi.

Discorso che per fortuna vale per il cinema, e più raramente per il mondo dei videogiochi.





Secondo tempo



Con le killer application alle quali siamo abituati sembra quasi un
eufemismo parlare di “grafica” in un gioco a quiz. Eppure dovrete
ricredervi: i menu interattivi, gli sfondi, le animazioni e i colori di
Scene it Campione d’Incassi sono disegnati talmente bene da conferire al titolo un tocco di professionalità e stile preso di sana pianta dai cartoons.

È splendido come una decina di mini-games siano stati concepiti per
essere visualizzati singolarmente, ed ognuno di essi rappresenta un
contesto cinematografico nel particolare. Per esempio vi capiterà di
rispondere a strambe parole crociate mentre siete attorniati da
un’atmosfera avventuresca, che ricorda la mistica civiltà dei Maya.
Oppure svelare un gruppo di foto mentre attendiamo in una lugubre
scalinata di un film dell’orrore. O ancora rispondere a una citazione
di un attore nel bel mezzo della foschia di un tempio giapponese, tra
katane scintillanti e antichi manoscritti.

Come già accennato in precedenza, l’implementazione degli avatar della
Nuova Esperienza Xbox conferisce, infine, quel tocco di magia
all’intero gioco, oltre che ricevere ad occhi chiusi il bollino “family
game d’autore”.



Anche l’audio fa la sua grossa parte. Già dal menù iniziale due voci
onnipresenti vi faranno compagnia durante le vostre sfide, alternando
il ritmo dei vari quiz ad alcune battute esilaranti, doppi sensi o
citazioni di film. Pur essendo due presentatori virtuali in un gioco
virtuale, incomincerete inconsciamente ad affezionarvici, tanto che a
fine partita drizzerete le orecchie per udire i commenti su una
determinata squadra, magari elogiandola o sfottendola rispetto alle
altre concorrenti.

Persino le musichette nei vari sottofondi a tema non sono male, e si
integrano alla perfezione con le domande, senza mai osare di volume o
importanza e quindi rischiare di distogliere l’attenzione da chi sta
giocando.





The End



Prima di salutarci coi titoli di coda, facciamo un breve resoconto della situazione.

Scene it 2 è un buon passatempo, una valida alternativa al gioco
da console tradizionale e “corposo”, nonché un ottimo pretesto per
stare in compagnia di amici, tra birre fredde e pizze fumanti. Rispetto
al primo episodio ci sono stati notevoli miglioramenti, diremmo
prevalentemente nel comparto tecnico audio-video piuttosto che sulle
meccaniche di gioco che invece sono rimaste pressoché invariate.

A parte qualche difetto o incoerenza sul sistema di rotazione delle
domande, il vero cruccio che ci assilla è: “A quanti di voi piace il
cinema?”. Sembra una domanda ovvia, ma la risposta in realtà può
lasciare perplessi. Più semplicemente intendiamo dire che un gioco a
quiz “interamente” sul cinema farebbe storcere il naso a chi questa
passione importa relativamente, e magari avrebbe preferito una sfilza
di domande generiche in tipico stile Trivial Pursuit.

Ma se vi piace il genere e fremete dalla voglia di sfidare amici, di
qualsiasi età, allora non vi tocca altro che prendere posto sulla
vostra sedia da regista e dare “azione” a tutto.

Ciak si gioca!