Recensione di SBK X: Superbike World Championship - Recensione

Recensione di SBK X: Superbike World Championship di Console Tribe

Ormai è un appuntamento: guardi il calendario e sai già che da lì a poco troverai nei negozi di videogiochi il nuovo capitolo di una delle serie videoludiche più longeve di sempre. Chi non ricorda, infatti, il celeberrimo Superbike 2001? Uscito quasi una decade fa, questo si manifestò agli amanti del genere come un vero e proprio capolavoro, tanto che tutt’oggi spesso viene tirato in ballo proprio quando si parla di un nuovo titolo dedicato alle competizioni su due ruote, quasi come se si trattasse di una “costante”, un metro di paragone. E in effetti la realtà non è poi così distante. Basti pensare che gli sviluppatori di Milestone, peraltro italianissimi, già da due anni hanno pensato bene di avviare un processo di “ritorno alle origini”, probabilmente consci di quanto Superbike 2001 abbia rappresentato e rappresenti tuttora. E nel tentativo di riavvicinarsi ai fasti di un tempo, ecco che quest’anno intravediamo sugli scaffali dei negozi l’ultima fatica del temerario team italiano: SBK X: Superbike World Championship.
Scopriamone insieme pregi e difetti.

Domande esistenziali di un videogiocatore appassionato

Pensateci bene, sembra assurdo ma la routine quotidiana di un videogiocatore è costellata da una serie di domande che spesso non ottengono risposta. Tra queste, però, ce n’è senza dubbio una che ci rincorre puntuale, praticamente una volta l’anno: perché acquistare il nuovo capitolo quando si possiede già il predecessore? Già. Perché? Un motivo deve pur esserci, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme successo che titoli come FIFA, PES, NBA Live, NBA 2K e tanti altri ottengono ogni anno. Chissà quanti di voi hanno pensato almeno una volta all’eventualità di “aggiornare” un vecchio capitolo attraverso il famoso rilascio dei sempre più numerosi DLC. Eh sì, perché per un titolo sportivo quale potrebbe essere un gioco di calcio, basterebbe aggiornare le rose. Ma allora qual è il motivo, quello vero, per cui ogni anno gli sviluppatori ci propinano un nuovo capitolo delle innumerevoli serie videoludiche ad oggi disponibili sul mercato? Le solite questioni di marketing (pensate al brand Guitar Hero) o c’è dell’altro? Per fortuna nella maggior parte dei casi c’è dell’altro, ed è a tutto vantaggio del giocatore.

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Nel caso di SBK X, infatti, non si tratta affatto di una “trovata commerciale” ma ci troviamo di fronte ad un gioco frutto dell’impegno degli sviluppatori che, analizzando progressi e lacune dei precedenti capitoli, hanno cercato di migliorare ulteriormente la formula di gioco, sfornando un titolo capace di divertire sia gli affezionati della simulazione più pura sia coloro che si avvicinano per la prima volta ad un gioco dedicato alle due ruote.

Da “nessuno” a campione

Una volta avviato il gioco veniamo accolti da un menu che, seppur non stuzzichi la vista per il suo aspetto accattivante, riesce a guadagnarsi il nostro consenso grazie alla sua sobrietà e facilità di navigazione. Ed è proprio a partire dal menu principale che emergono le reali intenzioni degli sviluppatori. SBK X, infatti, è un gioco dalla doppia personalità, capace quindi di catturare a sé utenze diametralmente opposte. E non temete, questa non è una cattiva notizia, anzi. Sin dall’inizio, come probabilmente avrete già intuito, il titolo Milestone ci pone dinanzi ad una scelta, ovvero la possibilità di avere a che fare con una delle due modalità di gioco disponibili: Simulazione e Arcade. A queste, ovviamente, si aggiunge l’immancabile reparto online, contraddistinto di conseguenza da una malleabilità più che tangibile, puntando all’intrattenimento di quegli utenti che preferiscono il realismo più sfrenato così come di coloro che amano semplicemente divertirsi, senza troppi fronzoli. In definitiva, potremmo considerare SBK X un’esperienza videoludica dalla doppia validità, praticamente due giochi in uno.

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Selezionando la modalità Simulazione potremo scendere subito in pista optando per la consueta Gara Veloce o tentare di migliorare il nostro record sul giro prendendo parte a una Sfida contro il Tempo, oppure ancora partecipare ad un intero Weekend di Gara scegliendo il circuito e la moto che più ci aggrada. A queste tre varianti si aggiunge il più importante Campionato, attraverso il quale possiamo ripercorrere l’intero calendario del campionato Superbike, e infine la più sostanziosa nonché interessante Carriera. Quest’ultima ci permette di creare un pilota personalizzato attraverso un intuitivo editor (tanto semplice da essere ridotto all’osso) che ci permetterà di modificare alcuni parametri come la selezione di un volto tra quelli disponibili, l’età anagrafica, il casco e infine lo stile guida, ovvero il modo di scendere in piega, prendendo in prestito le movenze di alcuni piloti più o meno leggendari.
Una volta creato il nostro centauro virtuale saremo chiamati a firmare il nostro primo contratto valutando le diverse proposte che ci giungeranno da alcuni team della classe “minore”, la Superstock 1000, nella quale scenderemo in pista alla guida di moto di produzione modificate quel tanto che basta per gareggiare. Soddisfatte le aspettative del team otterremo quindi i primi risultati in termini di Reputazione, facendoci pertanto notare da squadre più prestigiose che non mancheranno di contattarci offrendoci delle condizioni contrattuali via via più interessanti ma incentrate su aspettative ben più elevate. Gara dopo gara, podio dopo podio, passando per la categoria intermedia, la Supersport, raggiungeremo l’apice della nostra carriera virtuale prendendo quindi parte al prestigioso campionato Superbike.

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Meccanici si diventa

Inutile negare l’evidenza: la modalità Carriera costituisce senza alcun dubbio la colonna portante dell’esperienza simulativa di SBK X, soprattutto considerando il fatto che oltre a conquistare trofei su trofei, dominando pertanto la classifica, avremo a che fare con le consuete sessioni di pre-gara, come ad esempio le immancabili prove libere e le qualifiche. Ed è proprio qui che entra in gioco la messa a punto della propria moto e la relativa elaborazione della strategia di gara. Tra una sessione ed un’altra, infatti, avremo modo di dedicarci al setting ideale intervenendo sui diversi parametri a nostra disposizione, potendo contare ancora una volta sul nostro ingegnere personale. Se l’analisi della telemetria non dovesse essere il vostro forte, vi basterà infatti chiedere aiuto al vostro tecnico, il quale attraverso un sistema di domande e risposte – già visto nel precedente capitolo – apporterà tutte le modifiche necessarie tentando di soddisfare al meglio le vostre esigenze in base al tracciato e alle relative condizioni atmosferiche.
Sebbene rappresenti la strada più ripida, possiamo garantirvi che la messa a punto manuale, se applicata con cognizione di causa, risulta essere decisamente più appagante sia in termini di prestazioni che a livello di soddisfazioni personali.

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Ad esempio potremo regolare il bilanciamento dei freni, la tensione della catena, la rigidità delle sospensioni, i rapporti delle marce ed altro ancora, andando così a modificare il feeling di guida della nostra moto. Tanto per farvi qualche esempio, bilanciando la potenza frenante potremo privilegiare lo spazio di arresto oppure l’inserimento in curva; un freno anteriore potente rallenta in modo anticipato la moto ma al contempo genera sottosterzo in curva, proprio come un freno posteriore potente ci aiuta sì a tenerci vicini al punto di corda ma potrebbe anche condurci molto più facilmente al bloccaggio della ruota, finendo quindi col muso per terra. E che dire delle sospensioni? In questo caso dovete tenere a mente che una moto bassa vi garantisce una maggiore tenuta di strada ma in questo modo l’angolo di piega diminuisce, complicandovi le cose nelle curve più angolate; una moto più alta, invece, è chiaramente meno stabile ma l’angolo di piega è maggiore. E non è tutto. Se la vostra moto fatica ad entrare in curva, cioè sottosterza, vi basterà abbassare l’anteriore e ridurre di conseguenza il precarico davanti. In caso contrario, se notate del sovrasterzo, dovrete abbassare il posteriore, andando quindi a ridurre il precarico dietro.
Insomma, come potete vedere i parametri che possono essere modificati sono davvero numerosi e permettono di rovesciare nel vero senso della parola l’esito di ciascuna gara. Siamo sicuri che gli amanti della simulazione saranno lieti di trascorrere parecchio tempo nei box.

L’altra faccia della medaglia

Così come vi abbiamo accennato qualche paragrafo più su, SBK X esibisce fieramente una doppia personalità tentando di rivolgersi sia ai puristi del genere sia ai cosiddetti casual gamer. Alla modalità Simulazione, di cui vi abbiamo parlato pocanzi, si aggiunge quindi quella Arcade, sensibilmente più spensierata e leggera ma non per questo da sottovalutare.
Innanzitutto, come potete immaginare, in questa modalità il modello di guida risulta pesantemente semplificato in modo che tutti possano mettersi, seppur virtualmente, alla guida di una moto. In secondo luogo, per rendere le cose ancora più spettacolari o inverosimili, decidete voi, è possibile utilizzare anche un inedito boost per raggiungere una maggiore velocità e vedere il pilota schiacciarsi letteralmente sul serbatoio. Infine, per permettere davvero a chiunque di inforcare la moto e gareggiare senza alcuna difficoltà, è presente pure l’ormai classica traiettoria ideale, rappresentata sull’asfalto da una striscia verde che diventa di colore giallo o rosso in occasione delle staccate più o meno pericolose.

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Diversamente dall’esperienza simulativa il cui cuore pulsante è rappresentato dalla Carriera, la modalità Arcade, accanto alle classiche gare veloci e sfide a tempo, ci propone invece un’inedita variante, battezzata per l’occasione Storia. In questa dovremo metterci in gioco testando i nostri riflessi nelle gare più disparate, portando a termine diverse sfide e partendo anche in questo caso dalla classe minore sino ad arrivare all’agognata Superbike. Ogni sfida prevede il completamento di determinati obiettivi, come ad esempio conquistare una certa posizione in gara entro un numero prestabilito di giri. A seconda del risultato conseguito guadagneremo dei punti reputazione utili a sbloccare nuovi caschi, visiere, foto delle umbrella girls ed altro ancora. Niente messa a punto della moto e niente ingaggi, tutto prosegue in modo rapido ed indolore.
Tutto sommato, contrariamente a quanto abbiamo pensato in un primo momento, la modalità Arcade si rivela divertente e costituisce un’ottima scusa per prendervi una pausa tra una gara e l’altra della corposa Carriera della modalità Simulazione.

Tutti in sella appassionatamente

Come da tradizione, SBK X vanta un comparto online valido e, per i più temerari, persino galvanizzante. I giocatori che possono prendere parte alle diverse modalità multiplayer sono sedici, contro gli otto della passata edizione. Le competizioni spaziano dalla più classica ed immediata gara singola al campionato, quest’ultimo disputabile anche a squadre permettendoci quindi di formare un team invitando i nostri amici e gareggiare così contro gli altri giocatori, a loro volta suddivisi in squadre. Il campionato, inoltre, può essere interamente personalizzato attraverso le varie opzioni che ci vengono concesse, grazie alle quali l’esperienza di gioco risulterà di volta in volta differente e più o meno alla portata di tutti. Così come già visto nella modalità single player, anche il comparto online ci permette di privilegiare un modello di guida simulativo piuttosto che arcade. Sta a noi scegliere a quale tipologia di gara partecipare.
Le lobby funzionano piuttosto bene e, come già accennato, offrono un’ottima personalizzazione di ciascuna gara, dal numero di giri agli aiuti concessi, dalle condizioni atmosferiche alla presenza delle collisioni e così via. Durante i nostri test il netcode s’è rivelato sempre all’altezza della situazione, salvo sporadici episodi di lag attribuibili comunque alla qualità della connessione dei diversi partecipanti. Chiudono il cerchio le consuete classifiche aggiornate in tempo reale e le sfide contro il tempo nelle quali avremo modo di tentare di battere i record dei migliori al mondo.

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Con le ali sotto ai piedi…

Come ogni racing game che si rispetti, anche SBK X sfoggia un sistema di controllo sapientemente messo a punto dagli sviluppatori di Milestone. Rispetto al precedente capitolo si percepisce chiaramente come questo sia stato oggetto di studio del team italiano al fine di migliorarlo ulteriormente. I comandi rispondono più che bene, favorendo un angolo di sterzata e un’apertura del gas graduali e mai casuali. A tal proposito ci si sente padroni della situazione e, una volta scesi in pista, qualsiasi errore sarà attribuibile soltanto ad una nostra eventuale distrazione.
La curva di apprendimento non è mai troppo ripida, tutt’altro. Ad esempio nella modalità Simulazione potremo selezionare tre diversi livelli di difficoltà: Base, Medio e Completo. Il primo si dimostra indubbiamente il più permissivo, concedendoci staccate al limite e uscite di curva repentine e addirittura in derapata controllata. Il livello Intermedio, invece, rappresenta un ottimo compromesso, un’ideale via di mezzo capace di accontentare i più, sebbene i fuoripista ed i contatti tra una moto e l’altra siano poco tollerati. Completo, infine, costituisce la massima espressione di un modello di guida doviziosamente ancorato ai canoni di una simulazione motociclistica quanto più possibile vicina alla realtà. Staccate, piega e gas richiedono di conseguenza un attento dosaggio, pena fastidiosi fuoripista o, peggio ancora, rovinose cadute.
Discorso diametralmente opposto, invece, per quanto riguarda la modalità Arcade. In quest’ultimo caso, infatti, avremo a che fare con un modello fisico del tutto slegato dalla realtà, a tal punto da poterci esibire in mirabolanti derapate e corse “a tutta birra”. Una modalità semplice, veloce e scacciapensieri.
L’intelligenza artificiale dei piloti avversari si dimostra accettabile, nonostante le routine comportamentali siano caratterizzate da qualche sbavatura; i motociclisti controllati dalla CPU hanno infatti la tendenza a percorrere delle traiettorie fin troppe precise, elargendo un tasso di sfida tutto sommato nella media e lungi dall’essere eccezionale.

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Niente vista panoramica!?

Tecnicamente parlando, sin dai primissimi minuti di gioco ciò che salta maggiormente all’occhio è la certosina realizzazione delle moto e dei rispettivi piloti, che riescono a porsi al centro dell’attenzione evidenziando una modellazione poligonale di alto livello e al passo coi tempi. Ottimo pure il sistema d’illuminazione che, ovviamente, dà il meglio sé in base alle diverse condizioni meteo: sole, nuvoloso, bagnato.
La sensazione di velocità – seppur sia distante anni luce da quanto apprezzato in Burnout Paradise – è resa egregiamente, grazie ad un framerate che si mantiene stabile restituendo una fluidità di gioco ammirevole anche in presenza di numerosi piloti in pista.
Ma passiamo adesso a quegli elementi che, contrariamente a quanto esposto sinora, non ci hanno soddisfatto appieno. In primo luogo siamo rimasti interdetti di fronte al sistema di gestione dei danni: sebbene sia possibile compromettere del tutto l’esito di una gara in seguito ad una caduta, la nostra moto resterà sempre tutta d’un pezzo, non vedremo mai dei pezzi della carena volare per aria, e nella peggiore delle ipotesi questa apparirà soltanto graffiata e ricoperta di polvere; lo stesso dicasi per la tuta del pilota.
In secondo luogo, non possiamo che storcere il naso dinanzi alla ricostruzione dei circuiti; per carità, questi risultano pressoché fedeli alla realtà, il che è un bene, tuttavia il livello di dettaglio riscontrabile a bordo pista è decisamente altalenante e, come se non bastasse, gli elementi di contorno quali il pubblico sulle tribune e la vegetazione vantano una texturizzazione superficiale. Per fortuna si tratta solo di “dettagli”, in quanto una volta inforcata la moto possibilmente non ci farete nemmeno caso, soprattutto perché alle alte velocità non ne avrete il tempo. Osservando un replay, invece, avrete tutto il diritto di essere pignoli. E parlando dei tracciati non possiamo non menzionare una delle novità di questa nuova edizione, l’Evolving Track. Così come suggerisce lo stesso nome, si tratta di una feature in grado di mutare in tempo reale le condizioni della pista, giro dopo giro. Gli sviluppatori, infatti, grazie ad un sofisticato sistema di calcolo, sono riusciti a ricreare il fenomeno della cosiddetta “gommatura” dell’asfalto: man mano che le moto vi passeranno sopra, la traiettoria ideale diverrà sempre più visibile, proprio grazie ai residui di gomma che giro dopo giro andranno a depositarsi in pista. Tale caratteristica, come è lecito aspettarsi, influenzerà la percentuale di grip nonché l’usura dei copertoni. Un po’ diversa la situazione sul bagnato, infatti in questo caso più che notare i residui di gomma depositarsi lungo la traiettoria ideale, vedremo quest’ultima asciugarsi con tutti i vantaggi che ne conseguono. Una chicca non da poco che di fatto eleva ulteriormente il tasso di realismo che gli sviluppatori hanno tenuto bene a mente.

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Un ulteriore plauso va alle animazioni dei piloti e alle oscillazioni della moto: a ogni curva assisteremo a movenze fluide e piuttosto verosimili, escludendo pertanto i tipici spostamenti artificiosi ed inconsulti di svariate produzioni. È possibile rilevare anche la rotazione del polso destro del pilota sulla manopola del gas, così come il movimento del piede in fase di staccata. Finezze che agli occhi più distratti potrebbero sfuggire ma che invece confermano ancora una volta il minuzioso lavoro svolto dai nostri connazionali.

Di buona fattura il comparto sonoro, che può vantare una vasta gamma di campionamenti dei vari rombi, differenti per classe, e una raccolta di brani pop e rock di qualità non indifferente, anche se il nostro consiglio rimane quello di disabilitare la musica durante le gare, cosa peraltro prevista navigando tra le opzioni di gioco.

L’importante è partecipare? Naaa, meglio vincere!

Concludendo, SBK X: Superbike World Championship si dimostra un titolo caratterizzato da un’inedita doppia personalità capace di coinvolgere sia gli amanti delle simulazioni sia tutti coloro che si avvicinano per la prima volta al genere. È bene sottolineare come, nonostante la doppia natura di cui il gioco si fregia, i talentuosi sviluppatori di Milestone siano riusciti a percorrere una direzione ben precisa, sfornando un titolo dalle innegabili potenzialità e dotato di una longevità più che solida grazie ad un impianto online variegato e diverse modalità di gioco disponibili.
L’ultima fatica dei nostri connazionali si riconferma ancora una volta la migliore simulazione di moto attualmente disponibile sul mercato, quantunque mostri il fianco a un comparto estetico per certi versi anacronistico, eccezion fatta per la pregevole realizzazione poligonale delle moto e dei piloti. Insomma, un titolo di indubbio valore ma avvolto da alcuni difetti che gli impediscono di raggiungere l’agognato appellativo di “capolavoro”.
Acquisto obbligato per tutti gli amanti delle competizioni su due ruote, mentre tutti gli altri farebbero bene a dargli un’occhiata, potrebbero restarne piacevolmente sorpresi.