Recensione di Resident Evil: Revival Selection - Recensione

Recensione di Resident Evil: Revival Selection di Console Tribe

Era il lontano 1996 quando usciva il capostipite del più conosciuto videogame horror con i terribili zombie: Resident Evil. Sono passati diversi anni da quella brutta gita a villa Spencer e nel corso del tempo il brand “Resident Evil” è stato sfruttato per un’innumerevole quantità di giochi, spin-off e persino film. Poteva forse una saga del genere sfuggire alla recente moda dei remake in HD? Assolutamente no!

Remake Mania!

Capcom per questa riedizione in alta definizione ha scelto quei due episodi che hanno rappresentato il “giro di boa” nella serie Resident Evil, ovvero l’ultimo con impronta survival molto marcata (Resident Evil Code: Veronica X, così simile ai suoi predecessori Resident Evil 1, 2 e 3) e il primo più votato all’azione (stiamo parlando di Resident Evil 4, simile al suo diretto successore). Quale scelta migliore per consentire ai giocatori che se li sono persi di giocare al Resident Evil più adatto ai propri gusti? Entrambi i giochi sono usciti su Playstation 2, si tratta infatti dei titoli più recenti della serie che non hanno beneficiato dell’alta definizione. Ma in cosa consiste esattamente questo remake? Scopriamolo insieme, non prima di una breve rinfrescata alla memoria.

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Redfield contro Ashford

La trama di Resident Evil Code: Veronica X parla del reciproco inseguimento dei due fratelli Redfield, Chris (già apparso in Resident Evil 1) e Claire (da Resident Evil 2). Mentre Claire è alla ricerca del fratello finisce nei guai e si ritrova guarda caso su un’isola sperduta dove c’è stato un nuovo incidente con il Virus T e i proprietari della baracca sono nientemeno che i nipoti del cofondatore della Umbrella, Edward Ashford. Senza spoilerare troppo, in seguito saremo impegnati a giocare nei panni di Chris, che ripercorrerà il cammino di Claire alla sua ricerca. Una nota positiva è che in questo gioco, a differenza di Resident Evil 2, il backtracking che c’è tra le due fasi è stato fatto in modo molto più intelligente. Quando controlleremo Chris, i luoghi visitati precedentemente con Claire saranno molto diversi a causa di crolli e altro, dunque ci ritroveremo a giocare una sezione di gioco completamente diversa anche se in ambienti simili.
Resident Evil Code: Veronica X, come già accennato, è stato l’ultimo titolo della serie ad abbracciare più da vicino il genere e l’atmosfera creati dal capostipite della serie, quello di survival horror: munizioni limitate, possibilità di curarsi limitate, numero di oggetti trasportabili limitato e perfino salvataggi limitati. Tutto ciò può causare un senso di nostalgia per chi già si è cimentato con questa serie, mentre per tutti gli altri sarà una nuova esperienza di gioco che ormai sta via via svanendo. Nella maggior parte dei giochi recenti, infatti, tendiamo ad essere coccolati da checkpoint in ogni schermata e ricariche di salute e munizioni altrettanto frequenti. Non è sicuramente questo il caso di Code Veronica X, vero e proprio gioco di sopravvivenza dove dovremo contare i proiettili da usare e spesso considerare l’ipotesi di superare i nemici senza ingaggiarli in combattimento, visto che ad abbatterli non si ricava nessun particolare beneficio se non quello di superare l’area in tutta tranquillità. In un gioco estremamente lineare non sarebbe un problema superare un’area cercando di non subire danni ma in un gioco fortemente non lineare come questo, dove saremo costretti a passare per le stesse aree diverse volte per capire come proseguire, saper di poter contare su un percorso sgombro fino ad una macchina da scrivere dove salvare i progressi e/o un baule per riporre gli oggetti è una cosa non da poco. Unica nota dolente sono i combattimenti contro i boss: data la (celebre) impossibilità di muoversi sparando, l’assenza di una modalità di mira precisa e di qualsiasi tipo di mossa evasiva e in genere dei comandi non proprio comodi, questi combattimenti si riducono spesso ad una mera sfida di tipo organizzativo: se abbiamo abbastanza cure e munizioni per le armi più potenti avremo facilmente la meglio, mentre se manchiamo di una di queste due cose dovremo essere pronti a dare fondo alle nostre riserve dell’altra, visto che schivare gli attacchi è al limite del possibile.

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Fortunatamente i combattimenti obbligatori di questo tipo si contano sulle dita di una mano, nella maggior parte dei casi potremo sfuggire al nostro nemico con giusto qualche ammaccatura dopo essere riusciti a prendere quello di cui avevamo bisogno.
Dopo aver completato il gioco principale è possibile accedere alla modalità Battaglia, che ci vedrà impegnati ad uccidere una serie di nemici con una certa varietà di armi con colpi infiniti, a seconda del personaggio selezionato. Come già spiegato in precedenza, a causa della scomodità dei comandi e della telecamera con inquadrature fisse, la componente action di questo gioco risulta enormemente svilita, dunque potrete sicuramente trovare di meglio da fare che non uccidere gli zombie in questa modalità. Oltre alla normale visuale in questo caso è possibile scegliere di giocare in prima persona, cosa che risulta ancora più scomoda visto che i comandi restano comunque gli stessi (quindi non è possibile mirare un punto preciso).

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Leon contro tutti

Nel quarto capitolo della saga (che poi sarebbe il quinto visto che Code Veronica non è né un remake né uno spin-off ma un normale episodio a tutti gli effetti) vestiremo i panni di Leon (con cui abbiamo fatto la conoscenza in Resident Evil 2), agente mandato dal governo statunitense al fine di recuperare Ashley, la figlia del presidente che è stata rapita. Già le premesse sono molto differenti, visto che negli episodi passati l’unica preoccupazione dei nostri personaggi era uscire vivi da un incubo; stavolta invece Leon deve immergervisi spontaneamente per effettuare il suo salvataggio. La telecamera ora non è più fissa ma seguirà i nostri movimenti, la visuale è quindi in terza persona e potremo mirare in modo decisamente più libero: questo include anche la possibilità di colpire i nemici in punti chiave, come le gambe per farli cadere o la testa per farli vacillare e renderli vulnerabili ad un attacco corpo a corpo, a patto di essere sufficientemente vicini. I “nuovi” zombie in effetti saranno molto più svegli oltre ad essere più suscettibili ai nostri proiettili e in effetti si riveleranno presto essere una minaccia totalmente nuova che non vi stiamo a raccontare per evitare spoiler indesiderati. Il gioco è molto più lineare e i salvataggi non sono più contati con la quantità di nastro inchiostratore che riusciremo a recuperare, anche se è necessario comunque trovare una macchina da scrivere (sono comunque molto frequenti). Al posto degli 8 slot disponibili per l’inventario avremo a nostra disposizione una valigia, all’interno della quale potremo tenere un arsenale molto più ampio di munizioni e cure: ogni oggetto occuperà un volume di spazio differente (a volte ci ritroveremo a ruotare i vari oggetti per incastrarli al meglio e fare entrare più cose). C’è da dire che gli oggetti chiave per proseguire nel gioco non occupano spazio e che non è possibile depositare gli oggetti dell’inventario nei bauli, quindi quello che non entra nella valigia va buttato. Inoltre, cosa bizzarra per un survival horror, potremo guadagnare soldi uccidendo nemici e trovando tesori e utilizzarli poi per comprare/migliorare le nostre armi, cosa che renderà quasi divertente andare a caccia di zombie, mentre negli episodi precedenti si faceva di tutto per evitare i combattimenti. Le atmosfere sono comunque cupe ma, se il gioco ha mantenuto la sua tinta horror, ha decisamente perso quella survival. Inoltre il vasto arsenale di armi a disposizione (incredibilmente maggiore di quello dei capitoli precedenti) non fa altro che spronarci a utilizzarlo, rovinando l’atmosfera di tensione verso i combattimenti che si dovrebbe venire a creare in questo tipo di gioco. Aggiungiamo che è persino possibile accumulare ricompense facendo delle speciali gare di tiro sempre presso il negoziante.

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Dove Code Veronica mostra le sue carenze, Resident Evil 4 mostra i suoi punti di forza: le battaglie con i boss sono sempre abbastanza divertenti e spesso bisognerà mirare in alcuni punti specifici o usare particolari oggetti dello scenario per massimizzare i danni. Sono stati inoltre introdotti dei Quick Time Events: in certe circostanze premendo i pulsanti che appariranno sullo schermo con una certa prontezza sarà possibile schivare un colpo che potrebbe essere fatale. A gioco ultimato saranno disponibili ulteriori modalità, una nella quale rivivremo l’avventura (una versione molto più breve) come Ada, una missione speciale da affrontare con la medesima e infine una sorta di modalità Battaglia, ora chiamata Mercenari. Viste le meccaniche del gioco tale modalità è decisamente più divertente della sua controparte in Code Veronica. Saremo chiamati a metterci alla prova con diversi personaggi, alcuni disponibili da subito e altri da sbloccare, ciascuno con i suoi oggetti e armi iniziali. Sono selezionabili diversi scenari e i nemici varieranno in base allo scenario selezionato. Scopo del gioco è totalizzare più punti possibile prima dello scadere del tempo: a tale scopo si potranno raccogliere dei particolari potenziamenti in modo da aumentare il tempo disponibile o da fornire un bonus per ogni uccisione per un determinato periodo di tempo.

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Conversione

Parliamo adesso dei contenuti che offrono i giochi per le nuove console HD. I giochi non sono remake veri e propri, anzi la struttura del gioco non è stata toccata per niente, è stato fatto un semplice upscaling della risoluzione video per evitare di vedere le cose troppo pixellose, ma non aspettatevi un impatto visivo migliore di quello che avreste potuto avere al tempo sulle vecchie console con un televisore a tubo catodico. Sono sì stati introdotti gli obiettivi/trofei (per lo stesso valore complessivo di un normale gioco retail), ma sono solo 12 per gioco, di cui la stragrande maggioranza legati alla trama principale e pressoché impossibili da mancare. Se volevate cimentarvi in nuove sfide resterete delusi, sebbene non sia per nulla facile ottenere il lanciarazzi in Code Veronica o completare il gioco alla difficoltà massima in Resident Evil 4 (se non l’avevate già fatto nelle versioni precedenti). Per ultimo veniamo a parlare del costo, di 19 euro a gioco, piuttosto elevato considerando che allo stesso prezzo vengono venduti giochi più recenti sia nei negozi che tramite digital delivery. Vale la pena spendere questi soldi? Se non avete mai giocato questi episodi potrebbe essere la vostra occasione, soprattutto per quanto riguarda Code Veronica, che fa parte di una categoria di giochi che non si vedono più in questa gen. Mentre Resident Evil 4 potrebbe essere un’ottima idea se avete gradito il 5 e avete voglia di tornare ad uccidere zombie con meccaniche similari. Se non avete provato nessuno, tra il 4 e il 5 vi suggeriamo di partire direttamente con quest’ultimo, che oltre a essere nativamente migliore di grafica può essere giocato anche in due. Per chi invece li ha già giocati sulle vecchie console, l’acquisto è consigliato solo se veramente interessati, dato che non ci sono aggiunte significative che potrebbero far valere la spesa.