Recensione di Puzzle Quest 2 - Recensione

Recensione di Puzzle Quest 2 di Console Tribe

Quando Infinite Interactive ha pubblicato il primo Puzzle Quest nel 2007 molti giocatori sono rimasti spiazzati. Perfino noi, che mastichiamo videogame dalla colazione alla cena, ammettiamo di aver avuto più di un sussulto.
Il motivo in realtà è piuttosto semplice: mai avremmo pensato di mettere mani a un gioco di ruolo con tanto di orchi, magie e punti-livello, strutturato però come un “comunissimo” (ma geniale) puzzle-game.
Il risultato è stato sorprendente per molti, tanto da spingere gli sviluppatori a realizzarne un seguito che non manca di presentare alcune novità succose.

Non chiamatemi “giochino”

Puzzle Quest 2 riporta alla luce tutto quello che i giocatori hanno da subito amato del primo capitolo, con l’aggiunta di una leggera ripassata di vernice alla veste grafica e alcune chicche ludiche inedite, tutto sommato ancorate alla struttura di gioco originale.
Il primo approccio, quindi, è del tutto familiare: cercare di allineare in verticale o orizzontale delle pile di gemme dello stesso colore, per un minimo di tre, con un sistema molto simile (per non dire “clonato”) al più celebre arcade Bejeweled di PopCap Games.

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Affronterete una serie di nemici diversificati e guidati da vari livelli di I.A. (o contro altri giocatori reali in modalità multiplayer), cercando di allineare quante più gemme possibili al fine di guadagnare “punti-mana”. Quest’ultimi saranno fondamentali per lanciare magie di qualsiasi tipo: per esempio incantesimi di protezione, attacchi con armi particolari o tante altre fantasticherie fantasy.

Si fa avanti una componente strategica assolutamente non scontata, anzi diremmo molto studiata: le gemme d’azione, l’uso delle armi e degli scudi, nonché di alcuni oggetti specifici (tutte novità di questo nuovo capitolo) vi daranno la possibilità di gestire ogni singola battaglia in modo molto più tattico, cosa che in passato avveniva alle volte un po’ casualmente.
Meglio aspettare di accumulare punti mana per sferrare l’attacco magico definitivo, oppure procedere infliggendo danno fisico immediato con l’arma in vostro possesso? Sono decisioni apparentemente banali, di normale routine, ma ogni giocatore accanito di GDR non potrà non apprezzarne la complessità che si viene a creare nel momento in cui anche il vostro nemico (virtuale o reale che sia) si trova di fronte alle stesse scelte strategiche, raddoppiandone quindi il valore tattico.

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L’aggiunta di alcuni mini-giochi, presentati ai vostri occhi come side-quest della storia principale, non si allontanano dal gameplay di base, ma riescono comunque nell’intento di appassionarvi: dovrete saccheggiare una cassa piena zeppa di tesori? Allora districatevi nell’abbinamento di tre o più monete simili. Volete cercare di scassinare un’ostica serratura? Allineate un certo numero di blocchi prima che scada il tempo. Vi trovate di fronte a una porta chiusa? Allora fate corrispondere alcune gemme specifiche.
Anche se in apparenza può sembrare un po’ monotono, Puzzle Quest 2 ha la capacità di rendere assuefacente anche un’azione ripetuta cento volte di fila, caratteristica che ha portato al successo del primo episodio della serie, e non di meno di tutta la storia indimenticabile del genere “puzzle” (qualcuno ha detto Tetris?).

Il chiosco degli assetati

Il risultato, quindi, è quello di un titolo estremamente coinvolgente, magnetico, che nonostante la sua natura banale superficiale riesce a catturare il giocatore per molte ore senza diventare mai noioso o poco accessibile.
Il prezzo è di 1200 Microsoft Points (circa 15€), un po’ caro rispetto al normale piano tariffario dei titoli Xbox Live Arcade, ma tutto sommato accettabile considerando la quantità (e corposità) dell’offerta videoludica alla quale andrete incontro.
Se questa estate vi sentite assetati di gemme preziose e goblin da eliminare sapete a chi rivolgervi. Ma ricordiamo: le granite non sono incluse.