Recensione di Planet 51 - Recensione

Recensione di Planet 51 di Console Tribe

Arrivato nei cinema a ridosso del periodo natalizio, Planet 51 non ha riscosso quell’immenso successo che Dreamworks si aspettava e che doveva essere giustificato, nell’ottica della compagnia, dal semplice coinvolgimento dei creatori di sua maestà Shrek. Il film non ha infatti avuto degli incassi eccellenti, né tanto meno il pieno consenso della critica, sebbene sia comunque stato visto da una buona fetta di spettatori. Nonostante simili premesse, nulla ha evitato a Dreamworks di commissionare a chi di dovere (nel nostro caso Pyro Studios), uno spin-off videoludico che, in qualche modo, potesse mantenere alto l’interesse per l’opera cinematografica almeno tra un pubblico estremamente giovane. Nasce così Planet 51: Il Videogioco (da ora solo Planet 51), già da qualche tempo disponibile per tutte le console in commercio. Sarà riuscito lo sviluppatore a superare la mediocrità del film confezionando qualcosa che valga la pena acquistare? Scopriamolo insieme!

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Un piccolo passo per me…

Il plot di questo Planet 51 attinge a piene mani dalla trama del film, semplificandola e rendendola, se possibile, ancora meno interessante dell’opera filmica. Arruolato in una missione NASA che ha come intento la colonizzazione di un lontano planetoide (proprio quel Pianeta 51 che dà il nome all’opera), il capitano dell’aviazione Charles “Chuck” Baker parte alla volta di quello che dovrebbe essere, secondo le informazioni, un pianeta disabitato. Atterrato sul suolo alieno con tanto di bandiera ed effetto rallenty, il nostro scopre ben presto che il planetoide è tutt’altro che disabitato, anzi! Su di esso vive una evoluta razza aliena i cui usi e costumi sono molto simili al modello “Happy Days” degli anni ’50. Braccato come una minaccia e privato della sua astronave dalle forze militari del pianeta (che scimmiottano nemmeno tanto velatamente l’esercito americano), Chuck verrà salvato dal giovane Lem, un ragazzo alieno tutt’altro che intimorito dall’astronauta ed intenzionato ad aiutarlo, assieme alla sua famiglia, a ritornare sul pianeta Terra. Detto ciò vi evitiamo qualsiasi altro spoiler sulla trama (che poi è in effetti tutta qui), limitandoci a dirvi che se avete apprezzato il plot del film, esso è perfettamente sovrapponibile a quello del videogioco.

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Grand Theft Planet (51)?

Come tanti prima di lui, anche questo Planet 51 pesca dalle meccaniche sempreverdi dei più blasonati free roaming urbani (GTA in testa) per imbastire un sistema di gioco che sia un ibrido tra esplorazione, avventura, libertà e tanta, tantissima guida. Tre saranno i personaggi che potremo controllare nel corso della nostra avventura aliena: Chuck, Lem ed il simpatico Rover, un piccolo robot dedito all’esplorazione. Molteplici invece saranno le location che potremmo visitare tra cui svetta, decisamente nella parte del leone, la simpatica quanto ben caratterizzata cittadina di Glipford nel quale si troveranno gran parte delle missioni da svolgere sia a piedi che a bordo dei veicoli. E proprio i veicoli sono forse l’arma migliore a disposizione del titolo che, non per nulla, conta circa il 90% delle sue missioni a bordo dei più disparati mezzi di trasporto. Dalle biciclette alle camionette, tutte rigorosamente “alienizzate”, con un risultato estetico molto gradevole che sta a metà tra retrò e futuristico. Come dicevamo, le missioni a bordo di mezzi di trasporto sono, certamente, le più numerose, ed anche quelle meglio confezionate a dirla tutta. Complice un sistema di guida votato all’arcade ma anche estremamente intuitivo e preciso che permette, anche ai più giovincelli, il perfetto controllo della situazione. Potremo quindi consegnare giornali, scarrozzare persone, rubare auto, partecipare a corse o a destruction derby, con la possibilità, ogni volta, di conquistare un nuovo mezzo per il vastissimo parco macchine a disposizione dei personaggi. E qui finisce il buono del sistema di gioco. Tutto il resto, come si suol dire, è noia. Riagganciandoci proprio alle missioni, non possiamo che constatare due fattori estremamente negativi: in primis la noia che affligge l’utente già dopo i primi incarichi. È infatti palese che, nonostante la parvenza di varietà, il nocciolo delle missioni di guida possa essere riassunto in “guida dal punto A al punto B”. A ciò aggiungiamo anche che i restanti compiti, ossia le sezioni a piedi, sono quanto di peggio si possa giocare su qualsiasi console in commercio (e non parliamo solo della qualità delle missioni in sé, ma anche dell’impreciso quanto legnoso sistema di controllo), ed ecco che capirete sin da ora come questo Planet 51 sia un prodotto assolutamente mediocre. Infine, il gioco gode anche di una abbozzata modalità multiplayer in locale in cui, un massimo di due giocatori, possono scontrarsi a colpi di gare e demolition race. Qualcosa di assolutamente superfluo che, però, grazie all’ottima caratterizzazione del parco macchine, potrebbe appassionare certamente gli utenti più giovani.

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Un pianeta… deserto!

Graficamente il gioco mostra i suoi pregi sin da subito, con una grafica non solo molto pulita, ma anche molto vicina alla sua controparte cinematografica. Il titolo è, nel complesso, molto bello da vedere, sia per la buona qualità dei modelli e delle texture, sia per le ottime palette cromatiche, capaci di restituire l’atmosfera cartoon, e allo stesso tempo retrò, creata nella pellicola. Praticamente senza difetti è, poi, la caratterizzazione grafica della cittadina di Glipford: ricchissima di edifici e dettagli, perfettamente sovrapponibile a quella creata dagli animatori della Dreamworks per il film. Peccato solo che il lato buono della medaglia si limiti a questo. Sebbene infatti Glipford sia, tutto sommato, molto bella da vedere ed esplorare, stessa cosa non si può dire per i restanti ambienti che, nonostante l’impronta free roaming del titolo, sono vuoti, praticamente degli immensi deserti, in cui si susseguono senza sosta lunghissimi tracciati asfaltati (giustificati probabilmente dall’immensa mole di gare che dovrete fronteggiare tra dune e deserti). Anche il lato acustico gode, purtroppo, di alti e bassi. Da un lato c’è la qualità generale del profilo acustico e sonoro; un lavoro eccelso, assolutamente migliore di moltissime produzioni simili, e che gode soprattutto dello stesso doppiaggio italiano del film! Dall’altro c’è l’assoluto disinteresse della produzione per il sincrono labiale che, data la qualità assolutamente scadente, vanifica quanto di buono è stato fatto in campo sonoro. In Planet 51 non troverete una sola frase in sincrono con il movimento delle labbra, neanche per puro caso. Il risultato è tanto tedioso quanto orribile da vedere. Aggiungete a ciò che, in fondo, i personaggi del film non brillano né per carisma, né per simpatia (Rover escluso) e capirete perché le cut-scene con il motore di gioco sono, per i più, tranquillamente evitabili.

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Il pianeta dei bambini

Prima di chiudere chiariremo un aspetto da tenere necessariamente in considerazione prima di un eventuale acquisto: Planet 51 non è assolutamente un titolo pensato per dilettare gli utenti più stagionati. È un gioco dichiaratamente per bambini, o comunque per utenti alle primissime armi. Non bastasse il fatto di essere tratto da un cartone animato decisamente politically correct (lontanissimo dal più complesso e “rozzo” Shrek), il gioco è estremamente semplice e, soprattutto, ricchissimo di “aiuti”, atti ad evitare qualsiasi possibilità di ritrovarsi in un vicolo cieco (o presunto tale). Anche per le meccaniche pienamente collaudate, si avranno sempre tutta una serie di pop up a ricordarvi come si guida, come si salta, come si raggiunge un determinato punto. Un gioco, insomma, dall’approccio decisamente “easy”, pensato e sviluppato per i piccoli fan del brand cinematografico.

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Houston, abbiamo un problema!

Planet 51: Il Videogioco è un prodotto volutamente pensato per i più piccoli, incapace anche solo “per caso” di interessare qualsiasi altra fetta d’utenza. Semplice, immediato, il gioco non mancherà l’obiettivo di incuriosire e farsi apprezzare dai fan più giovani del film (semmai ce ne siano). Per tutti gli altri si tratta invece di un titolo assolutamente evitabile il cui acquisto può essere vagliato solo – ed eventualmente – come regalo ad una nuova leva, particolarmente giovane, del mondo videoludico. Missione terminata, da Console-Tribe è tutto. Passo e chiudo!