Recensione di Orcs Must Die! - Recensione

Recensione di Orcs Must Die! di Console Tribe

Diciamocelo, il nome è tutto un programma ed una volta che Orcs Must Die! sarà tra le vostre mani non avrete più dubbi. Il titolo della Robot Entertainment (prima nota come Ensemble Studios, ndr), la stessa che ha rilasciato Halo Wars e Age of Empires III, si presenta come un ibrido ben riuscito tra un tower defence ed un action game tanto semplice quanto geniale. Forse gli aficionados del genere storceranno il naso dal momento che in questo titolo una buona strategia è indispensabile tanto quanto una sana dose di legnate, ma il divertimento è assicurato per tutti. Il gioco è disponibile su Xbox Live al prezzo di 1200 Microsoft Points ed è acquistabile su Steam nella versione PC al pari prezzo di 10,99 €. Non resta che farvi tentare.

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Il Mago-Guerriero

Qualsiasi quesito vi possa essere passato per la testa nel leggere il nome del gioco sarà fugato dalla goliardia delle prime immagini. Lo stile fumettistico degli artwork, volutamente caricaturale, ed un doppiaggio decente in italiano, vi introdurranno brevemente nell’ambientazione. Umani vs. Orchi, uno scenario fantasy sempreverde, ed anche ampiamente sfruttato, che ben si presta per un tower defence. I castelli della razza umana ed i portali in essi contenuti sono difesi da potentissimi maghi-guerrieri che lentamente ed inesorabilmente cadono sotto la scure dell’orda. Nei panni di un apprendista, tanto stupido quanto belloccio, sarete chiamati a rimpiazzare il vostro mentore caduto in battaglia, nel senso letterale del termine!
Tutto sommato la trama non è il miglior pregio di questo titolo, per quanto ben raffigurata, e prosegue con brevi cammei tra qualche livello e l’altro. L’unica incertezza visiva nei disegni sta semplicemente nel font scelto per i menu, troppo acceso ed inappropriato per l’ambientazione. È come leggere un antico manoscritto in Times New Roman! Le animazioni tridimensionali, così come gli scenari, sono godibili nel loro stile (per certi versi simile a quello di Age of Empire Online, ndr) ed allo stesso tempo carenti in termini di dettagli e varietà. Sempre gli stessi nemici nello stesso ambiente, nonostante la geometria vari da livello in livello per ovvie ragioni. La telecamera alle spalle del nostro personaggio fa il suo lavoro in modo fluido e difficilmente va ad incastrarsi in angolazioni fastidiose. Ciò è necessario in un genere in cui bisogna tenere il tutto sotto controllo, anche perché il motore grafico sopporta e supporta decine di unità ed animazioni senza battere ciglio. Una carenza di elementi a favore di un’ottima performance: sebbene avremmo voluto apprezzare qualcosina in più alla fin fine non ci possiamo lamentare. Tutti i momenti del gioco sono seguiti egregiamente da una pur sempre povera colonna sonora, che sia l’attimo critico dell’invasione o la quiete prima della tempesta. Dopo momenti di panico ed azione frenetica, ci penseranno l’esultanza e le battute del nostro dubbio eroe a smorzare la tensione! È vero, le melodie sono sempre quelle, ma rispetto ad altri titoli, anche non propriamente del genere, in cui è prevista la mattanza di centinaia di nemici, è apprezzabile poter ascoltare qualcosa di diverso dal cozzare del ferro ed urla di dolore. Senza contare che un doppiaggio riuscito nel nostro paese è sempre un terno al lotto! Un sospiro di sollievo, letteralmente.

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Guarda mamma, senza mani!

Sebbene il titolo citi una battuta del nostro eroe, è da precisare che difficilmente riuscirete a farla franca con il solo impiego delle trappole, soprattutto in quei livelli in cui le orride creature hanno più punti di accesso. In questo senso la natura ibrida del gioco si manifesta alternando fasi di pura strategia ad attimi hack’n’slash. Ciò alleggerisce notevolmente le dinamiche e rende Orcs Must Die! un titolo alla portata di tutti. Nonostante l’assenza di un vero e proprio tutorial, salvo qualche schermata in cui vi verranno illustrati gli elementi salienti, anche chi non ha mai impugnato un controller potrà acquisire la padronanza dei comandi data la loro semplicità. Ma attenti a non prenderlo sottogamba, sono comunque presenti tre livelli di difficoltà suddivisi nella modalità Apprendista, Mago-Guerriero, ovvero la principale, ed Incubo, giocabile solo dopo aver portato a termine la campagna. Quest’ultima è ovviamente divisa in vari scenari, al termine di ciascuno otterrete una nuova trappola ed un tot numero di teschi, fino ad un massimo di cinque, per potenziare quelle in vostro possesso. L’azione si scandisce in più sequenze: in un primo momento dovrete prendere confidenza con la geometria del castello ed individuare le strade percorribili dall’orda sino al portale da difendere, dunque piazzate pozze di catrame, barili esplosivi, trappole a muro in combinazione per ottenere una mattanza perfetta. Naturalmente ogni gingillo ha un costo, ma le vostre tasche andranno a rimpinzarsi per ogni orco spedito all’altro mondo. Quando siete pronti, schiacciate il tasto back per sfondare il portone e che Dio vi assista! Dopo tre ondate intervallate da dieci secondi in cui potrete mettere una pezza fugace sul punto più debole della difesa, avrete una pausa più lunga per poter acquistare nuovi potenziamenti o vendere quelle trappole che si sono rivelate inefficaci. Trattandosi di un Mago-Guerriero, il vostro personaggio avrà due barre indicatrici, una per il mana e l’altra per l’energia. La prima si ricarica rapidamente dopo il cast di un incantesimo, l’energia vitale, invece, può essere recuperata tramite pozioni “droppate” casualmente dai nemici oppure stazionando vicino al portale. La compattezza del gameplay presenta giusto un paio di perplessità circa l’utilizzo dello spadone e la selezione dei vostri strumenti. Paradossalmente, anche se il nostro personaggio è agghindato come un cavaliere, il lato guerriero non è il suo profilo migliore giacché nell’utilizzo delle armi bianche non mostra la stessa disinvoltura con cui padroneggia la magia e le trappole. L’animazione con la spada è lenta, quasi fuori sincrono con la pressione del tasto e sebbene presenti più colpi, non è possibile la realizzazione effettiva di combo ad eccezione del conteggio delle kill, cosa che a nostro avviso sarebbe risultata più gradevole ed efficace. Spesso preferirete la raffica imprecisa della vostra balestra anziché affrontare faccia a faccia il vostro nemico. In mischia non durereste più di trenta secondi, com’è giusto che sia, e spesso potreste perire nel tentativo di switchare tra gli slot per scegliere l’arma appropriata. Fondamentalmente è un problema esclusivo della versione Arcade per Xbox, poiché il tastierino numerico della tastiera del PC in questi casi è una manna dal cielo. Ma alla fine si tratta di un paio di note stonate in un concerto ben riuscito.

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Forever Alone

Dopo svariate portate di lodi e gratificazioni, purtroppo arriva il momento dell’amaro. Ebbene sì, la pecca più grande di Orcs Must Die! è l’assenza del comparto multiplayer, ad eccezione delle solite classifiche Live. Insomma, il divertimento basilare di una qualsiasi modalità Orda o Zombie sta proprio nel poter condividere l’esperienza con altre persone. La struttura di molti livelli e lo stesso spirito del gioco sembrerebbe richiedere almeno due giocatori per una sana e divertente partita tra amici. È insoddisfacente, come desiderare il bis di una torta già finita! In ogni caso la vostra fetta, per così dire, vi assicurerà almeno una decina di ore di gioco, necessarie per portare a termine la campagna e sbloccare tutti gli obiettivi, molti dei quali richiedono una seconda ripassata. Tutto nella norma, purtroppo, poiché questo titolo avrebbe potuto avere tutte le caratteristiche per bucare lo schermo. Ma non scoraggiamoci proprio alla fine, non vogliamo ritrattare sul nostro consiglio. Per noi ne vale ogni centesimo, come un buon affare andato in porto la domenica mattina quando il mercante annuncia di volersi rovinare. Accattatevillo!