Recensione di MotoGP 08 - Recensione

Recensione di MotoGP 08 di Console Tribe

Proprio come succede ancora oggi, già ai tempi delle prime console i
giochi di moto rappresentavano un po’ un’eccezione alla regola: infatti
le simulazioni di corse erano basate quasi esclusivamente sulla Formula
1 o comunque su gare automobilistiche. I titoli dedicati alle moto si
riducevano spesso a un livello estremamente arcade, come in Road Rash,
titolo della SEGA in cui i giocatori dovevano abbattere gli altri
motociclisti.

Il punto di svolta arrivò con il primo MotoGP targato Namco che propose
per la prima volta un modello di guida estremamente realistico e la
licenza ufficiale del campionato di moto più famoso del mondo. La serie
ebbe un successo clamoroso, specialmente i capitoli usciti per
Playstation 2 ma poi iniziò un lento declino, che conobbe il suo apice
con l’edizione 2007.

Per risollevare le sorti della serie, la produzione è tornata nelle
mani della Capcom, che ne ha affidato lo sviluppo alla italianissima
Milestone, già protagonista quest’anno con l’ottimo SBK08.





Arcade o Simulazione?



La modalità principale di MotoGP 08 è la carriera, in cui dovrete
creare un vostro alter ego e scalare le classifiche anno per anno fino
ad arrivare alla classe regina. Le personalizzazioni sono per la verità
alquanto scarne, e si limitano alla nazionalità, al casco, al numero e
alla scuderia per cui correre. Ovviamente la vostra esperienza nelle
corse inizierà dalla classe 125cc e, a seconda dei vostri risultati, a
fine anno riceverete delle offerte da altri team, anche di classi
superiori.

Dopo ogni gara vinta otterrete dei crediti che potrete spendere per
modificare le caratteristiche della vostra moto: purtroppo queste non
sono rappresentate da pezzi di ricambio più performanti ma
semplicemente da punti da distribuire in velocità, frenata e stabilità.
Quando cambierete moto a fine anno tutte le modifiche effettuate
andranno perse, quindi dovrete conservare i vostri crediti per poi
poterli spendere sulla moto nuova quando lo riterrete necessario. Alla
fine delle gare verrete anche ricompensati con dei nuovi caschi di cui
si sarebbe sinceramente potuto fare a meno.

La vostra carriera finirà dopo 5 anni, a prescindere dai risultati
ottenuti e dalla classe in cui siete arrivati. Questa scelta limita non
poco la voglia di impegnarsi per modificare la moto in modo
sostanziale, in quanto a breve sarete costretti a ricominciare tutto da
capo.

Un altro problema non da poco è dato dal fatto che una volta scelta la
difficoltà non potrete più decidere di cambiarla a carriera in corso:
se le prime gare vi potranno sembrare impegnative anche in modalità
facile o normale, una volta che avrete modificato a sufficienza il
vostro mezzo vi troverete a fare la pole position anche con diverse
uscite di pista e a finire le gare con mezzo giro di vantaggio sul
secondo. Questo difetto è ancora più evidente nelle classi minori,
specialmente la 125cc, in cui spesso non dovrete nemmeno frenare per
affrontare la curve e le gare diventeranno presto noiosissime.

Le altre modalità sono le classiche gara veloce, campionato e
multiplayer: in gara veloce potrete scegliere tutti i parametri, dal
numero di giri alle condizioni atmosferiche e affrontare uno dei 18
circuiti disponibili contro tutti gli avversari reali della classe
prescelta.

La modalità campionato è invece la più lunga ma non per questo
entusiasmante: dovrete infatti affrontare tutte le gare, con tanto di
qualifiche, anche qui senza poter cambiare la difficoltà.

Purtroppo i vostri avversari per il podio non cadranno veramente mai, e
quindi per vincere sarete quasi costretti a vincere ogni gara e anche
una sola caduta potrebbe condizionare l’intera stagione visto che
l’australiano volante, Casey Stoner, arriverà sempre primo o secondo.
Le gare sotto la pioggia sono rese estremamente bene anche a livello di
gameplay e le differenze rispetto a una gara asciutta saranno abissali:
le frenate si faranno molto più lunghe e le moto tenderanno a
sottosterzare moltissimo rendendo la conquista del podio molto più
ardua.

Oltre alla difficoltà potrete scegliere anche il livello di realismo
fra arcade, avanzato o simulazione. Questa caratteristica tipica della
serie MotoGP è stata implementata in MotoGP 08 con risultati
altalenanti: infatti in modalità arcade il gioco tenderà a perdonarvi
tutto, perfino accelerate in piega sull’erba, mentre in modalità
simulazione avrete una media di 10-20 cadute ogni gara, visto che il
minimo errore con l’acceleratore vi sbalzerà al suolo. Dopo poche gare
vi renderete conto che le due menzionate modalità sono del tutto
inutili e che la modalità “avanzato” sarebbe stata sufficiente essendo
l’unica a garantire il giusto realismo pur senza frustrare.

L’intelligenza artificiale è stata realizzata piuttosto bene e anche se
non siamo di certo di fronte a un nuovo standard di eccellenza, i
piloti controllati dal computer si difenderanno egregiamente già alla
difficoltà normale, mentre in modalità difficile sarà veramente dura
effettuare anche i sorpassi apparentemente più semplici visto che le
staccate degli avversari avverranno proprio all’ultimo momento e le
uscite di pista saranno pressoché inesistenti.

I settaggi della moto sono ridotti ai minimi storici e non reggono il
confronto con quelli impostabili in SBK08: sarà infatti possibile solo
scegliere il tipo di gomme fra asciutto e bagnato, il tipo di mescola
(morbida o dura) e la distribuzione della coppia del motore;
quest’ultima per privilegiare velocità o accelerazione e la rapidità
con cui la moto entrerà in piega. Questi pochi setting sono decisamente
inadeguati, specialmente se si considera il fatto che l’unico a fare
veramente un po’ di differenza sarà la scelta delle coperture e
sicuramente i ragazzi della Milestone potevano impegnarsi di più.

L’ultima grossa delusione viene dalla linea della traiettoria,
attivabile dal menù opzioni: questa è rappresentata da una semplice
striscia bianca, senza nessuna indicazione riguardo ai punti di
staccata. Considerando la traiettoria ben realizzata e dinamica vista
in SBK08 questa scelta risulta inspiegabile.





A tutta velocità



Negli anni la serie MotoGP ha sempre impostato uno standard molto alto
per quanto riguarda le simulazioni motociclistiche e anche questa
edizione non è certo da meno.

Seppur non sia nulla di veramente spettacolare ci troviamo comunque di
fronte a un prodotto, almeno graficamente, superiore al suo diretto
concorrente di quest’anno, ovvero SBK08.

I dettagli delle moto e dei piloti sono semplicemente ai massimi
livelli raggiungibili tanto che perfino gli sponsor più piccoli sono
rappresentati fedelmente. Per fare un esempio della cura maniacale che
i programmatori hanno avuto su questo fronte basta dire che sulla parte
alta della visiera del nostro Valentino nazionale è chiaramente
visibile la scritta “Tribù dei Chihuahua”. I modelli poligonali di moto
e piloti non sono da meno, e per un giocatore che segue abitualmente le
corse in moto sarebbe addirittura possibile riconoscere i veicoli senza
la livrea, a causa di dettagli caratteristici come gli scarichi e il
muso. Questa cura non è stata dedicata soltanto alle moto della classe
regina, la MotoGP appunto, ma anche alle sorelle minori,
rispettivamente la 250cc e la 125cc.

Le piste sono tutte riprodotte in maniera molto fedele fino al colore
dell’asfalto, ma questo può essere allo stesso tempo sia un fatto
positivo che negativo: infatti mentre alcune piste come Shanghai e
Sepang saranno visivamente di impatto anche a causa degli elementi di
sfondo come tribune e altri edifici, altre come Losail in Qatar saranno
estremamente piatte a noiose. A poco giova il fatto che quest’ultima
sia in notturna, proprio come è stato nella passata stagione di MotoGP
anche perché le ombre causate dalle centinaia di riflettori posizionati
lungo il tracciato sono spesso piene di artefatti grafici che spaziano
da un aliasing da brividi fino ad alcune misteriose sparizioni e
tremolii.

Un’altra nota positiva è data dal senso di velocità, che specialmente
con le moto più potenti è rappresentato davvero bene, anche senza dover
ricorrere a espedienti ormai molto utilizzati come il blur.
Quest’ultimo invece viene purtroppo abusato, nel vero senso della
parola, nei replay e nei filmati introduttivi tanto che sarà spesso
impossibile riconoscere le moto se non dal colore. Sinceramente non si
capisce il perché di questa scelta, visto che il motore grafico riesce
a reggere tutti i dettagli delle moto anche in tempo reale e quindi
probabilmente non sarebbe stato un problema mantenere la stessa
risoluzione anche nei replay.

Le corse scorrono decisamente fluide e solo in alcune occasioni, come
la prima curva dopo la partenza, si avranno dei cali di framerate il
quale in genere resta costante anche con un gran numero di moto sullo
schermo allo stesso tempo.

I filmati delle cadute e degli incidenti, vero punto forte di molti
giochi di guida, sono invece abbastanza scarne nel titolo della Capcom:
il loro numero è infatti alquanto esiguo e spesso andare contro un
muretto o sfiorare un’altra moto causerà la stessa animazione, andando
a inficiare non poco il realismo. In alcuni casi si avranno perfino dei
gravi bug come il pilota che rimane immobile in piedi sull’asfalto
mentre la moto si cappotta e scivola via.

Anche il pubblico a bordo pista è una vera delusione ed è realizzato da
texture bidimensionali, peraltro di bassissima risoluzione e sgranate
come non si vedeva da tempo.

Insomma sembra quasi che alla Capcom abbiano concentrato tutti i loro
sforzi nello sviluppo di un motore grafico di primissimo livello,
compito in cui sono sicuramente riusciti, ma che poi abbiano dedicato
decisamente troppo poco tempo nel rifinirlo.





Un rombo meraviglioso



Il sonoro è uno dei campi dove MotoGP 08 riesce veramente a dare il suo
meglio. I rumori delle moto sono infatti stati realizzati con cura
certosina, addirittura meglio che in capolavori come Gran Turismo, che
da anni si fregia del fatto che il suono di ogni motore viene
registrato individualmente.
Non sarà solo possibile distinguere i rumori delle moto a
seconda della cilindrata, cosa peraltro ovvia, ma si noteranno
chiaramente gli elementi distintivi di ogni casa produttrice, come il
quasi soffocato borbottio della Yamaha M1 (ovviamente per quanto possa
essere silenziosa una moto da competizione di 800cc!) o il rombo
metallico e assordante della Desmosedici Ducati.

Un’altra chicca è data dal fatto che durante i sorpassi effettuati in
prossimità delle tribune si potranno sentire gli applausi del pubblico
che contribuiranno a gasarvi ulteriormente dopo una staccata micidiale
portata a buon fine.

Le gare si svolgeranno senza una vera colonna sonora (se non le
sinfonie dei motori) mentre le musiche dei menù non sono niente male e
svolgono egregiamente il loro compito di farvi passare il tempo durante
la navigazione e i caricamenti, tra l’altro brevissimi per un titolo di
corse.





Meglio se in compagnia



Iniziamo subito con la vera nota dolente: a meno che non siate in
possesso di una connessione a banda larga non potrete sfidare nessun
avversario umano. Inspiegabilmente non è stata inserita una modalità
split screen e questo penalizza non poco un multiplayer che altrimenti
sarebbe stato di buon livello. Infatti l’esperienza di poter sfidare un
vostro amico seduto di fianco a voi, con tanto di sfotto’ e spintoni,
non può certo essere rimpiazzata dal comparto online.

In questa modalità potrete sfidare fino a 11 avversari umani da tutto
il mondo sui vari circuiti del gioco. Le gare procedono fluide senza
particolari lag e i giocatori incontrati durante i test si sono
dimostrati sempre corretti.

Comunque anche in questo caso il gradimento del multiplayer dipenderà
molto dalla vostra passione per le moto: nel caso foste semplicemente
interessati a fare qualche gara per passare il tempo difficilmente
noterete la differenza rispetto a una gara contro avversari controllati
dal computer.





Quanto dura un gran premio?



Il fattore longevità è sempre molto soggettivo e in questo titolo lo è in modo particolare.

In MotoGP 08 c’è sicuramente moltissima carne sul fuoco, pero’ chi non
è veramente appassionato di moto se ne stancherà piuttosto in fretta a
causa della monotonia delle gare e perfino delle modalità: infatti
nonostante queste ultime siano all’apparenza varie, in realtà le
differenze fra la carriera e il campionato sono ridotte all’osso, e non
saranno certo 4 miseri potenziamenti a rendere la prima più divertente.

Il multiplayer è di buon livello, seppur anche qui ci si sentirà molto
limitati dall’assenza di veri setting per la moto, che in altri titoli
di guida fanno la differenza, specialmente online.

Anche il fatto che il gioco si basi sulla stagione 2008, ormai finita
da diverso tempo, non aiuta certo a rendere l’esperienza godibile. A
breve inizierà il nuovo campionato e forse sarebbe stato meglio
ritardare un po’ l’uscita e aggiornare i piloti e i tracciati alla
nuova stagione.





Final Lap



La scelta della Capcom di passare lo sviluppo della serie di
videogiochi sulle moto più famosa degli ultimi anni nelle mani della
italiana Milestone è stata sicuramente azzeccata. MotoGP 08 è un grosso passo avanti rispetto all’ultima edizione, che aveva
sicuramente deluso anche i più accaniti fan della serie. Ciononostante
non ci troviamo di certo di fronte a un titolo che strizza l’occhio al
giocatore casuale ma che si rivolge soprattutto ai veri appassionati di
corse motociclistiche. Quest’ultimi avranno pane per i loro denti in
quanto il livello di realismo del gioco si attesta su ottimi livelli,
mentre tutti gli altri potranno rimanere delusi dalla monotonia e dalla
grafica non certo all’altezza di titoli di corse recenti come Race
Driver: GRID e Gran Turismo 5 Prologue. Insomma per chi già amava la
serie questa edizione del 2008 è un must buy, ma è difficile che nuovi
giocatori si appassioneranno alle corse virtuali di moto grazie a
questo gioco che risulta essere decisamente troppo di nicchia.