Recensione di Mass Effect - Recensione

Recensione di Mass Effect di Console Tribe

Abbiamo studiato i libri di storia, di scienza e tecnologia. Abbiamo
imparato che ogni civiltà passata ha lasciato una traccia di sé, un
messaggio da lasciare alle popolazioni successive affinché queste si
ricordassero del loro passaggio. Questi segni, questi elementi che ci
accomunano, che danno all’uomo quella voglia di scoprire, di esplorare,
di espandere la vita, li ritroviamo ogni sera. Ogni notte. Sopra le
nostre teste. Punti luminosi che chiamiamo semplicemente “stelle”.

La domanda che sicuramente un team visionario come Bioware si sarà posto è: dove arriveremo?

È più che lecito porsi un quesito esistenziale di tal calibro, visto
che la nostra storia è legata ad eventi che mirano a traguardi futuri.
Ma costruire un futuro si rivela spesso un’utopia. Una falsa speranza.

Bioware, però, non riesce a darsi pace, e decide di rimboccarsi le
maniche per offrire alla popolazione umana un’esperienza futuristica
credibile. Un futuro talmente palpabile e complesso, che ci illuderà
per molto tempo di viverlo per davvero.

È il futuro di Mass Effect.





Diario del capitano, data astrale 23 Novembre 2165.



…gli umani aprono un’ambasciata sulla Cittadella. Sono passati ormai
17 anni dalla scoperta delle rovine Protean su Marte, e dal conseguente
balzo tecnologico avuto dall’umanità grazie al ritrovamento di alcuni
antichi manufatti appartenuti a questa misteriosa specie. Passano solo
pochi anni, e iniziano a sorgere i primi problemi legati a uno sviluppo
avvenuto decisamente troppo in fretta, che ha portato l’antipatia delle
specie aliene più anziane, che si sono viste improvvisamente
scavalcate. La razza umana, questa volta, dovrà abbassare la testa e
sgonfiare l’orgoglio, perché sarà continuamente circondata da razze
aliene appartenenti ai più remoti angoli dello spazio, che si
divideranno ognuna un piccola (grande) fetta di universo.

Questa è solo una piccolissima parte della base storica di Mass Effect,
necessaria per introdurvi al vortice di emozioni che saprà trascinarvi
in un’epica avventura, e che vi porterà a spasso per l’universo
regalandovi un’esperienza che difficilmente dimenticherete.





Signorsì Signore!



Nei panni del carismatico comandante Shepard, dovrete tenere ben
strette le redini di una spettacolare navicella spaziale, la Normandy,
guidando una flotta di seguaci che si arruoleranno al nostro
equipaggio, di volta in volta sempre più diversificato.

Stringere rapporti con varie razze, rendendole amiche o nemiche, sarà
una scelta che dovrete affrontare frequentemente, assumendovi tutte le
grandi responsabilità che ne conseguono. Ma ancor prima di iniziare,
verrete messi di fronte a una scelta, che condizionerà in maniera
rilevante lo svolgimento del gioco: potrete decidere come
personalizzare il comandante Shepard, il vostro eroe di guerra, con la
possibilità di editarne ogni singolo aspetto somatico facciale. Le
opzioni di personalizzazione spaziano dalla classica scelta del nome e
del sesso, fino alla selezione di una “classe”, come di consuetudine in
ogni gioco di ruolo che si rispetti. Potrete scegliere di diventare un
Soldato, esperto nel maneggiare armi pesanti e molto resistente in
combattimento, un Ingegnere, che sarà molto efficace specialmente
contro i nemici sintetici (in quanto in grado di sabotarli e di
aizzarli l’uno contro l’altro) e infine un Adepto, una specie di mago
del futuro dotato di poteri biotici. Se queste classi dovessero crearvi
problemi di decisione, perché troppo distinte tra loro, avrete comunque
a disposizione altre tre classi con abilità mixate (Incursore,
Ricognitore o Sentinella). Ognuna avrà i propri punti di forza e
relativi punti deboli, rendendo il tutto molto variegato e singolare.
In ogni caso, durante il gioco verrete affiancati da due compagni di
squadra per volta, che potrete liberamente scegliere tra un numero
massimo di sei. Quindi, non dovrete preoccuparvi se la vostra decisione
iniziale sarà avventata, perché avrete la possibilità di attribuire ad
ogni membro del team una particolare abilità che andrà a compensare una
vostra mancanza. Questo fattore aggiunge un pizzico di strategia alle
missioni che andrete ad affrontare, dato che spetterà a voi scegliere
da chi essere affiancati ogni volta.





Che gioco spaziale!



La difficoltà riscontrata nell’attribuzione di un genere, per quanto
riguarda l’esperienza che offre Mass Effect, è palese: etichettare il
gioco come un classico rpg sarebbe un errore molto grossolano. Prima di
tutto perché Bioware, da sempre, ha sfornato prodotti ludici di grande
spessore, che prendono in prestito la complessità della struttura dei
giochi di ruolo trasformandola sapientemente in qualcosa di innovativo
e originale. La “formula Bioware” si è da sempre rivelata
(con)vincente, tanto che ormai si è consolidata in una vera e propria
etichetta doc: ritorna il funzionale sistema di valutazione
caratteriale del personaggio, e la propensione ad essere buono o
cattivo. Basti citare l’atipico Jade Empire, il precedente capolavoro
firmato dallo stesso team (in esclusiva per la prima Xbox, anche
retrocompatibile per 360) per farsi un’idea di cosa stiamo parlando. Un
altro motivo è che Mass Effect, pur regalando momenti di intensa
azione, non può essere catalogato tra titoli del calibro di Gears of
War o Halo, che invece sprigionano proiettili e sangue da tutti i pori.
Quindi, in sostanza, che tipo di gioco è Mass Effect?

Una piccola digressione vi chiarirà a cosa andrete incontro.

Tempo fa, neanche tantissimo, andavano di moda dei giochi per PC
conosciuti come Punta e Clicca, un genere ora quasi definitivamente
scomparso. Capostipiti e vecchie glorie sono stati la serie Myst,
Monkey Island, e i recenti episodi di Syberia. Il punto di forza di
questi giochi era l’immersione, la capacità di coinvolgere il giocatore
all’interno di una storia ultra-articolata e quasi sempre scritta
egregiamente. Il tocco di classe era poi dato dall’ottima cornice
scenografica, carica di disegni magistrali e spesso firmati da veri
artisti. Ecco, se avete colto la citazione storica e collegato il
paragone, ora sapete che tipo di approccio avrete con Mass Effect: un
piccolo e funzionante gioco d’azione rpg in terza persona, costruito
per ruotare attorno ad una grande e corposa storia di fantascienza
epica, da far invidia ai romanzi di Isaac Asimov, uno tra i più celebri
luminari del genere.

La storia viene narrata attraverso sequenze interattive di dialoghi. Il
sistema di botta e risposta inventato da Bioware per far “recitare” i
personaggi tra loro è impressionante: la parte di interazione con i
personaggi é realizzata egregiamente, con scene e animazioni degne dei
migliori film di Hollywood. Per un attimo (o anche per tutto il corso
del gioco) avremo l’illusione di essere al cinema, piuttosto che
davanti a una console con il gamepad tra le mani.

Lo stesso, purtroppo, non si può dire delle sezioni più movimentate,
come le sparatorie. I comandi, pur essendo abbastanza intuitivi (a
parte le granate sul tasto Select, che rendono scomodi i movimenti),
fanno sentire la mancanza di esperienza della Bioware nel campo della
pura azione. Il sistema di copertura é realizzato in modo decisamente
approssimativo, e sparare ai nemici non dà quel senso di soddisfazione
che caratterizza titoli come Gears of War o Halo. Questo é anche dovuto
al fatto che il vostro arsenale bellico sarà limitato a sole 4 armi,
che avrete in dotazione fin dall’inizio del gioco. Ovviamente saranno
disponibili diverse decine di upgrade per i vostri cannoni, come ad
esempio proiettili esplosivi, radioattivi, perforanti, chimici e altri
accessori più classici come stabilizzatori, mirini e caricatori
maggiormente capienti, che aumenteranno non di poco l’efficacia dei
vostri giocattolini.

Anche l’intelligenza artificiale dei vostri compagni non é esattamente
il massimo e, spesso, a meno che non siate voi a impartire alcune
direttive specifiche, i loro corpi fungeranno da “carne da cannone”.
Fortunatamente, anche la IA dei nemici non é sempre all’altezza delle
aspettative: seppur nettamente superiore a quella dei vostri compagni,
é alquanto raro vedere un nemico che sfrutta adeguatamente una
copertura. L’apparente stupidità dei cattivi é però bilanciata da una
curva di difficoltà elevata, e dal fatto che bastano veramente pochi
colpi per ritrovarvi KO: correre addosso ai nemici con un mitragliatore
in mano vorrà dire andare in contro a una orribile morte. Una corretta
tempistica di azione-strategia, alternando i poteri biotici di energia
alle fasi di combattimento con la balistica militare, è richiesta per
affrontare le missioni con successo.

Ma in realtà ci sentiamo di ribadire che, se pur originale sotto alcuni
aspetti (soprattutto quello tattico), il sistema di gioco risulta
essere un po’ macchinoso e dall’approccio non proprio adrenalinico.

La ruvidità del gameplay é evidente anche nei menù interni al gioco
che, pur presentandosi graficamente gradevoli e stilosi, non sono per
niente intuitivi. Necessiterete di diverse ore di gioco per capirne
alla perfezione il funzionamento, e anche una volta imparati per bene i
comandi, risulterà comunque abbastanza scomodo effettuare anche le
azioni più basilari come cambiare il tipo di proiettili del vostro
mitragliatore o trasformare qualche oggetto di scarto in omni-gel.
Questa sottospecie di gelatina spaziale multiuso vi servirà sia per
forzare alcune serrature e sistemi di sicurezza, sia per effettuare
riparazioni di vario genere al vostro mezzo di trasporto di ordinanza.

Una nota positiva del gameplay va comunque spesa riguardo le missioni
secondarie in cui sarete impegnati alla guida del Mako, una specie di
tank spaziale a 6 ruote (dotato di un cannone e della classica
mitraglietta di ordinanza), che sembra voler fare dispetto al mitico
Warthog di Halo. Il sistema di controllo del veicolo é molto
semplificato e divertente, e contribuisce a dare quel tocco arcade al
gioco, davvero efficace nello spezzare la monotonia dei dialoghi
massicci che vi ritroverete ad affrontare.





A regola d’arte.



E proprio mentre salterete tra una duna e l’altra del deserto del
pianeta X in questione, per un attimo la vostra mano si bloccherà,
andando ad arrestare anche il corposo Mako. Perché? Vi starete
domandando. La risposta ve la darete da soli non appena avrete visto la
grafica del gioco.

Fantastica. L’atmosfera che traspare in Mass Effect si può definire
solamente così, sia per la realizzazione tecnica che per il design. Un
design carico di stile, ricerca, credibilità e gusto estetico senza
paragoni. Cogliamo l’occasione per fare nuovamente un riferimento al
cinema, dato che Mass Effect si avvicina a una pellicola più di quanto
non lo facciano tanti altri giochi next-gen. Bioware ha ben imparato
dalla vecchia e collaudata “scuola Guerre Stellari”, e dall’esperienza
in materia con capolavori del passato pluri-premiati come Star Wars
Knights of The Old Republic (una sorta di “primo” Mass Effect sotto
licenza George Lucas). È palese, inoltre, la forte ispirazione tratta
dal vasto mondo di Star Trek, sia per quanto riguarda le gerarchie
militari, le razze, i pianeti, ma soprattutto per la struttura interna
dell’astronave, vista come un luogo perfetto e funzionante, una casa
che viaggia nello spazio.

Esplorando Mass Effect vi sembrerà di vivere in un universo quasi
utopico, per la tanta bellezza. Le architetture e i modelli poligonali
dei personaggi sono di ottima fattura, specialmente nelle inquadrature
ravvicinate durante i dialoghi. A tratti vi sembreranno degli attori in
carne ed ossa, sia per quanto riguarda i movimenti delle labbra,
sincronizzati alla perfezione con il doppiaggio, che per le texture
della pelle e degli indumenti.

I colori si alternano e sfumano davvero bene, passando dalle classiche
tonalità grigie, cupe e cromate di alcune basi spaziali, ai colori
sgargianti della natura lussureggiante di alcuni pianeti-colonie umane.
La Cittadella, una specie di città sperduta in una nebulosa (che funge
da centro politico-economico dell’universo conosciuto) concentrerà gran
parte degli aspetti tecnico-estetici inerenti alla grafica, regalandovi
un’ottima cartolina paradisiaca impressa nella mente. Qui potrete
trovare di tutto: dalle ambasciate militari, a un casinò galattico,
passando per locali di lap dance e mercati più o meno clandestini. Una
vera e propria città che funziona e appare viva dalla A alla Z.

Per aumentare ulteriormente la sensazione di trovarsi dinanzi a un
epico kolossal interattivo, i programmatori hanno anche aggiunto il
cosidetto effetto pellicola, (disattivabile a piacimento) che,
“sgranando” lievemente l’immagine, aiuta a rendere le ambientazioni e i
personaggi meno artificiali e lucidi.

Tutti questi particolari si rivelano, però, un’arma a doppio taglio:
infatti il motore grafico e la vostra amata console non riescono a
tenere testa alla moltitudine di texture dettagliatissime e poligoni
presenti su schermo, facendo spesso rallentare pesantemente il
frame-rate, che in certe scene concitate oscilla intorno ai 15 fps.

Si sente anche la mancanza di un sistema per installare parte del gioco
su disco fisso, in quanto sentirete in continuazione il rumore
fastidioso e rimbombante del lettore e delle ventole che proveranno a
star dietro alla marea di dati richiesti, costringendovi ad aumentare
notevolmente il volume della vostra Tv. E’ infatti frequente che il
gioco si blocchi qualche secondo per caricare un nuovo ambiente, e
ancora più spesso vi capiterà di entrare in una stanza e trovarla
completamente piatta, salvo poi vedere le texture e gli shader che
vengono gradualmente caricati mentre vi muovete.

Sia comunque chiaro che stiamo valutando il gioco con un occhio fin
troppo pignolo, e che questa è una pura pretesa per cercare il pelo
nell’uovo. Tutto è perdonabile perché la grafica di Mass Effect saprà
come lasciarvi a bocca aperta, in dolce attesa di un futuro sempre più
simile a quello proposto da Bioware.

Le razze aliene sono realizzate in maniera impeccabile, e con grande
fantasia. La stessa considerazione si può fare per gli umani, tutte le
volte raffigurati egregiamente e facilmente distinguibili fra loro.

Nel corso dell’avventura visiterete diversi pianeti e persino alcuni
sistemi solari: i luoghi che esplorerete durante la storia principale
sono estremamente vari. Si nota che dietro c’è stato un lungo lavoro
che ha richiesto molto tempo per offrire qualcosa di unico a ogni
pianeta e a ogni città, ognuna con proprie caratteristiche estetiche e
ambientali. A lungo andare si riscontrano alcune somiglianze a livello
progettuale nei tratti somatici di alcune razze e nella struttura dei
pianeti, che potrebbero disturbare i giocatori più esigenti, ma nulla
che dia considerevolmente fastidio.





Suoni dallo spazio profondo.



Bioware si è impegnata duramente per sposare alla grafica un sonoro coi
controfiocchi. La parte sonora di un gioco, così come quella di un
film, non è un aspetto relativo o secondario, ma contribuisce ad
offrire il 50%, e anche più, delle sensazioni legate all’emozione. In
Mass Effect, questo aspetto funziona ottimamente per tantissimi motivi.
Il primo, è che la colonna sonora musicale vi accompagnerà con tracce
audio dalla composizione eccellente e azzecatissima. Il tipo di brani,
per intenderci, si allontana dai soliti clichè epici in stile John
Williams (compositore di tantissimi film di fantascienza, tra cui Star
Wars), per avvicinarsi a qualcosa di elettronico molto più moderno,
pacato e dilatato, quasi new age. La sensazione che si ha infatti, è
quella di percorrere i lunghi corridoi delle ambientazioni spaziali di
2001 Odissea Nello Spazio, oppure le vallate sconfinate di ghiaccio in
Antartica, musicate da un rabbrividente Vangelis.

Un’altra particolare nota di merito va espressa ai doppiatori e agli sceneggiatori.

I dialoghi sono estremamente realistici e convincenti, cosa molto rara
nel settore videoludico. Tramite una delle selezioni di testo
possibili, riuscirete sempre a far dire al vostro personaggio
esattamente ciò che pensate, addirittura con il tono adeguato. Come
detto in precedenza, la sincronizzazione delle labbra dei personaggi
sfiora la perfezione e, abbinata alle centinaia di voci che sentirete
durante il gioco, contribuirà ad offrirvi la sensazione di dialogare
con qualcuno in grado di capirvi e rispondervi a tono. Non mancheranno
quindi i momenti in cui vi arrabbierete, gioirete, sorriderete,
sbufferete (e così via) con il vostro interlocutore, e in tutti i casi
nel gioco vi verrà lasciata la massima libertà d’espressione e d’azione.





Longevità doppia (e tripla)



Uno dei tasti dolenti della maggior parte dei giochi di oggi é proprio
la longevità. Infatti in molti casi i titoli privi di multiplayer
finiscono sullo scaffale a prendere polvere in meno di 10 ore.

Fortunatamente non è questo il caso: Mass Effect é un’avventura epica
che vi farà volare dalle 20 alle 50 ore. Se venti ore vi sembrano
comunque poche, sappiate che per finirlo in così breve tempo dovrete
saltare praticamente tutte le side-quest (le missioni extra alla
storia) e di conseguenza, giocandolo “pienamente”, vi ci vorranno
almeno una trentina di ore aggiunte per portarlo a termine.

Ovviamente, se vorrete esplorare ogni singolo pezzetto dell’universo la
longevità raddoppia, anche dopo aver finito il gioco. Come? Direte voi.
Ebbene sono presenti degli incentivi, come ben 4 livelli di difficoltà,
la possibilità di ricominciare la storia usando il proprio personaggio
già sviluppato nell’avventura precedente e un’ottima concezione degli
obiettivi Xbox Live, che vi dilateranno non di poco le ore spese in
Mass Effect. La maggior parte potrete sbloccarli semplicemente
progredendo nella vostra avventura, altri, invece, sono più “estremi” e
vi richiederanno di completare il gioco due o addirittura tre volte.
Dubitiamo fortemente che un gioco di tal calibro e durata possa essere
rigiocato, dopo che ci si ha dedicato molto tempo, ma sicuramente
questa è un’ottima strada intrapresa da Bioware per differenziare
ancora una volta i propri giochi dalla massa affollata di gdr presenti
in commercio.

Le quest facoltative sono tra le più varie mai viste in un videogame, e
si alternano per importanza di mansioni: spaziano dal dover
riappacificare due sposini dal cuore infranto, fino al dover eliminare
alcuni boss della malavita intergalattica per conto di altri boss di
“famiglie” rivali.

Inoltre, esplorando alcuni pianeti, vi imbatterete in giacimenti di
metalli preziosi, che potrete sfruttare per guadagnare soldi e ancora
altri obiettivi succulenti. Unica piccola nota dolente, in questo caso,
é l’assenza di una modalità cooperativa, che sarebbe stata sicuramente
gradita, vista la scarsa IA dei vostri compagni. Tuttavia ciò non
inficia la qualità complessiva del prodotto, che si lascia giocare
piacevolmente anche in singolo.





L’universo si espande



Sfiorando quasi il limite della perfezione, Mass Effect rimane uno dei
titoli più innovativi e intriganti usciti quest’anno, e l’acquisto é
consigliato anche a chi non dovesse ancora amare il difficile genere
dei giochi di ruolo ma fosse comunque un aficionado dei cari vecchi
sparatutto. Questo in quanto, pur non essendo perfetta, la parte più
frenetica del gioco lo rende adatto ad un pubblico molto più vasto
rispetto al classico gioco di ruolo stile Oblivion, che potrebbe
scoraggiare molti dei giocatori nuovi al genere.

I tanti piccoli difetti si lasciano sorvolare facilmente, soprattutto
grazie a una trama, piena di intrighi politici di ogni sorta, che vi
terrà incollati allo schermo ogni giorno, fino a notte fonda.

E una volta calata la notte e spenta l’Xbox, prima di andare a dormire
rimarrete un attimo lì, vicino la finestra a osservare le stelle, nella
dolce speranza che qualcuno da molto lontano chieda il vostro
impeccabile aiuto. Voi restate in attesa, perché nel 2009 Bioware vi
chiamerà all’appello, per un altro glorioso incarico nel seguito già
annunciato di Mass Effect.

 

Pro

  • Ambientazioni sbalorditive
  • Dialoghi e Doppiaggio degno dei migliori film
  • Longevità molto elevata
  • Concetto di gioco molto innovativo



Contro

  • Niente Co-op
  • Motore grafico non sempre all’altezza
  • Intelligenza Artificiale alleati
  • Menù di gioco poco intuitivi