Recensione di Marvel Super Heroes 3D Grandmaster’s Challenge - Recensione

Recensione di Marvel Super Heroes 3D Grandmaster's Challenge di Console Tribe

Che cosa hanno in comune cinque supereroi della Marvel, l’effetto 3D e un gioco da tavolo? In un primo momento verrebbe da dire “niente”, ma a quanto pare i ragazzi di Neko Entertainment hanno pensato che tre elementi così diversi tra loro potessero co-esistere pacificamente e dare vita ad un buon titolo.
Riusciranno i nostri eroi a portare a termine la loro missione? Scopritelo con noi, ovviamente dopo aver indossato maschera e costume da supereroe. Per la prima ci ha pensato BigBen Interactive, inserendo nella scatola del gioco tre fantastiche (ahh l’ironia, grande invenzione) maschere di carnevale sulle quali sono dipinte a mano le facce dei nostri protagonisti. Per il secondo, beh, attrezzatevi facendovene cucire uno dalla mamma o rispolverando quello della scorsa festa di Halloween. Appena pronti si parte per la sfida di Grandmaster! Yuppie! (Ahh, l’ironia etc… etc…)

Grandmaster’s Challenge

Riassumeremo brevemente i tratti salienti del plot narrativo, anche perché è impossibile tirarla per le lunghe. Neko Entertaiment si è concentrata soprattutto sul gameplay come vedremo, lasciando pochi spazi a disquisizioni narrative di ogni sorta. La storia è questa: GrandMaster, epico cattivone Marvel, ha deciso di rapire cinque dei più famosi supereroi e piazzarli in un gioco da tavolo, sopra un’enorme scacchiera. Le motivazioni sono facilmente intuibili: il povero capoccione blu si annoiava tristemente nella sua solitaria galassia e non aveva niente di meglio da fare che prendersela con gente dotata di super-poteri. Le persone a volte si divertono in modo strano.

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Precipitati in questo enorme gioco, Thor, l’Uomo Ragno, Wolverine, Ironman e Capitan America dovranno fare squadra per battere Grandmaster e ritornare sulla Terra. A grandi linee (tutte quelle disponibili) questa è la situazione, più lasciata intuire che spiegata. Non ci sono grandi dialoghi, non ci sono cutscene e sopratutto non c’è un grande impatto grafico a fare da sfondo a questa epica battaglia. L’introduzione del 3D non è solo marginale, anzi è totalmente inutile. Le maschere fornite in dotazione sono pensate per restituire l’effetto tridimensionale attivabile da menu. Purtroppo questo effetto è inesistente e mal riprodotto. Dopo aver indossato la maschera (lasciamo alla vostra immaginazione il piacere di ricreare l’immagine di un giovane uomo ventisettenne con la faccia di cartone di Spidey incollata al viso), verrete proiettati negli anni ’80, quando l’effetto 3D era qualcosa di totalmente sconvolgente. E non in maniera positiva. L’immagine rimane sfuocata e sdoppiata senza alcuna profondità, vanificando completamente il tentativo di restituire la tridimensionalità.

Action Board-game

Abbiamo anticipato prima che il titolo si concentra soprattutto sul gameplay. In realtà è una grande, gigantesca, strepitosa bugia. Grandmaster’s Challenge è uno dei titoli con meno appeal dal punto di vista del divertimento di questa generazione. L’impianto ludico ha una profondità simile a quella di una pozza d’acqua nel deserto del Kalahari. Spersi in questa landa di aridità vi diamo comunque le coordinate. Il gioco ha una natura duplice che raddoppia il senso di disappunto e frustrazione. Una prima parte è legata alla grossa scacchiera di cui parlavamo prima: quattro dei cinque eroi vengono catapultati sulla plancia di gioco su tre “piste” circolari che ruotano attorno ad un globo. Ogni pista è composta da caselle che costituiscono i “passi” degli eroi. L’eroe può muovere un passo per ogni “globo del potere” posseduto, scegliendo se utilizzarli tutti oppure semplicemente muoversi grazie ad alcuni di essi. Una volta fatta la propria mossa si attiva una seconda fase nella quale, in base al colore della casella, si viene teletrasportati in una nuova arena di gioco. A questo punto inizia la fase action del titolo. Come in uno shooter on rail ci muoveremo brevemente (parola che grazie a Grandmaster’s Challange riesce ad assumere un significato davvero completo) in alcune location dove dovremo sbarazzarci di nemici semplicemente seguendo le indicazioni a schermo. Basta spingere una volta il nunchuck in avanti e due scosse al mote per superare l’arena action ed essere ricompensati con un globo del potere.

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Quando tutti e quattro gli eroi avranno affrontato la loro personale sfida potranno unire le loro forze per attaccare la sfera centrale, posta dentro il cerchio delle piste. Al suo interno è custodita l’unica via di fuga dal mondo pazzoide creato da Grandmaster. Se uno o più degli eroi si trova in linea con un compagno è possibile effettuare una combo che potenzia l’attacco e quindi i danni alla sfera, velocizzandone la distruzione (chi l’avrebbe mai detto). Eliminata la cupola di vetro si avvierà l’ultima fase dove è necessario distruggere il boss di fine livello con l’ennesimo quick time event, del tutto simile a quelli affrontati nei livelli di gioco precedenti. Due swing, un affondo e partita finita.

Impresa eroica

Neko Entertainment è riuscita a sviluppare un gioco che nella scatola del party game inserisce una componente action. Peccato che il risultato finale non riesca ad esprimere un concetto così interessante neanche embrionalmente. Il target è sicuramente quello di ragazzini tra gli otto e i dieci anni. Questo però non giustifica una realizzazione così magra e sciatta, priva di idee realmente creative. Siamo sicuri che nessuno, a nessuna età, possa trovare minimamente interessante il titolo in questione, da solo o in compagnia.