Recensione di LittleBigPlanet 2 - Recensione

Recensione di LittleBigPlanet 2 di Console Tribe

Fantasia, innovazione, immaginazione: a detta di molti, gli aspetti che in quest’ultima generazione di videogame sono venuti a mancare, divorati dalla legge del mercato, la stessa che privilegia a tutti i costi le vendite, anche a scapito della qualità finale del prodotto. Ovviamente le software house sono costituite da persone come noi, magari più agiate, ma il cui obbiettivo è il medesimo di qualunque altro lavoratore: utilizzare le proprie capacità per fare qualcosa e guadagnare. Va da sé quindi che i progetti rischiosi, o completamente innovativi, specie in un momento di crisi generale, siano spesso visti come un rischio poco controllabile e prevedibile. Tutta questa diffusa paura di “fallire” ha però portato ad un appiattimento del mercato, spesso focalizzato sugli onnipresenti FPS, forti di una quantità di potenziali acquirenti enormemente superiore a qualunque altro genere.
In nessuna generazione sono però mancate società che hanno scelto volutamente di andare controcorrente, di assumersi dei rischi e che, come ha ampiamente dimostrato Nintendo con entrambe le sue console, hanno molto spesso avuto ragione di queste loro scelte.
Gli sviluppatori di Media Molecule sono entrati a far parte di questa minoranza, proponendo un titolo innovativo e con svariati livelli di fruibilità che lo rendono adatto a molteplici fasce di utenza: dai più giovani ai nerd del gaming creativo.

La vostra fantasia, il vostro divertimento

Col primo LittleBigPlanet, il primo passo tra le nuove console fu un successo di critica, ma alcuni errori di gioventù minarono pesantemente l’esperienza giocata, specie nell’ambito multiplayer, funestato da diffusi e pesanti problemi di connettività, mai risolti del tutto.
Inoltre alcuni aspetti cardine del gioco risultavano poco adatti ai giocatori più casual, richiedendo un impegno che solo una minima parte dell’utenza era disposta a spendere.
Nonostante ciò, tutti coloro che avevano provato o visto LBP erano concordi nel giudicare il titolo uno degli ultimi baluardi della genuina fantasia videoludica, e questo diffuso sentimento è quello su cui paiono far leva gli sviluppatori all’uscita del loro nuovo titolo.

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LittleBigPlanet2 si presenta ad un primo sguardo come un “more of the same” rispetto al suo predecessore, sensazione che svanisce immediatamente dopo le prime fasi di gioco.
La seppur esile trama presente nei 30 livelli di gioco originale è nettamente più coinvolgente rispetto alla vecchia, realizzata con miglior cura, coerenza e profondità.
Maggiore attenzione riservata anche al comparto giocato vero e proprio, con la completa rivisitazione dei tre livelli di profondità in cui il nostro Sackboy poteva muoversi, adesso non più un semplice motivo di frustrazione dovuto all’imprecisione dei comandi, ma un’ottima integrazione nella struttura dei livelli. Anche le movenze del nostro personaggio sono state riviste e rese meno leggere e svolazzanti, permettendo un controllo della parte platform molto più intuitivo e preciso. Questi due piccoli ritocchi, a prima vista marginali, contribuiscono enormemente a migliorare l’esperienza prettamente giocata di LBP2: se il primo capitolo puntava quasi totalmente sull’inventiva, dedicando sicuramente una minore cura alla componente platform, in questo seguito, tale sezione, pur non eguagliando il capostipite del genere (Mario), si difende egregiamente, offrendo un’esperienza solida ed immediata.
Come nel vecchio LBP la parte del leone viene però rivestita dal sistema di creazione dei livelli, che mette la fantasia dei ragazzi di MM al servizio della creatività dei giocatori. Il vecchio sistema permetteva di creare livelli platform con pochissime limitazioni, spesso in grado di raggiungere vette realizzative superiori al lavoro degli stessi sviluppatori. Il vero neo era che, al fine di concepire prodotti di qualità, erano richieste ore e ore spesso dedicate alla comprensione dell”editor di livelli stesso: un contro notevole, specialmente alla luce del fatto che l’utenza principale di LBP non doveva certo essere quella dei modder presenti su PC, in grado di passare mesi sulla creazione di una singola mappa. Ciononostante il numero di livelli creati dai giocatori aveva, negli anni, facilmente superato quota 3 milioni e, nonostante la maggioranza delle creazioni fosse di scarsa qualità, non mancavano innumerevoli chicche. Media Molecule pare aver imparato perfettamente dai propri errori e, oltre a rendere tutti i livelli del primo titolo giocabili tramite il successore, ha rivoluzionato l’editor di livelli, senza banalizzarlo ma rendendolo sensibilmente meno macchinoso e più comprensibile. Certamente la creazione di veri capolavori non è ancora cosa per tutti, ma complice anche la presenza di una sensata indicizzazione dei tutorial in-game, chiunque è adesso in grado di realizzare livelli gradevoli, ben lontani dalla montagna di realizzazioni “spazzatura” che infestavano il primo gioco. Inoltre, fin dai primi annunci, la componente che più aveva stupito sia gli addetti ai lavori sia i giocatori, era stata la possibilità di creare “un gioco nel gioco”, allontanandosi dal classico platform e avvicinando altri generi come i puzzle-game, gli sparatutto a scorrimento, i racing game, gli FPS e via dicendo. Tale novità non è però stata relegata ai livelli sviluppati da MM, ma completamente messa a disposizione dei provetti giocatori/designer.

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Le possibilità offerte dal tool di creazione di LBP2 permettono di realizzare intere sezioni che esulino completamente dalle meccaniche platform di base, creando ad esempio veri e propri circuiti in cui gareggiare, o arene in cui fare fuoco contro gli avversari, rigorosamente in prima persona. Se invece la nostra fantasia ci suggerisse di realizzare piccole sottosezioni integrate nello svolgimento di un classico livello platform, ci basterà darle ascolto e procedere ad integrare la variazione di gameplay all’interno della nostra creazione. Nell’editor infine fanno la loro comparsa i Sackbot: forse una delle componenti che maggiormente incide e rivoluziona il gameplay di questo LBP2. La loro particolarità, infatti, oltre a poter essere personalizzati proprio come il vostro personaggio, risiede nel poterli utilizzare nei più svariati modi: potrete infatti farli danzare col solo scopo di abbellire lo scenario, o utilizzarli per trasportare oggetti e compiere azioni utili al completamento del vostro livello, oppure ancora farvi seguire cercando di evitare la loro prematura morte in una delle trappole disseminate nell’ambientazione: una situazione che ricorda molto da vicino gli sfortunati Mudokon di Abe’s Exoddus. Tutte queste variabili comportamentali saranno personalizzabili a vostro piacimento, col risultato ultimo di poter ulteriormente variare la componente giocata di ogni livello.
Come precedentemente accennato, l’aspetto meno curato del primo LBP era sicuramente l’online, funestato da problemi di lag e crash, che rendevano spesso l’esperienza in multiplayer problematica o inesistente (specie per chi aveva linee poco performanti).
Tali problemi sono pressoché scomparsi in questo seguito, e specialmente l’hosting dei propri livelli è semplice ed immediato: una volta ultimata la vostra creazione, vi basterà la pressione di un semplice tasto per condividerla col resto dei giocatori.
Media Molecule ripropone infine due modalità multigiocatore che permettono, sia online sia sulla stessa console, di affrontare qualunque livello (base o creato ad hoc), insieme ad altri 3 giocatori.
Anche in questo caso la varietà di situazioni che vengono proposte è ottima e spazia dalla semplice cooperazione, al fine di terminare il livello, fino a giungere a vere e proprie sfide a tempo o a punti fra i concorrenti, divertentissime, ma forse un po’ caotiche se affrontate con tutti e quattro i partecipanti.

!==PB==!
Composizione coerente

Sebbene titoli come LittleBigPlanet abbiano il loro fulcro nel comparto giocato, nessuna analisi, specialmente in questa generazione, può esulare dagli aspetti prettamente tecnici come grafica e sonoro. Visivamente parlando LBP appare subito coloratissimo e simpatico, con scelte stilistiche azzeccate e che non fanno altro che sottolineare l’aspetto giocoso che pervade tutto il titolo. Un lieve cambiamento però si è avuto anche per quanto riguarda le scelte artistiche: non mancano infatti livelli dal design più dark e meno colorato, che comunque mantengono sempre la loro connotazione fantasiosa e fiabesca. Fantasia perfettamente rappresentata dalle animazioni facciali (o “sackiali”, che dir si voglia) controllabili tramite il Sixaxis e che più di una volta ci intratterranno regalandoci dei sorrisi. Quello che fortunatamente è venuto a mancare, è quell’insieme di piccoli difetti che spesso funestano qualunque produzione: i temuti scatti sono infatti relegati a livelli molto complessi e la loro presenza è ad ogni modo molto sporadica, mentre l’onnipresente aliasing è visibile solamente in situazioni limite, come potrebbe essere l’osservare attentamente una corda senza muoversi. LBP2 è il perfetto esempio di un comparto visivo realizzato a supporto del gioco vero e proprio, con sfumature e scelte stilistiche che si integrano sapientemente con l’atmosfera del titolo, senza stonare e senza creare problemi a causa di una mania di esagerazione che ultimamente contamina fin troppe produzioni.

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Ascolta le tue idee

Se dal punto di vista della grafica il lavoro svolto è stato un affinamento dei difetti mostrati dalla prima incarnazione del titolo, nel comparto sonoro gli sviluppatori hanno voluto ancora una volta stupire e lasciare tutto alla nostra fantasia.
Quasi tutti ricorderanno i vecchi cellulari con il compositore e le giornate passate a copiare e creare suonerie tramite la pressione di quei piccoli tasti.
LBP riprende questa idea e ci mette in mano una sorta di studio di registrazione, col quale potremo creare semplici jingle o vere e proprie melodie, su cui giocare i nostri livelli o far ballare e suonare i Sackbot. Le possibilità offerte da tale compositore non sono chiaramente a livello di programmi professionali, ma i risultati ottenibili con un po’ di applicazione sono sorprendenti. Media Molecule non ha comunque tralasciato la composizione sonora vera e propria e anche in questo aspetto ha privilegiato l’attinenza e l’amalgama fra gioco e musica, con motivi che accompagnano sempre la fase giocata con incedere azzeccato e trascinante.
Nonostante aggiunte e cura, a livello puramente musicale questo nuovo LittleBigPlanet non riesce a reggere il confronto audio col suo predecessore, presentando una OST sicuramente orecchiabile, ma a tratti troppo lontana dalle vette evocative e compositive del primo lavoro Media Molecule.

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Genuino divertimento

Quello che, in ultima analisi, ci troviamo davanti è un prepotente ritorno al potere della fantasia, riproposto da una SH che pare non essersi arresa di fronte alle vendite buone ma non eclatanti del loro primo esperimento e che, forte delle ottime impressioni della critica, ha deciso di tornare alla carica con la medesima idea, affinata e ampliata, ascoltando le critiche più pressanti dei videogiocatori, ma senza scendere a patti con la logica commerciale più estrema. Ancora una volta il centro di LittleBigPlanet è il giocatore stesso, visto non come utilizzatore passivo ma come creatore del gioco e del divertimento.
Proprio in virtù di questo, nonostante le possibilità di realizzazione ancora maggiori, tutto il sistema di editing è stato reso più comprensibile senza la necessità di una applicazione morbosa e senza che ci fosse una banalizzazione generale.
Gli sviluppatori però, consci che probabilmente non tutti avrebbero avuto la volontà di creare livelli, hanno effettuato scelte lungimiranti, rendendo sia i livelli creati per il vecchio titolo, sia i vecchi oggetti sbloccati, completamente compatibili con questo seguito.
Allo sbarco sul mercato infatti LBP2 si presenta forte di moltissimi contenuti extra creati dalla community: la stessa che già si trova a lavoro nella trasposizione in gioco della propria fantasia più genuina.
Se quello che cercate è un titolo in cui dare vita alle vostre idee e, perché no, giocare quelle degli altri, allora [I]LittleBigPlanet2[I] è ciò che fa per voi.
Se per caso non apparteneste a tale categoria, beh, forse potreste dare comunque una possibilità a questa particolare creazione: come le favole di un tempo potrebbe rapirvi e farvi vergognare di aver dimenticato quello che, da piccoli, significava giocare con sano divertimento.