Recensione di LEGO Star Wars III: La Guerra dei Cloni - Recensione

Recensione di LEGO Star Wars III: La Guerra dei Cloni di Console Tribe

Nati in Danimarca nel lontano 1916, i mattoncini LEGO sono più che un gioco, sono un’istituzione! Profondamente radicati nell’immaginario collettivo come uno dei paradigmi del divertimento intelligente per bambini (e non), i mattoncini di plastica nati dall’estro di Mr. Ole Kirk Christiansen sono ormai prossimi a spegnere ben 100 candeline. Eppure a ben vedere non c’è una sola ruga sul volto degli omini LEGO che, vittime piuttosto di una nuova ondata di successo (ma quando mai sono stati impopolari?!), sembrano conservare oggi più che mai le loro innate doti di esperti trasformisti. Con largo uso di vestitini e parrucche (di plastica ovviamente), i LEGO hanno invaso praticamente ogni mondo immaginario partorito da mente umana. Dal West ai pirati, dai ninja agli zombie, i mattoncini colorati sono recentemente approdati anche nel mondo del cinema dove, con un’interpretazione da Oscar, hanno preso parte alle più celebri saghe del cinema moderno quali Indiana Jones, Harry Potter e, ovviamente Star Wars! No tranquilli, non correte a cercare le locandine dei film, l’incursione di cui parliamo non è frutto della cellulosa, bensì dei poligoni con i quali i talentuosi sviluppatori di Traveller’s Tales hanno saputo ricreare i fasti delle grandi saghe cinematografiche. LEGO Star Wars 3: La Guerra dei Cloni è solo l’ultimo arrivato di questo particolarissimo connubio tra cinema, videogame e mattoncini di plastica. In passato, a dispetto delle apparenze, Traveller’s Tales era stata capace di regalarci titoli più che degni, pregni di un divertimento spensierato eppure appagante.
Riuscirà questo nuovo capitolo in salsa Guerre Stellari a mantenere alto l’onore della serie meglio di quanto abbia fatto Jar Jar Binks in Episodio I? Incrociamo le dita!

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“Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana…”

Prendendo spunto dall’apprezzata serie animata in CG, chiamata per l’appunto “Star Wars: La Guerra dei Cloni”, ed ambientata nel bel mezzo dell’omonimo episodio cinematografico (Star Wars Episodio II: L’Attacco dei Cloni… viva la fantasia!), Traveller’s Tales ha creato un prodotto che, a differenza dei precedenti, prende solo spunto dagli eventi originali, approfittandone più che altro per imbastire un canovaccio narrativo ex-novo, e solo marginalmente legato agli eventi narrati nella serie animata. LSW3 in tal senso propone un canovaccio inedito in cui, come da tradizione, i combattimenti e la narrazione muta dei plasticosi omini LEGO danno anche il pretesto per dei simpatici siparietti comici, restituendo un feeling leggero ma decisamente azzeccato. A conti fatti, comunque, il gioco non manca di trarre spunto dalla succitata saga televisiva, ma anzi l’arricchisce, offrendo al giocatore la possibilità di incontrare tantissimi dei comprimari resi celebri dalla moderna trilogia di Star Wars, come il malvagio conte Dooku, l’assassino di Jedi Grievous, il Jedi Kit Fisto o il potente Maestro Jedi Windu. Niente di trascendentale, sia chiaro, tuttavia ancora una volta non possiamo che apprezzare la bravura con cui gli sviluppatori sono riusciti ad imbastire un plot sì semplice ma mai tedioso, pregno di un “umorismo muto” che non dispiacerà agli utenti, giovani o vecchi che siano. Il fatto che poi siano presenti tantissimi dei personaggi protagonisti delle vicende imbastite da Lucas in quasi trent’anni di film e racconti, non può che fare la gioia dei fan di Guerre Stellari, magari anche di quelli meno avvezzi alla trilogia originale e più vicini alle vicende di Anakin e compagni… tranne Jar Jar.

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Mattoncini di Forza, Episodio 4: Una nuova speranza (?)

Partiamo subito da un presupposto fondamentale: LSW3 non è una rivoluzione, non è un cambio di rotta, né tantomeno un nuovo modo di concepire il videogame in salsa LEGO, è piuttosto una summa. Un lavoro che racchiude in sé tutte quelle scelte vincenti che hanno reso celebri i mattoncini danesi nella loro forma digitalizzata. Detto ciò, valutare le qualità di LSW3 si rivela un compito elementare. Da un lato vi è infatti la garanzia di un lavoro certosino, nonché di un gameplay solido e divertente. Dall’altro il peso di anni ed anni di uscite in cui, fondamentalmente, le aggiunte sono state poche e non così fondamentali come ci si aspetterebbe. L’eco delle passate uscite della serie LEGO in salsa videoludica è forte più che mai se ci si approccia al gioco con l’occhio del fan e, sebbene – come detto – il gioco sia fondamentalmente ben costruito, l’assenza di qualcosa di nuovo si fa sentire già alle primissime battute. Come sempre, infatti, anche questo nuovo capitolo dell’epopea LEGO ci presenterà sostanzialmente due cose: vastissimi ambienti ricchi di momenti di pura “interattività blocchettosa” ed affollate (e forsennate) battaglie a suon di button mashing. Il tutto ovviamente intramezzato da siparietti, gag, video e semplici enigmi ambientali che, nello stile della serie, necessitano di volta in volta delle caratteristiche di determinati personaggi per essere risolti. Intendiamoci, il gioco è divertente e frizzante come sempre, e se non avete mai provato un titolo della serie LEGO, è certamente un’occasione da non farsi mancare, tuttavia ci pare evidente che qualche novità in più non avrebbe guastato, magari a partire dai combattimenti, numerosissimi e piacevolmente chiassosi ma, ahinoi, purtroppo da sempre privi di qualsivoglia profondità, a causa di un sistema di controllo tanto elementare da risultare povero persino per l’utente più giovane. Certo, è pur vero che sono state introdotte un paio di novità all’interno del titolo, ma ci pare comunque troppo poco a dispetto di anni ed anni di titoli che, nonostante un innato carisma, sono ormai tutti un po’ uguali tra di loro, salvo l’universo narrativo dal quale prendono origine.

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Mattoncini di Forza, Episodio 2: Attacca quei cloni!

E visto che ci siamo, ci pare giusto trattare, seppur brevemente, quelle che sono le poche novità offerte da questo LSW3. La prima variazione al gameplay è offerta dall’interessante novità di seguire più gruppi di personaggi separati, grazie ad un sistema a finestre che, con la pressione di un tasto, permette uno switch istantaneo da una situazione di gioco all’altra. La cosa si dimostra particolarmente interessante sul piano del puzzle solving, data la possibilità di poter risolvere un unico, enorme, enigma ambientale interagendo con il livello da più punti di vista. È un peccato che, nonostante l’idea particolarmente brillante, la cosa non venga poi valorizzata come ci si aspetterebbe, e il passare da una finestra all’altra ci porterà solo da un combattimento ad un altro e basta. Non mancano poi delle divertenti e riuscitissime sessioni motorizzate a bordo dei veicoli più disparati, nonché un armamentario che farebbe impallidire qualsiasi soldato della Repubblica. Spade laser ovviamente incluse nella scatola.
Ma la vera e propria novità, nonché forse il divertimento più “efficace” dell’intera produzione è dato dall’introduzione in alcuni livelli di una nuova modalità di gioco che distanzia il gameplay dai canoni del platform per avvicinarlo a quelli di un Real-Time Strategy, o RTS che dir si voglia. In maniera del tutto simile a quanto si potrebbe apprezzare in un vero e proprio strategico in tempo reale, LSW3 propone, grazie ad un comodo ed intuitivo menù, alcune battaglie campali del tutto inattese, ma decisamente fresche all’interno di una produzione che, come detto, sa ormai un po’ di stantio. Abbandonata la spada laser ci ritroveremo dunque a gestire risorse, creare unità di attacco e difesa, ed imbastire alcuni divertenti campi di battaglia in cui fiotti di mattoncini e omini di plastica se le suoneranno di santa ragione. Niente di incredibile, ma il sistema funziona, e anche bene, e regala alcuni attimi di divagazione ludica (ma soprattutto di divertimento) decisamente inattesi ed apprezzabili per ogni fascia d’età. E Yoda solo sa se non è un bene nel mezzo di tutti quei combattimenti un po’ fini a sé stessi. E poi? E poi basta, le migliorie e le aggiunte finiscono qui. Tutto il resto sa di già visto e sperimentato nelle saghe precedenti immaginate dai Traveller’s Tales. Il gioco gode infatti ancora di una divertente modalità multigiocatore in split-screen locale, nonché dell’apprezzatissima modalità di “Gioco Libero”, in cui al comando dei personaggi che più ci aggradano potremmo andarcene in giro ad esplorare i livelli alla ricerca di sbloccabili e segreti vari. Eppure, proprio i livelli, in passato ampiamente esplorabili, trovano in LSW3 un’insensata serie di paletti, tanto che l’esperienza offerta da questo terzo capitolo della saga alla Star Wars è forse il titolo LEGO con i livelli meno interessanti in assoluto, soprattutto se confrontati con quelli visti in Lego Indiana Jones e Lego Batman, ove la componente esplorativa era tale da invogliare il giocatore a lunghe sessioni di backtracking, qui ancora presenti ma solo marginalmente, tanto che persino la longevità in split-screen pare irrimediabilmente monca.

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Mattoncini di Forza, Episodio 6: La bellezza dello Jedi

Seppur si è detto bene e male di quest’ultima fatica di Traveller’s Tale, dove invece si può dire solo bene è il comparto tecnico del titolo, davvero ben confezionato, soprattutto se si pensa ad una produzione sostanzialmente rivolta ad un pubblico di giovanissimi. Il motore di gioco muove infatti un mondo bellissimo, colorato e ricco di dettagli (in LEGO e non), capaci di restituire tutto il feeling trasmesso dalla esalogia di Lucas e soci. Tutto, dai modelli agli ambienti, sino ai personaggi e le creature, grondano tanto di stile LEGO quanto di quello della vera saga di Guerre Stellari. Un plauso in particolare per i personaggi che, nonostante le loro “limitate caratteristiche” non solo sono ottimamente realizzati ma anche splendidamente animati, tanto che alcuni siparietti non mancheranno di strappare un sorriso anche agli utenti più stagionati. A questo ben di Jabba poligonale si aggiunge poi una colonna sonora di tutto rispetto, sapientemente rielaborata dai temi originali dei film composti in origine dal mai troppo apprezzato John Williams. Unica pecca, e non di poco, in un lavoro altrimenti perfetto, è da riscontrarsi nella sola telecamera, così mal progettata da strapparvi ben più di un’imprecazione, soprattutto in quelle situazioni tanto forsennate da far andare persino il cameraman nel panico, con buona pace (e morte) del personaggio di turno.

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“Sono uno Jedi, come mio padre prima di me!”

Come Luke dopo Anakin (o viceversa se siete dei puristi), LEGO Star Wars III: La Guerra dei Cloni si dimostra degno di entrare a far parte della grande famiglia di Guerre Stellari, nonché di quella dei videogame LEGO sviluppati dai bravi ragazzi di Traveller’s Tales. Il titolo è in effetti nulla più che un mix di quanto di buono si è visto in passato, con in più qualche piccola variazione atta a (tentare di) svecchiarne il gameplay. Forse il senso di déjà vu che investirà chi ha precedentemente saggiato almeno uno dei titoli della serie LEGO, è il più grande tallone di Achille della produzione, ormai troppo ancorata ad un’esperienza ludica che va ripetendosi nel tempo senza grandi cambiamenti. In ogni caso, parliamo comunque di un titolo divertente e molto gradevole, quanto meno da provare se siete fan dei mattoncini danesi, se siete fan di Guerre Stellari e se siete alla ricerca di un titolo easy da godervi in amicizia. In compagnia, il titolo Activision dà infatti il meglio di sé, dimostrandosi un divertissement gradevole e senza pretese, contornato da un comparto tecnico di tutto rispetto.
Tirando le somme, un prodotto controverso, che potrebbe annoiare i fan tanto quanto potrebbe invece esaltarli. Per chi invece non ha mai messo mano al brand LEGO, si tratta di un’ottima occasione per recuperare il tempo perso, magari ci si gode un viaggio in una galassia lontana, lontana…

“Mi comincia giurno maxi okeyday, con buena pappa a colassione, poi bum! Maxi parura, e addosso a me Jedi, e pah! Mi aqui. Ah, mi maxi, maxi parura, mmmh!”

…chiudi il becco Jar Jar!