Recensione di Hydro Thunder Hurricane - Recensione

Recensione di Hydro Thunder Hurricane di Console Tribe

Ci sono giochi dal fascino intramontabile, i cui nomi, se pronunciati ad alta voce, donano un sorriso compiaciuto ai giocatori più stagionati. Ci sono giochi che rivoluzionano un genere e fissano nuovi standard; ci sono giochi che hanno fatto della semplicità e dello stile le caratteristiche vincenti.
E Hydro Thunder non può che essere l’esempio perfetto. Correva l’anno 1999 quando quest’ultimo venne rilasciato sull’indimenticabile Sega Dreamcast. E appena un anno dopo, forte del successo riscosso, vide la luce anche su Nintendo 64 e Playstation. Il gameplay di Hydro Thunder era tutto fuorché complesso, eppure riuscì in poco tempo a ritagliarsi un posto d’onore nei cuori dei giocatori dell’epoca. Gli sviluppatori di Midway erano riusciti a fare centro creando un racing game originale ed adrenalinico, dove chiunque poteva mettersi alla guida di veloci motoscafi super-tecnologici e sperimentare del sano divertimento dominando le onde e sfrecciando in ambienti tanto inverosimili quanto spettacolari.
Oggi, a undici anni di distanza, Ralf Knoesel e Matt Small, due sviluppatori indipendenti a capo di Vector Unit, hanno pensato bene di riprendere quanto di buono fatto dai colleghi di Midway e di proporne un remake, che a onor del vero potremmo benissimo definire sequel: approda sul Marketplace di Xbox Live il nuovissimo Hydro Thunder Hurricane.
Sarà riuscita l’ultima fatica dei Vector Unit ad eguagliare o addirittura sorpassare il fascino dell’intramontabile titolo originale? Scopriamolo insieme.

It’s splish-splash time!

Non appena avviamo Hydro Thunder Hurricane, veniamo accolti da un menu dai colori sgargianti in grado di sottolineare la natura arcade del titolo e l’elemento dominante: l’acqua. Per chi non lo sapesse, infatti, i ragazzi di Vector Unit hanno concentrato i propri sforzi sulla realizzazione di una fisica dell’acqua incredibilmente avanzata, garantendo al tempo stesso degli ambienti interattivi dove regna letteralmente la dinamicità.
Volendo riassumere in poche parole le idee degli sviluppatori, potremmo dire quanto segue: motoscafi iper-tecnologici, adrenalina, acqua e turbo-potenziamenti. Elementi semplici ma geniali, che però legati gli uni agli altri sono in grado di elargire un tasso di coinvolgimento pressoché sovrapponibile a quello del predecessore. E credeteci, questa è una bellissima notizia.

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La colonna portante di Hydro Thunder Hurricane è la modalità single player, sorretta a sua volta da quattro differenti tipi di eventi: Gara, Superslalom, Sfida e Campionato. Se nelle gare saremo chiamati a sfrecciare in mezzo ad altre 15 imbarcazioni, piazzandoci almeno terzi per guadagnare trofei e crediti, negli eventi Superslalom dovremo invece attraversare una serie di checkpoint facendo salire l’indicatore del turbo; a ogni checkpoint mancato subiremo una penalità di tempo e vedremo l’indicatore del turbo svuotarsi. L’obiettivo è quello di tagliare il traguardo registrando il miglior tempo possibile. Gli eventi Sfida costituiscono delle particolari prove a tempo dove per tagliare il traguardo nel minor tempo possibile dovremo evitare i tanti barili esplosivi disseminati qua e là lungo il tracciato. Prendendo parte al Campionato, infine, saliremo a bordo di uno dei tanti motoscafi disponibili gareggiando contro altri 15 agguerriti piloti in una serie di eventi di vario tipo; i punti guadagnati in ciascun evento decreteranno poi il punteggio finale e la nostra eventuale presenza sul gradino più alto del podio.
A ogni evento ultimato, a prescindere dalla tipologia e conquistando almeno la terza posizione, guadagneremo un numero variabile di crediti, utili per sbloccare nuove imbarcazioni ed eventi via via più difficili da portare a termine. Tenete a mente che è possibile guadagnare crediti anche rigiocando un evento già completato; inoltre, se amate rischiare e amate guadagnare quanti più crediti possibili in un colpo solo, potrete sempre scegliere di gareggiare con le imbarcazioni appartenenti alle classi più alte, sta a voi trovare il giusto compromesso.

Riding the waves

Il gameplay di Hydro Thunder Hurricane deve la sua frenesia all’utilizzo smodato del turbo, grazie al quale non solo sarà possibile guadagnare una maggiore velocità del proprio motoscafo, ma sarà anche possibile eseguire dei veri e propri salti, indispensabili sia per scavalcare degli ostacoli e avere accesso a zone altrimenti inaccessibili del tracciato, sia per sorpassare gli avversari dall’alto. Ma usufruire del turbo significa necessariamente raccogliere i tanti turbo-potenziamenti disposti lungo il tracciato. Per farlo è sufficiente passarci sopra con la propria imbarcazione e attendere la trasformazione dei motori; a trasformazione ultimata (richiede appena un paio di secondi, se non di meno) basterà tenere premuto il tasto A per usufruire di una rapidissima accelerazione almeno finché questo non si sarà del tutto esaurito (tenete d’occhio il rispettivo indicatore o prestate attenzione al segnale acustico). A tal proposito, come potete benissimo immaginare, è fondamentale raccogliere tutti i turbo-potenziamenti che potete, onde evitare di restare a secco e farvi superare proprio alla fine da un avversario “turbo-dotato”. E il turbo si rivela utile anche per cambiare repentinamente direzione ogni qualvolta dovessimo trovarci in rotta di collisione per via di un salto avventato o per una rampa di lancio raggiunta all’ultimo istante utile.

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E non dimenticatevi del potere della scia! Il turbo non è l’unico modo per andare più veloci: quando ne sarete sprovvisti, infatti, potrete sfruttare l’effetto scia avvicinandovi quanto più possibile all’imbarcazione che vi precede posizionandovi nella porzione d’acqua che appare aggrottata e spumeggiante: più vi avvicinerete, più andrete veloci. E qualora vogliate rendervi protagonisti di un sorpasso davvero spettacolare, potrete scegliere di uscire di scia saltando il vostro avversario utilizzando il salto turbo oppure, perché no, decidere di imboccare un percorso alternativo allungando il vostro vantaggio.

Ma vincere un evento vuol dire soprattutto salire a bordo del motoscafo più adatto, e per farlo occorre analizzare le condizioni del tracciato e gli eventuali pericoli. Ad esempio le imbarcazioni di classe Esordiente sono meno veloci, è vero, ma allo stesso tempo sono più facili da controllare; quelle di classe Pro, invece, offrono tutto sommato un buon equilibrio, garantendovi ottime velocità di punta ed una buona manovrabilità. Le imbarcazioni di classe Esperto, come è lecito aspettarsi, richiedono infine un’ottima esperienza di guida, costringendovi a dosare con cura l’angolo di virata al fine di evitare spiacevoli collisioni. Generalmente, se avete difficoltà a superare indenni una gara, vi basterà scegliere un’imbarcazione di classe inferiore, guadagnando sì meno crediti ma arrivando illesi al traguardo. E poi ovviamente il nostro consiglio è di procedere per tentativi, non dimenticando mai quanto segue: un motoscafo a fondo piatto risulta essere l’ideale per le virate rapide e possibilmente in derapata, i multiscafi garantiscono un’aderenza maggiore sull’acqua e gli scafi a “V” offrono un ottimo equilibrio tra potenza e maneggevolezza. Non temete, troverete il motoscafo che fa per voi.

!==PB==!
Un tuffo in compagnia

Stanchi del single player? Non vedete l’ora di dominare le onde misurandovi con i piloti migliori del globo? Niente paura! Come ogni racing game che si rispetti, anche Hydro Thunder Hurricane sfoggia un comparto multiplayer online degno di nota che vi terrà compagnia per svariate ore.
Gli eventi proposti, almeno per il momento, sono soltanto due: Gara e Anatra di gomma. Nelle gare, così come avviene nella modalità single player, avrete modo di sfrecciare a bordo del vostro motoscafo preferito tentando la conquista del gradino più alto del podio. I giocatori che vi possono partecipare sono soltanto 8 ma vi assicuriamo che sono più che sufficienti per innescare gare sempre andrenaliniche ed imprevedibili fino al raggiungimento del traguardo.
Anatra di gomma, invece, è un evento del tutto particolare, davvero bizzarro e alquanto fuori di testa: i giocatori che vi prendono parte si suddividono in due squadre e ciascuna di esse deve tentare con ogni mezzo necessario di far tagliare il traguardo al proprio compagno che, malauguratamente o per scelta, si trova alla guida di un’anatra di gomma a motore. In parole povere altro non è che una variante “acquatica” della modalità Gatto e Topo già proposta dagli sviluppatori di Bizarre Creations in PGR4, per cui sapete già cosa aspettarvi e, soprattutto, le risate che vi farete.
Se invece siete dei giocatori dichiaratamente “old-school” e amate confrontarvi con i vostri amici in carne ed ossa, potrete contare sul sempreverde split-screen fino a 4 giocatori, peraltro disponibile sia offline che online.
Per quanto riguarda la creazione e la ricerca delle partite disponibili non possiamo che essere soddisfatti: il tutto funziona egregiamente e senza attese avvilenti o errori imprevisti. Lo stesso dicasi per il netcode, stabile anche quando nella stessa lobby sono presenti 8 giocatori di nazionalità diversa. Non potevamo chiedere di meglio.
Chiudono il cerchio le consuete classifiche attraverso le quali è possibile confrontare le prestazioni personali con quelle dei piloti più forti al mondo.

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Acqua nel deserto

Per quel che riguarda il comparto tecnico, gli sviluppatori di Vector Unit hanno dimostrato ancora una volta come il budget non proprio mastodontico rappresenti tutt’altro che un limite (basti pensare all’ultima fatica dei PlayDead, anch’essi sviluppatori indipendenti e non per questo privi di forgiare quel capolavoro che risponde al nome di Limbo). Guidati dal talento e dalla passione, Ralf Knoesel e Matt Small e i quattro dipendenti assunti per l’occasione, sono riusciti infatti a mettere a punto un ottimo motore grafico in grado di gestire su schermo delle fantastiche ambientazioni interattive, una fisica dell’acqua sublime e delle texture che, quantunque non facciano gridare al miracolo, donano al titolo un appeal estetico vivace e visivamente appagante.
E un racing game non può essere definito tale se non può contare su un framerate quantomeno ancorato ai 30fps, e Hydro Thunder Hurricane ci riesce benissimo, mantenendo una fluidità costante anche nelle curve più affollate o quando sono presenti su schermo i giganteschi mostri che popolano i circuiti più stravaganti. A tal proposito la varietà non manca mica: si passa dalle acque color zaffiro e i tortuosi canyon del Lago Powell ai fiordi della Scandinavia, dall’isola tropicale situata nel cuore del Triangolo delle Bermuda alla vecchia rete fognaria appena sotto la Ville Lumière di Parigi, dai corsi d’acqua di Seoul all’Area 51; insomma, ce n’è per tutti i gusti e come se non bastasse ciascun tracciato è caratterizzato da un design ricco di originalità e pericoli inaspettati: come non citare ad esempio il caratteristico tratto finale del circuito all’interno dell’Area 51 dove si viene catapultati in un mondo alieno con tutto quello che ne consegue? E non osiamo svelarvi altro per non rovinarvi il piacere della scoperta…
Ottimo pure il comparto audio, che può vantare un gradevole accompagnamento musicale dal ritmo incalzante e una buona campionatura degli effetti sonori.

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Spumeggiante!

Abbiamo l’impressione che quest’ultima edizione della Summer of Arcade sia iniziata davvero col botto: dopo il rilascio del pregevole Limbo, le cui qualità artistiche sono praticamente sulla bocca di tutti, questa settimana è la volta dell’esuberante e brioso Hydro Thunder Hurricane, non un remake ma un vero e proprio sequel di uno degli arcade più famosi di oltre dieci anni fa. Il gameplay dell’ultima fatica dei Vector Unit è tanto vincente da sviluppare dipendenza, attirando a sé anche tutti coloro che non hanno avuto a che fare col titolo originale. La raggiante e gioviale veste grafica nonché il funzionale comparto online, semplice ma coinvolgente, ne confermano ulteriormente l’idoneità ad assurgersi a titolo dall’acquisto obbligato, nonostante venga offerto ad un prezzo non proprio accessibile (1200MP).

Pigiate sull’acceleratore ed “inondatevi” di gioia!