Recensione di Far Cry Instincts: Predator - Recensione

Recensione di Far Cry Instincts: Predator di Console Tribe

Correva l’anno 2004 e Ubisoft lanciava sul mercato un gioco destinato a
far parlare di se: Far Cry. Inizialmente destinato solo al pubblico dei
PC gamer, Far Cry ben presto incontra la console di casa Microsoft; nel
dicembre 2005 viene alla luce Far Cry Instincts, uno dei giochi che
riesce a portare la vecchia signora fino al limite della sua potenza
proprio quando tutti stiamo attendendo con trepidazione la nuova nata.
E siamo ad oggi, Far Cry Instincts Predator, l’esclusiva di Xbox 360
che include la storia di Instincts, per chi non aveva acquistato la
versione per Xbox,  e il nuovo Evolution che è disponibile anche come
espansione della versione Xbox.
Ambientata in uno scenario da
cartolina,un arcipelago in mezzo all’oceano pacifico, l’intera saga
vede come protagonista Jack Carver, un ex militare ora guida turistica,
che per salvare la bella Valerie si caccia in un “mare” di guai dai
quali non riesce a liberarsi…
In Instincts Jack, accompagna Val
Cortez, un attraente(manco a farlo apposta) avvocato d’ufficio, alle
isole Jucatan; mentre Val si addentra nell’isola, Jack rimane vittima
di un attacco che distrugge la sua nuova barca e lo costringe a
scappare. Fin da subito l’isola non si presenta come la classica
isoletta abbandonata e il nostro alter ego si trova di fronte a
moltissime insidie. Ben presto viene infatti catturato e sottoposto
all’iniezione di uno speciale siero che accende l’animale che c’è in
lui…
In Evolution Jack, che dispone da subito delle abilità
animalesche, viene coinvolto da Kade, una donna stranamente
intrigante(tanto per cambiare), in una storia di armi di contrabbando.


Gameplay:

Far
Cry non è un semplice FPS(First Person Shooter) in cui affrontare gli
avversari a viso aperto; ovviamente è sempre possibile andare allo
sbaraglio a fucile spianato, ma nella maggior parte delle situazioni è
meglio studiare una strategia e muoversi fra le fronde, soprattutto
quando si è in numero e in potenza bellica nettamente inferiori al
nemico; tutto questo è reso possibile da una ambientazione curata nel
dettaglio con alberi,cespugli, prati allo stato brado e rocce nonché da
un intelligenza artificiale veramente ben curata. Dimentichiamoci
dunque di aspettare l’avversario per un comodo Head-Shot…è più facile
ritrovarsi attorniati da 6 nemici che si sono accorti della nostra
presenza e si sono organizzati meglio di noi.
Quando le armi
ordinarie non bastano, è possibile interagire con gli armamenti di
numerosi veicoli; se proprio le munizioni fossero finite, Carmageddon
insegna che non serve un M16 per farsi strada, anche se è sempre
possibile agire di soppiatto, camminare distesi fra i cespugli e
evitare i nemici con movenze feline. È possibile distrarre il nemico
lanciando sassi o provocando rumori, magari per attirarlo in una delle
trappole mortali preparate ad hoc sfruttando il ramo di un albero, o
più semplicemente per pugnalarlo alle spalle per una morte tanto veloce
quanto silente…l’effetto sorpresa a volte è meglio di un M16.
Il
sistema di controllo è ben strutturato: D-pad sinistro per la
direzione, D-pad destro per la visuale libera che risulta essere
adeguatamente veloce e precisa per gestire veloci cambi di direzione
nei momenti più concitati. Jack può correre,camminare accucciato o
disteso; le ultime due soluzioni gli permettono ovviamente di muoversi
silenziosamente senza dare nell’occhio. Dopo l’iniezione del siero, il
nostro alter ego dispone anche della modalità “selvaggio” con la quale
può muoversi rapidissimamente fra le fronde e uccidere i nemici con una
sola potentissima “zampata”.  Questa abilità, utilizzabile solamente se
la barra dell’adrenalina è piena, è attivabile premendo il tasto Y.


Grafica:

Se
dal punto di vista del sistema di controllo il gioco risulta pressoché
identico alla versione per Xbox, è nel comparto grafico che ci si
doveva aspettare il salto di qualità. Salto di qualità che c’è stato
solo a metà! Giocando ci si rende conto che se alcuni aspetti sono
stati curati in maniera maniacale, altri sono stati tralasciati
inesorabilmente. Sicuramente il realismo con cui è stata riprodotta
l’acqua è sconcertante e gli effetti di luce fra i rami degli alberi
lasciano a bocca aperta…se si pensa poi, che l’intera storia è
ambientata in un arcipelago ricchissimo di vegetazione, questo non è
poco. Girato lo sguardo però ci si trova davanti a texture “slavate”,
sfuocate e piatte, guardando da vicino la parete di una capanna o
fissando le foglie di un albero. Ma poi ci si tuffa in acqua e si nota
il bell’effetto sfuocato che si ha quando si aprono gli occhi
sott’acqua e che continua anche nei primi istanti post emersione.
Infine si ricade nell’amarezza vedendo il sangue riprodotto in stile
cartone animato che per un titolo vietato ai minori di 16 anni fa molta
tristezza. Insomma, un altalenarsi di emozioni tra stupore e sconcerto,
tra ammirazione e rassegnazione, per un gioco che forse sarebbe dovuto
nascere ex novo.


Multiplayer gaming:

Offline
è possibile giocare in 4 sulla stessa console con la modalità split
screen. Purtroppo un Fps non è molto indicato per questo tipo
multiplayer visto che facilmente può cadere l’occhio sulla parte di
monitor dell’altro; pazientate…prima o poi uscirà una console dual
monitor… 😀
La modalità split screen può essere interessante se vi
trovate fra amici a giocare in System Link; in questa modalità sono
previsti da 2 a 16 giocatori.
Online, con un abbonamento Xbox Live
Gold, ci si può divertire davvero: sono supportati anche in questo caso
un massimo di 16 giocatori. Ho avuto modo di provare a giocare in live
diverse partite, ma non posso ancora dare un giudizio definitivo
riguardante il LAG avendo giocato solamente con gente straniera. In 16,
un po’ di lag è presente, non si può negare, ma rimane comunque
giocabile, in 8 non ho riscontrato alcun problema.
Cinque sono i tipi di match possibili che comunque non si discostano dai classici canoni del FPS:

  • Caos: classico deathmatch tutti contro tutti.
  • Caos a squadre
  • Predatore: capacità animalesche attive.
  • Ruba il Campione: cattura la bandiera.
  • Ricerca: dovete cercare e mettere al sicuro un testimone (“stazione” nel gergo del gioco)

Ventitre
invece sono le mappe disponibili: se non vi sembrano abbastanza,è
sempre a vostra disposizione il comodissimo e veloce editor di mappe
con il quale potete creare arene ad hoc da condividere con gli amici.
In questo caso, quando i vostri amici vorranno entrare nella vostra
arena, dovranno scaricarsi la mappa personalizzata;nel frattempo, chi
già possiede la mappa, può giocare.


Conclusione:

Far
Cry Instincts: Predator è un ottimo titolo per chi non ha posseduto
Instincts su Xbox, perché include in pratica due titoli separati della
vecchia console: Instincts ed Evolution. Per lo stesso motivo però,
delude un po’ le aspettative dato che molte cose sono state copiate
pari pari dalla vecchia versione: da questo punto di vista questo
titolo sembra, più che una novità, un’espansione di ciò che abbiamo già
visto. Per poter giocare alle 8 nuove mappe del pacchetto Evolution, è
necessario finire la parte Instincts; a mio avviso questa costrizione è
eccessiva: sarebbe stato meglio dare la possibilità di scegliere se
giocare l’intera storia o solo la parte nuova. In questo modo chi
avesse già giocato Instincts su Xbox, avrebbe evitato di dover ripetere
noiosamente gli stessi schemi. Fortunatamente, le numerose mappe
giocabili in multiplayer e l’editor, donano incredibile longevità a
questo titolo che comunque si concede a una ventina di ore di gioco
offline.
In conclusione, per gli appassionati della saga e per chi ama gli FPS, è un gioco da avere e giocare a fondo.