Recensione di Dynasty Warriors 6 - Recensione

Recensione di Dynasty Warriors 6 di Console Tribe

Due anni or sono terminava la terribile guerra che insanguinò la Cina.

Due anni or sono le fazioni in lotta sembravano pronte ad una duratura pace.

Oggi nell’ottavo anno del secondo millennio il sangue ricomincia a
scorrere e i rancori mai sopiti tra le tre famiglie si risvegliano in
tutta la loro brutalità.

Torna dunque il nostro momento per decidere quale delle tre fazioni in
lotta conquisterà il potere del caduto imperatore, torna Dynasty
Warriors nella sua 6 incarnazione.

La duratura saga di KOEI sbarca sulle console next gen e per l’ennesima
volta si presenta con tutti i suoi punti di forza… e con tutti i suoi
punti deboli.





3 famiglie e un solo trono



Il gioco anche in questo episodio tratta sempre della Cina del romanzo
“La storia dei tre regni” e precisamente del caos e della lotta di
potere che scatta alla caduta dell’Imperatore.

A seguito del terribile avvenimento le tre famiglie: Shu, Wu e Wei
iniziano la loro lotta senza esclusione di colpi al termine della quale
una sola potrà far sedere il proprio capofamiglia sul dorato trono.

Dynasty Warriors 6 ci porta quindi a vivere le battaglie narrate dal
libro nei panni di uno dei generali al servizio delle varie fazioni.

Ognuno dei tre gruppi ci permetterà di scegliere uno tra tre generali,
ognuno con caratteristiche e armi diverse e ognuno con cut scene
personali, ecco quindi che per vedere tutti i possibili epiloghi che si
aprono nel futuro dei nostri beniamini necessiteremo di parecchio tempo
e di parecchia voglia





Venite codardi! Venite e datemi la vostra exp!



DW6 è un picchiaduro di massa basato sul famosissimo uno contro molti,
in parole semplici controlleremo il nostro alter ego incredibilmente
forte e ci troveremo a dover sterminare orde e orde di nemici che non
brillano certo per la loro forza; nemmeno i comandanti nemici e gli
eroi avversari si discosteranno troppo da questa imbarazzante
inferiorità.

Insomma il gameplay è un punto molto controverso per quello che riguarda questo titolo.

La giocabilità e le possibilità di combattimento sono pressoché
immutate dai vecchi capitoli. Abbiamo a disposizione tre tipologie di
attacchi: uno rapido e poco potente, uno lento ma potente e il colpo
speciale utilizzabile dopo un apposito caricamento.

La verità è che questa diversificazione è pressoché inutile in quanto
ci troveremo ad utilizzare nel 95% del tempo il solo tasto legato
all’attacco veloce. Questo ci permetterà di fare catene di uccisioni
senza essere nemmeno toccati, raramente alla fine di una catena di
colpi rilasceremo l’attacco speciale ma praticamente solo per vedere
l’effetto grafico ad esso associato.

L’innovazione viene dal sistema denominato REMBU legato alle catene di
nemici sconfitti che riusciremo a portare avanti. In pratica più nemici
in sequenza elimineremo, più il nostro attacco base diventerà veloce e
potente, diversificandosi anche a livello di animazioni; naturalmente
se ci fermeremo troppo tempo o vorremo colpiti la catena si bloccherà e
l’indicatore REMBU calerà facendo tornare i nostri attacchi allo stato
iniziale.

Se questo sistema ha portato una leggera innovazione è anche vero che
ha reso l’attacco veloce e “debole” praticamente l’unica soluzione
possibile.

Una miglioria sicuramente ottima è invece quella dedicata allo sviluppo
dei personaggi che in Dynasty Warriors 6 non si limiteranno a salire da
soli di livello ma, a seconda dei nemici uccisi e della nostra bravura,
otterranno un determinato numero di punti che potremo utilizzare per
potenziare determinate abilità e caratteristiche.

La stessa cavalcatura che ci accompagna dai primi capitoli della serie salirà di livello e sarà potenziabile.

Inoltre proseguendo nel gioco sbloccheremo una varietà di armi sempre più potenti.





Luccica la mia lama, stride il mio fendente



L’approdo su console di nuova generazione ha portato a molti
miglioramenti, alcuni dei quali sostanziali, sebbene non ci troviamo
davanti a miracoli grafici.

Il cambio radicale di architettura tra la vecchia PS2 e le attuali PS3
e Xbox360 ha obbligato gli sviluppatori a modificare profondamente il
loro gioco, portandolo a cambiamenti inattesi.

Il più stupefacente è sicuramente il superamento del “nebbione” che
affliggeva quasi sempre questo tipo di giochi; questo, insieme
all’incremento dei nemici su schermo e alle rinnovate animazioni, ha
fatto fare a DW sicuramente un enorme salto avanti sotto l’aspetto
visivo.

Naturalmente non è tutto oro ciò che luccica: l’aumento degli avversari
a schermo ha purtroppo aggravato il problema degli inattesi popup che,
se nei precedenti episodi erano limitati a poche unità a grande
distanza, in questo sesto capitolo riguardano decine di nemici anche a
distanza ravvicinata.

Le stesse animazioni, seppur globalmente migliorate, mostrano una
differenza imbarazzante tra i personaggi principali e le truppe nella
cura dei particolari, con decine di combinazioni per i personaggi
giocabili e al massimo due-tre per gli accompagnatori.

Anche gli effetti grafici sono stati rimodernati e abbelliti in modo
molto marcato, tuttavia quelli legati all’utilizzo di determinati
attacchi speciali (sicuramente i più belli) in situazioni concitate
porta a leggeri cali di frame rate.

Non mancano però i punti totalmente positivi, come l’alternanza tra
giorno e notte durante le battaglie e la ricostruzione degli ambienti,
veramente accurata e ben fatta, nonostante rimangano comunque dei muri
invisibili a tarparci le ali nella nostra esplorazione degli ambienti



La colonna sonora e gli effetti audio sono i classici della serie.

Le musiche spaziano fra il moderno e il tradizionale mentre il
doppiaggio è solamente inglese, sarebbe sicuramente stato interessante
avere a disposizione l’audio originale sottotitolato tuttavia anche le
voci inglesi rendono nel complesso molto bene il coinvolgimento.

Gli effetti sonori delle armi invece svolgono solamente il loro
compitino senza nulla di eclatante, ma con un buon campionario di
sibili, suoni metallici e stridori.





Su raccontaci la tua leggenda… anche tu… e tu… e tu…



Come abbiamo già detto ci sono molti personaggi giocabili appartenenti
alle varie famiglie, ognuno con le sue caratteristiche salienti e con
il proprio stile di combattimento che varia tra mazze spade lance archi
e quant’altro, ma soprattutto ognuno con la propria storia e le proprie
scene filmate, se ciò non bastasse altri personaggi sono sbloccabili
avanzando nel gioco, e anche loro hanno a disposizione una propria
galleria di video.

Insomma per godere la storia dei tre regni da tutti i punti di vista
impiegheremo veramente parecchio tempo tuttavia è necessaria anche
estrema pazienza visto il sistema di gioco alla lunga noioso.

Inoltre la modalità storia non è l’unica: è disponibile una modalità
free mission che ci permetterà di rigiocare qualsiasi missione
precedentemente affrontata nella campagna principale e un multiplayer a
due giocatori ben realizzato e divertente.

La mancanza di qualsiasi online è forse l’unico neo per quanto riguarda la longevità.





Conclusioni



Dynasty Warriors 6 è quindi un gioco che si tiene strette le proprie
radici e che si discosta in pochi aspetti dai suoi predecessori.
Sebbene le differenze nel complesso identifichino dei passi avanti,
questi potrebbero non bastare a molti. Alcuni difetti restano e sono
piuttosto marcati, parliamo di un sistema di combattimento alla lunga
noioso, di una difficoltà spesso banale e che non soddisferà i
giocatori più smaliziati, per concludere con i seri problemi di popup.

Se tutto ciò non bastasse sotto il profilo storia da 6 incarnazioni viene riproposta la stessa minestra.

Insomma Dinasty Warrior 6 piacerà senza dubbio ai fan della serie e a
chi vuole massacrare orde di nemici “in allegria”, ma resta un titolo
che difficilmente risulterà appetibile a un largo pubblico vista anche
la mancanza totale di online, un difetto notevole per questa
generazione di videogame.


PRO
Grafica molto migliorata rispetto ai precedenti;

Longevità complessiva elevata;

Un gioco non elitario.
CONTRO
Gravi problemi di popup;

Per l’ennesima volta la stessa trama;

Difficoltà molto bassa.