Recensione di DJ Hero 2 - Recensione

Recensione di DJ Hero 2 di Console Tribe

Sarà passato si e no un anno da quando in quel di Activision, i geniacci di Guitar Hero decisero di stravolgere completamente le regole alla base del celebre bemani per gli eroi della chitarra. Cavalcando l’onda del successo delle periferiche di plastica (un mercato ancora floridissimo a ben pensarci) irruppero con un’idea che non solo variava i classici stilemi del genere dei “nuovi giochi musicali”, ma li consolidava in qualcosa di profondamente nuovo, qualcosa di ben diverso da una semplice variazione del tema. Fu questa, a grandi linee, la genesi di DJ Hero che illo tempore già considerammo superbo, e che con il senno di poi si conferma un’esperienza piacevolissima da gustare e da consigliare. Sarà proprio perché il primo capitolo aveva un gusto dell’osare fuori dal comune, o forse perché in effetti parliamo di un gioco dalle fondamenta estremamente solide, fatto sta che all’annuncio di DJ Hero 2 l’eccitazione ed il fomento si sono impadroniti di noi! È stata una lunga attesa, costellata di teaser trailer, echi di collaborazioni celebri e promesse di novità tali da dimenticare i passi falsi dovuti alla gioventù del brand. Sarà riuscita Activision nell’impresa di regalarci un second act quanto meno degno del primo capitolo? Come with us, but first TURN ON THE MUSIC!

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My finger, is on the button…

Chiariamo subito una cosa. In un settore che tende continuamente a sfornare periferiche plasticose non propriamente alla portata di tutte le tasche, Activision (che poi è la regina delle chitarrine di plastica in tutte le salse) ha effettuato una scelta che, se da un alto va decisamente in contro tendenza, dall’altro non può che far gioire chi come noi ha amato sin da subito il “Turntable” (ossia il piatto da DJ) del primo DJ Hero. La periferica è infatti sempre la stessa, cosa che non fa altro che confermare l’ottima qualità della strumentazione già verificata ben un anno fa in sede di review del primo DJ Hero. Ad un anno di distanza il piatto si comporta sempre in maniera egregia, dimostrando una solidità ed una precisione invidiabili. Chiarito ciò, mettiamo subito mano a quello che è il gameplay del gioco, cuore pulsante di ogni degna produzione musicale. Senza stravolgere le fondamenta del primo ottimo capitolo, Activision ha ben pensato di non modificare quella che è la base solida del gameplay di gioco, quanto piuttosto di arricchirla di modo che l’esperienza generale fosse ancora più vicina ad un “simulatore” di DJ, pur conservando quel fascino fondamentalmente arcade cui la serie “Hero” è da sempre avvezza. A schermo avremo quindi le tipiche “scie di note” da sempre fondamentali per ogni titolo musicale che si rispetti in cui, al momento giusto, dovremmo far corrispondere la pressione di un dato tasto o comunque l’esecuzione di una certa azione come uno scratch o un fade. Abbiamo quindi tre indicatori delle tracce, quelli a destra e sinistra rappresentano rispettivamente i masters, ossia le tracce di cui è composto il mix, mentre quello centrale è adibito ad effetti, beat e quant’altro possa servire ad impreziosire il risultato finale. Scratch, fading, peak, ed altre operazioni dai termini estremamente tecnici sono all’ordine del giorno poiché ieri come oggi, più che frequentemente il gioco richiede all’utente un lavoro di coordinazione che, almeno per i neofiti, rappresenterà sicuramente una graditissima variabile al tema dei soliti rhythm game. E così ecco che non occorrerà solo premere un tasto al momento giusto, quanto magari associare al tasto il movimento del disco, così da simulare uno scratch. O ancora, muovendo la barra del cross-fader al momento giusto, isoleremo un master piuttosto che un altro, così da farlo suonare singolarmente, e così via. Le operazioni di riproduzione musicale sono molteplici e, cosa fondamentale, aumentano di pari passo con la difficoltà con cui si sceglie di giocare così che, nonostante l’ottimo tutorial ad inizio gioco, in base a quelle che sono le nostre abilità potremo optare per un’esperienza più arcade piuttosto che per una estremamente più simulativa. A confermare la tesi troviamo poi, piacevoli escamotage come l’Euforia, ossia il tipico amplificatore di punteggio simil-starpower, ed il sempre apprezzato sistema di rewind, in cui grazie ad una sequenza suonata ad hoc, è data al giocatore la possibilità di riavvolgere il brano in un punto qualsiasi con il moltiplicatore di punteggio riccamente gonfiato. Simulazione dall’animo arcade, o punteggi stile arcade al servizio della simulazione? Selezionate il livello giusto e decidetelo voi!

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Squadra che vince… si rinnova!

Se le basi del gameplay sono dunque solidissime ed ampiamente collaudate, Activision ha ben pensato di inserire alcune novità che vanno ad arricchire non solo l’esperienza generale, ma anche quella che è la reale sensazione del giocatore di simulare il lavoro di un DJ professionista. Come? È presto detto! Inserendo delle componenti ludiche, nel corso di una traccia, capaci di rendere il giocatore protagonista dell’esecuzione di un mix ancora più che in passato. Tolti di mezzo i beat pre-registrati del primo capitolo (divertenti, ma alla lunga sin troppo stantii), Activision ha optato per l’inserimento dei più pratici e dilettevoli “Freestyle Beat”, ovvero sezioni in cui il giocatore potrà sì sbizzarrirsi ma basandosi su di un beat adeguatamente prefissato per ogni brano. La differenza rispetto al passato non solo è evidente nel fatto che ora i beat non si possono scegliere (cosa che forse farà storcere il naso ai più, ma che regala un feeling certamente più aderente alla traccia in corso), ma anche nel fatto che in tal modo ognuno di noi potrà dare al brano una certa caratterizzazione, “tacchettando” con il tasto rosso una sequenza piuttosto che un’altra, così che i beat risultano ora più che mai, assolutamente stilosi e degnamente implementati. Parimenti personalizzabili e “free” sono i nuovissimi scratch liberi, ove è possibile fare dei master di una traccia quel che ci pare! In queste sezioni, infatti, è data al giocatore la possibilità di scegliere come riprodurre i master di una traccia, lasciandoci la possibilità di scegliere in maniera assolutamente autonoma se suonare una traccia, piuttosto che l’altra o entrambe, e così via. Queste sezioni sono inoltre dotate di alcuni indicatori che, piuttosto che identificare i tempi delle battute della traccia, ne segnalano l’andamento canoro. Se ad occhio la cosa pare incoerente, vi assicuriamo che il sistema funziona alla meraviglia, favorendo anche chi magari non è pratico di sestine, quartine e varie ma ha comunque un minimo di orecchio musicale. Associando infatti la semplice intuizione musicale ai segnali a schermo, con gli scratch liberi si possono realmente creare sezioni del brano dallo stile personale, tenendo fede anche alla musicalità della traccia. L’effetto che ne deriva è quello di un qualcosa non solo accuratamente studiato, ma anche estremamente gratificante e divertente, data soprattutto l’importanza a livello di spazio e punteggio che queste sezioni hanno all’interno dell’economia di ogni brano! Activision, insomma, ha preso quel che di DJ Hero non andava, ossia la scarsissima interazione con i brani, ed ha trasformato il suo brand in qualcosa di estroso e produttivo in cui, oltre a simulare il mestiere del DJ, un utente con un minimo di voglia può addirittura simularne l’estro. Dulcis in fundo, anche la difficoltà è stata ricalibrata, rendendo il tutto meno ostico, ma comunque decisamente impegnativo, soprattutto nelle fasi finali del gioco, quando fioccano megamix dal ritmo forsennato. Se prima infatti avevamo un titolo difficile già a livello medio, in DJ Hero 2 il giocatore troverà un divertimento più user friendly in cui il livello medio è quel che si aspetterebbe di intraprendere un giocatore volenteroso ma alle prime armi, premesso che i fanatici del beat potranno optare comunque per livelli di difficoltà degni del miglior music producer.

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My (Miuzik) Empire

Passando ad un’analisi generale delle modalità offerte da questo DJ Hero 2, dobbiamo constatare ancora una volta (ma è un problema che affligge da sempre i brand Activision) una pochezza nello sviluppo della modalità principale, qui rivista rispetto al passato, ma comunque ben lontana da qualcosa di profondamente coinvolgente. Ribattezzata “Impero”, la modalità principale altro non è che la tipica “carriera” che a lungo ha afflitto tanti bemani. Scelto un DJ tra una rosa inizialmente molto ristretta, e coniato un marchio ed un nome per il proprio DJ set, si fa largo per il giocatore il mondo dei club, sparsi in sei tappe all around the world. Anche stavolta, come già in Guitar Hero, il procedere del giocatore potrà essere lineare o meno, e ciò grazie al tipico sistema di raccolta stelle (ammenda per chi non lo conoscesse) grazie al quale si potrà sbloccare ogni ben di Dio videoludico, da nuovi club (e quindi il proseguimento della campagna), sino a nuovi DJ , abiti, cuffie, deck e così via attestando così la longevità media del titolo su di un numero di ore decisamente generoso. Insomma, un sistema valido sia per i casualoni del momento che per i fanatici del completismo, tuttavia è innegabile che un minimo di coinvolgimento in più avrebbe regalato all’utente soddisfazioni ben più memorabili.

!==PB==!
Online Hero

Decisamente migliorato è invece il comparto online, non solo molto più bilanciato e ricco rispetto al passato, ma anche meglio strutturato sia a livello di modalità di gioco che di solidità dei server. Diverse sono infatti le modalità disponibili, tutte a servizio della sana competitività atta a far salire il nostro grado online. Grazie all’aumentare del proprio livello, o alla realizzazione di determinate sfide, sarà poi possibile sbloccare varie chincaglierie per farci belli con i nostri avversari, come titoli da aggiungere alla gamertag o loghi dalla crescente rarità. Il nuovo e ribilanciato matchmaking è il punto nevralgico di questa divertentissima modalità, da oggi molto più fruibile e divertente grazie soprattutto alla possibilità che offre il gioco di esprimere una sorta di indice di gradimento, così che nell’assegnazione degli host non capiti di incappare in una sfida non concorde coi nostri gusti, né tanto meno in giocatori al di fuori della nostra portata. Proprio tra queste sfide ricordiamo quindi, oltre alla tipica modalità per la conquista del maggior numero possibile di punti/stelle, la Sfida Checkpoint, il cui obiettivo è quello di suonare al meglio una traccia, passando attraverso vari punti di controllo. La traccia sarà infatti divisa in diverse sezioni, ognuna delle quali assegnerà un punto al giocatore migliore. In caso di parità, l’estro sulla traccia o il perfetto uso dei beat permetterà al giocatore di ottenere il punto, così che anche le sezioni “free” di cui abbiamo già parlato vengono ancora una volta valorizzate appieno. Proseguendo la carrellata di varianti di gioco troviamo, in pieno stile underground, una modalità Battaglia in cui, contrapposti all’avversario, suoneremo entrambi due mix diversi da miscelare ed alternare all’insegna di punteggi stellari. Infine Sequenza e Accumulatore, in assoluto le migliori modalità imbastite per il divertimento online di questo DJ Hero 2. La prima è una sfida davvero impegnativa il cui scopo altro non è che concludere il brano con la più lunga sequenza di note suonate di fila. Raggiunto un numero considerevole, si potrà infatti “raccoglierle” grazie al tasto dell’Euforia, per l’occasione debitamente disattivata. Ne viene da sé che il nocciolo della sfida è il saper salvare le proprie note al momento giusto, dato che in caso di errore, o comunque di salvataggio, il contatore delle note si azzererà, lasciandoci alla mercé dell’abilità del nostro avversario. Accumulatore ha le stesse meccaniche di base, con ha la differenza che qui le sequenze di note possono essere salvate con un comodo checkpoint, che può essere piazzato dal giocatore al momento che più ritiene opportuno. Le modalità hanno lo stesso filo conduttore: suonare una lunga sequenza di note, e salvarle con il tasto Euforia (qui diviso in tre limitatissimi blocchi) al fine di stracciare il record avversario. La differenza sta tutta nel checkpoint che, invece di azzerare le nostre note, funge proprio da ancora di salvataggio in caso di errore, così che sarà possibile riprendere la nostra combo di note dall’ultimo punto di controllo piazzato sulla colonnina del punteggio.

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I’m the partystarter! Freakin partystarter!

Prima di abbandonarci alle tipiche conclusioni ed al paragrafo tecnico, spenderemo qualche riga per la nuova e divertente Modalità Party, decisamente meglio confezionata della carriera principale ed ottima per qualche jam session in amicizia. Attraverso essa il gioco proporrà agli utenti una sfida niente male, facendo di fatto suonare in una sequenza infinita tutti i mix presenti nel gioco, permettendo a due giocatori di intraprendere il gioco quando e quanto più gli aggrada, parimenti a quanto già saggiammo tempo fa su Guitar Hero 5. A nostro parere, dato il galvanizzante effetto che ha la scaletta su qualsiasi essere umano con un minimo di voglia di divertirsi, si tratta di una modalità che non può che uscirne vincente nel corso di una festa o di un party tra amici, visto il continuo suonare delle tracce (ebbene si, suonano anche se nessuno ci sta giocando!). Non ci sono punti, non ci sono sfide, non ci sono premi, ma solo intrattenimento a base musicale, nudo e crudo! Piazzate il vostro Turntable al centro della sala e lasciate che i vostri ospiti si divertano come e quando preferiscono, animando la festa con una colonna sonora – di cui parleremo a breve – degna dei migliori DJ set di Ibiza e dintorni! Dulcis in fundo, eliminata la piattissima possibilità di suonare assieme ad una chitarra (opzione presente nel primo capitolo su appena una manciata di tracce), è stata aggiunta la più caciarona possibilità di utilizzare un microfono, imbastendo prove canore in pieno stile Singstar/Lips. A rigor del vero non è che la cosa sia particolarmente esaltante, e come per la modalità con chitarra pare più un contentino per i party lovers che altro, tuttavia il fatto che la modalità canora sia presente su circa una cinquantina di brani, lascia comunque mediamente più soddisfatti delle risicate 15 tracce dedicate alla chitarra del primo DJ Hero.

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Come Mr. DJ song pon de replay!

Quando associamo il nome di Activison ad una produzione videoludica di tipo musicale, non possiamo che chinare il capo in segno di rispetto visto che, ad oggi, ben poche sono state le delusioni che questa software house ci ha dato a livello di qualità dell’audio. DJ Hero 2, come ci si aspetterebbe, non è certo fuori media, anzi a ben pensarci lo è, ma in positivo! La tracklist è infatti quanto di meglio ci si potrebbe aspettare da un titolo del genere ed è capace, già nel corso della prima oretta, di farci dimenticare quanto di buono già si era visto nel primo capitolo! Parliamo di oltre 100 tracce, divise rispettivamente in ben 83 mix capaci di spaziare dall’house alla trance, dalla garage all’elettronica, il tutto rigorosamente orchestrato da DJ del calibro di DJ Shadow, Tiesto, David Guetta e Deadmau5, e da artisti quali Rihanna, Eminem, Chemical Brothers, Prodigy, Lady Gaga, Wu Tang Clan e tanti, tantissimi altri! Non bastasse ciò, ogni traccia che fa da master ai mix, è presentata in una qualità che praticamente non ha eguali nel mercato musicale, con tanto di riff, sottofondi, beat e campionature dalla limpidissima resa acustica. Ovvia conseguenza di quello che è il lavoro di personalizzazione che ogni provetto hero potrà effettuare sulla traccia grazie alle sezioni freestyle di cui sopra. L’effetto complessivo supera qualsiasi parametro sino ad ora settato dal genere, offrendo non solo una scaletta coinvolgente dall’inizio alla fine, ma anche un’esperienza musicale sui generis, capace di regalare ore ed ore di puro intrattenimento sia ai fan della cultura underground che non. Questa massa poliedrica di suoni, battiture e quartine è stata poi saggiamente suddivisa in sessioni di gioco che, nonostante la pochezza della modalità carriera, sanno comunque valorizzarne la bellezza e la potenza, e ciò soprattutto grazie all’indelebile marchio che i DJ presenti nel gioco (e sono presenti nel vero senso della parola!) sono riusciti a dare alle loro opere. Il risultato è l’emozione autentica di impadronirsi dell’arte di grandi esponenti del settore musicale e farla propria, anche solo per una breve sessione di gioco. Il tutto adeguatamente accompagnato da uno stile grafico assolutamente riconoscibile e definito dai canoni della serie Hero, seppur impreziosito da qualche poligono in più, e da un generale miglioramento delle texture. La parte del leone è ancora una volta affidata alla digitalizzazione dei modelli dei volti celebri che si sono prestati alle sessioni di motion capture, decisamente aderenti alle loro controparti in carne ed ossa. Per ciò che riguarda invece ambienti e quant’altro, ci ritroviamo dinanzi alla solita produzione Activision, dove tra alti e bassi, l’esperienza complessiva è comunque capace di regalare un risultato coinvolgente, ed estremamente aderente a quello che potrebbe essere un rave in un muzik club. Di assoluta qualità luci ed ombre, capaci di trasportarci di peso negli evanescenti locali dei nostri DJ set. Sotto tono invece il comparto animazioni, non tanto per la qualità, ma per il riciclaggio che se ne fa, oggi più che mai evidente soprattutto data l’incredibile longevità del titolo.

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Love don’t let me go!

Ci aspettavamo, o quanto meno speravamo, che DJ Hero 2 potesse dimostrarsi un gioco almeno degno del suo predecessore. Scoprire quindi che è stato fatto molto di più non ha potuto che riempirci di gioia! DJ Hero 2 è la degna continuazione/evoluzione di quello che è un brand dal potenziale immenso. Parliamo di un gioco che non può prendere il massimo dei voti semplicemente perché un videogame, per una mera questione statistica, non può accontentare i sei miliardi di abitanti di cui è composto il globo. A chi vorrà dargli un’occasione scoprirà un’opera titanica non solo di puro divertimento, ma anche un inno alla poliedria di uno stile musicale da sempre bistrattato come “easy“ o comunque minore. A chi invece ha avuto la lungimiranza di imbattersi nel primo DJ Hero, non possiamo che consigliare l’acquisto di questo secondo capitolo. Parliamo infatti di un prodotto eccellente, assolutamente fuori media, la cui bontà è così preponderante da surclassare senza alcuna difficoltà tutti quei piccoli nei (come la povertà della campagna principale) ancora bisognosi di modifiche. Siamo stati fiduciosi verso questo brand dal primo istante. Ritrovarsi dopo un anno verificando che quella fiducia è stata ben riposta, decisamente non ha alcun prezzo. Una tracklist assolutamente coinvolgente, una periferica di qualità, ed un gameplay valido tanto da soli che in compagnia rendono DJ Hero 2 un titolo che vale la pena provare il prima possibile! Siete stati avvisati!

“The time has come to… galvanize!”