Recensione di Dead Rising 2: Case Zero - Recensione

Recensione di Dead Rising 2: Case Zero di Console Tribe

Questa generazione, oltre che dall’online gaming, è caratterizzata dal continuo rilascio di contenuti aggiuntivi successivi all’uscita nei negozi dei titoli completi. Meglio conosciuti con l’acronimo DLC, questi prodotti, spesso a pagamento, hanno in qualche modo condizionato il nostro modo di vedere i videogame passando da titoli auto-conclusivi a opere che vanno man mano migliorandosi. L’idea di base è quindi quella di aggiungere, di volta in volta, caratteristiche nuove ai giochi; oggi, tuttavia, ci troviamo di fronte ad una sorta di DLC-prequel: gli sviluppatori di Dead Rising 2 hanno deciso di rilasciare Case Zero per offrire un corposo antipasto a tutti gli appassionati della saga. L’idea sarà stata vincente? Oppure i futuri acquirenti preferiranno comunque attendere direttamente Dead Rising 2? Scopriamolo insieme!

Il nostro primo caso…

Questa storia non è semplicemente il racconto di un sopravvissuto. Questa storia non è il resoconto di un reporter senza scrupoli. Questa è la storia di un padre disposto a tutto pur di salvare la figlia. E’ la storia di come si affrontano problemi insormontabili. Di come si combatte la paura, di come si combatte la morte. Di come si vive con una sorta di bomba a orologeria pronta a esplodere ogni dodici ore. Questa, lo ripetiamo, è la storia di un padre disposto a qualsiasi cosa. Questa è la storia di come tutto è iniziato, questo è il nostro Case Zero.

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Valutare una parte così piccola di narrazione, senza conoscere la sceneggiatura completa, non è impresa facile, per cui ci limiteremo a offrire una panoramica generale su ciò che questo “DLC” ha da offrire. L’intento degli sviluppatori è quello di fornire un prologo, infatti in questa breve avventura vivremo gli attimi che precedono l’arrivo di Chuck a Fortune City. La prima impressione è che ci troviamo di fronte ad un prodotto più maturo: i temi trattati, come la preoccupazione di un padre per la salute della famiglia e la continua lotta alla sopravvivenza, sono decisamente più interessanti rispetto al semplice indagare sulla verità del primo capitolo. Il nuovo protagonista non fa rimpiangere il buon vecchio Frank e quindi, sotto questo aspetto, confidiamo in un buon risultato finale. Quest’avventura ci vede impegnati nel recuperare un farmaco indispensabile per la piccola Katey, figlia del nostro eroe, e inoltre le varie disavventure porteranno Chuck a inventarsi ingegnere per costruire un mezzo di trasporto che li porti in salvo verso Fortune City. La trama di questo Case Zero, come potete immaginare, fa quindi unicamente da tramite al gioco completo ma al contempo riesce, nel suo piccolo, a risultare interessante.
Per quanto riguarda il gameplay, il feeling del vecchio capitolo è rimasto inalterato. Gli elementi essenziali sono ancora invariati: centinaia di creature su schermo, possibilità di utilizzare praticamente qualsiasi oggetto trovato e tanto, tanto sangue. Nelle poche schermate a disposizione siamo stati in grado di provare un’infinità di armi: martelli, spade, panchine, mazze da baseball, fucili, motoseghe, per passare poi a oggetti più impensabili come secchi, fishes, palle da bowling e persino un cactus. La varietà di armi utilizzabili è ormai caratteristica della saga e oltre qualche simpatica aggiunta si fa spazio la possibilità di combinare più oggetti. Chuck, in pieno stile MacGyver, è capace di combinare gli attrezzi più disparati aumentando così il nostro potenziale offensivo; sparse per le ambientazioni ci saranno delle officine apposite dove dare sfogo al nostro estro creativo supportati anche da alcune schede che ci illustreranno semplicemente quali arnesi utilizzare. Qualora rimanessimo a secco di oggetti, per la nostra gioia è presente un pratico negozio dove acquistare armi e utensili vari utili per la nostra sopravvivenza e non solo. Le novità offerte da Case Zero sembrano finire qui, infatti gli altri elementi come l’utilizzo di giornali, salvataggio di vari personaggi e sistema di livelli sono pressoché identici a quanto visto nel primo Dead Rising. Da segnalare in positivo la complessità degli obiettivi da portare a termine che appaiono ora più articolati rendendo obbligatoria anche una buona conoscenza dell’ambientazione di gioco.
In termini di longevità Case Zero è decisamente un prodotto positivo e, complici gli achievement, anche abbastanza rigiocabile.

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Prossima tappa: Fortune City!

In conclusione, vorremmo spendere qualche riga per descrivere brevemente il comparto grafico di questo pseudo-DLC ma trattandosi di un caso particolare abbiamo deciso di rimandare direttamente alla recensione di Dead Rising 2. Vi basti sapere che non ci troviamo di fronte a un titolo dalla grafica pompatissima a causa dell’enorme quantità di elementi presenti su schermo e il risultato finale è quindi decisamente inferiore rispetto alle più moderne produzioni ma, vista la tipologia di gioco ed il buon design, difficilmente ci farete caso.
Case Zero è sicuramente un esperimento riuscito e quasi un acquisto obbligato per tutti i fan della saga. Il prezzo di 400 Microsoft Points non è poi così elevato se si tiene conto della durata dell’avventura e del divertimento che regala. Sconsigliato a chi ovviamente non ha intenzione di acquistare Dead Rising 2.
Che dire, Fortune City stiamo arrivando!