Recensione di Dead Nation - Recensione

Recensione di Dead Nation di Console Tribe

Uno degli ultimi titoli usciti sul PlayStation Network che vale la pena di essere provato è certamente Dead Nation, ennesimo shoot ‘em up con visuale isometrica in cui il giocatore, nei panni di un uomo od una donna sopravvissuti ad un’epidemia mortale, deve sparare a centinaia di zombie inferociti, pronti a fargli la pelle. Il concetto di base, quello di esplorare i grandi livelli e massacrare nemici a non finire con varie armi, non è certamente dei più originali, ma lo stile che permea questo gioco è unico.
Scopriamo insieme quindi se il nuovo titolo dei talentuosi ragazzi Housemarque – gli stessi di Super Stardust HD, per intenderci – vale i soldi a cui viene venduto (12,99 €).

Quando la semplicità è tutto…

Fin dal menu principale il giocatore può provare quello che si prova per tutto il resto dell’avventura: un senso di oppressione, con schermate che ricordano a grandi linee quelle dei notiziari statunitensi, ricche di suggerimenti più o meno utili, in pieno stile da telegiornale. Le opzioni sono varie e permettono di giocare la campagna in modalità single player o multiplayer cooperativo, di visionare la diffusione del virus a livello globale – con statistiche aggiornate in tempo reale sul debellamento della popolazione infetta in ogni nazione del pianeta – e, oltre alle immancabili opzioni, di poter osservare una galleria di immagini, i cui artwork si sbloccano contribuendo a sopprimere gli zombie del proprio paese.

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Iniziando una nuova partita si avrà subito un’idea dello stile che permea il titolo: un’introduzione fatta da immagini dalle tinte prettamente dark mostrerà il mondo come è mutato da quando il terribile virus ha cominciato a mutare la popolazione e a rendere la situazione pressoché apocalittica. Il protagonista scelto allora comincerà a narrare la sua storia, livello dopo livello, sviluppando così una trama narrata in maniera tanto semplice quanto efficace.
Una volta iniziato a giocare si prenderà subito confidenza con i comandi: con le due levette analogiche ci si sposterà nelle aree di gioco e si prenderà la mira, come in qualunque sparatutto di questo genere – e premendo quella di destra si ricaricherà l’arma; con i dorsali si sparerà, si useranno gli oggetti come granate o mine, si potrà fare un breve scatto utile per saltare muri di fuoco o fuggire da situazioni troppo spinose e si potrà usare un attacco da mischia, comodo non solo per abbattere i nemici più deboli ma anche per allontanare quelli più fastidiosi; con il D-pad si selezionerà il ferro del mestiere preferito, tra una gamma sufficientemente ampia e varia. Nulla di epocale ma tutto all’insegna dell’immediatezza e del divertimento, statene certi.

Cento zombie uccisi! Centouno! Centodue…

L’obiettivo di ogni livello sarà quello di raggiungerne la fine nel minor tempo possibile, massacrando quanti più zombie proveranno a fermarvi e magari recuperando qualche bottino utile. Detto così il tutto potrebbe sembrare noioso e ripetitivo, ma a conti fatti non lo è. Sebbene ogni sezione possa essere superata in tempi abbastanza brevi una volta imparata la struttura di ogni area, al primo giro impiegherete una media di un’ora per livello. Questo per il semplice fatto che procederete con cautela, imparando la posizione dei distributori del cibo, utili per recuperare la vita persa durante gli scontri, quella dei vari checkpoint, utili per comprare munizioni, armi ed equipaggiare i pezzi dell’armatura trovati, oltre che per tirare un sospiro di sollievo, e soprattutto quella degli zombie più pericolosi in cui vi imbatterete. E di non-morti mortali, perdonate il giro di parole, ne incontrerete tanti. Per l’esattezza a centinaia tra un checkpoint e l’altro. La maggior parte di loro li ucciderete con pochi colpi delle armi più semplici, come la mitraglietta o il lanciafiamme, mentre quelli più robusti o grossi vi daranno maggior filo da torcere. 

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Gli zombie di Dead Nation sono classificabili in varie tipologie: si va da quelli rapidi ma deboli a quelli immensi e potenti, passando per numerose vie di mezzo formate da grassi nemici che si fanno esplodere, da altri che sputano acidi corrosivi, ad altri ancora capaci di richiamare alleati da ogni dove. Ovviamente ogni categoria di nemico avrà punti deboli differenti e sarà perciò più vulnerabile a determinate armi. Se per alcuni quindi il fucile a pompa potrebbe rivelarsi sufficiente a far stragi, per altri forse sarebbe meglio adottare un lanciagranate.
Una cosa però è certa: tutti gli zombie, piccoli o grossi che siano, si lanceranno con famelica rabbia contro di voi, pronti a divorarvi. Oppure contro qualche vostro diversivo, come un bengala strategicamente lanciato a parecchi metri di distanza, o contro una macchina di cui è partito l’allarme. Queste trovate, per quanto stupide possano sembrare, in numerose circostanze vi salveranno la pelle. Ecco quindi che imparare a sfruttare lo scenario in cui vi muoverete si rivelerà fondamentale, sia per eliminare in tutta fretta gruppi folti di nemici sia per programmare fughe improvvisate.

!==PB==!
Un mondo morto…

Le ambientazioni che esplorerete sono tutte ben strutturate, capaci di trasmettere una sensazione di isolamento e inquietudine tipici dei giochi post-apocalittici – infarciti possibilmente di zombie. Viaggerete quindi tra le macerie di città abbandonate, in porti silenziosi, tra le lapidi di cimiteri sinistri, in mezzo a giostre dall’aspetto demoniaco, tra le cime di grattacieli solitari e lungo autostrade in rovina. Il tutto creato con un’ottima cura per i dettagli nonché con un sistema di illuminazione davvero ben riuscito, capace di produrre giochi di luce di ottima fattura. Il tutto è accompagnato da musiche tristi e da effetti sonori realistici, sia per quanto riguarda le armi che i lamenti e le urla dei non-morti pronti a divorarvi. Se quindi il gioco in linea generale è accostabile al genere action, in taluni casi riesce a creare situazioni di tensione, con certi momenti così tranquilli e ricchi di un ostile silenzio capaci di farvi presagire la sparatoria che entro pochi attimi seguirà.
Le uniche pecche che si possono muovere al comparto tecnico del titolo riguardano prima di tutto la gestione della telecamera, forse un po’ troppo alta rispetto al protagonista, che talvolta nel buio di certe aree impedisce una visione ottimale dei nemici – con un’azione che potrebbe nei frangenti più concitati risultare caotica – e una gestione dell’inventario forse appena un po’ lenta. Selezionare l’arma desiderata scorrendole tutte, una ad una, mentre si è inseguiti da orde di nemici assetati di sangue, in qualche occasione risulta un po’ difficile.

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Tutto ciò che ha un inizio, ha anche una fine…

… o almeno così dicono. Perché in Dead Nation, una volta terminata la campagna single player, la voglia di continuare a giocare non diminuisce neanche un po’. E complici la modalità cooperativa, capace di donare maggior divertimento e azione grazie alla presenza di un amico, i livelli di difficoltà maggiore sbloccabili, le statistiche migliorabili, i Trofei ottenibili nonché la possibilità di contribuire a liberare il proprio paese dal terribile virus, passerete sicuramente ancora un bel po’ di tempo a maciullare non-morti su non-morti. Per il gusto di farlo o per provare nuovamente qualche brivido. Con fucili, lanciagranate, armi futuristiche o con l’aiuto di elementi dello scenario, non importa come. In compagnia o da soli, che tanto sempre divertente risulta.
L’importante alla fine è uccidere quanti più zombie si può e sopravvivere… perché senza di voi il mondo è perso.

Boom! Headshot!