Recensione di Darksiders - Recensione

Recensione di Darksiders di Console Tribe

Bene e Male. Inferno e Paradiso. Da sempre il complesso equilibrio tra queste due fazioni ha influenzato il corso degli eventi. Le forze in campo si sono affrontate più volte, a questo scenario si aggiunge anche l’uomo che è ormai pronto a partecipare ad una nuova epica battaglia. Se per gran parte della storia Angeli e Demoni erano le uniche forze in campo, ora l’equilibrio assuma una forma trivalente grazie alla popolazione umana ed il suo sviluppo in senso tecnologico. E’ proprio la Terra, infatti, ad essere il teatro di battaglia. Le trame del destino tuttavia sono sempre state condizionate da una forza ancora più grande che, appunto, aveva il compito di mantenere l’equilibrio. Esecutori materiali di questa forza sono i cavalieri dell’apocalisse. Proprio uno di loro, Guerra, è il protagonista di Darksiders.
Su uno scenario di morte e desolazione Guerra deve evitare che un malvagio Distruttore arrivi a sovvertire completamente l’equilibrio esistente. Il mondo è in rovina, l’apocalisse è vicina, e la forza di Guerra sembra misteriosamente sparita proprio quando il suo destino è pronto a compiersi. Ci sarà redenzione ad attendere l’umanità? La fine potrebbe essere l’inizio di un destino ancora più grande? Queste sono le domande che accompagneranno il giocatore durante il suo viaggio in Darksiders. Il plot narrativo segue quasi uno schema classico, e si racconta silenziosamente senza voler troppo interferire sull’azione. Il ritmo degli eventi è lento, pacato, ma nel complesso riesce a tener viva l’attenzione. Per contro alcuni passaggi narrativi sono un po’ scontati e prevedibili. I personaggi, complice un character design di grande fattura, sono credibili e contribuiscono a rendere più piacevole l’esperienza finale. Ambientazioni e scenari fanno la loro parte nel catturare l’immaginazione del giocatore, tuttavia non riescono ad arginare i difetti di una sceneggiatura non troppo ispirata.

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Un collegamento col passato

Ci sono giochi che riescono ad appassionarti sin dalle prime immagini o dalle prime battute di gioco. Darksiders sembra appartenere alla categoria opposta: la prima impressione che si ha del titolo difficilmente è positiva. Questa semplice analisi tuttavia ci lascia la possibilità di interpretare e, quindi, valutare il titolo nel suo incedere, nel suo mostrarsi poco alla volta. Se i primi minuti lasciano un senso d’insoddisfazione davanti ad un prodotto apparentemente così banale, con il proseguire del gioco si deve necessariamente rivalutarlo.
Il gameplay del titolo, poco alla volta, è capace di spaziare attraverso vari generi il cui risultato finale è un mix interessante e gradevole. Un’analisi affrettata potrebbe far etichettare Darksiders come un titolo in cui una componente action poco profonda si mischia ad un sistema esplorativo già visto in passato. La sensazione, infatti, è quella di avere tra le mani un prodotto che trae ispirazione proprio dalle grandi opere videoludiche di qualche anno fa. Provate ad unire la fase esplorativa di Soul Reaver, i puzzle e gli oggetti di Zelda mescolandoli con un sistema di combattimento simile a tanti hack’n’ slash: il risultato ovviamente è proprio il titolo sviluppato da Vigil Games.
Pad alla mano Darksiders si mostra come un gioco d’avventura, in cui azione ed esplorazione si fondono a dovere. Le sequenze action si basano su un sistema di combattimento piuttosto semplice: combo facili da eseguire, un solo tasto deputato al sistema di scansata, parata e contrattacco, il tutto combinabile con abilità e gadget speciali da usare tramite apposito tasto. Il punto di forza di Darksiders è proprio questo, ovvero sapere unire i diversi aspetti di gioco creando un gameplay vario e divertente. I combattimenti, seppur non troppo profondi, non sono mai scontati e banali. Ogni scontro può animare nel giocatore diverse sensazioni, ogni attimo di gioco fa dimenticare quello precedente, questo perché si ha tra le mani un prodotto in continua evoluzione. I primi minuti di button mashing vanno col tempo a sostituirsi ad un doveroso acume tattico e strategico. Primo punto di questa evoluzione è un sistema di potenziamento delle armi, in cui, attraverso l’utilizzo delle ormai classiche anime, si possono aggiungere nuove combo e pattern d’attacco. Non solo combo e vari livelli di potenza, ma anche accessori che, dotando le armi di caratteristiche uniche, possono rivelarsi determinanti in alcuni scontri. La possibilità inoltre di passare, durante ogni combo, ad un arma secondaria offre svariate soluzioni divertenti per eliminare il nemico di turno creando combinazioni lunghe e devastanti.

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Se i combattimenti regalano soddisfazioni è proprio per il giusto mix di componenti in ballo, unito ad una varietà dei nemici davvero unica. Gli avversari che ci sbarreranno la strada sono tanti e ognuno avrà i suoi punti di forza e di debolezza. Compito del giocatore è quindi quello di riuscire, di volta in volta, a trovare il metodo più semplice per eliminarli. Tanta varietà trova ulteriore concretizzazione durante gli scontri con i boss, in cui i colpi di spada non basteranno a portare a casa la pelle ma bisogna guardarsi bene intorno e sfruttare ogni elemento dell’ambientazione a proprio vantaggio.
E’ grazie al level design che il titolo acquista una marcia in più. Durante le fasi esplorative Darksiders si mostra al meglio, ogni ambientazione ha una sua storia ed un suo metodo per essere superata. Durante lo svolgimento dell’avventura ci troveremo più volte a superare puzzle ambientali davvero ben realizzati che, riusciranno a stuzzicare non poco l’intelletto del giocatore. Il divertimento, in questa fase di gioco, risiede tutto nel metodo in cui possiamo usare svariati gadget come boomerang, pistole, sfere che rallentano il tempo e tanti altri oggetti interessanti. Quello che ci ha stupito è la mancanza di linearità nello sfruttare questi elementi. Per superare alcuni passaggi non basterà semplicemente usare lo strumento adatto nella situazione adatta ma si deve necessariamente usare più gadget contemporaneamente per ottenere il risultato desiderato.
Appare quindi palese come il punto di forza di Darksiders sia proprio la varietà, e come essa riesca a catturare l’attenzione del giocatore in ogni momento di gioco. Più si va avanti e più il titolo si trasforma, sfoggiando addirittura in sequenze guidate a bordo di bestie divine o del prode Rovina: un cavallo di fuoco che unirà le proprie forze a quelle di Guerra.
Non possiamo che essere soddisfatti dal comparto ludico di Darksiders che ha saputo unire diversi generi, amalgamandoli senza risultare pesante e banale, forse unica pecca sotto questo aspetto è propria quello di aver preso, forse, troppa ispirazione da titoli già ampiamente conosciuti. Basta pensare al boomerang che ricorda tanto Zelda, al sistema di teletrasporto visto in Portal, o delle grandi armi da fuoco come in Gears of War 2 (come i colpi di mortaio o la mitragliatrice); segni di un buona mescolanza di elementi ma al tempo stesso manifestazione evidente di una scarsa originalità di fondo.

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Il lato oscuro della tecnica…

Quanto di buono visto nel comparto ludico purtroppo non trova giusta gratificazione nell’impianto tecnico del titolo. Il motore grafico che da vita al gioco appare datato e non all’altezza delle più recenti produzioni. Le ambientazioni, sia interne che esterne, sono povere di dettagli, con texture in bassa definizione a cui vanno sommati alcuni difetti di compenetrazione decisamente fastidiose.
Al basso livello di dettaglio si aggiungono superfici pixellose e nelle situazioni più concitate non mancano rallentamenti e cali di frame rate. Personaggi e nemici sono di discreta fattura, tuttavia sono ugualmente l’espressione di un comparto tecnico di dubbia fattura.
Il risultato finale non è inguardabile, grazie ad una realizzazione artistica davvero notevole. Il character design è sicuramente l’aspetto meglio riuscito, sia Guerra che i demoni che popolano il gioco sono dotati di grande carisma e, sono quindi capaci di catturare l’immaginazione del giocatore. L’atmosfera che si respira durante il gioco è notevole, ogni ambientazione è carica di significato e di pathos. Le metropoli distrutte, i palazzi diroccati, la lava che sgorga dalle crepe sulla crosta terrestre sono solo alcuni degli elementi che arricchiscono il viaggio all’interno del mondo creato dagli sviluppatori. La palette di colori, che si basa su un effetto di contrasto chiaro-scuro, contribuisce non poco ad immergere il giocatore in questo clima decadente ed affascinante.
Il sonoro invece fa discretamente il suo lavoro. Le musiche si adattano perfettamente allo stile di gioco, purtroppo non riescono a catturare completamente il giocatore. Difficilmente ricorderete qualche brano o passaggio musicale. Buoni gli effetti sonori generali che contribuiscono a creare pathos e coinvolgimento. Il doppiaggio in lingua italiana è di buona fattura, purtroppo la scelta di qualche voce appare affrettata e non concorda con lo stile generale dell’opera.

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Nella produzione piccola c’è il vino buono

Ancora una volta i titoli di coda sfrecciano sul nostro schermo. Ancora una volta abbiamo compiuto gesta epiche e abbiamo salvato il mondo. Darksiders ci ha stupiti, nel corso dell’avventura è capace di catturare ed immergere letteralmente il giocatore. Il gameplay migliora ora dopo ora, mostrando scorci di gameplay, seppur non troppo innovativi, di profondo spessore che sanno far felice il giocatore. Il comparto tecnico unito ad una sceneggiatura un po’ scontata sono gli unici difetti che il titolo si porta con sé, ma che riesce a compensare con una buona longevità ed una realizzazione artistica d’impatto notevole.
Il destino di Guerra è nelle vostre mani, e siamo sicuri che saprete essere all’altezza del compito.