Recensione di Crysis 2 - Recensione

Recensione di Crysis 2 di Console Tribe

E poi senti che la vita ti scivola via. Sei un soldato, pronto a tutto. Combatti con le tue sole forze, non ti fermi davanti a nulla, nemmeno davanti all’avanzata di una terrificante razza aliena. Dai tutto te stesso, ma non basta. Gli alieni sono veloci, forti, assetati di sangue, ed è proprio in questo momento che ti arrendi, che ti lasci andare.
E poi, all’improvviso, senti che la vita torna a scorrere in te, sotto forma di nanomacchine. La tecnologia, la simbiosi, la forza. È così che inizia la nuova vita di Alcatraz, è così che inizia la nostra storia…

Salva New York, salva il mondo

Da dove deriva quest’ansia di conoscere il futuro? Perché registi e scrittori ci hanno sempre mostrato quella che potrebbe essere la fine del mondo? È questo il destino che ci attende? Magari tanti scenari apocalittici ci hanno fatto da training per una fine inevitabile. Indipendentemente dagli interrogativi, se c’è una cosa che accomuna gli scenari post-apocalittici, è che questi sono tremendamente affascinanti. Qualunque alieno invasore, qualunque cataclisma naturale, ci ritroviamo immersi in queste storie e sentiamo sulla nostra pelle quell’incredibile esperienza collettiva che prende il nome di “estinzione”. Crysis 2 ci porta proprio nel vivo di questi avvenimenti, quando tutto ancora è possibile, quando c’è ancora una speranza; e sì, l’avrete già capito, quella speranza siamo proprio noi. La minaccia di turno è una razza aliena che con armi terrificanti, spore infettive e tanta insensata rabbia sta facendo del nostro amato – e sfortunato – pianeta il proprio giocattolo da razziare e distruggere. A difendere l’umanità i soliti soldati scelti che, tanto per cambiare, si rivelano essere degli incompetenti totali; ad affiancarli alcuni scienziati che hanno costruito tre tute capaci di rendere quasi immortali chi le utilizza. Inutile dire che questa tecnologia, oltre che temuta dagli alieni, è anche bramata da chi è in cerca di potere. Riassumendo: esercito americano, alieni, nanotecnologia, distruzione di massa e infezioni virali. Un momento, dove abbiamo già visto tutto ciò? Praticamente ovunque! È vero, sotto il profilo dell’originalità, Crysis 2 non brilla più di tanto.
Il plot narrativo segue fedelmente quelli che sono gli schemi classici delle maggiori opere sci-fi fondendole coi i temi della minaccia aliena e della fine del mondo. Il risultato finale è un intreccio di avvenimenti semplice e, per certi versi, un po’ banale, ma comunque affascinante. Grazie ad una regia magistrale, Crysis 2 ci cattura, ci sballottola, ci fa desiderare fortemente di essere in quella tuta; in poche parole la trama, nonostante gli evidenti limiti, svolge bene il suo compito. Quantunque non manchino i soliti cliché e personaggi poco carismatici, il ritmo degli eventi è serrato e un occhio poco attento potrebbe anche non notare il piattume generale della componente narrativa. Del resto siamo di fronte ad un first person shooter, genere che, a dirla tutta, non è famosissimo per la componente narrativa. Ma ci sono scene così ben programmate, così adrenaliniche, così tremendamente esagerate, che resterete comunque soddisfatti dal risultato finale. Come si suol dire, in tempo di guerra…

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L’arma sei tu…

Quando nei videogame il mondo è in pericolo, c’è sempre un solo uomo capace di salvare le sorti del pianeta. Eppure i protagonisti di queste storie quasi sempre uomini comuni, quasi a voler rendere più credibili queste avventure, anche se negli ultimi anni questi salvatori sono stati dotati di armi super-tecnologiche. La verità è che queste scelte non sono state fatte tanto per fini narrativi ma piuttosto per introdurre nuovi elementi di gioco in modo sensato e coerente. Il risultato è che siamo passati da essere eroi indifesi e pronti a scappare a delle vere e proprie macchine da guerra. Alcatraz è forse l’emblema di questa serie di soldati superdotati (e non fate strani pensieri!). Fatto sta che la vera rivoluzione, se pensiamo a titoli come Call of Duty o Killzone 3, è proprio la tuta che indossiamo. Le nanomacchine migliorano le nostre prestazioni belliche sotto tutti i punti di vista: velocità, forza, strategia e azioni furtive. Queste caratteristiche non sono mai fini a se stesse, ma modificano radicalmente il concept di gioco. La tuta dispone infatti di feature che si prestano bene a ogni tipo di situazione: sfruttando l’invisibilità possiamo superare agilmente le sequenze stealth, con il nostro casco avremo maggiori informazioni su nemici e bersagli, grazie all’armatura resisteremo ai proiettili. Insomma, nulla può fermarci, o quasi. Usare queste abilità consumerà un’apposita barra d’energia che, una volta esaurita, ci lascerà praticamente inermi ai colpi avversari, a tal proposito il giocatore dovrà essere in grado di dosare adeguatamente le risorse. Nei livelli di difficoltà più bassi la gestione dell’energia è semplice e poco invasiva, mentre a livello Veterano si consumerà rapidamente, obbligandoci a pianificare con cura le nostre azioni. Sotto quest’aspetto Crysis 2, non solo grazie alla tuta, fa un grosso passo in avanti rispetto ai titoli usciti finora. La meccanica free-roaming del primo capitolo è stata in parte conservata: se prima ci ritrovavamo in ambienti vasti e sconfinati, ora ci troviamo in una New York capace di offrire numerose soluzioni tattiche per proseguire e che, soprattutto, non restituisce quella sensazione, presente praticamente in ogni titolo, di viaggiare su binari già prestabiliti. La forza di Crysis 2 risiede tutta nelle possibilità di scelta, nel lasciare al giocatore la libertà di decidere come meglio proseguire. Tramite il casco, siamo in grado di ottenere una visuale abbastanza vasta dell’area da superare, l’I.A. della nostra tuta, evidenziando punti d’interesse e nemici, ci fornirà dettagli sui percorsi possibili e starà a noi scegliere se sfruttare dei ripari per passare inosservati, se servirsi di esplosivi o altri sistemi per attirare l’attenzione o, perché no, utilizzare i poteri dell’armatura per fare un massacro generale, per poi passeggiare vittoriosi tra le strade desolate di New York. Quest’impostazione dona alla campagna varietà e un’ottima componente strategica. Le sparatorie sono studiate in modo tale che si possano sfruttare sia i benefici dati dalla nanotuta sia dello stesso ambiente. È infatti possibile utilizzare a proprio vantaggio alcuni elementi dello scenario, da posizioni strategiche sopraelevate a barili esplosivi, fino a scaraventare automobili contro i malcapitati nemici. Tanto ragionamento tattico non sarebbe appagante senza scontri a fuoco degni di questo nome. L’azione in Crysis 2 è davvero serratissima, grazie ai paesaggi offerti dal motore grafico, peraltro anche coerenti con il clima post-apocalittico. La personalizzazione e quindi le possibilità di scelta, anche sotto quest’aspetto, sono preponderanti. Le armi, infatti, pur non brillando come varietà e quantità, sono interamente accessoriabili con modalità di fuoco secondarie, raffiche e tutta una serie di dispositivi di mira: anche se imbracciaste per l’intera durata del gioco una o due armi, non avvertirete mai una sensazione di monotonia ma, anzi, sarete voi in prima persona a scegliere come personalizzare la vostra bocca da fuoco. Crysis 2 porta l’azione verso nuovi livelli di adrenalina e lo fa mettendo il giocatore in primo piano. E le personalizzazioni non finisco qui…

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Sconfiggendo i nemici alieni si ottengono alcuni punti, spendibili per modificare e aggiungere caratteristiche alla nostra fidata tuta. È possibile utilizzare fino a quattro categorie di potenziamenti, per un totale di dodici feature che vanno da una maggiore resistenza a movimenti ancora più furtivi. Ci sembra quasi di essere monotoni, ma ogni aspetto possibile del gioco racchiude in sé numerose scelte e personalizzazioni, utili a diversificare l’azione di gioco e rendere l’esperienza più variegata e divertente.
I combattimenti non avrebbero senso se non grazie a nemici agguerriti e pronti a tutto. Da questo punto di vista, varietà e, soprattutto, quantità non sono in grado di appagare pienamente i gusti dei giocatori più esigenti. I nemici umani non offrono nessun tipo di sfida, visto lo strapotere delle nanomacchine. I nemici alieni sono un po’ più ostici ma, ovviamente, anche loro saranno costretti a capitolare sotto i nostri colpi, dal momento che l’intelligenza artificiale, a dirla tutta, di “intelligenza” ha ben poco. C’è però da dire che l’I.A. umana soccombe facilmente più per la nostra dotazione bellica che per un vero deficit neurologico. I soldati che incontreremo si organizzeranno in gruppo, lanceranno segnali di fumo, si terranno in contatto via radio… in poche parole il loro comportamento è anche piuttosto credibile ed intelligente, ma poco può contro una macchina da morte invisibile e a prova di proiettile.
Discorso diverso va fatto per alcuni nemici che incontrerete nelle fasi finali del gioco, che per evitare spoiler non descriveremo più di tanto: vi basti sapere che si tratta di avversari più difficili da abbattere e più interessanti da affrontare.
Nel complesso la campagna regala notevole soddisfazioni ludiche. Il gameplay è profondo e variegato e finisce per rapire il giocatore dall’inizio fino ai titoli di coda. Di first person shooter in commercio ce ne sono tanti, ma Crysis 2 è l’unico a coniugare azioni sia frenetiche che ragionate unitamente a un approccio di gioco profondo e complesso.

!==PB==!
Non sono le solite chiacchiere da bar…

Certe volte bisogna essere cauti e dosare bene le parole. L’analisi del comparto tecnico di Crysis 2 è proprio uno di questi casi. Lo show mediatico imbastito da Crytek ed Electronic Arts nel corso degli ultimi mesi ha diviso i videogiocatori in due fazioni: c’è chi aspettava Crysis 2 come il messia e chi, invece, vedeva nelle dichiarazioni degli sviluppatori una mera campagna pubblicitaria. In ogni caso il retaggio che Crysis 2 porta con sé è davvero imponente, il primo capitolo è riuscito a settare standard grafici per molto tempo inarrivabili e pertanto è ricordato dal popolo dei videogiocatori principalmente per questa sua componente. Quello che sorge spontaneo chiedersi è il perché di tanta attenzione, perché la grafica di Crysis 2 dovrebbe in qualche modo rappresentare un punto di svolta? Ci siamo posti questi interrogativi per mesi e quando finalmente Crysis 2 è entrato nelle nostre console, tutto ci è parso estremamente chiaro. Prima di continuare è doveroso ricordare che le versioni da noi analizzate sono quelle console, ci pare quindi superfluo evitare il confronto diretto con la versione PC che, ovviamente, per quanto riguarda quest’aspetto del gioco è quella che presenta risultati migliori. Ma torniamo a noi.
Effettivamente il bombardamento degli ultimi mesi ha trovato giusta conferma in questo nuovo capitolo. Visivamente parlando il prodotto Crytek raggiunge livelli ottimi. Esplorare una New York diroccata e invasa dagli alieni è un’esperienza davvero incredibile. Anni e anni di libri e soprattutto film, hanno forgiato la nostra immaginazione a tal punto che quasi ci sentiamo a nostro agio tra le strade della città ormai desolata. Questo è possibile non solo grazie a texture di alto livello ma anche a tutti quegli elementi, apparentemente secondari, che in Crysis 2 meritano particolare importanza e colpiscono direttamente l’attenzione del giocatore. Stiamo parlando di effetti particellari e giochi di luce prestigiosi. Tra i primi non possiamo non citare le esplosioni e, più in generale, la realizzazione del fumo; quasi in una sorta di alterazione sinestetica vi troverete a respirare male nel vedere il fumo su schermo, tant’è realizzato bene. Gli elementi corpuscolari, la densità, i movimenti, tutto è studiato nel dettaglio per la gioia del giocatore. Le luci descrivono ancora meglio il lavoro svolto sull’impatto visivo, per iniziare sono dotate di dinamicità e si modificano credibilmente ad ogni variazione ambientale. Gli effetti di queste modifiche si ripercuotono su tutti gli ambienti, sia interni che esterni, senza presentare la minima sbavatura o imperfezione. In questo senso, almeno su console, è impossibile trovare un’interazione dinamica delle fonti luminose così ben realizzata.
Passando agli aspetti generali, come texture e modelli poligonali, anche qui Crysis 2 mette in mostra tutte le sue qualità. Se proprio vogliamo trovare qualche difetto c’è da dire che in bruschi cambi di visuale il motore di gioco non presenta immediatamente il massimo dettaglio grafico: sparando a destra e a manca, più di una volta ci è capitato di incappare in texture in bassa definizione, che solo dopo qualche istante si sono uniformate con le altre, ma nulla di preoccupante. Il framerate è piuttosto stabile, i cali a cui assisterete avverranno unicamente nelle situazioni più concitate ma, per fortuna, questo non influenzerà negativamente l’esperienza finale.
Menzione particolare va all’impianto artistico e l’audio, capaci entrambi di creare un’immedesimazione e una componente emotiva notevoli. Alcune sequenze nel loro complesso, grazie soprattutto alla splendida regia, raggiungono un livello artistico eccezionale. Assoluto, completo, entusiasmante: non troviamo aggettivi migliori per riassumere il prodotto che abbiamo di fronte.

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Call of Crysis

Nessuna “chiamata al dovere” a cui rispondere, nessuna “medaglia all’onore” da ricevere per le vostre eroiche gesta, almeno questa volta. Al massimo sui campi di battaglia di Crysis 2, una volta che parteciperete ad una partita online, lotterete per ottenere qualche nuova piastrina da sfoggiare nel vostro profilo utente o dei potenziamenti per le armi o per la nanotuta.
Infatti, sebbene la modalità single player sia l’attrazione principale di Crysis 2, i ragazzi di Crytek si sono dati da fare per confezionare un comparto multiplayer degno di tale produzione, con l’intenzione di fare concorrenza alle serie più famose. Ecco quindi che il giocatore, abbandonati i panni dello sfortunato Alcatraz, indosserà una tuta altrettanto potente per sfidare a colpi di mitragliatore o di cazzotti, fino a undici avversari umani in arene a dir poco immense. Se l’idea vi piace, aspettate di provare tutto ciò con mano, a partire dalle modalità di gioco fino alla personalizzazione più profonda del vostro alter-ego.
Prima di tutto parliamo delle modalità di gioco. Inizialmente avrete la possibilità di cimentarvi solamente nei deathmatch a squadre o tutti contro tutti, chiamati per l’occasione Instant Action, in cui gioco di squadra o riflessi, a seconda del caso, potranno portarvi alla gloria o in rovina. Poi, salendo di livello con l’esperienza ottenuta nei combattimenti, sbloccherete lentamente anche Punto d’Impatto e Recupera il Trasmettitore, una sorta di modalità “dominio” la prima, un “cattura la bandiera” futuristico la seconda. Sebbene le regole di tali partite siano uguali a quelle di qualsiasi altro sparatutto in circolazione – spara e uccidi più avversari possibili entro i limiti di punteggio e di tempo, recupera l’obiettivo e mantienine il controllo – la tecnologia della tuta porta una fresca e interessante novità, rendendo così ogni scontro dinamico e totalmente imprevedibile. La possibilità di rendervi invisibili, di potenziare le vostre difese o di spiccare balzi enormi, infatti, vi permetteranno di escogitare tattiche impossibili rispetto a quanto visto in altri FPS. Ovviamente dovrete prestare massima attenzione alle mosse avversarie, visto che anche gli altri utenti godranno di bonus simili ai vostri. Ma se saprete dimostrarvi sufficientemente aggressivi durante gli attacchi e le imboscate e abbastanza rapidi e astuti nelle ritirate, state pur certi che vi divertirete non poco.
A tutte queste variabili si aggiunge anche il consumo di energia dalla tuta e la seguente ricarica, che varia a seconda delle azioni compiute – proprio come accade nell’offline, quindi per buona parte degli scontri avrete modo di sfruttarne le varie capacità come meglio crederete. Ma nei momenti di stallo, quando dovrete attendere preziosi secondi per recuperare l’energia persa, sarete totalmente vulnerabili e alla mercé di chi vi starà di fronte. Imparate a sfruttare bene gli optional di cui disporrete e avrete probabilmente la meglio sui rivali.
Bisogna segnalare però anche altre due modalità, differenti dalle precedenti, capaci di portare qualche divertente variante alla formula classica. Stiamo parlando di Assalto e Recupero: nel primo caso un gruppo di giocatori con la nanotuta dovrà vedersela contro l’altro di normali soldati, con l’importante regola generale dell’impossibilità di rigenerarsi una volta morti; nel secondo caso tutti gli utenti dovranno recuperare dei bio-parassiti per poter potenziare la nanotuta, e diventare quindi sempre più pericolosi e competitivi.
E per ognuna delle modalità elencate bisogna considerare le sotto-modalità, varianti che permettono di giocare con utenti di basso livello – nel caso siate dei principianti – con regole diverse e con la riduzione delle fasi di attesa tra un match ed un altro… insomma, la varietà non manca, poco ma sicuro.

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Per quanto riguarda la personalizzazione del proprio alter-ego, bisogna notare come questa si ispiri direttamente allo sparatutto più venduto, Call of Duty di Activision. Infatti, come accennato sopra, durante le partite otterrete preziosa esperienza per ogni azione compiuta: uccisioni, colpi alla testa, assistenze, raggiungimento di obiettivi e tanto altro ancora. Ottenendo questi punti potrete salire di livello, sbloccando così nuove armi, nuovi accessori per quest’ultime, abilità e bonus secondari per la tuta, riconoscimenti vari e slot per creare nuove classi. Le possibilità di modificare il proprio soldato sono davvero tante e potrete trasformarlo in un assaltatore pesantemente corazzato o in un ricognitore capace di sfruttare al meglio la furtività concessa dalla tuta. Se poi preferite fare il lavoro sporco dalla distanza, allora amerete certamente i fucili da cecchino e il visore ad infrarossi. Fa piacere notare come tutte le mappe disponibili permettano l’utilizzo di ognuna di queste classi, senza avvantaggiarne nessuna in particolare e permettendo scontri sempre ben bilanciati.
Impossibile inoltre non parlare delle ormai immancabili killstreak, presenti in discreto numero anche in Crysis 2. Man mano che ucciderete gli avversari, questi lasceranno cadere le loro targhette di riconoscimento. Se ne raccoglierete senza morire tre, cinque o sette di fila potrete utilizzare bonus come radar potenziati, attacchi distruttivi, potenziamenti o depotenziamenti delle tute. Nulla di originale, ma l’obbligo di dover recuperare le targhette per sfruttare tali bonus renderà ulteriormente frenetiche le partite.
Da segnalare anche la presenza delle piastrine, i riconoscimenti accennati, che testimonieranno le vostre imprese e saranno visibili a tutti gli altri utenti. Anche qui c’è molta varietà, alcune sono segrete, mentre altre sono facilmente guadagnabili, e di sicuro vi farà piacere collezionarle e gongolarvi del loro ottenimento. Ad esse inoltre si affiancano le varie classifiche e le decine di statistiche, oltre che i numerosi mini-obiettivi da conseguire durante i combattimenti; in altre parole quelli che riguardano il numero di uccisioni con determinate armi, il numero di utilizzi dei poteri, ecc.
Prima di concludere il paragrafo sull’online è d’obbligo parlare del netcode e della qualità intrinseca del comparto stesso. Nonostante il matchmaking sia inizialmente lento nel trovare le partite, costringendovi anche a rare attese di un paio di minuti, una volta entrati in match la situazione diventa sicuramente più rosea. Terminato il primo scontro, infatti, verrete riportati subito nella sala d’attesa e potrete votare la mappa preferita, controllare i risultati ottenuti e prepararvi al nuovo combattimento, equipaggiando gli eventuali accessori sbloccati. E in pochi istanti inizierà il nuovo match.
In partita raramente riscontrerete del lag e quasi mai il calo di framerate che affliggevano la beta per PlayStation 3, dimostrando l’ottimo lavoro svolto dalla software house nella programmazione di un netcode stabile, che non interrompe mai le partite in corso.
La resa grafica risulta anche online di magnifica fattura, anche se nelle mappe strutturalmente più complesse il motore grafico fatica a caricare qualche texture o alcune ombre, ma nella frenesia degli scontri difficilmente ve ne renderete conto e, in ogni caso, gli darete poco peso.
Concludendo, il comparto online di Crysis 2 si rivela indubbiamente di buona qualità e vi regalerà tanto sano divertimento. La presenza delle nanotute e dei loro optional doneranno al gameplay una ventata d’aria fresca per il genere, e le numerose personalizzazioni e sfide da conseguire, oltre che i riconoscimenti da sbloccare, vi invoglieranno a migliorarvi costantemente, magari variando il vostro equipaggiamento e testando tattiche nuove.
E intanto le ore scivoleranno via, e quasi non ve ne accorgerete.

Soldati del futuro?

Quando nell’ormai lontano 2007 il primo capitolo della saga uscì su PC fu una svolta epocale, ma lo stesso non si può dire del diretto sequel. Dopo un articolo lusinghiero di certo non siamo qui a etichettare Crysis 2 come un flop, anzi. Dal primo capitolo ad oggi sono passati tre anni e, in tutto questo tempo, di first person shooter ne sono usciti tanti. Da un punto di vista grafico, per quanto riguarda le console e per certi versi anche il PC, questo secondo capitolo raggiunge risultati notevoli ma allo stesso tempo non è stato eclatante come il suo predecessore. Sul piano di gioco, invece, la serie si riconferma ancora una volta dotata di un’innegabile profondità e di un approccio di gioco unico, a tal punto da distinguersi dagli altri titoli appartenenti allo stesso genere. Per concludere, per approcciarsi adeguatamente a Crysis 2 si deve un abbandonare la retorica del confronto obbligato e dell’importanza del prequel. Crysis 2 è un titolo riuscito in tutto e per tutto, uno sparatutto che riesce a coniugare tatticità e azioni frenetiche. Non sta a noi stabilire se d’ora in poi il mercato si riempirà di cloni; non sta a noi decidere cosa succederà dopo la sua uscita.
Quello che sappiamo è che Crysis 2 vi piacerà, e questa è una certezza che oggigiorno viene spesso sottovalutata.
Non ci resta altro da fare se non indossare la nanotuta delle grandi occasioni e staccare un biglietto per New York.