Recensione di Condemned 2: Bloodshot - Recensione

Recensione di Condemned 2: Bloodshot di Console Tribe

Un corridoio, interminabile e completamente buio



Questo era Condemned, un’esperienza che vi proiettava all’interno
dell’oblio, in compagnia di una torcia malfunzionante ben stretta nella
vostra mano.

La torcia, ovviamente, non vi permetteva di vedere il fondo del
corridio, perché era troppo buio e pesto, allora cercavate di farvi
un’idea di ciò che vi circondava, illuminando le pareti claustrofobiche
ai vostri lati. Ma forse era meglio non farlo. Sì, perché ciò che si
era presentato alla vostra vista non era di buon auspicio: simboli,
scritte strane, scarabocchi inquietanti e una serie di rigoli colanti
di sangue denso. E proprio mentre eravate lì, piegati a scrutare la
superficie, d’improvviso avete sentito in lontananza dei rapidi passi.

Chi è? Vi sarete domandati. Ma… nessuna risposta. Non lo avreste mai
fatto per nessuna ragione al mondo, eppure lentamente vi siete
avvicinati alla provenienza di quello stridìo. “Dovevate” farlo, perché
eravate Ethan Thomas, un agente dell’FBI alla ricerca di uno spietato
serial killer, che avrebbe continuato ad uccidere nel caso in cui vi
fosse sfuggito ancora.



Chi ha giocato il primo Condemned ha sicuramente avuto il sangue
abbastanza gelido da vivere in prima persona un’esperienza angosciante
e carica di suspance: ha percorso le 10 ore di gioco più lente e
intense che si siano mai viste dai tempi del primo episiodio di Silent
Hill. Si sarà accorto, inoltre, di una rilevante
controindicazione:accendere la luce nella propria stanza non è servito
a nulla, quantomeno a placare l’angoscia. Condemned si era fatto notare
sin da subito, perché bisognava “affrontarlo” con una sola manciata di
proiettili e una buona dose di coraggio, usando la forza dei propri
pugni e qualche tubo da improvvisare come sola arma a disposizione.





Benvenuti in città



Condemned 2: Bloodshot si svolge 11 mesi dopo il primo capitolo, uscito
solo per Xbox 360 ormai 2 anni fa, e vi mette ancora nei panni di Ethan
Thomas, che pero’ all’inizio di questo sequel non lavora più per la
SCU, un agenzia governativa, ed é diventato un alcolista che soffre di
allucinazioni e crisi depressive.

Dopo un breve e confusionario (soprattutto per chi non ha giocato il
primo capitolo) filmato introduttivo che mostra la morte del vostro
vecchio compagno e mentore Malcolm Vanhorn, verrete obbligati a
rientrare nella SCU per indagare sulla sua morte.

Ovviamente questo sarà solo lo spunto per una trama molto più
complessa, che conquisterà fin da subito il vostro interesse con
tradimenti, omicidi e altre violenze varie causate da una misteriosa
ondata di criminalità che ha invaso la città.





FPM: First Person Mazzate



Nonostante la visuale in soggettiva potrebbe farlo pensare, questo non
é il classico FPS. Infatti le armi da fuoco avranno un ruolo
decisamente marginale in questo titolo che si basa maggiormente sul
corpo a corpo, vuoi a mani nude, vuoi con armi da “rissa” classiche
come bottiglie e tubi di ferro e altre meno convenzionali come cavi
elettrici, protesi e assi del WC.

Nonostante questo i comandi sono molto intuitivi e adottano il classico
schema già visto in molti altri shooter: si spara e si tirano i pugni
con i tasti dorsali, si corre con i grilletti e si ricarica con il
tirangolo. Il sistema funziona bene per il corpo a corpo, un po’ meno
per i combattimenti con le armi da fuoco, in cui il sistema di mira non
é esattamente preciso come vorreste. Da notare anche la pesante assenza
del salto, che rende molte situazioni furstranti e “stupide” come
quando vi toccherà fare tutto il giro di una stanza per l’impossibilità
di saltare una scatola alta 20cm. Tutte le azioni sono contestuali e
comandate dal tasto X, il che rende il gioco un po’ troppo lineare.

Le scazzottate sono sicuramente uno dei punti centrali del gioco e
infatti sono presenti moltissime combo, sbloccabili avanzando nel
gioco, degne dei migliori picchiaduro. Premendo 2 volte L1
in
rapida successione si entra in una specie di slow motion in bianco e
nero con le inquadrature che continuano a cambiare in cui dovrete
premere i tasti indicati su schermo per spaccare la faccia in vari modi
al malcapitato di turno.

In alcuni casi riuscirete a stordire il vostro nemico e allora potrete
scegliere se finirlo in modo convenzionale oppure afferarlo per il
collo e trascinarlo verso delle location indicate da un teschio in cui
scatteranno delle violentissime uccisioni ambientali come schiacciare
la testa dentro a una pressa o spaccare un WC con la testa del vostro
nuovo amicone.

Un’altra caratteristica peculiare di Condemned sono le scene del
crimine: durante le missioni capiterete in dei punti, come per esempio
il ritrovamento di un cadavere, in cui dovrete fare un esame forense
con vari aggeggi “alla CSI” per stabilire causa e luogo del decesso per
poi inviarli alla base, che a seconda delle vostre risposte vi
assegnerà un punteggio e vi dirà come proseguire. Per esempio già nella
seconda missione dovrete usare una luce UV per seguire le tracce di
sangue che porteranno ad un cadavere, di cui dovrete stabilire la causa
della morte e fare foto delle ferite che voi giudicherete mortali.

Alla fine di ogni missione vi verrà data una medaglia, di bronzo,
d’argento o d’oro, a seconda della vostra abilità nell’esaminare le
prove e nel trovare determinati oggetti.

A seconda dell’encomio ricevuto avrete a disposizione vari bonus, come
un taser per fulminare i nemici, un tirapugni e persino un giubbotto
antiproiettile, tutti oggetti che renderanno il gioco via via più
semplice.

Sono anche presenti alcuni elementi puzzle/rpg come il trovare
combinazioni di lucchetti per aprire porte o scelte contestuali di
risposte che influenzeranno lievemente lo svolgersi della storia.

L’intelligenza artificiale dei nemici é di primissimo livello, e già
alla difficoltà più bassa potrete osservare i mostri agire in branco e
provare a aggirarvi senza fare rumore per poi aggredirvi con un urlo
che vi farà saltare sulla sedia. Gli umani saranno anche in grado di
schivare i vostri colpi e non esiteranno a colpirvi con delle combo che
farebbero impallidire anche Hulk Hogan.

Per finire sottolineo l’ottima funzione di autosave, che salverà i
vostri progressi a intervalli decisamente ravvicinati senza nessuna
interruzione del gioco. In questo modo anche in caso di morte non
sarete costretti a rifarvi mezza missione con la frustrazione che ne
potrebbe derivare.




La storia si ripete



La campagna di Condemned 2 dura sulle 10-12 ore ed é suddiviso in 11
missioni, di cui la prima é praticamente una specie di tutorial che vi
insegnerà a combattere.

Inoltre se vorrete sbloccare tutti i bonus dovrete probabilmente
rigiocare molte delle missioni più di una volta per scovarne tutti i
segreti e ottenere la medaglia d’oro.

Dopo aver completato l’ultima missione potrete anche accedere alla
“modalità FPS” in cui avrete a disposizione tutte le armi con i colpi
infiniti. In questo modo l’approccio al gioco cambierà radicalmente e
quindi é un’ottima idea per raddoppiare la longevità.

Se tutto cio’ non dovesse bastarvi é anche presente una vasta modalità
multiplayer che spazia dai classici Deathmatch e Team Deathmatch fino
all’originale modalità SCU Vs Bums in cui una squadra impersonerà gli
agenti, armati fino ai denti e con molta più energia ma con una sola
vita a disposizione, mentre l’altra squadra controllerà i pazzi, deboli
e armati sono di spranghe ma con la possibilità di respawn infiniti. Il
gioco continua finché tutti gli SCU sono morti, dopodiche vengono
invertiti i ruoli.

Un’altra interessante modalità avrà come obbiettivo per i pazzi il
dover nascondere delle prove per il livello, dopodiché gli agenti della
polizia dovranno trovarle usando i loro aggeggi da CSI.

Seppur con delle varianti molto originali, non si sentiva veramente il
bisogno del multiplayer in un gioco come Condemned, e la prova é il
fatto che é piuttosto difficile trovare qualcuno con cui giocare,
nonostante le partite procedano senza lag ne intoppi. Sembra quasi che
il multiplayer sia stato inserito all’ultimo solo per seguire la moda
dei giochi attuali.





Violenza al buio



La Grafica di Condemned 2 é di ottimo livello, e alla SEGA hanno
sicuramente fatto grossi passi avanti rispetto al capitolo precedente.
Gli ambienti sono realizzanti con una cura quasi maniacale anche se
ogni tanto salta inspiegabilmente fuori qualche texture in bassissima
risoluzione, quasi come se i programmatori si fossero stancati e
volessero finire il turno 10 minuti prima. L’atmosfera é sempre
scurissima, forse addirittura troppo, ma probabilmente ci troviamo di
fronte ad una scelta stilistica vista la natura dark/horror del titolo.
Per fortuna il nostro personaggio sarà dotato di una torcia, che oltre
ad aiutarci a vedere ci delizierà con delle ombre egregiamente
realizzate in tempo reale che spesso finiranno per spaventarci a morte.

I mostri sono realizzati con molta fantasia (malata) mentre purtroppo i
nemici umani, per la maggior parte pazzi e drogati, sono tutti un po’
troppo simili tra loro e dopo poche ore di gioco ci si accorgerà che
sono gli stessi 5 o 6 modelli che si ripetono. Nonostante questa
somiglianza, i nemici sono comunque realizzati ottimamente ed anche le
animazioni sono piuttosto credibili e, come tutto il gioco, spaventose.

Ogni tanto per aumentare il senso di oppressione e di angoscia il gioco
utilizza dei filtri come l’effetto pellicola, la distorsione e il
bianco e nero, tutti ben fatti e che svolgono perfettamente il loro
compito di far sembrare paranormale anche una scontatissima camera
d’albergo.

Gli effetti particellari come il fumo e il fuoco delle esplosioni non
sono esattamente next-gen ma non sfigurano neanche, nonostante sarebbe
stato lecito aspettarsi di più, mentre il sangue, presente a litri e in
tutte le forme possibili e immaginabili, é estremamente realistico.

L’azione é comunque quasi sempre fluidissima e non si notano
significativi cali di framerate nemmeno nelle situazioni più coincitate.

Complessivamente la regia é di ottimo livello, specialmente durante il
gioco dove alcuni colpi di scena cambieranno repentinamente le
inquadrature dando quel senso di confusione che effettivamente
provocherebbe un pazzo che sfonda un muro e vi prende a mazzate.

I video di intermezzo invece non sono purtroppo all’altezza della
qualità generale del titolo, e finirete spesso per ignorarli
prendendovi una meritata pausa dopo tutta la tensione causata dalla
missione appena terminata.





Creepy!



Il comparto sonoro di questo sequel é senza dubbio uno dei suoi
maggiori punti di forza: i rumori ambientali sono letteralmente
paurosissimi, così come i versi e le grida dei vari nemici. Con un buon
impianto Dolby 5.1 farete fatica a giocarci la notte in casa da soli
visto che si passa da momenti silenziosissimi e tranquilli a colpi di
scena con il soffitto che crolla e qualche mostro che vi si butta
addosso facendo versi terrorizzanti.

Nonostante il gioco non si basi certo sulle armi da fuoco, il loro
rumore é molto convincente e gli spari del vostro arsenale suoneranno
meglio che in molti FPS usciti di recente.

Una vera chicca sono i rumori dei vostri pugni e delle vostre sprangate sui corpi dei

nemici, umani e non, di cui potrete chiaramente sentire il rumore delle
ossa che si rompono. Anche il suono delle armi sugli oggetti come le
finestre e i mobili sparsi per il livello sono realizzati con molta
cura e aumentano parecchio il realismo del titolo.

Le musiche sono praticamente assenti, ma viene da pensare che più che
una mancanza sia stata una scelta dei programmatori per creare
ulteriore angoscia con un silenzio quasi tombale interrotto solo dai
latrati dei mostri e dalle urla dei pazzi sotto anfetamine che
infestano i livelli del gioco.

Il doppiaggio sarebbe stato tranquillamente migliorabile, specialmente
nei filmati, che non aiutano certo a immedesimarsi nel gioco, ma che al
contrario spezzano troppo l’azione.





Conclusioni



Nel caso non l’aveste ancora capito, Condemned 2: Bloodshot
non é certo adatto ai deboli di cuore e alla gente facilmente
impressionabile. L’atmosfera del gioco é costantemente tesa e quindi
non è adatto alle sessioni rapide e per alcuni potrebbe risultare
addirittura troppo angosciante per poterlo godere appieno.

Anche il personaggio principale, Ethan, non é il massimo della simpatia
e non sarà facile impersonarsi in un maniaco depressivo con evidenti
problemi di alcolismo (e di igiene).

Il titolo risulta comunque raccomandabilissimo agli amanti del giochi
in soggettiva, specialmente a quelli che vogliono provare qualcosa di
diverso dal solito shooter e che non disprezzano il genere
horror/splatter. Potremmo definire questo gioco come un Silent Hill in
versione più violenta e in soggettiva. Gli spaventi sono assicurati,
così come i momenti dove l’azione si farà frenetica, anche se non
dotati di potenti armi da fuoco.

Sicuramente chi ha già giocato al primo capitolo della serie gradirà di
più questo sequel, in quanto é pieno di riferimenti, e questo penalizza
un po’ i possessori di PS3 che non potranno mai giocare al titolo
originale senza comprare la console targata Microsoft.

Se poi possedete anche un bel sistema Dolby 5.1, che renderà anche più
facile il gioco aiutandovi a capire quando i nemici proveranno a
assalirvi da dietro, allora Condemned 2 é un titolo che non potete
proprio perdervi



PRO:

  • Ambientazioni
  • Regia
  • Sistema Combo
  • Investigazioni Forensi


CONTRO:

  • Grafica un po’ troppo scura
  • Sistema di mira impreciso
  • Video e doppiaggio scadenti