Ninja Gaiden 3 Razor’s Edge - Recensione

Più o meno chiunque, dopo il “passo la mano” di Itagaki, si aspettavano un Ninja Gaiden 3 deludente. Perentoria, la prematura sentenza, ha trovato purtroppo il riscontro pronosticato dai fan.
Team Ninja però è corso ai ripari, magari con un po’ di ritardo, rilasciando Ninja Gaiden 3 Razor’s Edge, versione riveduta e corretta del titolo originale. Tutto quello che ci siamo persi è qui! Che il Re abbia ritrovato la sua corona?

Più o meno chiunque, dopo il “passo la mano” di Itagaki, si aspettavano un Ninja Gaiden 3 deludente. Perentoria, la prematura sentenza, ha trovato purtroppo il riscontro pronosticato dai fan.
Team Ninja però è corso ai ripari, magari con un po’ di ritardo, rilasciando Ninja Gaiden 3 Razor’s Edge, versione riveduta e corretta del titolo originale. Tutto quello che ci siamo persi è qui! Che il Re abbia ritrovato la sua corona?

Dannati terroristi slavi

Il plot narrativo di Razor’s Edge è rimasto identico a quanto visto qualche mese fa. Abbiamo questo clan di terroristi slavi, armati di tutto punto e, per giunta, dotati di spaventosi poteri magici.
Ci sono i servizi segreti che vogliono ovviamente fermarli e si affidano al leggendario Ryu Haybusa che, tanto per cambiare, anche stavolta si becca una bella maledizione dal capo dei cattivoni. La spada del drago si smolecola e la sua essenza si impossessa del braccio di Ryu, cominciando a divorarne corpo e spirito.
Una trama che non sta su nemmeno con lo sputo, la solita accozzaglia di avvenimenti assurdi, un mucchio di dialoghi morti di sonno e qualche scena involontariamente comica. Va bene la trama non è mai stato il punto forte di Ninja Gaiden ma qui si è scaduti proprio nel trash. Irrilevanti le sequenze aggiuntive con protagoniste le tre guerriere ninja, almeno a livello di storyline.

Il Ninja Gaiden perduto

Finalmente possiamo rimbracciare qualche arma in più, oltre alla nostra spada. Aggiunti anche nuovi ninpo, nuovi potenziamenti, nuovi nemici e tante nuove missioni con protagoniste Ayane, Momiji e Kasumi. Ma andiamo con ordine.
L’inspiegabile tabula rasa effettuata sull’intero arsenale del povero Ryu aveva lasciato tutti con la stessa faccia di Mourinho al quarto gol di Lewandoski. Fortunatamente quasi tutte le armi viste nei precedenti capitoli della serie sono state reintegrate in Razor’s Edge, ecco quindi tornare, tra gli altri, gli artigli del falco, le doppie spade il bastone lunare e tutta l’allegra compagnia dei poteri magici, persino arricchiti da qualche sfiziosa aggiunta. Tutte le armi e i poteri sono poi upgradabili col solito sistema di acquisti, effettuabili in qualsiasi momento, senza la necessità di recarsi nel negozio dell’ormai pensionato Muramasa.
Anche il roster del nemici è stato rimpolpato. A spalleggiare io soliti soldatini di plastica ci saranno ora nemici più agguerriti, ninja corazzati e qualche allegro mostro colorato.
Insomma sembra tutto come ce lo ricordavamo in Ninja Gaiden 2, tutto dannatamente divertente, vario e spettacolare. Ma non emozioniamoci. Il gioco era e rimane un tripudio di combo spettacolari e mosse finali stilose ma purtroppo, nonostante qualche limatina, la risposta dei comandi non permette ancora di sfruttare le dozzine di combo a nostra disposizione e la telecamera fa ancora qualche capriccio. Gli attacchi, le parate e le schivate soffrono di quel leggero (ma decisivo) input-lag che non permette di controllare al 100% le nostre azioni, costringendoci, talvolta a ricorrere all’odiato button mashing che la serie ha sempre costretto ad evitare.
Nonostante questo però, in Razor’s Edge ci si diverte molto di più che nel titolo originale. Gli scontri sono più vari ed il combat system ha riacquistato la profondità perduta e la feature che permetteva di mutilare allegramente i nemici è stata riproposta. Per giunta avremo la possibilità di affrontare inediti livelli impersonando le affascinanti Ayane, Momiji e Kasumi (già viste nelle incarnazioni Sigma della serie su PS3), i cui stili di combattimento sono molto ben differenziati. Iniezione di energia anche per la longevità quindi.
Fiore all’occhiello della produzione rimangono le boss fight: se infatti il livello di difficoltà rimane piuttosto inferiore ai capitoli precedenti, queste rimangono sudatissime e spettacolari come sempre grazie a boss coriacei dotati di pattern d’attacco che cambiano ciclicamente durante lo scontro.
Insomma il gioco ha ritrovato il vigore ed il carisma perduti nonostante presenti importanti difetti alla base del gameplay che impediscono al giocatore di godere appieno della tecnicità di un combat system che aveva ritrovato, insieme al fornitissimo arsenale, lo smalto di un tempo.

Dov’era finita tutta sta roba?

Ad affiancare una campagna single player finalmente degna di questa gloriosa serie ritroviamo anche le sfide, tantissime sfide affrontabili anche in cooperativa!. Più di 100 challenge, di difficoltà crescente, che metteranno alla prova anche i ninja più esperti. Molto più che un riempitivo quindi, una vera e propria prova di forza e una bella ricompensa per tutti i fan rimasti delusi dalla deludentissima offerta proposta dal titolo originale che, oltre alla pessima story mode, non offriva altro se non la sensazione di aver buttato i propri soldi.
Ma non è finita! Ad affiancare le modalità a giocatore singolo troviamo un comparto multiplayer sorprendentemente molto curato. Nelle sfide tra clan verremo gettati in un livello insieme ad altri tre giocatori in battaglie 4 vs 4 ad eliminazione. La squadra che per prima annienterà quella avversaria guadagnerà un punto, allo scadere del tempo vincerà ovviamente la squadra con più punti.
Oltre alla grande quantità di personalizzazioni e potenziamenti per il nostro alter ego ninja e a tutta una serie di classifiche e statistiche aggiornate, a sorprenderci un po’ tutti è stata l’ottima stabilità del netcode e la velocità del multiplayer, nonostante si sia faticato a trovare partite con tutti gli otto giocatori al completo. Godibilissima novità quindi, che infonde ulteriore linfa vitale alla produzione Tecmo.

I lifting costano troppo

Testando le versioni PS3 e XBOX360 ci siamo accorti come il comparto grafico del titolo sia rimasto praticamente identico alla precedente edizione. Discreta qualità generale ma livello di dettaglio piuttosto scarno delle ambientazioni mentre sensibilmente migliorata la fluidità del frame rate. Audio nella norma ma piuttosto monotono sia a livello di campionamenti che nella soundtrack, pur incalzante durante i combattimenti.

Back in time

Ninja Gaiden 3 Razor’s Edge è in tutto e per tutto quello che avrebbe dovuto essere il titolo Tecmo fin dall’inizio. La nuova versione si rivelata più varia, giocabile e divertente. Rimangono quei fastidiosi problemi di reattività nei controlli, che intaccano ed in parte minano la grande tecnicità del combat system che almeno ha ritrovato la profondità di un tempo, grazie alle reintegrazione di armi e ninpo.
Comunque sia tre nuovi personaggi giocabili, più di 100 sfide affrontabili in cooperativa e un comparto multigiocare sorprendentemente divertente rappresentano un’ottima consolazione per tutti i fan delusi dal capitombolo della produzione originale. Certo, Razor’s Edge non è gratis e a chi ha già comprato Ninja Gaiden 3 potrebbe non piacere dover spendere altri soldi. Tuttavia Team Ninja ha lavorato sodo per correggere i suoi errori e ci consegna un capitolo almeno degno della fama del brand.