Mortal Kombat nel palmo di una mano - Recensione

Un genere che sembra aver felicemente attecchito su PS Vita pare essere quello dei picchiaduro: Ultimate Marvel VS Capcom 3, BlazBlue: Continuum Shift Extend e Reality Fighters fanno già da alcuni mesi bella mostra di sé sugli scaffali (virtuali o meno) dei vari negozi. A questi è pronto ad aggiungersi in pompa magna il porting dell’ultimo capitolo della sanguinaria saga creata da Ed Boon, ovvero il reboot di quel Mortal Kombat che tanti consensi ha raccolto su home console. Ma il piccolo schermo di PS Vita sarà in grado di reggere alla brutalità di Raiden e soci?

Un genere che sembra aver felicemente attecchito su PS Vita pare essere quello dei picchiaduro: Ultimate Marvel VS Capcom 3, BlazBlue: Continuum Shift Extend e Reality Fighters fanno già da alcuni mesi bella mostra di sé sugli scaffali (virtuali o meno) dei vari negozi. A questi è pronto ad aggiungersi in pompa magna il porting dell’ultimo capitolo della sanguinaria saga creata da Ed Boon, ovvero il reboot di quel Mortal Kombat che tanti consensi ha raccolto su home console. Ma il piccolo schermo di PS Vita sarà in grado di reggere alla brutalità di Raiden e soci?

Nella botte piccola c’è il sangue buono…

Presentato con il sottotitolo di Komplete Edition, in virtù dei personaggi e dei costumi extra ospitati sulla scheda di gioco, questa versione portatile di Mortal Kombat fa pochissimo per discostarsi da quanto già visto su PS3 ed Xbox 360: la struttura ludica, difatti, non ha praticamente subito modifiche, presentandoci in toto la ricca offerta già apprezzata sugli schermi ad alta definizione. Siate, quindi, pronti ad intraprendere l’originale modalità Storia, tramite la quale saremo di volta in volta chiamati ad impersonare uno dei numerosi combattenti che partecipano al mortale torneo. In alternativa potrete decidere di imbarcarvi nella classica Skalata (sia in singolo che in coppia), oppure cimentarvi in una delle numerosissime sfide che vanno ad arricchire il titolo NetherRealm Studios. Altrimenti, come vuole la tradizione picchiaduristica, potrete decidere di sfidare un avversario in carne ed ossa tramite la connessione wifi, sia in locale che attraverso il PlayStation Network. Le uniche aggiunte, seppur marginali, sono costituite da alcune sfide studiate per sfruttare il touch screen ed il giroscopio, oppure dalla possibilità di eseguire le fatality attraverso lo schermo tattile, ma come già detto si tratta di feature decisamente marginali sulle quali si può tranquillamente sorvolare. Dato che ci troviamo, in pratica, dinanzi ad una fedelissima copia carbone della versione casalinga, rimandiamo ogni disamina relativa alle meccaniche di gioco alla nostra ricchissima recensione (raggiungibile a questo indirizzo), all’interno della quale troverete sviscerato in pieno il combat system del gioco firmato Ed Boon. Vi basti solo sapere che la croce direzionale di PS Vita si è rivelata perfetta nel rispondere ai vari input, rendendo estremamente agevole la gestione di mosse e fatality, così come l’interazione con i grilletti dorsali, ai quali sono relegate la gestione della parate, delle prese e dell’attivazione delle mosse X-Ray (in verità richiamabili anche tramite la pressione di un tasto virtuale presente sullo schermo tattile frontale).

Flawless victory

Ancora una volta la macchina Sony si dimostra capace di tener testa anche alle più esigenti delle aspettative, restituendo a questa nuova iterazione di Mortal Kombat un impatto visivo di tutto rispetto. Le arene, infatti, sono dettagliatissime e riccamente animate, ricolme di un’infinità di particolari e rimandi agli episodi più vetusti della serie, oltre che perfettamente ravvivate da un’illuminazione di tutto rispetto. Degno di lode è anche il lavoro di ottimizzazione dell’engine, capace di restare inchiodato a 60 frame al secondo in ogni situazione, fattore che farà sicuramente la gioia degli amanti del genere, i quali difficilmente incapperanno in spiacevoli situazioni di input lag. Buona anche la modellazione poligonale dei vari combattenti, così come il set di animazioni che li muovono, peccato che nei primi piani che precedono l’inizio degli incontri (nel caso di alcuni personaggi) sia possibile imbattersi in alcune texture di qualità non proprio elevata, ma fortunatamente tutto passa in secondo piano non appena si entra nel vivo della lotta. Stona un po’ anche la presenza lieve di aliasing, ma si tratta davvero di piccolezze che non vanno di certo a minare la bontà estetica del lavoro dei NetherRealm Studios. Se proprio si vuole cercare difetti a questo Mortal Kombat, l’unica strada da percorrere è quella che ci porta ad analizzare il comparto audio, il quale si porta dietro tutte le magagne che avevano già minato la versione casalinga, prima tra tutte l’orribile doppiaggio in italiano che funesta la modalità Storia. Anonima, inoltre, la tracklist che andrà a scandire lo scorrere del sangue, così come gli effetti sonori decisamente non all’altezza di una produzione di questo calibro.

Anche in questa versione portatile, Mortal Kombat rende giustizia alla volontà del team di Ed Boon di riportare la saga ai fasti che merita, smentendo chiunque da sempre tacci i porting per handheld di essere delle mere versioni ridotte dei capitoli casalinghi. Forte di un roster quanto mai cospicuo, tra cui si annoverano i già citati personaggi precedentemente disponibili solo come DLC, ricco di modalità bonus, di un’impressionante quantità di sbloccabili, di minime (seppur piacevoli) aggiunte esclusive, Mortal Kombat si aggiunge trionfalmente alla ricca line up di PS Vita: l’unico motivo che avete per non acquistarlo è possedere già una copia per PS3 o Xbox 360.

4 Commenti a “Mortal Kombat nel palmo di una mano”

  1. Rapper Nero on

    Ottima recensione, rende giustizia a MK 😉

    L’unico problema è che questo MK9(per multipiattaforma)  non è un “reboot”…

    Per Reboot si intende quando si prende una saga e la si modifica aggiornandola senza tener conto dei capitoli precedenti. Un esempio di Reboot è il nuovo DmC.

    Questo MK è un seguito, perché pur essendo ambientato nel passato(un passato alternativo, date le differenze con quello nato negli anni 90’), parte direttamente da MK Armageddon.

    Ah giusto…anche sul basso voto all’innovazione non sarei d’accordissimo, inquanto reduci da capitoli 3D simili a Tekken… questo 2,5D è piuttosto innovativo…. perché riprende le vecchie meccaniche con aggiornamenti degni di nota (barre per superpotenziamenti vari, possibilità di personalizzare le combo, e altro)

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