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Recensione Marsupilami 2 – Salsa Palombia

di: Marco Licandro

Nel campo dei platformers “come una volta”, dedicati sia ai giovani che agli adulti, esistono piccole gemme che riescono a farsi un nome, tanto da riuscire a ritagliarsi una fetta di mercato. Se in questo momento foste in cerca di qualcosa di rapido, variegato, colorato e adatto a varie età, fareste bene a considerare Marsupilami 2 – Salsa Palombia.

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Il ritorno della regina mummia

Punch, Twister e Hope tornano in una nuova avventura, nell’impresa di ostacolare i piani musicali della regina mummia, intenzionata ad organizzare un concerto maledetto, ipnotizzando tutti e costringendoli a ballare freneticamente.

I nostri piccoli Marsupilami, sfuggiti al controllo mentale, affronteranno diversi mondi e altrettanti boss, così da sventare i piani della regina e restituire la pace.

Seppur semplice, personalmente mi sembra un ottimo pretesto per giustificare l’azione, e non vedo nessun problema con questa trama. D’altronde, abbiamo sin da sempre salvato una principessa rapita, tra l’altro sbagliando castello ripetutamente, e non abbiamo mai battuto ciglio al riguardo.

Marsupilami 2 però cambia le regole del gioco, aggiungendo un tipo di progressione marcata sul completismo e al collezionismo. Mentre il primo aveva un percorso lineare, il secondo permette di avanzare solamente se in possesso di una adeguata quantità di mele sparse per i livelli in ogni dove.

Inizialmente giocai senza farci troppo caso, per poi rimanere bloccato senza possibilità di avanzare. È qui che il gioco istruisce il giocatore nell’importanza di collezionare tutto, senza perdersi troppo in tutorial, ma facendo sì che apprenda sul campo.

Scambia e Avanza

Particolarità dei nostri personaggi è il tipo di abilità, che ci permetteranno di muoverci in maniera unica e sfruttare così le interazioni con l’ambiente. La possibilità di scambio rapido, anche durante un salto, ha permesso agli sviluppatori di creare un livello di sfida addizionale per chi volesse completare al 100% ogni livello, con mele sparse in ogni dove, un set di note da collezionare poste in punti complessi, nonché portali ognuno con il suo tipo di sfida.

Prendendo spunto da meccaniche esistenti (e vincenti), è facile capire come il gioco sia fortemente ispirato a classici come Mario, Donkey Kong e Rayman. Una volta conclusa la parte finale del livello, che normalmente consiste semplicemente nell’arrivare al frutto finale, avremo una schermata di riassunto di quanto ottenuto.

Il numero di mele raccolte farà riempire una grande barra di avanzamento, suddivisa in quattro sezioni, dove nelle prime tre otterremo note extra, e completare anche l’ultimo attiverà una musica ed animazioni di festeggiamento per aver raccolto tutto al 100%, in maniera uguale a quanto vista in Rayman.

Anche la presenza di note collezionabili ricorda molto i gettoni nascosti di Mario, ottenuti anche completando sfide nascoste, come far fuori tutti i nemici totalmente opzionali in una zona facilmente sorpassabile. I pappagalli che ci sparano automaticamente o tramite pressione di un tasto hanno la stessa meccanica di Donkey Kong, che aggiunge dinamismo e varietà al gioco.

Vario e completo, ma si poteva osare di più

È sorprendente l’abilità artistica del team, che differenzia con grande talento le varie zone, rendendole sempre nuove e divertenti da giocare. Il level design è spesso variegato e originale, rendendolo simpatico nonché semi-complesso da giocare, almeno nel momento in cui accetteremo la sfida di collezionare tutto.

La telecamera gioca molto con noi, cambiando visuali e angolazioni, permettendo varietà anche visive per ravvivare le partite. Ottime veramente le musiche, con quel tocco rock/metal, che arricchiscono i mondi di gioco e l’esperienza da parte del giocatore, entrando totalmente nel tema del concerto maledetto creato dalla regina.

È un prodotto variegato, divertente e completo, ma se volessimo trovare delle pecche le troveremmo nelle prestazioni e nella qualità grafica, essendo il titolo rilasciato su Nintendo Switch 1, senza quindi riuscire ad offrire un update che permetta al titolo di essere sfruttato sulla 2 come si deve.

La mancanza di una patch, o di una migliore ottimizzazione, fa sì che il titolo ne risenta molto, per via di un effetto più sfocato di quanto si potesse desiderare una volta connessa alla dock e giocata su una TV 4K, e per giunta la fluidità non è delle migliori. Nonostante l’azione rapida, il collo di bottiglia è rappresentato da 30 FPS che, almeno all’occhio, non sembrano essere sufficienti.

Questo mix di appannamento visivo, eccessivo aliasing, e 30 frame per secondo non sono adatti ad un genere che richiede una risposta più rapida, e la lentezza nei comandi con conseguente risposta a schermo è senz’altro una pecca dolente.

Infine, nonostante le diverse abilità e possibilità di scambiare i personaggi, rimane la sensazione che il team avrebbe potuto osare un po’ di più creando qualcosa di più originale, limitandosi invece a riproporre meccaniche provate e dal successo assicurato, ma che sicuramente sanno di già visto.

Il nostro giudizio

Marsupilami 2 – Salsa Palombia è un titolo vincente, che farà senz’altro felici i giovani, ma anche un pubblico adulto in cerca di un platform accattivante e divertente. Seppur non essendo eccessivamente longevo o originale, gli sviluppatori hanno costruito un platform solido, spronandoci a raccogliere tutti i collezionabili, e posso assicurarvi che non sarà affatto semplice.

Raccoglierete il guanto di sfida?