Recensione Lumines Arise
di: Simone CantiniQuando si parla di puzzle game ho personalmente due feticci, capaci di trasformare la voglia di una partita e via in ore interminabili con il pad (o la console) in mano. Se non stupisce trovare all’interno di questa coppia l’inossidabile Tetris, che nella sua versione chiamata Effect una delle esperienze più catalizzanti che sia mai capitato di sperimentare, sicuramente meno popolare è quel particolare rompicapo ideato da Tetsuya Mizuguchi per PSP, in cui era necessario formare dei quadrati a tempo di musica. Capite bene, pertanto, come abbia accolto l’annuncio di Lumines Arise con estrema eccitazione, visti anche i nomi coinvolti nello sviluppo, che guarda caso sono gli stessi responsabili dell’ultima installazione dell’altro compare di bisbocce videoludiche.
accettare i cookie con finalità di marketing.
Divertimento al quadrato
Come detto poco sopra, il concetto alla base di Lumines Arise è quanto mai semplice ed intuitivo: attraverso i blocchi colorati che cadono all’interno della griglia di gioco, sarà necessario abbinare i colori che li caratterizzano per formare dei quadrati, grandi almeno 2×2. Questi verranno poi cancellati dalla barra che scorre a tempo di musica e, come prevedibile, maggiori saranno le dimensioni (ed il numero) delle nostre creazioni e maggiore sarà il punteggio ottenuto. Niente di più e niente di meno, tutto estremamente facile da metabolizzare, ma davvero tosto da padroneggiare quando la difficoltà dei vari stage inizia a farsi più impegnativa. Come è giusto che sia, mi sento di aggiungere…
A rendere la situazione più interessante, sin dalla sua prima installazione, è stato però anche il comparto audiovisivo che, attraverso una soundtrack accattivante e una messa in scena sempre calzante e spettacolare, riuscivano a conferire al tutto uno charme a cui viene davvero difficile rendere giustizia semplicemente a parole. E ovviamente Lumines Arise non poteva certo esulare da questa importante eredità e lo ha fatto sfruttando pienamente le potenzialità offerte dai nuovi hardware, a cui ha anche abbinato il benvenuto e impressionante supporto opzionale a PSVR2 che, come nel caso del già citato Tetris Effect, rappresenta indubbiamente la vera killer feature della produzione. Ma di questo ne parlerò tra un pochino…
Tutti i lati del ritmo
Se sulle meccaniche c’è davvero poco da dire, visto che sono rimaste le medesime a distanza di anni, più interessante è il contesto ludico in cui queste sono calate, che ricalca in parte quanto visto nel precedente lavoro di Enhance. Si parte ovviamente con l’immancabile modalità Viaggio, ovvero il piatto principale del single player: in pratica dovremo affrontare in sequenza i numerosi livelli che compongono il gioco, suddivisi in blocchi, con lo scopo di ottenere il punteggio più alto. In solitaria sarà anche possibile accedere a varie missioni sfida, capaci di mettere alla prova la nostra abilità in maniera spesso molto sorprendente, oltre a poter dare vita alle nostre playlist personalizzate, scegliendo in prima persona i livelli da affrontare (che potranno anche essere semplicemente gustati in modalità Cinema).
Non mancano attività anche sul fronte multigiocatore, che affianca alla benvenuta modalità split screen locale la possibilità di prendere parte a match classificati, scalare classifiche in particolari modalità che ci chiederanno di cancellare quanti più quadrati in un determinato lasso di tempo, oppure eliminare il maggior numero di blocchi presenti su schermo, oppure creare il Burst più grande. Questa è una delle meccaniche inedite presenti in Lumines Arise, che consiste nel poter mettere in pausa il gioco (a patto di aver riempito l’apposito indicatore) per creare il quadrato più grande possibile, con conseguente lievitazione del punteggio complessivo. Una meccanica interessante, utile tanto in singolo quanto (soprattutto) nei match online, dato che se ben sfruttata può letteralmente ribaltare le sorti di uno scontro.
A chiudere il pacchetto dell’offerta ci pensano le sfide online presenti nel weekend, che ci chiederanno di contribuire globalmente all’ottenimento di un certo numero di punti, così da sbloccare una figura e ottenere bonus in-game (in modo analogo a quanto avviene in Tetris Effect). Queste ricompense serviranno, assieme a quelle ottenute giocando normalmente, a sbloccare una serie di personalizzazioni per il nostro avatar e la nostra tab giocatore, che ci accompagnerà fedele in ogni momento del gioco.
Viaggio lisergico
Considerando come, nel complesso, Lumines Arise funzioni alla perfezione a livello ludico, si potrebbe tranquillamente chiudere qua la recensione, assegnare al tutto un voto altisonante e passare oltre. Sarebbe però un delitto liquidare la produzione firmata Enhance senza tributare i giusti onori all’eccellente comparto stilistico che la caratterizza, da solo in grado di elevare a livelli sopraffini l’insieme. Si parte, come prevedibile, dall’eccellente soundtrack, composta da Hydelic e Takao Ishida, capace di spaziare tra le varie sfumature dell’elettropop in maniera davvero sorprendente: ogni livello è un viaggio unico ed irripetibile, capace di installarsi nelle orecchie del giocatore con una prepotenza tanto sfacciata quanto benvenuta, che ci porterà a canticchiare per giorni i brani più inclini al nostro stato d’animo. E ce ne sarà sempre almeno uno, fidatevi.
Tutto finirebbe però per perdere gran parte della propria potenza se non fosse coadiuvato da una messa in scena visiva stratosferica, capace di dare vita ad una vera e propria sinestesia ludica impressionante per qualità e varietà: camaleonti psichedelici, viaggi spaziali, discese sottomarine e folli corse su rotaia sono solo un piccolo antipasto di quello che verrà dato in pasto ai nostri occhi, al punto che saremo portati a giocare anche solo per vedere quale meraviglia audiovisiva ci regalerà il livello successivo.
Un’esperienza mesmerizzante che trova la sua suprema sublimazione se abbinata al PSVR2, che rappresenta come già detto la vera killer feature di Lumines Arise. Giocare con in testa l’headset Sony è un qualcosa di letteralmente fuori di testa per immersività e qualità generale, visto come il gioco non si limiti semplicemente ad offrire la compatibilità con la realtà virtuale, ma nasce come gioco specificatamente diretto a questo mondo: non si tratta di un mero adattamento, uno sterile esercizio di stile, ma una modalità specificatamente pensata a e costruita attorno al visore della compagnia giapponese. Provare una simile modalità farà sembrare il giocare flat come un downgrade difficilmente digeribile, al punto che non mi vergogno di ritenere l’esperienza proposta come una delle più belle (se non la più bella) che vi potrà capitare di vivere se circondati da quell’insospettabile pezzo di plastica: mai più senza!
Lumines Arise non è semplicemente il ritorno di un puzzle game musicale: è la celebrazione di un’idea che continua a evolversi senza tradire le sue radici. Enhance ha confezionato un’esperienza che sa essere tanto familiare quanto sorprendente, capace di incantare con il suo ritmo ipnotico e la sua estetica caleidoscopica. È il classico esempio di gioco che si spiega in pochi secondi, ma che si vive per ore e che, grazie al PSVR2, si trasforma in una vera e propria immersione sensoriale. Che siate veterani della serie o neofiti incuriositi dal suo fascino visivo, Lumines Arise è un invito a lasciarsi trasportare, a giocare con la musica, a danzare con i colori. E fidatevi: una volta entrati nel suo mondo, sarà difficile voler tornare indietro.