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Recensione Halo: Campaign Evolved

di: Luca Saati

Necessario? Forse no. Ma nell’anno in cui Xbox celebra il suo 25° anniversario, non poteva mancare Halo, serie che condivide lo stesso traguardo storico insieme alla console.

Halo Infinite, uscito nel 2021, non ha rappresentato quel punto di svolta a cui Microsoft e l’allora 343 Industries ambivano. Anche il motore su cui era costruita l’intera esperienza, lo Slipspace Engine, è stato rapidamente accantonato. Ed è proprio qui che arriva il vero cambiamento: il team si rinnova, diventando Halo Studios, mentre l’Unreal Engine 5 viene scelto come nuova base per costruire il futuro della saga.

Halo: Campaign Evolved, quindi, non è soltanto un’operazione nostalgia per celebrare il 25° anniversario, ma anche una vera e propria palestra tecnica per il team di sviluppo, che sperimenta e adatta il motore di Epic alla serie. Allo stesso tempo, rappresenta un nuovo punto di partenza, soprattutto per tutti i fan PlayStation che, fino ad oggi, non hanno mai avuto modo di conoscere Master Chief.

Sì, perché Halo: Campaign Evolved è il primo, e probabilmente unico, capitolo della saga a uscire anche sulla console rivale di Xbox.

Dunque, tornando alla domanda iniziale: necessario? Forse no. Ma è senza dubbio un remake che arriva nel momento giusto, capace di tracciare una linea e rilanciare sia Xbox che l’intera saga di Halo. E chissà che molti utenti PlayStation non finiscano per innamorarsi di Master Chief, arrivando a cercare un modo, in un modo o nell’altro, per giocare anche i futuri capitoli, destinati a restare esclusivi Xbox

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Campagna Evoluta

La campagna di questo remake è quella che tutti i fan hanno già giocato nel 2001, rigiocato nel 2011 con Anniversary Edition e ancora nel 2014 all’interno della Master Chief Collection (inutile nascondersi: so che l’avete affrontata in tutte e tre le occasioni).

Per quei pochi che non conoscono nulla di Halo, sappiate che si indossa l’armatura di Master Chief, un supersoldato SPARTAN, che insieme all’IA Cortana combatte le forze Covenant per proteggere ciò che resta dell’umanità. Ben presto, quella che sembra una semplice guerra militare si trasforma in qualcosa di molto più complesso, tra antichi misteri, civiltà perdute e minacce biologiche capaci di sovvertire gli equilibri del conflitto.

Il gameplay è Halo al 100%, ma con piccole novità che modernizzano l’esperienza. È stato introdotto lo scatto e ora è possibile mirare con tutte le armi, incluso il fucile d’assalto. Inoltre, gli sviluppatori hanno inserito nove armi iconiche della serie, dalla Spada Energetica fino al Fucile Plasma Brute, passando per il Fucile da Battaglia e il Fucile ad Ago.

Anche i veicoli ricevono alcune novità: è possibile guidare un Wraith, oltre che dirottarlo, una meccanica assente nell’originale ma introdotta nel sequel. Non mancano miglioramenti alla quality of life: icone che segnalano le armi a terra, un indicatore che mostra sempre la direzione da seguire, salute autorigenerante senza bisogno di kit medici e tempi di ricarica più rapidi.

Queste aggiunte non snaturano Halo: Combat Evolved, ma ne rendono l’esperienza più moderna. Lo scatto rende il movimento più dinamico, la mira estesa aumenta la precisione del gunplay e i nuovi armamenti rendono il ritmo più vario, allontanando lo spettro della ripetitività tipico degli FPS.

Per chi teme questi cambiamenti, ci sono ben 42 skull che permettono di personalizzare ogni aspetto dell’esperienza, fino ad annullare le novità introdotte o persino giocare in un’inedita modalità in terza persona.

L’intelligenza artificiale è stata completamente riprogrammata e offre un livello di sfida interessante, con quattro difficoltà pensate per adattarsi a ogni tipo di giocatore. Anche qui sarà stimolante sperimentare le varie combinazioni con i modificatori.

Infine, c’è la cooperativa: ora estesa fino a quattro giocatori (contro i due dell’originale), con supporto al cross-play, che consente agli utenti PC, Xbox e PlayStation di giocare insieme, condividendo anche la progressione.

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Operazione Meteorita

Alla campagna principale, della durata di circa una decina di ore, si aggiunge in questo remake una mini-campagna intitolata Operazione Meteorite, in cui Master Chief e il sergente Johnson si infiltrano su una nave Covenant in orbita sopra una colonia umana, alla ricerca di dati che potrebbero condurre al leggendario pianeta natale dei Covenant, High Charity.

Le tre missioni che la compongono vedono i due protagonisti alle prese con guerrieri Sacristan, il salvataggio di marine UNSC e una serie di bizzarri esperimenti condotti sotto lo sguardo vigile del misterioso Ministro dell’Armonia San’Shyuum.

Consideratela una mini-campagna estremamente concentrata, non più di due ore di gioco, ma capace di divertire fin dalle prime battute, grazie a un ritmo serrato e alla possibilità di utilizzare fin da subito gran parte degli armamenti, sia classici che nuovi, inclusi nel gioco.

Per chi ha già giocato più volte Halo: Combat Evolved nelle sue varie iterazioni, è difficile consigliare l’acquisto di questo remake solo per queste nuove missioni. Tuttavia, considerando la completezza dell’offerta e la passione che i fan nutrono per Master Chief, diventa facile lasciarsi tentare.

Anche perché, come la saga ha sempre insegnato, i titoli di coda rappresentano solo l’inizio del vero Halo: grazie ai già citati modificatori, è possibile rigiocare la campagna con gli amici in un’infinità di modi diversi.

Per i nuovi giocatori, invece, c’è poco da aggiungere: se aspettavano il momento migliore per iniziare la saga di Halo, adesso non hanno più scuse.

Unreal Halo

Il passaggio all’Unreal Engine 5 è stato uno degli aspetti più discussi sin dall’annuncio. Le presentazioni successive hanno alimentato i timori dei fan più accaniti, che accusavano il motore di Epic Games di donare a questo capitolo di Halo un’eccessiva lucentezza e una palette cromatica troppo accesa.

Non faccio parte di quella schiera (anche perché non ho mai posseduto Xbox o Xbox 360), ma, a mio avviso, i ragazzi di Halo Studios hanno svolto un lavoro tecnico eccellente.

È vero: la palette è più vivace e questo remake risulta più colorato. Tuttavia, non lo considero un difetto. Al contrario, aiuta Campaign Evolved a costruirsi una propria identità, senza mai tradire l’originale. Ogni elemento visivo è stato ricostruito da zero, ambienti, asset grafici, effetti particellari, restituendo quella sensazione di déjà-vu che i fan conoscono bene, ma accompagnata dalla consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa di nuovo.

Il gioco sa quando spingere sull’acceleratore con colori e illuminazione e quando, invece, smorzare i toni, creando un efficace contrasto tra ambienti esterni più luminosi e interni più cupi. Il lavoro di rifacimento si estende anche alle sequenze cinematiche, il cui unico limite risiede in alcune espressioni facciali leggermente plasticose, nonostante il nuovo sistema di motion capture.

Sul fronte audio, troviamo un doppiaggio completamente rifatto, mentre musiche ed effetti sonori sono stati rimasterizzati per offrire un risultato estremamente fedele all’originale. Il tutto riesce a evocare una forte componente nostalgica, soprattutto quando parte l’iconico tema principale.

 

Master Chief è tornato!

Halo: Campaign Evolved è molto più di un semplice remake celebrativo: è un vero e proprio punto di ripartenza per la saga. Halo Studios dimostra di aver compreso il peso dell’eredità che porta sulle spalle, riuscendo a modernizzare un classico senza snaturarlo, anzi valorizzandone l’identità.

Le novità introdotte, dal gameplay aggiornato fino al comparto tecnico basato su Unreal Engine 5, funzionano perché non cercano mai di sostituire l’anima originale, ma piuttosto di renderla più accessibile e attuale. Anche l’aggiunta di Operazione Meteorite, pur non essendo sufficiente da sola a giustificare l’acquisto per i veterani, contribuisce ad arricchire un pacchetto già estremamente solido.

Il vero valore di questo remake sta però nella sua doppia natura: da un lato un omaggio per i fan storici, dall’altro un perfetto punto d’ingresso per chi non ha mai vissuto l’epopea di Master Chief.

Non sarà “necessario”, ma è esattamente il tipo di rilancio di cui Halo, e forse anche Xbox, aveva bisogno, in attesa delle prossime esclusive e dei futuri capitoli della saga.