Halo, l’ex creative director delinea le tre possibili direzioni per il futuro della saga con Activision
di: Luca SaatiL’ex creative director di Halo Frank O’Connor ha invitato Activision ad assumere gli ex sviluppatori di Bungie e Halo Studios rimasti senza lavoro, in vista del futuro della celebre saga sparatutto. Secondo O’Connor, il prossimo capitolo dovrebbe soprattutto preservare il DNA sandbox che ha caratterizzato la serie.
Il futuro di Halo è cambiato radicalmente nell’ambito della recente riorganizzazione di Xbox. La gestione della storica IP passerà infatti sotto Activision, che dovrà creare un nuovo team dedicato a Halo e separato dagli attuali sviluppi e piani legati a Call of Duty. Parallelamente, Halo Studios verrà ridimensionata a un piccolo gruppo incaricato di supportare i giochi già esistenti.
O’Connor, che ha lavorato alla serie per quasi vent’anni prima come autore e successivamente come creative director del franchise, ha condiviso su LinkedIn alcune riflessioni sul futuro di Halo, delineando tre possibili direzioni per la saga.
La prima consisterebbe nel realizzare un Halo più classico, concentrato su movimento, armi e meccaniche sandbox, pensato innanzitutto per il pubblico storico ma abbastanza accessibile da poter attrarre nuovi giocatori. O’Connor sottolinea inoltre che il multiplayer di Halo beneficia naturalmente di una base di utenti più ampia.
La seconda possibilità sarebbe invece una vera e propria reinvenzione della serie. L’ex dirigente immagina un gioco moderno e sorprendente, magari ancora uno sparatutto in prima persona oppure un action RPG, ma comunque profondamente diverso dai capitoli precedenti. In questo scenario, storia, universo narrativo e utilizzo dell’IP diventerebbero elementi centrali per attirare sia nuovi giocatori sia i fan di lunga data.
La terza strada porterebbe Halo verso il modello più consolidato di Activision. L’idea sarebbe trasferire l’universo e le meccaniche sandbox della serie all’interno di formule già sperimentate dal publisher, utilizzando sistemi di progressione, modelli economici e contenuti pensati per sostenere un grande appuntamento annuale o semestrale.
Al di là della direzione che verrà scelta, O’Connor ha fornito anche alcuni consigli alla nuova gestione della saga. Il primo è quello di non legare lo sviluppo di Halo ai cicli di lancio dell’hardware o dei servizi, evitando inoltre di costringere il gioco all’interno di una piattaforma o di una struttura che non gli siano adatte.
Soprattutto, secondo O’Connor, Activision non dovrebbe rinunciare alla natura sandbox della serie: “Non abbandonate il sandbox”, ha scritto.
Il consiglio più diretto riguarda però il personale. O’Connor ha invitato Activision ad assumere gli sviluppatori provenienti da Bungie, Halo Studios e da altri studi che sono stati recentemente colpiti dai licenziamenti.
“Assumete le persone di Bungie, Halo Studios e gli altri sviluppatori licenziati, pieni di talento e di idee che negli anni sono state depotenziate o messe da parte”.
Per O’Connor, dunque, una parte del futuro di Halo potrebbe passare proprio dal recupero di competenze e idee già presenti nella storia del franchise. Resta da vedere quale direzione sceglierà Activision per il prossimo capitolo e quanto spazio verrà lasciato alla continuità con il lavoro svolto finora da Halo Studios.