Recensione Drop Duchy: Complete Edition
di: Simone CantiniVabbè dai, ancora una poi vado a letto. Se dovessi riassumere l’ultimo weekend videoludico, sicuramente non potrei fare altro che utilizzare questa frase, dato che nascondendosi dietro queste innocenti parole, Drop Duchy: Complete Edition è stato in grado di farmi accumulare una quindicina di ore come se niente fosse. Sarà perché amo i cloni di Tetris e non disdegno i deckbuilder, eppure pensavo che il mio non essere così affine a city builder e roguelite potesse in parte tenere a freno gli entusiasmi. E invece, in barba ad ogni convinzione, quel bizzarro e assuefacente agglomerato di meccaniche così lontane tra di loro, ha fatto sì che il titolo firmato Sleepy Mill Sudio finisse per fagocitarmi senza riserve. E c’è anche un che di sadico e grottesco in tutto ciò, visto che almeno il mulino del team è riuscito a sonnecchiare il giusto. A differenza del sottoscritto…
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Il mio regno per una casella!
Tanto per ripetere, in parte, quanto scritto poco sopra, cosa hanno in comune meccaniche care a Tetris, ai giochi di carte e ai gestionali simil Age of Empires? Sicuramente la prima risposta che vi balzerà alla mente sarà un perentorio assolutamente niente, ma se ascoltate un attimo il sottoscritto, troverete che la più adatta conclusione al quesito in questione non possa che essere Drop Duchy: Complete Edition. E se avrete l’ardire di avviare il gioco firmato Sleepy Mill Studio, capirete ben presto il perché, anche se ad accogliervi non troverete alcun tipo di narrativa in grado di fornirvi un gancio per rimanere incollati al pad. A far sì che staccarsi dal monitor divenga un’impresa ardua, difatti, ci penserà il gameplay del titolo che, come prevedibile, nasce da un mix azzeccatissimo degli elementi appena descritti.
L’idea alla base è tanto folle quanto geniale: il loop di gioco si svilupperà all’interno di griglie simili in tutto e per tutto a quelle presenti nel gioco ideato da Aleksej Leonidovič Pažitnov (e figli illegittimi vari). Qua andranno posizionati i pezzi che ci verranno di volta in volta proposti, così da formare file complete che, però, stavolta non scompariranno, ma rimarranno stabili nello stage. Il motivo è da trovare nella particolare natura dei tetrimini in questione, che potranno rappresentare terreni o strutture differenti. I primi saranno influenzati dalla natura del livello che andremo a selezionare lungo il percorso che scandisce i tre atti di ciascuna partita; i secondi saranno determinati dalle carte presenti nel mazzo di carte a nostra disposizione, ognuna dotata di meccaniche e caratteristiche uniche. Spetterà a noi fare in modo che la connessione tra queste due individualità finisca per sortire gli effetti previsti dalle nostre strutture.
Siate connessi!
Queste saranno uniche per ciascuna delle 5 fazioni presenti in Drop Duchy: Complete Edition, caratterizzate da peculiari meccaniche che vi invito a scoprire man mano che le sbloccherete. Triggerare i vari effetti indicati in ciascuna carta, potrà permetterci di accumulare risorse, denaro o truppe, che saranno indispensabili per potenziare le carte in nostro possesso tra un turno e l’altro, ma anche per avere la meglio delle forze armate avversarie, che compariranno tra le tessere di gioco che ci verranno presentate in ogni match. Mi rendo conto che il gameplay sia più difficile da spiegare che da giocare, ma si può più o meno sintetizzare così: si creano linee per ricevere ricompense da spendere in seguito, mentre si cerca di accrescere il più possibile il nostro esercito in campo, così da avere la meglio di quello avversario. Il bello di tutto ciò è dato dalle variabili in campo, rappresentate dalle carte che è possibile sbloccare e accumulare match dopo match, secondo una progressione roguelite.
Ciascuna fazione in gioco parte con un set predefinito, che potremo ampliare per mezzo di checkpoint intermedi lungo il percorso, tramite i quali sarà possibile ottenere sia carte attive (da piazzare in griglia) che in grado di fornire effetti passivi permanenti. L’obiettivo sarà quello di ottenere il mazzo in grado di farci arrivare indenni alla fine dei tre atti, dopo aver superato le varie missioni che ci separano dagli altrettanti boss che ci attendono al termine di ogni percorso. Questi sono risultati parimenti interessanti, dato che andranno a modificare la natura delle griglie di gioco, oltre a presentare meccaniche uniche in grado di darci ulteriore filo da torcere. Superare i vari ostacoli, oltre alle varie missioni in-game, sarà indispensabile sia per ottenere le varie fazioni, sia per sbloccare uno spropositato quantitativo di carte accessorie tramite un corposo albero legato alla progressione.
Scalata al potere
Ad accompagnare la scansione standard del loop ludico di Drop Duchy: Complete Edition, suddiviso in vari livelli di difficoltà, ci pensano due ulteriori modalità di gioco, che si affiancano ad una canonica endless run: Sfida e Ascensione. La prima ci vedrà affrontare i tre atti in questione dovendo sottostare ad alcuni modificatori, che spaziano dall’avere una griglia di gioco ridotta, al potenziamento delle truppe nemiche per ogni casella lasciata vuota. La seconda, invece, ci chiederà di attivare progressivamente dei malus, che andranno a complicarci in modo sensibile la progressione. Il rovescio luminoso della medaglia è rappresentato dalla possibilità di sbloccare elementi cosmetici (cornici per le griglie, stemmi e così via) man mano che andremo ad accrescere il tasso di sfida. L’insieme di elementi messi sul piatto è quanto mai ricco, sia in termini di pura quantità che di semplice rigiocabilità, così come molteplici sono le strategie che è possibile mettere in pratica, fattore che rende i match sempre diversi.
Ovviamente, però, come tutti i giochi legati ad un loop ciclico, sta a voi capire se, anche dopo aver ottenuto tutto quello che Drop Duchy: Complete Edition ha in serbo per voi, vorrete continuare a giocare per il puro piacere di farlo. Anche perché per quanto gradevole e pulita, non sarà certo la potenza grafica del titolo a tenervi incollati, né lo farà l’accompagnamento sonoro azzeccato, ma trascurabile e molto ripetitivo. Non preoccupatevi, invece, dei testi da leggere, visto che tutto è localizzato nella nostra lingua, sicchè non potrete dire di non aver compreso come funziona un determinata carta…
Chiudendo il cerchio, Drop Duchy: Complete Edition è uno di quei titoli che non ti seduce con promesse roboanti o con un’estetica da urlo, ma che ti cattura con la forza silenziosa del suo loop di gioco, capace di intrecciare tre generi lontanissimi e farli funzionare come se fossero sempre stati pensati per convivere. È un puzzle strategico che non ha bisogno di una narrativa per tenerti lì, incollato alla griglia, a inseguire la prossima combo, la prossima sinergia, la prossima linea che ti farà ribaltare un match che sembrava perso. E quando finalmente ti stacchi dal monitor, ti rendi conto che non è stata la grafica, né la musica, né tantomeno la curiosità per le fazioni a trattenerti: è stata quella miscela di ordine e caos, di pianificazione e improvvisazione, che solo un gioco costruito con questa cura riesce a generare. Drop Duchy: Complete Edition non è per tutti, certo, ma se anche solo uno dei suoi tre mondi vi appartiene, preparatevi: il mulino continuerà a sonnecchiare, voi molto meno.