Recensione Dragon Quest I & II HD-2D Remake
di: Luca SaatiL’anno scorso, per introdurre la recensione di Dragon Quest III HD-2D Remake, ho parlato ampiamente dell’importanza che ha avuto il terzo capitolo della saga nel definire le regole dei JRPG.
Ma Dragon Quest III non sarebbe stato tale senza i primi due videogiochi che lo hanno preceduto, con Square Enix che adesso ha chiuso la trilogia con la pubblicazione di una raccolta che li include entrambi: Dragon Quest I & II HD-2D Remake.
Per fare chiarezza, Dragon Quest III nella timeline della saga è ambientato prima dei primi due titoli che lo hanno preceduto in termini di data di uscita. Per questo motivo, Square Enix ha optato per lanciare prima il remake del terzo capitolo, inserendovi una scena dopo i titoli di coda che preparasse il terreno ai remake dei primi due capitoli, usciti recentemente.
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Il primo Dragon Quest non si scorda mai…
Dragon Quest I vede il giocatore vestire i panni di un discendente del leggendario Erdrick, protagonista del già citato Dragon Quest III. Questo silenzioso protagonista intraprende un viaggio nel regno di Alefgard per sconfiggere il malvagio Dragonlord, raccogliendo una serie di manufatti nascosti nel mondo.
Come l’originale, anche il remake di Dragon Quest I rimane un’avventura solitaria in cui si controlla un solo personaggio, ma è arricchita da nuove storie e sottotrame che espandono il mondo di Alefgard, con interazioni più profonde tra i personaggi. Nonostante queste aggiunte, Dragon Quest I resta un titolo molto fedele all’opera originale del 1986, concentrandosi sulla missione principale, completabile in meno di 15 ore.
Il grinding è ancora fondamentale, con la necessità di accumulare punti esperienza e denaro per acquistare equipaggiamento migliore. Tuttavia, il remake propone una progressione meno ripida con la possibilità di modificare il livello di difficoltà in qualsiasi momento per ammorbidire il grinding.
Essendo un one man game, il combattimento a turni è stato aggiornato per permettere di affrontare più nemici contemporaneamente, invece che uno alla volta come nell’originale. Inoltre, sono state aggiunte nuove abilità e magie sbloccabili tramite pergamene trovate in missioni secondarie e tesori nascosti.
Passare dal remake del terzo capitolo a quello del primo fa un po’ effetto tuffo nel passato: le regole base dei JRPG sono qui solo accennate e prevale un senso di avventura più lineare. Nel complesso, l’esperienza con Dragon Quest I è stata positiva, con un remake fedele all’originale, forse fin troppo. Sarebbe stata gradita un po’ più di modernizzazione e contenuti extra per arricchire ulteriormente l’esperienza di gioco.
La fine della Quest
Con Dragon Quest II si compie un salto temporale di un secolo, raccontando l’epica avventura del Principe di Midenhall, un discendente di Erdrick, chiamato a radunare i suoi cugini, il Principe di Cannock e la Principessa di Moonbrooke, per sconfiggere il malvagio mago Hargon che ha distrutto il regno di Moonbrooke e minaccia di conquistare il mondo.
In questo remake, diventa giocabile anche Matilda, la principessa di Cannock e sorella del principe già citato. I comprimari hanno dialoghi molto più approfonditi e personalità sviluppate, con una storia ampliata e sequenze doppiate sia in giapponese sia in inglese, che enfatizzano i momenti chiave di un racconto capace di appassionare per le circa 40 ore necessarie a raggiungere un finale coinvolgente che chiude la trilogia.
La longevità è sostenuta da numerosi contenuti inediti, come nuove aree ambientate nel regno sottomarino di Mersea, accessibili tramite esplorazioni subacquee con la nave, e nuove battaglie contro boss come Goregoyle, Lunagriff e altri, che arricchiscono la sfida.
Il gameplay del remake mantiene la tradizionale alternanza tra esplorazione e combattimenti a turni, che ora si svolgono in squadre. È possibile impostare tattiche automatiche per il gruppo, ad esempio focalizzandosi sulla guarigione o sul risparmio del mana. Ci sono inoltre indicatori visivi per debolezze e resistenze agli attacchi elementali.
Dragon Quest II si presenta come la perfetta chiusura della trilogia, un lascito fondamentale nella storia dei JRPG e dei videogiochi in generale, con aggiunte che arricchiscono sorprendentemente l’esperienza di gioco e il suo valore narrativo.
Elementi in comune
C’è un fil rouge che lega questa trilogia di remake. Come nel rifacimento del terzo capitolo, anche i due titoli inclusi in questa raccolta offrono una serie di migliorie significative alla qualità della vita nel gameplay: i combattimenti possono essere velocizzati per mantenere un ritmo di gioco fluido; la mappa integra un sistema di suggerimenti e marcatori per missioni, tesori e luoghi segreti, oltre a un sistema di fast travel; nuove opzioni di difficoltà permettono di personalizzare l’esperienza, incluso il livello Dracky Quest, dove HP e MP si recuperano all’aumento di livello, e una modalità invincibilità per un’esperienza accessibile a tutti.
Lo stile grafico fonde sprite pixel art in alta definizione con ambienti 3D dettagliati, arricchiti da effetti di illuminazione dinamici e profondità di campo. I mondi risultano più vivi e dinamici, con dettagli come gli alberi mossi dal vento e torce realistiche che aumentano l’immersione. Sono state inoltre introdotte nuove animazioni per mostri e personaggi, che rendono i combattimenti molto più piacevoli da guardare.
Sul fronte tecnico, questi remake rappresentano veri e propri gioiellini. La soluzione HD-2D rinnova con successo opere con quasi quarant’anni di storia alle spalle senza snaturarne l’essenza originale.
Un atto di amore per dei classici
Dragon Quest I & II HD-2D Remake rappresenta un eccellente lavoro di recupero filologico dei classici JRPG che hanno gettato le basi del genere. Con un rinnovamento grafico di grande fascino grazie allo stile HD-2D, il gameplay rimane fedele agli originali ma viene arricchito da miglioramenti significativi di qualità della vita. La narrativa essenziale e la difficoltà impegnativa restano intatte, offrendo un’esperienza autentica ma resa più accessibile dai moderni accorgimenti.
Dragon Quest I & II HD-2D Remake è un’opera di rispetto e amore verso le origini del JRPG, ideale per gli appassionati del genere e per chi vuole scoprire o rivivere queste pietre miliari con una veste moderna e accessibile.