Doom 3 BFG Edition: one way ticket to the hell and back - Recensione

Dici Carmack e subito spunta la parola FPS, alla quale, per forza di cose, segue a ruota un breve agglomerato di quattro semplici lettere: Doom, il padre degli sparatutto moderni, la pietra lanciata nel mare del videogaming capace di increspare in maniera eterna l’industria dell’entertainment digitale. Ma se dici Doom, come per incanto, è impossibile non citare il suo mastodontico sequel, per poi giungere a sfiorare il terzo capitolo di questa leggendaria saga, un episodio capace di generare attorno a sé un hype pauroso. Ed oggi a quasi 25 da quella prima massa di codice MS-DOS compatibile, giunge nei negozi Doom 3 BFG Edition, una succosa raccolta dedicata al primo, grande sparatutto in prima persona.

Dici Carmack e subito spunta la parola FPS, alla quale, per forza di cose, segue a ruota un breve agglomerato di quattro semplici lettere: Doom, il padre degli sparatutto moderni, la pietra lanciata nel mare del videogaming capace di increspare in maniera eterna l’industria dell’entertainment digitale. Ma se dici Doom, come per incanto, è impossibile non citare il suo mastodontico sequel, per poi giungere a sfiorare il terzo capitolo di questa leggendaria saga, un episodio capace di generare attorno a sé un hype pauroso. Ed oggi a quasi 25 da quella prima massa di codice MS-DOS compatibile, giunge nei negozi Doom 3 BFG Edition, una succosa raccolta dedicata al primo, grande sparatutto in prima persona.

C’era una volta, tanto tempo fa…

Un tuffo nel passato, ecco cosa ci accoglie non appena caricato il disco di gioco: sono sufficienti pochi istanti per avere a disposizione i 3 episodi che compongono questa fortunata serie. E se riguardo a Doom e Doom 2 è praticamente inutile perdersi in commenti, dato che le versioni qua proposte dei due classici sono identiche a quelle già disponibili da tempo in formato digitale, diventa praticamente un dovere spendere più di qualche parola in merito a Doom 3. Chi ha già giocato il titolo in questione su PC, oppure nella sua fugace apparizione sulla vecchia Xbox, sicuramente avrà già interrotto la lettura di queste righe, solo per andare sbirciare fugacemente il voto finale. Ma se figurate tra le esili fila degli ignoranti, o più semplicemente fate parte dei nostalgici, forse è il caso che vi intratteniate ancora per qualche istante. Trama: parlarne sarebbe superfluo, dato che mai come nel caso dei lavori della id Software è sempre stata unicamente un pretesto per riversare su schermo orde di creature demoniache. E questo terzo episodio non si pone certo come eccezione del caso: un marine spaziale viene inviato su Marte per indagare in merito ad una misteriosa trasmissione radio proveniente da un laboratorio di ricerca ospitato sul rosso pianeta. Bastano pochi minuti, assieme al telefonatissimo e scontato colpo di scena, per far sprofondare la colonia marziana nel caos e per vederla ridotta ad un macabro teatro di orrori demoniaci. E allora sotto con le armi!

The root of all evil

Lontano dalle velleità narrative che negli ultimi anni hanno amato contaminare il mondo dei FPS, Doom 3 si presenta come un classico sparatutto prettamente arcade, in cui le situazioni spettacolari e gli script fortemente scenografici sono del tutto assenti, sostituiti da una solida ossatura che fa delle sparatorie il fulcro portante dell’esperienza. Per tutta la durata della lunghissima avventura (e delle sue espansioni) ci ritroveremo a vagare con circospezione in ambienti claustrofobici, in cui luce ed ombra si fondono alla perfezione, riuscendo perfettamente nel tentativo di rendere l’incedere quanto mai precario ed opprimente. Dietro ad ogni angolo si può nascondere un’insidia mortale, oltre ogni porta può attenderci la morte. Dal punto di vista dell’atmosfera id Software è stata capace, ieri come oggi, di creare un prodotto in grado di tenere con il fiato sospeso ogni giocatore, grazie ad una fusione sapiente tra level design, effetti sonori e fotografia. Un lavoro da cui molti sviluppatori dovrebbero prendere esempio. Ma se sotto il profilo emozionale Doom 3 riesce a distinguersi per la sua attuale modernità, è sotto il profilo prettamente ludico che il gioco di Carmack e soci si rivela un saldo figlio del suo tempo: con un gunplay fortemente ingessato e privo della componente strategica che non è raro riscontrare negli shooter attuali, Doom 3 fa leva unicamente sull’abilità e rapidità di fuoco che alberga nel giocatore. D’altro canto quando ci troviamo in uno stretto corridoio, circondati da ragni demoniaci, c’è poco spazio per l’interpretazione. Se siete tra coloro che sono oramai dipendenti dai blockbuster bellici a cui l’industria ci ha abituato, di sicuro rimarrete delusi dal susseguirsi quasi monotono e ripetitivo degli eventi. Forse, però, non è a voi che questa raccolta è destinata.

Uno sguardo al passato

Anche nel caso della disamina squisitamente tecnica è opportuno lasciare fuori da giochi i primi due capitoli ospitati nella raccolta, dato che sono presentati in maniera del tutto identica agli originali (usciti quasi 25 anni fa): niente rimasterizzazione in alta definizione, nessun miglioramento delle texture, soltanto la classica e familiare grafica realizzata con degli (ad oggi) grossolani cubetti. A beneficiare di un lieve restyling visivo è invece Doom 3 il cui porting, stando alle parole di Carmack, è stato effettuato sfruttando l’engine già visto in Rage. Rispetto all’orginale PC abbiamo ora un quadro leggermente più definito che, anche se non può certo essere considerato un punto di riferimento prestazionale, riesce comunque ad uscire dignitosamente dal confronto con titoli più attuali. Un’importante modifica, inoltre, è data dall’inserimento di un sistema di checkpoint, a cui si affianca la pcistica possibilità di salvare la partita in ogni momento. A deludere in parte, invece, è il versante sonoro che, soprattutto nelle campionature dei vari armamenti, risulta terribilmente deficitario, soprattutto se confrontato con l’ottimo lavoro svolto nei confronti degli effetti ambientali. Lineare anche l’IA avversaria, che priva di alcuna velleità realistica, si limiterà a rendere gli abomini delle semplici creature assetate delle vostre carni: niente tattiche estreme, solo una brutale furia omicida. Ottima la gestione del frame rate, costantemente inchiodato a 60 fotogrammi al secondo, anche se la versione PS3 (quella da noi testata) soffre un po’ troppo spesso di tearing.

Meglio soli che male accompagnati…

A destare ulteriori perplessità interviene il comparto multiplayer, nei confronti del quale id ha operato alcune scelte assai discutibili, prima fra tutte la rimozione della campagna cooperativa originariamente disponibile in Doom 3, ma stranamente presente nei primi due capitoli. Le modalità competitive, invece, sono contenute in tutti i titoli della raccolta, ma a causa di una formula di gioco sin troppo vetusta e legnosa di sicuro non vi porteranno via che pochi minuti ciascuna. Minuti che si trasformeranno magicamente in ore, tante ore, nel caso decidiate di optare per le più corpose e ben più gratificanti avventure in single player che, in virtù di una longevità stellare (aumentata anche dalla presenza di numerose espansioni contenute nel disco) riescono a rivaleggiare come quantità anche con esponenti del genere ruolistico.

Onesta, così si può sinteticamente definire questa Doom 3 BFG Edition. Ad un prezzo decisamente contenuto, difatti, vi potete portare a casa tre pietre miliari del panorama FPS. Ciò facendo, però, è bene essere pronti ad entrare in contatto con una tipologia di gioco molto meno articolata della presente, decisamente più essenziale e priva di fronzoli: qua si spara e basta, quindi chiunque cerchi esperienze cinematografiche, IA complesse e credibili e impalcature estetiche al limite del fotorealismo farà bene a pensarci bene prima di aprire il portafoglio. Ma se invece siete alla ricerca di un FPS dall’incedere spensierato, che fonda il suo divertimento sull’essenza del termine shooter, allora potete tranquillamente aumentare di 10 o 15 punti il giudizio complessivo, prima di fiondarvi ad acquistare la vostra bella copia di questa BFG Edition.

10 Commenti a “Doom 3 BFG Edition: one way ticket to the hell and back”

  1. Spaceman on

    D'accordo con la recensione, un po' meno con i voti, soprattutto per quanto riguarda la giocabilità.

    A parte il fatto che non ha un gameplay al passo con i tempi (ma è davvero un difetto o semplicemente un altro tipo di gameplay?), non vedo grossi difetti in questo campo.

    Personalmente credo che almeno 70 se lo meritasse tutto e probabilmente anche qualcosa in più, se non altro perchè racchiude delle pietre miliari che tutti dovrebbero giocare ad un prezzo molto contenuto.

  2. The_WLF on

    Beh però è innegabile che se paragonato agli FPS attuali siamo un po' troppo arretrato come controlli e gameplay. Per uno come me cresciuto con Wolfenstein e Doom 1-2 è un piacevole ritorno alle origini, ma sicuramente l'effetto sarà meno piacevole per tutti i più giovani. Infatti ho pure scritto di aumentare di una 15ina di punti il globale se si affronta l'acquisto in ottica di riscoperta di un trittico di classici… 🙂

  3. Spaceman on

    Beh però è innegabile che se paragonato agli FPS attuali siamo un po' troppo arretrato come controlli e gameplay. Per uno come me cresciuto con Wolfenstein e Doom 1-2 è un piacevole ritorno alle origini, ma sicuramente l'effetto sarà meno piacevole per tutti i più giovani. Infatti ho pure scritto di aumentare di una 15ina di punti il globale se si affronta l'acquisto in ottica di riscoperta di un trittico di classici… 🙂

    Forse è un po' arretrato (ma neanche tanto), però io non lo considererei un difetto, è solo un gameplay "diverso" da quello degli FPS attuali, c'è chi lo preferisce e chi no, personalmente preferisco 10 volte giocare a Doom 3 che con COD.

    Ovviamente questo è solo il mio parere personale, condivisibile o meno.

  4. The_WLF on

    Sul divertimento che questo gioco può regalare mi trovo in perfetta sintonia con te e mi ha divertito molto di più questa BFG Edition rispetto ai 2 Crysis (tanto per citare roba nata su PC), ma penso sia perchè abbiamo vissuto in pieno l'epoca a cui Doom 3 appartiene. Il gameplay ha i suoi bei difetti, che alla luce di come si è evoluto il genere è difficile non considerare, proprio per questo motivo (scusa se lo ripeto) ho specificato che se acquistato con il giusto spirito il voto globale può essere tranquillamente aumentato. 🙂

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