Danganronpa: Trigger Happy Havoc - Recensione

Benvenuto alla Hope’s Peak Academy, un luogo esclusivissimo riservato alle menti più brillanti del paese. Menti come la tua. Passerai ore incredibili immerso nello studio più profondo, accudito da insegnanti capaci e più che professionali. Qua potrai stringere amicizie uniche, con altre persone dotate di un intelletto e delle capacità fuori dal comune. Quale luogo migliore della nostra prestigiosa struttura per gettare le basi del tuo futuro, un futuro che, per chiunque riesca a giungere alla fine del nostro percorso, finendo con lo stringere in mano il tanto agognato diploma, non potrà che essere roseo. Quindi che cosa aspettate, prendete posto nella vostra stanza, sistemate le vostre cose ed iniziate ad uccidere!

Benvenuto alla Hope’s Peak Academy, un luogo esclusivissimo riservato alle menti più brillanti del paese. Menti come la tua. Passerai ore incredibili immerso nello studio più profondo, accudito da insegnanti capaci e più che professionali. Qua potrai stringere amicizie uniche, con altre persone dotate di un intelletto e delle capacità fuori dal comune. Quale luogo migliore della nostra prestigiosa struttura per gettare le basi del tuo futuro, un futuro che, per chiunque riesca a giungere alla fine del nostro percorso, finendo con lo stringere in mano il tanto agognato diploma, non potrà che essere roseo. Quindi che cosa aspettate, prendete posto nella vostra stanza, sistemate le vostre cose ed iniziate ad uccidere!

Non sono stato io!

Carissimo Makoto Naegi, chi ti parla è il preside della Hope’s Peak Academy: il mio nome è Monokuma e da oggi in poi sarò guida e giudice del tuo percorso di studi. Al tuo fianco troverai altre 14 giovani eccellenze del nostro paese, con le quali sarai chiamato a condividere il tuo tempo e le tue speranze: c’è il campione di baseball, la bella cantante pop, l’ambizioso rampollo di una potente famiglia e tanti altri caratteri unici ed ineguagliabili. Assieme, questo mi pare ovvio, dovrete giungere sino al diploma, sempre che vogliate lasciarvi definitivamente alle spalle la nostra scuola. Come? Cosa sono quelle placche alle finestre, quelle porte sbarrate e tutte quelle armi minacciose che penzolano dalle pareti? Ma è ovvio, semplici incentivi allo studio e al rispetto delle regole. Ecco, sul vostro tablet troverete tutte le regole che io, Monokuma, ho predisposto per voi, regole che farete meglio a seguire alla lettera se non vorrete vedere bruscamente interrotta la vostra carriera scolastica. Ovviamente, trattandosi di un istituto votato all’istruzione, vostro ultimo obiettivo sarà quello di diplomarvi. Solo che, nel nostro caso, le regole per giungere a questo banale traguardo sono molto più semplici di quelle comunemente adottate: uccidete un vostro compagno e vedete di farla franca, lasciando di stucco i vostri compagni di avventura. Non importa se per strangolamento, colpi da arma da taglio o avvelenamento, quello che conta è riuscire ad imbastire il delitto perfetto. Ovviamente spetterà ai superstiti cercare di smascherare il gioco ed avere così salva la vita, anche se a discapito del maldestro killer. Come dici tu là in fondo? Cosa accade se il colpevole riesce a farla franca: beh, saranno gli improvvisati investigatori a pagare con la vita. Forza adesso, bando alle ciance ed iniziate a fare amicizia: forse non vi resta molto tempo per stringere dei legami affettivi…

Più morte per tutti

Prendete il setting tutti contro tutti di Battle Royale, unitelo al sistema dei Social Link di Persona 4 e frullate il tutto con le sezioni investigative di Phoenix Wright. Fatto tutto? Bene, eccovi servito il piatto messo in tavola da Danganronpa: Trigger Happy Havoc, che ad anni dal suo debutto nipponico (su PSP) giunge finalmente anche in occidente grazie a questa conversione/remake diretta a PS Vita. Strutturato essenzialmente sottoforma di visual novel interattiva, il gioco distribuito da Namco Bandai ci metterà alla guida di Makoto Naegi, un giovane studente che si ritroverà quasi per caso accolto tra le mura della Hope’s Peak Academy, prestigioso istituto che si rivelerà ben presto una trappola mortale. Imprigionato assieme ad altri 14 ragazzi, finirà ben presto vittima di un gioco mortale che metterà gli uni contro gli altri, nel tentativo di riuscire a lasciare indenni la scuola. Caratterizzato da un incipit assai lento, ma decisamente avvincente, ci troveremo al cospetto di ingenti quantitativi di testo (purtroppo disponibili unicamente in inglese) come da tradizione del genere. In questi frangenti riusciremo, oltre a far progredire la trama, a conoscere meglio i nostri compagni di sventura, ognuno perfettamente caratterizzato e dalla personalità molto curata. Oltre ad arricchire il plot, l’approfondimento dei legami di amicizia servirà ad accedere ad alcune skill che saranno utili nelle fasi più giocate, ovvero i vari processi in cui saremo chiamati a scoprire il colpevole di turno. Queste fasi seguono direttamente i momenti di raccolta indizi, in cui potremo girare liberamente all’interno della scuola in cerca di prove, armi e moventi, in pieno stile Phoenix Wright. Una volta che avremo accumulato sufficiente materiale giungerà il momento di mettere in campo le varie accuse, cercando di smascherare il traditore di turno. In queste fasi, in cui ogni personaggio esprimerà le proprie opinioni in tempo reale, dovremo essere sufficientemente scaltri (oltre che veloci) nel trovare i punti deboli di ogni ragionamento, confutando il tutto con una delle prove in nostro possesso. È in tali momenti che le varie skill che avremo accumulato nel corso delle nostre conversazioni finiranno con il trovare una concreta utilità, fornendoci utili bonus indispensabili per avere la meglio nelle deposizioni più complesse. Una volta che saremo riusciti a mettere con le spalle al muro il colpevole giungerà il momento di annichilire la sua, oramai, flebile difesa, tramite una semplice ma divertente deriva da rythm game. Certo, analizzate singolarmente le varie parti da cui è composto il gameplay possono sembrare poca cosa, ma il team di sviluppo è riuscito abilmente a miscelarle tra loro in un modo così fluido ed intelligente da renderle dannatamente avvincenti.

Le due facce del male

Non sarà certo l’aspetto grafico l’elemento che vi terrà incollati alla console: i modelli (rigorosamente in 2D) dei vari personaggi sono ben disegnati, questo è vero, ma sono immersi in un mondo tridimensionale decisamente sin troppo grezzo e spoglio. Però, come in ogni processo che si rispetti, c’è qualcosa in grado di ribaltare completamente il tutto, fornendo una nuova prospettiva alla vicenda: l’atmosfera. Danganronpa: Trigger Happy Havoc ci propone una storia perennemente in bilico tra follia e spensieratezza e tale mood è incarnato alla perfezione dalla nemesi di Makoto e compagni, quel Monokuma capace di essere annunciato da una musichetta semi demenziale, solo per poi impalare brutalmente e senza pietà uno degli studenti colpevoli di avere infranto una delle regole della Hope’s Peak Academy. Nonostante un sangue dipinto con toni acidi, quasi fluorescenti, più simile ad una pittura da strada che ad un efferato omicidio, la tensione che serpeggia tra i 15 carcerati e sempre palpabile, alimentata dal timore di essere traditi all’improvviso dalla persona che più ci è stata vicina in questa dorata prigione. Quindi non lasciatevi ingannare da quel bizzarro orsetto e dai visi kawaiidei personaggi: la morte attende dietro ad ogni angolo e sarà più crudele e spietata di ogni vostra fantasia.

Danganronpa: Trigger Happy Havoc è un must have per chiunque ami le produzioni di stampo prettamente nipponico e, soprattutto, non si spaventano al cospetto di tonnellate di linee di testo rigorosamente in lingua inglese. Se riuscirete ad andare oltre a questa sua sfrontata apparenza da visual novel, il bizzarro gioco ordito dal temibileMonokuma non potrà fare a meno di tenervi incollati allo schermo della vostra PS Vita che, zitta zitta, sembra proprio avere iniziato alla grandissima questo iniziale scampolo di 2014. Se non lo comperate poi non lamentatevi che il grosso della softeca di questa console rimane confinato in patria…

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