Battlefield 4 - Recensione

Come ogni anno si rifà viva la lotta, senza esclusione di colpi, tra i due FPS online-oriented più famosi del mondo: CoD e Battlefield. Anche DICE decide di intraprendere la saggia (?) strada del cross-gen. e propone due versioni di Battlefield 4, una per le console di vecchia generazione ed una per le neonate Xbox One e PS4. In nome del commercio questa era ovviamente una scelta quasi obbligata, peccato che sotto il profilo qualitativo non abbia pagato, anzi.

Come ogni anno si rifà viva la lotta, senza esclusione di colpi, tra i due FPS online-oriented più famosi del mondo: CoD e Battlefield. Anche DICE decide di intraprendere la saggia (?) strada del cross-gen. e propone due versioni di Battlefield 4, una per le console di vecchia generazione ed una per le neonate Xbox One e PS4. In nome del commercio questa era ovviamente una scelta quasi obbligata, peccato che sotto il profilo qualitativo non abbia pagato, anzi.

L’enciclopedia del cliché

Descrivere il canovaccio narrativo di Battlefield 4 è, come sempre, la parte più facile della recensione. America vs Cina: gli americani brutti, cattivi e capitalisti hanno ucciso il leader dagli occhi a mandorla e ora la repubblica socialista minaccia di far saltare in aria tutto quello che potrebbe esplodere. Il destino del mondo è affidato alla squadra Tombstone, guidata dal sergente maggiore Recker, incaricato di fermare il nuovo tiranno Chang
Una partita a ping pong sarebbe stata più emozionante. Come al solito gli sviluppatori si sono impegnati meno di zero nel proporre una storia quantomeno godibile. Sarà la solita sequela di cut-scene inutili, di situazioni citofonate e cliché a rotta di collo. Il tutto, talvolta, è anche abbastanza irritante perché palesa continuamente quanta poca cura i DICE ripongano nel comparto single player dei propri titoli.

Me lo spotti per favore? Grazie.

Vi diciamo subito che anche il gameplay alla base di Battlefield 4 non è cambiato di una virgola: saremo ancora una volta catapultati in 7 missioni tenute insieme con il nastro adesivo (e completabili nel giro di 6-7 ore, non di più) che proporranno un level design piatto e senza mordente, la maggior parte delle quali strutturate esclusivamente in corridoi o strade dove ci sarà sempre e solo una direzione da seguire. Viva lo script. In tutto questo saremo accompagnati, quasi sempre, da tre alleati, che potremo utilizzare comodamente come bersagli mobili, visto che saranno immortali, e anche per abbattere nemici “scomodi” da centrare dalla nostra posizione: una delle pochissime introduzioni di BF4 è infatti la possibilità di taggare i nemici per far sì che i nostri alleati concentrino il fuoco su di loro. Fatelo sempre, se non taggherete i nemici i vostri compagni si tramuteranno per magia in sacchi di patate con un fucile in braccio, data la loro, diciamo così, non brillantissima intelligenza artificiale. Non che i nemici si dimostrino questi grandi strateghi militari. I cinesini che vi si pareranno davanti non faranno che riversarvi addosso tonnellate di piombo e granate, senza imbastire uno straccio di accerchiamento e senza sfruttare posizioni più favorevoli della vostra. La loro unica abilità sarà quella di cercare la copertura più vicina, non curandosi di noi in caso volessimo effettuare una scorribanda dietro le linee nemiche, loro continueranno a fare ciò che il loro algoritmo aveva previsto in quella data situazione.

L’unica sfida poteva essere rappresentata dal fatto di ottenere punteggi altissimi durante le missioni e di reperire armamentari altrimenti bloccati. E invece niente, anche nelle poche sezioni stealth in cui occorrerà eliminare velocemente e silenziosamente i nemici, non avremo alcun problema a sbaragliare intere guarnigioni con uno stuzzicadenti, visto che anche trovandosi davanti ad un cadavere i nemici non ci faranno caso e continueranno a friggere involtini primavera come se non ci fosse un domani, infischiandosene pure del colesterolo.
Insomma un disastro su tutta la linea. Una campagna appena abbozzata che sembra messa lì soltanto come un riempitivo visto che il protagonista della produzione è il comparto multigiocatore. Una volta era il contrario ma almeno lì DICE non delude.

Vai e piazza la bomba!

Sinceramente il lavoro svolto da DICE sul multiplayer di Battlefield 4 è davvero mirabile. La qualità delle mappe è sicuramente il fiore all’occhiello della produzione, contrariamente a quelle viste nella campagna. Il loro curatissimo level design permette di mettere in gioco buone strategie e al contempo evita alle partite di diventare troppo dispersive o confusionarie. Le dimensioni ridotte favoriscono infatti quasi esclusivamente le abilità di shooting, rendendo il gameplay bilanciato e competitivo che al contempo propone una quantità spropositata di armi ed equipaggiamenti. Prima introduzione: l’aumento di giocatori per squadra da 4 a 5, nonostante DICE abbia dichiarato che questa modifica è stata fatta prevalentemente in vista dei tornei e-sport. Tra le aggiunte è sicuramente da segnalare anche la nuova modalità Defuse: due team contrapposti devono piazzare la bomba e farla detonare in un determinato punto. Nessunrespawn in caso di morte, ciò significa che anche la totale eliminazione del team avversario sancirà la vittoria finale.
La seconda modalità introdotta è Dominio, una sorta di Conquista pensata in piccolo. Entrambe queste modalità favoriscono ed incoraggiano il gioco di squadra, cosa che le renderà sicuramente protagoniste dei prossimi tornei dedicati al gioco.
La novità però più sfiziosa è rappresentata dal Levolution, una feature che permette alle mappe (non tutte a dire il vero) di modificarsi dinamicamente sotto gli occhi dei giocatori. Vedremo quindi un palazzo tra le cui mura stiamo combattendo cadere letteralmente a pezzi, oppure un allagamento che obbligherà i giocatori a spostarsi velocemente verso l’alto per evitare di annegare. Dei momenti di gameplay davvero esaltanti che difficilmente troverete in altri titoli del genere.

Le classi sono state leggermente ridisegnate: l’assaltatore sarà dotato di medikit e defibrillatore, il supporto sarà adibito al rifornimento di munizioni, il geniere controllerà i mezzi e lo scout sarà adibito al fuoco dalla distanza con i fucili di precisione. Il sistema degli upgrade in-game è rimasto pressoché invariato, con il giocatore che completerà le task che potrà avere accesso a potenziamenti ed equipaggiamenti extra. Raggiungendo il livello 10 sarà poi possibili scatenare un attacco missilistico su tutta l’area di gioco.
Come sempre efficientissimo il matchmaking ed ottimo il netcode. Le nostre prove si sono svolte in maniera praticamente inappuntabile, palesando una stabilità dei server davvero soddisfacente.
Da questo punto di vista Battlefield 4 propone un’esperienza multigiocatore veramente di sostanza.

Frost chi?

Battlefield 4 su PS3 e Xbox 360 non stupisce affatto quanto a qualità grafica. Nonostante il colpo d’occhio generale risulti gradevole e il livello di interazione e distruttibilità ambientale risulti ancora una volta sbalorditivo, il Frostbite comincia a mostrare i suoi limiti. Nonostante gli effetti di luce, la resa dei fluidi e l’ottima realizzazione delle condizioni meteo risultino apprezzabili, i modelli poligonali non sembrano più così sorprendenti come qualche anno fa e la fisica generale non lascia pienamente soddisfatti: le armi non offrono una differenziazione ed un realismo convincente; così come i veicoli, che propongono un modello di guida sin troppo semplificato. Non mancano, inoltre, numerose compenetrazioni poligonali, soprattutto per quanto riguarda le armi contro le pareti.

Di alto livello invece il comparto dei campionamenti sonori, ben differenziati e di sicuro impatto, soprattutto se goduti attraverso un impianto di ultima generazione che vi farà sentire letteralmente ogni più piccolo dettaglio acustico di un campo di battaglia.

This is the End

La nostra prova con Battlefield 4 finisce qui. Le sensazioni che ci rimangono sono a dir poco contrastanti: se provando il multiplayerabbiamo potuto constatare l’indiscusso talento di DICE in questo settore (forse anche maggiore di quello dei rivali per antonomasia) non possiamo far passare inosservato un comparto single player davvero scarno e realizzato con molta, troppa superficialità. Un gioco va valutato a 360 gradi e questa mancanza di rispetto (perché di questo si tratta) verso chi non ama il gioco online e vorrebbe godersi una buona campagna in solitaria, non può che penalizzare il voto finale. Tecnicamente, almeno su console di vecchia generazione, non si grida al miracolo, seppur sulle nuove piattaforme lo scarto qualitativo sia evidente. Il titolo rimane dunque indirizzato verso i cultori del multiplayer e sotto questo punto di vista Battlefield 4 ha ben pochi rivali. Forse però è ora di dare una sferzata, non solo a questa serie.