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Recensione Batman Arkham Origins

Esiste forse un supereroe più iconico di Batman? La fiamma nei suoi occhi è sempre quella: la vendetta. Come la morte di zio Ben per Peter Parker, l’assassinio dei genitori del giovane Bruce Wayne è la scintilla che da lì a qualche anno porterà il giovane miliardario a combattere contro i criminali di Gotham… Per sé stesso e per impedire che ad altri venga fatto lo stesso male che lui ha dovuto patire.
I ragazzi di Rocksteady - ormai con la next generation come target - mollano il timone per lasciarlo ai canadesi di Warner Bros Montreal, che con Batman Arkham Origins hanno il compito di dare l’estremo saluto alle avventure dell’Uomo Pipistrello da parte di questa generazione di console... Saranno stati all’altezza, dopo l’allenamento sulla versione WiiU, di due pezzi da 90 come Arkham Asylum e Arkham City? Allacciate le cinture del Batwing e mettete Console Tribe come punto di atterraggio!

di: Marco "RizzK8" Rizzini

Esiste forse un supereroe più iconico di Batman? La fiamma nei suoi occhi è sempre quella: la vendetta. Come la morte di zio Ben per Peter Parker, l’assassinio dei genitori del giovane Bruce Wayne è la scintilla che da lì a qualche anno porterà il giovane miliardario a combattere contro i criminali di Gotham… Per sé stesso e per impedire che ad altri venga fatto lo stesso male che lui ha dovuto patire.
I ragazzi di Rocksteady – ormai con la next generation come target – mollano il timone per lasciarlo ai canadesi di Warner Bros Montreal, che con Batman Arkham Origins hanno il compito di dare l’estremo saluto alle avventure dell’Uomo Pipistrello da parte di questa generazione di console… Saranno stati all’altezza, dopo l’allenamento sulla versione WiiU, di due pezzi da 90 come Arkham Asylum e Arkham City? Allacciate le cinture del Batwing e mettete Console Tribe come punto di atterraggio!

Origins… Sicuri?

In Batman Arkham Origins la trama va a collocarsi in linea temporale prima dei due precedenti capitoli della serie, in una Gotham City ormai allo sbaraglio tra criminalità dilagante, lotte di potere e soprattutto corruzione. Qualcuno potrebbe essere tratto in inganno… Questa non è una narrazione delle origini in senso stretto, come tanticinecomics più o meno recenti ci hanno mostrato. Batman – pur ancora agli inizi – è visto come una nemesi dai boss malavitosi di Gotham che già hanno avuto a che fare coi suoi metodi da vigilante volti ad ostacolare i loro malaffari… Un eroe giovane e ancora senza il suo proverbiale sangue freddo, più emotivo, più veemente, più incline all’approccio diretto che alla valutazione di tutte le variabili di una situazione. Sono le prime sfide, quelle che forgeranno il suo carattere e che lo aiuteranno in futuro a smussare qualche angolo del suo carattere e della sua irreprensibilità.
E’ quindi la vigilia di Natale quando Maschera Nera evade dal carcere di Blackgate e mette una taglia – 50 milioni di dollari!!! – sulla testa dell’eroe, con 8 supercriminali che rispondono alla chiamata e che proveranno uno dopo l’altro a catturare e uccidere il protagonista del gioco. Un plot magari non originalissimo, ma che intersecandosi con la storia di un altro famosissimo arcinemico del giovane Wayne – niente spoiler, ma indovinarlo è abbastanza facile – conserva sempre ritmo e suspense fino ad un finale tutto da gustare.
Tenendo ben presente una cosa fondamentale: come nei predecessori, possiamo decidere noi se e quando proseguire con la storia principale. Se c’è una cosa che non è mai mancata al Batman videoludico è la varietà e profondità delle missioni secondarie, e questo Origins non è da meno: anche qui troviamo il dottor Nygma a farla da padrone con un paio di centinaia di segreti da trovare, ma non sarà che uno dei criminali che ci sfiderà in prove di forza e intelletto. Potremo dover trovare dei sospetti, salvare degli ostaggi, raccogliere pack di dati compromettenti e spesso dovendo infine affrontare il boss che ci ha spinto ad affrontare quella particolare impresa. Appunto Nygma, Anarky, il Pinguino, Maschera Nera, il Cappellaio Matto e molti altri: gli sviluppatori hanno voluto ampliare il più possibile il numero di avversari pescati nella Gotham della carta stampata, per la gioia dei fans del fumetto.
Una serie di scelte volte a dilatare il più possibile l’esperienza di gioco… Con una mole di missioni extra del genere il titolo non può che collocarsi nell’elite del settore: potenzialmente potremmo girare ore e ore per Gotham trovando sempre qualcosa di nuovo da fare, per poi riprendere il filo della storia principale in qualunque momento!

Un gadget per domarli tutti (semicit.)

A livello di gameplay, come avevamo già anticipato nell’hands on di Colonia, si segue pedissequamente il lavoro dei Rocksteady ed è una cosa che ai fans non può che far piacere. Soprattutto per il sistema di combattimento, che nonostante l’età pur riportato fedelmente risulta ancora uno dei migliori nell’intero genere action. Tra un colpo, un contrattacco e un gadget rapido più alzeremo il moltiplicatore e più aumenterà la possibilità di colpi critici in grado di mettere KO l’avversario di turno… Facendo ben attenzione a chi ci troviamo davanti: anche qui troveremo i nemici coi giubbotti corazzati, con gli scudi o coi coltelli e ognuno dovrà essere abbattuto in maniera diversa.
Una Gotham immensa da girare a piacimento nel più classico dei free-roaming, in cui – novità! – dopo aver hackerato alcune postazioni strategiche libereremo i punti di atterraggio del Batwing per spostarci più velocemente. Città immaginaria ma resa come sempre con dovizia di particolari, dal ponte che collega le due parti della metropoli all’acciaieria di Roman Sionis (Maschera Nera), dalla nave da cui il Pinguino gestisce i suoi traffici alla Gotham City Bank in cui finiremo più di una volta…
Qualche nuovo gadget varierà leggermente i nostri approcci ai combattimenti, in cui comunque non sarà un errore rifugiarsi nelle due/tre mosse più semplici come nei predecessori… Più che altro sarà nella ricerca dei collezionabili in cui avremo davvero bisogno di ogni combinazione possibile, dal classico Batarang ai nuovissimi guanti elettrici e granate alla colla. Il futuro Enigmista nemmeno qui ci ha reso la vita facile, e per chi vorrà completare il gioco al 100% il livello di sfida sarà sicuramente un bel banco di prova.
Come sempre anche la visuale Detective ha un peso specifico fondamentale nell’economia del gioco, permettendo a quei giocatori che preferiscono l’approccio stealth di “fare il loro gioco”. Del resto anche se è evidente il passaggio ad una struttura di gioco più orientata all’action, al videogiocatore viene lasciata libertà di scelta sul come affrontare buona parte dei combattimenti facoltativi. In qualunque modo decideremo di giocare, la varietà di mosse e utilizzo dei gadget verrà valutata con un moltiplicatore alla fine di ogni mini-combattimento: più punti faremo più saliremo di livello, potendo così sbloccare ulteriori abilità o gadget a nostra scelta. Alcuni di questi però non saranno “liberi” di essere sbloccati, ma ci verranno dati in premio al completamento di qualche particolare missione secondaria o all’avanzamento della storyline principale. Menzione d’onore come al solito per le sezioni Predatore, realizzate magnificamente e in grado di mettere alla prova l’astuzia e l’ingegno di ogni videogiocatore che vuole evitare di farsi scoprire e finire 1 vs tutti.

“Io credo in Gotham!”

Il comparto video è anche qui in linea con Arkham City: filtro cupo, buio in una Gotham che alla vigilia di Natale vede i fiocchi di neve imbiancare le strade e nascondere il sangue di cui sono macchiate. Le texture sono come sempre di altissimo livello, ma qualche rallentamento lo troviamo comunque specie nel passaggio da una zona all’altra della città o scendendo dal Batwing dopo lo spostamento rapido. Un prezzo che è onesto pagare vista l’immensità di elementi sullo schermo e la vastità della mappa di gioco. Anche le animazioni seguono il filo, sempre gradevoli ma forse con una sensazione di “già visto” che inizia a fare capolino, insieme a qualche piccola sofferenza della telecamera nei combattimenti che a volte ci taglia fuori un nemico mentre sta per attaccarci.
Sonoro che ben si sposa con l’ambientazione: solo musica di circostanza quando affronteremo qualche nemico, e fischio del vento e della neve quando planeremo tra i vari quartieri della città.

“Tutti portiamo una maschera”

Una grossa novità è il multiplayer, affidato a quegli Splash Damage che si erano fatti le ossa con Brink. L’idea in sé è originale: in una partita ci sono 2 fazioni rivali – una di seguaci di Joker e l’altra di Bane – di 3 membri l’una che si danno battaglia in un deathmatch tentando di conquistare i punti strategici, con in più un team di 2 ulteriori giocatori che impersonano Batman e Robin. Il loro compito è di uccidere quanti più membri possibili di entrambe le fazioni, sfruttando i punti di vantaggio e il fatto che le squadre possono curarsi di loro fino ad un certo punto, dovendosi uccidere a vicenda. In questo modo gli eroi vanno a riempire la barra della paura, l’unica cosa che può portarli alla vittoria dei 3 round (con rotazione dei personaggi) di cui si compone una partita. Se il dinamico duo può contare su tutti i gadget presenti nella campagna, oltre ad una modalità Detective illimitata, gli sgherri dei due boss hanno quest’ultima solo per pochi secondi, dovendo quindi dosarla bene e aspettare che l’indicatore sia pieno di nuovo per poterla usare. La variabile impazzita di queste partite è il fatto che ad un certo punto il gioco segnala che sono disponibili gli stessi Joker e Bane: il primo giocatore che raggiunge il punto indicato può “scambiare” il suo personaggio col proprio boss… Ecco che allora Joker avrà le sue micidiali pistole dalle quali è meglio non farsi colpire nemmeno una volta pena il respawn immediato, mentre Bane sfrutterà lo strapotere fisico e un lanciarazzi devastante, dando un innegabile vantaggio a chi riesce a far entrare in gioco il capo della fazione.
Non sono molte le mappe su cui potersi sfidare, l’idea che ci si può fare è che il multiplayer di questo Batman Arkham Origins sia una prova generale per il futuro e un contenuto bonus per la già completissima modalità in singolo… Cosa ci proporranno in futuro i Rocksteady dopo averlo visto all’opera?

No news, good news

Batman Arkham Origins è un gran prodotto già solo per la continuità – a ogni livello: trama, gameplay, comparto tecnico – coi due capitoli che l’hanno preceduto. Ma gli sviluppatori non si sono fermati qui, osando su una trama di altissimo profilo e inserendo qua e là piccole migliorie che perfezionano un gioco che già era di ottimo livello. Difficile trovare giochi con cui spendere meglio i propri soldi.
I detrattori parlano di poca innovazione… Ma serviva davvero? Era possibile migliorare ulteriormente un game of the year senza stravolgere tutto e rischiare di fare danni? Si può dire senza dubbio che siamo di fronte ad un Arkham City 2.0… E non potevamo essere più contenti di così!