Anteprima

Mortal Kombat 1 Beta Test

di: Simone Cantini

Con uno Street Fighter 6 rilasciato con risultati più che brillanti, un Tekken 8 che ci auguriamo confermato per il 2023, e quell reboot che risponde al nome di Mortal Kombat 1 oramai in dirittura d’arrivo, l’anno in corso si appresta a celebrare uno scontro tra i 3 pesi massimi del mondo dei picchiaduro. Seppur mossi da spirito e meccaniche profondamente differenti tra di loro, i tre esponenti del genere rappresentano un appuntamento imprescindibile per ogni fan che si rispetti. E se dell’ultimo nato di casa Capcom abbiamo già parlato a suo tempo, nell’attesa di saperne di più della nuova creatura di Katsuhiro Harada, ho avuto modo di trascorrere qualche giorno in compagnia della beta del reboot della celebre saga ideata da Ed Boon, di cui sono pronto a parlarvi un poco nelle prossime righe.

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Un passo alla volta

Parlare di un picchiaduro, se si ha disposizione unicamente una versione appositamente monca di quello che troveremo nei negozi in occasione della release, non è certo un’impresa semplice, dato che una simile tipologia di prodotti ha bisogno di tempo (e modalità) per riuscire a fornire un quadro quanto più esaustivo possibile della sua proposta. E talvolta non sono sufficienti neppure i tempi ristretti richiesti da una recensione, dato che non sono rari i casi in cui il feedback dell’utenza pagante fornisca agli sviluppatori idee su correzioni da effettuare in corsa, sia si tratti di modifiche al bilanciamento generale che veri e propri interventi sull’impianto ludico. Che è quello capitato in questa fase di pre-release proprio a Mortal Kombat 1, la cui prima uscita di test aveva visto criticare non poco dai player le nuove impostazioni legate alle movenze dei kombattenti, ritenute sin troppo ingessate rispetto a quanto la saga ci aveva abituato nel corso degli anni. Problemi che, i ragazzi di NetherRealm hanno tentato di arginare apportando delle sensibili variazioni a tale aspetto, come è emerso nel corso della beta riservata a chi aveva già effettuato il preorder del titolo. Per quanto evidenti siano risultati simili interventi rispetto a ciò che era stato possibile sperimentare in precedenza, da vecchio utente del brand ritengo ancora un po’ troppo compassata la velocità di locomozione dei personaggi, sicuramente figlia di una precisa scelta stilistica del team, che meriterà di essere sviscerata ed approfondita in maniera più esaustiva una volta in possesso del codice definitivo. I passi avanti compiuti in seguito al feedback ricevuto, sono comunque avvertibili, ma a mio avviso un’ulteriore rifinitura in tal senso non sarebbe certo un male. Il giudizio definitivo, comunque, è rimandato al prossimo 14 settembre.

Ehi, datemi una mano!

Tra le modifiche più significative fatte registrare da Mortal Kombat 1, come si è già potuto evincere dai vari trailer diffusi, troviamo la presenza del lottatore Kameo, ovvero un personaggio di supporto che ciascun contendente potrà associare al guerriero selezionato per lo scontro. In modo analogo a quanto visto in JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle, sarà possibile richiamare tali elementi di supporto (premendo il dorsale destro del pad) in qualsiasi momento dell’incontro, così da poter danneggiare ulteriormente l’avversario. Sebbene non si tratti di una feature particolarmente innovativa, è interessante notare come ciascun lottatore Kameo sarà dotato del suo moveset unico, che richiederà di abbinare al dorsale l’inserimento di un ulteriore comando per poter varie l’attacco standard. Nulla, inoltre, ci vieterà di vederli scendere in campo anche alla comparsa dell’iconico Finish Him, così che possano sostituirsi al personaggio attivo nell’esecuzione della Fatality. Avendo visto crescere la serie sin dal suo leggendario primo capitolo, confesso di aver provato un piccolo brivido nel vedere Kano strappare il cuore al mio sventurato avversario di turno, quasi come se non fossero mai passati 25 anni dalla prima volta in cui si finse brutale chirurgo. Per il resto, lato gameplay, non si registrano particolari scossoni nei confronti di quello che è un modo di intendere i picchiaduro estremamente rodato e riconoscibile, e già l’esiguo roster messo a disposizione della beta (Liu Kang, Sub Zero, Kitana, Li Mei, Johnny Cage e Kenshi, a cui si sono uniti i Kameo Sonya, Kano, Frost e Jax), ha messo in mostra un sistema di approccio e dei moveset ben variegati tra di loro, così da venire incontro a qualunque tipologia di lottatore. Per quanto preliminare, anche il test del comparto online, che può contare sul rollback netcode, si è rivelato convincente, con i match che non hanno messo in mostra particolati fenomeni di lag e che, anzi, si sono rivelati assai responsivi in quanto ad input dei comandi. Ovviamente tutto dovrà essere valutato quando i server di gioco saranno chiamati a gestire un traffico ben più sostanzioso, ma se il buongiorno si vede dal mattino possiamo attendere con fiducia. In forma decisamente smagliante è risultato essere anche il comparto grafico, forte della solita, impeccabile caratterizzazione e di una pulizia e di un dettaglio generale ottimo.

Questo mio primo contatto attivo con Mortal Kombat 1, al di là delle mie personalissime ed opinabili perplessità in merito alla velocità di movimento dei personaggi, è risultato essere assai convincente. Per quanto non certo in grado di rivoluzionare a 360° un impianto ludico rodato e riconoscibile, l’inserimento dei lottatori Kameo è riuscito a movimentare un poco il flow degli scontri, così come positivo è stato il test preliminare del comparto online, che mi ha permesso di disputare match in assoluta tranquillità, senza avvertire mai quei fastidiosi ed inopportuni ritardi capaci di compromettere la bontà degli scontri. Condite il tutto con un comparto solido che è apparso decisamente in forma smagliante, a cui si accompagna la consueta dose di sangue e budella, ed avrete ben chiaro perché attenda con ansia questo reboot dello storico franchise creato da Ed Boon, memore anche di come i suoi NetherRealm Studios siano in grado accompagnare ad una solida esperienza di lotta, un quantitativo di attività collaterali dannatamente gargantuesco.