Dracula – L’amore perduto
di: Andrea CamprianiMentre scrivo la presente (fate finta sia una missiva), parte della redazione di Console Tribe cui si unisce anche il sottoscritto nel fine settimana, è già nel pieno del marasma di Lucca Comics&Games 2025, mentre tra gli altri Guillermo Del Toro non ha il suo film su Frankenstein distribuito per dove pensato lg. il CINEMA (la solita, recidiva, Netflix che non si smentisce mai!), insomma, per l’appunto essendo la fiera questo anno intitolata “French kiss”…
accettare i cookie con finalità di marketing.
Amata in mortale
Macchè veramente vi devo scrivere la sinossi tratta dall’omonimo racconto e best seller di Bram Stoker sul più celebre dei vampiri-non morti? Perchè Dracula – L’amore perduto di Luc Besson, seppur rivisitando alcune parti, questo ri-è.
Dunque, mi direte? La facciamo mor… ehm finisce qui? E vabbè. Protagonista è il Principe Vladimir, “Vlad” per gli amici (Caleb Landry Jones) che, udite udite, di ritorno dalla battaglia “benedetto” è vincitore ma perde la amata Elisabeta (Zoe Bleu) e indovinate un po’ chi rinnega? E indovinate un po’ cosa ricerca nei secoli dei secoli spostandosi nel mondo e nello specifico dalla Transilvania a Parigi?
Tu hai light
In Dracula – L’amore perduto oltre ai summenzionati ci sono, tra gli altri nel cast, Maria (Matilda De Angelis) e il Prete (Christoph Waltz) che qui sostituisce l’iconico ammazzavampiri Abraham Van Helsing, e la storia si dipana appunto nel tempo dovendo il nostro Dracula, tormentato dall’amore perduto del titolo, ritrovare la propria amata che rivive reincarnata in Mina (sempre Zoe Bleu).
L’aiuto di Vlad qui a differenza del solito Renfield (vd. anche il divertentissimo recente film con i 2 Nicholas Cage e Hoult) sono di Notre Damiana memoria per non spoilerare, ma soprattutto le fanciulle che il nostro azzanna al collo, riportando il tutto all’essenza, intesa a la Patrick Suskind.
E scusate se è poco perchè la nostrana Matilda De Angelis (ndr il cui nome le è stato dato dalla madre ispirandosi al personaggio di Natalie Portman appassionata del gioiello di Mastro Besson “Leon”) con Zoe Bleu figlia di cotanta mamma mettono a repentaglio le coronarie di chiunque, senza contare Waltz che giogioneggia, oltretutto con una edizione italiana non scontata in cui Simone D’Andrea conferisce più maturità rispetto a Flavio Aquilone su Jones, conosciuto dal sottoscritto come strepitoso Banshee nel X-Men: First Class di Matthew Vaughn che dovete assolutamente aver guardato, e il mitico Massimo De Ambrosis stavolta non fa rimpiangere l’idolo Stefano Benassi su Waltz. Completa il quadro stavolta nientemeno che Mastro Danny Elfman in colonna sonora.
Gare gol
Penserete a questo punto che Dracula – L’amore perduto, sia un filmone, quello vero a tema per me è uscito mesi fa, non fosse ancora chiaro, e insomma vi fermo subito perchè non lo è neanche lontanamente e manco lo vuole essere nelle intenzioni di Besson che comunque si riconferma gran uomo di cinema.
Il film dura due ore e spicci, si dilunga più di una volta evitabilmente, ma consta di una messa in scena solida, ottimi costumi, trucco e parrucco e soprattutto, ripeto, un ottimo casting a monte e una direzione degli attori da manuale.
Si ride anche in più di una scena volendo, manca tensione, quella si ritrova già infinitamente più nel capolavoro di Francis Ford Coppola, ma concentriamoci su questa storia d’amore tormentata, la più classica possibile, perchè questo è, proprio da classico “dolcetto o scherzetto”.