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Effetto Revival 004: Resistance

Uno dei titoli che piu' ha contribuito al lancio della PlayStation 3 e' stato sicuramente Resistance: Fall of Man, sparatutto in prima persona programmato dai capaci sviluppatori di Insomniac. Negli anni l'universo di Resistance e' cresciuto e, dopo il primo debutto sul mercato, e' pronto ad ingrandirsi ancora con un nuovo episodio in uscita tra pochi giorni. Quale occasione migliore per ripercorrerne le origini? Seguiteci!

di: Giorgio "Nadim" Catania

Uno dei titoli che più ha contribuito al lancio della PlayStation 3 è stato sicuramente Resistance: Fall of Man, sparatutto in prima persona programmato dai capaci sviluppatori di Insomniac.
FPS fantascientifico dai toni dark, Resistance aveva inizialmente come obiettivo quello di rilanciare il genere sulla console Sony, sfruttandone le relative capacità tecniche per proporre una grafica in alta definizione di grande impatto e un comparto multiplayer tanto vasto e ricco di opzioni quanto divertente e longevo. Il risultato, sebbene non abbia raggiunto le vette qualitative di altri esponenti appartenenti allo stesso genere, si è rivelato di tutto rispetto e ha convinto la software house a continuare la saga con un seguito diretto e uno spin-off sulla PSP. L’universo di Resistance così è cresciuto e, dopo vari anni dal suo primo debutto sul mercato, è pronto ad ingrandirsi ancora con un nuovo episodio in uscita tra pochi giorni.

La debole resistenza

La storia che si cela dietro le gesta del protagonista ha luogo in un passato alternativo. Dimenticatevi quindi gli ultimi settanta anni di storia, scordatevi la Seconda Guerra Mondiale e quello che è seguito, perché nell’universo di Resistance il mondo ha vissuto vicende totalmente differenti.
L’umanità infatti, anziché dover affrontare le atrocità del Terzo Reich, ha fatto i conti con una minaccia assai più grave: una paurosa e inarrestabile invasione aliena. I Chimera, questo il nome dato agli invasori, alla fine degli anni ‘40 hanno invaso l’Unione Sovietica. I russi, nella vana speranza di contenere il nemico, hanno troncato qualsiasi contatto con il resto del mondo e hanno isolato il loro paese. Ma gli alieni, tecnologicamente fin troppo avanzati, li hanno trucidati senza pietà e, dopo essersi adattati all’atmosfera terrestre ed essersi coordinati per un attacco su larga scala, hanno cominciato l’invasione dei paesi europei. Questi sono caduti tutti, ad uno ad uno, e l’unica forza in grado di resistere per un po’ all’assalto è stata la Gran Bretagna. Ma dopo poco tempo i Chimera sono riusciti a raggiungere comunque l’isola, e la fasulla pace è terminata nel peggiore dei modi…
La triste e cupa storia di Resistance: Fall of Man comincia proprio quando gli Stati Uniti d’America decidono di inviare dei rinforzi, con lo scopo di rallentare l’attacco alieno. Il protagonista, il sergente Nathan Hale, giunge così in territorio ostile senza sapere cosa deve in realtà affrontare e dopo poche ore di lotte impari contrae un virus mortale. Ma, per qualche misterioso caso, riesce a sopravvivere e il suo corpo inizia a mutare, acquisendo delle capacità sovrumane che gli torneranno utili per salvare l’umanità dall’estinzione.

Da questo momento in poi la trama narrata nei due capitoli principali della saga percorre vie inaspettate, imprevedibili e ricche di colpi di scena, che vedono Hale combattere con tutte le sue forze per impedire che l’umanità venga miseramente schiacciata.
In Resistance: Fall of Man si viaggia così in giro per l’Inghilterra nel tentativo di scoprire i segreti per bloccare l’avanzata Chimera, in Resistance 2 si attarversano invece gli Stati Uniti nella speranza di sconfiggere un nemico sempre più forte e salvare il paese dall’annientamento. Il giocatore durante le varie partite viene a conoscenza di parte dei piani nemici e dei misteri che si portano dietro, lugubri tanto quanto le atmosfere che si respirano in ogni ambientazione.
Bisogna ammettere che la storia, nonostante talvolta venga raccontata in maniera un po’ ingenua e dia poco rilievo ai personaggi secondari, si rivela comunque capace in certi frangenti di far raggelare il sangue e, in generale, di lasciare con il fiato sospeso. Cosa di cui pochi altri sparatutto possono vantarsi.

Novità ed elementi classici

Dal punto di vista narrativo abbiamo visto come la saga di Resistance sia riuscita a distinguersi dal resto degli FPS e a tagliarsi la sua fetta di mercato. Ma da un punto di vista puramente ludico? Analizzando i due episodi principali, possiamo notare come Insomniac abbia accostato alcuni elementi classici del genere con altri sicuramente più originali. Nel primo capitolo quindi si utilizzano i classici medikit e si ha accesso ad una ruota di selezione delle armi – con cui utilizzare tutte quelle reperite sui campi di battaglia, per poi passare ad effetti vari su schermo per indicare lo stato di salute e ad un equipaggiamento ridotto nel secondo titolo. Ma ad affiancare tutto ciò, e a svecchiare la formula di gioco, ci pensano numerose novità: prima tra tutte la singolarità di alcune sputafuoco, che denotano come sempre la fantasia dei programmatori, basti pensare al Bullseye, che rimarrà marchiato nella mente dei giocatori per lungo tempo; in secondo luogo ci pensano le numerose bestie dalle dimensioni imponenti che bisogna affrontare, a partire da giganti alti pochi metri, passando a robot e alieni possenti quanto grattacieli. Insomma, la spettacolarità che si vive in alcune sessioni è seconda solo alla bellezza della trama stessa, e riesce a far immedesimare ulteriormente il giocatore.

A ciò vanno aggiunti gli scontri online, elemento caratterizzante della saga: nonostante nel primo capitolo si possano affrontare scontri per un massimo di quaranta giocatori online – e quattro offline – tale numero viene incrementato nel seguito, raggiungendo la bellezza di sessanta utenti connessi nello stesso match. La possibilità di impersonare gli umani o gli invasori Chimera in Resistance: Fall of Man aggiunge al gameplay ulteriore varietà, andando ad influire direttamente sui punti di forza e debolezza del giocatore. In Resistance 2 tutto ciò è stato cambiato in virtù di una maggior personalizzazione del proprio alter-ego e alla possibilità di giocare una modalità cooperativa profonda e spassosa, capace di unire alcuni elementi del singleplayer con altri propri del multiplayer. Insomma, entrambi i titoli permettono carneficine virtuali quasi senza pari.

Parlando brevemente dell’episodio uscito per PSP, Resistance: Retribution, si può dire che il gameplay ha subito profonde mutazioni, dovute principalmente alla struttura dell’hardware. Ecco quindi una nuova visuale che lo rende un TPS, sparatutto in terza persona, alcune meccaniche secondarie adattate al minor numero di tasti e una modalità multiplayer che permette scontri per un massimo di otto giocatori. Le dimensioni ridotte della console, in altre parole, hanno alterato pesantemente la struttura di gioco, ma ciò non toglie che il risultato sia stato comunque buono.

Il futuro dell’umanità

Sono passati ormai tre anni dall’uscita di Resistance 2 e finalmente sta per vedere la luce il terzo episodio della saga. Ancora una volta le meccaniche di gioco subiranno modifiche, riportando la serie verso il concept che stava alla base del primo titolo, e anche in questo caso il protagonista non sarà Nathan Hale, proprio come successo su Retribution, ma la Sentinel Joseph Capelli già incontrata in passato. Nonostante ciò la trama riprenderà quell’atmosfera dark che ha sempre caratterizzato Resistance e il multiplayer ricoprirà per l’ennesima volta un ruolo di primo piano. Se volete saperne di più correte a leggere la nostra anteprima pubblicata nei mesi scorsi.
Non rimane che darci appuntamento al 7 settembre, giorno in cui Resistance 3 giungerà nei negozi e in cui avremo modo di sapere se l’umanità si salverà o verrà spazzata via per sempre.

 

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