Mortal Kombat – Personaggi extra - Articoli

Nonostante sia uscito da un po' di mesi, l'ultimo capitolo di Mortal Kombat continua a far parlare di se'. Senza dubbio buona parte del merito lo si deve alla qualita' con la quale e' stato prodotto, sia in termini ludici che tecnici, tanto da essere considerato uno dei migliori capitoli della saga. Ma a fare da eco ci pensano anche gli ormai immancabili DLC, contenuti scaricabili che propongono aggiunte o extra per aumentare la longevita' di un titolo che altrimenti rischierebbe di essere dimenticato presto. Scopriamoli insieme.

Nonostante sia uscito da un po’ di mesi, l’ultimo capitolo di Mortal Kombat continua a far parlare di sé. Senza dubbio buona parte del merito lo si deve alla qualità con la quale è stato prodotto, sia in termini ludici che tecnici, tanto da essere considerato uno dei migliori capitoli della saga. A fare da eco ci pensano anche gli ormai immancabili DLC, contenuti scaricabili che propongono aggiunte o extra per aumentare la longevità di un titolo che altrimenti rischierebbe di essere dimenticato presto, ma non in questo caso.
Eppure, ad oggi i mitici ragazzi di NetherRealm Studios hanno rilasciato quattro personaggi extra che si aggiungono al gruppo già abbondante di combattenti a vostra disposizione. Stiamo parlando di Skarlet, Kenshi, Rain e Freddy Krueger, tutti disponibili sia su PlayStation Network che Xbox Live al costo di 3,90€/400MP ciascuno.
Scopriamo insieme i loro “curriculum”.

SKARLET – La rossa appassionata… di sangue!

La nuovissima combattente sanguinaria che risponde al nome di Skarlet venne concepita nel lontano Mortal Kombat 2, ma mai utilizzata nella versione finale del gioco. Alcune voci di corridoio dell’epoca raccontano che sarebbe stata un’esatta via di mezzo tra Kitana ed Ermac, ma che per problemi tecnici di allora non fu mai possibile portarla alla luce.
La sua vera storia, invece, ha inizio con un “bagno rosso”, per la precisione dalla combinazione di qualche migliaio di litri di sangue, prelevato da guerrieri deceduti per mano di Shao Kahn, e di un pizzico di perfida stregoneria. Tenuta in catene per molto tempo e accecata dalla forza degli innumerevoli combattenti che scorrono nelle sue stesse vene, la ragazza-sanguinaccio viene quindi generata con lo scopo di scoprire le reali intenzioni di Quan Chi (rivale volta-faccia del suo creatore) durante il torneo del famigerato Mortal Kombat.

Ed è proprio da questo momento che imparerete a fare conoscenza con lei. Grazie ai suoi lucenti capelli rossi raccolti in una fascia nera sexy e ad abiti striminziti che ne mettono in evidenza le prosperose curve, Skarlet si presenta come la fidanzata ideale che ogni ragazzo vorrebbe… almeno di primo acchito. Se le date uno sguardo più attento, però, noterete piccoli coltelli da lancio, un bavaglio ninja e qualche altro dettaglio non proprio rassicurante per una che avreste portato volentieri al cinema.
Skarlet è prima di tutto un’avversaria molto temibile e feroce in battaglia: le sue lame vengono “sparate” come proiettili, oppure usate a breve distanza come armi da mischia. Ma la vera novità risiede nella materia di cui è fatta: il sangue. Infatti Skarlet può manipolarlo per trasportarsi velocemente da un luogo all’altro dello schermo, per effettuare mosse speciali in combattimento sia di tipo offensivo che furtivo e in qualche modo godere di un fascino (macabro) tutto suo.
In un gioco dove la quantità di sangue non sembra mai abbastanza, ecco che arriva Skarlet a rincarare la dose. In una parola: trasfusione.

 

KENSHI – Occhio non vede… cuore duole!

Sebbene non sia un personaggio famoso quanto altri, la scelta di omettere Kenshi dal roster iniziale di Mortal Kombat 9 ha fatto storcere il naso ad alcuni fan della serie, e non solo. Poco male: infatti dopo un po’ di attesa ecco che vi viene servito in qualità di DLC, da aggiungere quindi alla combriccola di combattenti letali utilizzabili dall’inizio.
Kenshi appare per la prima volta nell’ottimo capitolo MK: Deadly Alliance, e da lì è subito amore: la semplicità e al contempo genialità con il quale è stato concepito lo hanno reso uno dei personaggi più carismatici ed interessanti dall’epoca dei primi lottatori “classici”.

La sua storia narra le vicende di un uomo orgoglioso e temibile, un combattente nato alla continua ricerca dell’avversario perfetto con il quale confrontarsi. Kenshi vaga nel nulla per lungo tempo, finché il destino gli fa incontrare Song, un uomo saggio e astuto che presto diventerà suo mentore. Egli assegna infine una missione: cercare una spada, un’antica lama custodita magicamente in un pozzo sacro. Travolto da curiosità e sete di potere, Kenshi affronta le tenebre del pozzo e riesce a raggiungere l’agognato strumento di morte, ma a un caro prezzo. Tale spada, infatti, risveglia le antiche anime in un potere talmente devastante da portare Kenshi alla cecità. Ben presto il nostro protagonista scoprirà che la spada apparteneva ai suoi antenati e “quel potere” ora sembra essere entrato in lui portandogli grandi benefici in battaglia.

Ed è proprio qui che viene svelata la caratteristica che fa di Kenshi uno dei personaggi più divertenti e fantastici della saga: la telecinesi. Grazie ad essa, infatti, il nostro lottatore può sferrare attacchi inaspettati e veloci, illudere con tecniche misteriose e persino ferire gravemente l’avversario a lunga distanza senza sfiorarlo con un dito. I suoi sensi intensificati gli permettono inoltre di teletrasportarsi con la forza del pensiero, generare una copia di se stesso e perfino riflettere i colpi lanciati dai nemici.
Insomma, non fatevi ingannare dalla sua cecità perché lui riesce a “vedere” ogni vostro singolo passo, anticipandolo. In una parola: preveggente.