Nintendo 2DS – La recensione - Articoli

La casa di Kyoto deve aver imparato dai propri errori, mai scoprire le proprie carte troppo in anticipo. Probabilmente stufa di vedersi costantemente rubare -ma sarebbe meglio dire, emulare- idee e progetti dalla concorrenza, sembra aver ormai imparato la lezione.

La casa di Kyoto deve aver imparato dai propri errori, mai scoprire le proprie carte troppo in anticipo! Probabilmente stufa di vedersi costantemente rubare -ma sarebbe meglio dire, emulare- idee e progetti dalla concorrenza, sembra aver ormai imparato la lezione.
Arrivando quasi ai livelli ninja di Apple, le fughe di notizie dai dipartimenti di ricerca e sviluppo sono state nel tempo pressoché azzerate, riuscendo così a mantenere con gran riservatezza le notizie da divulgare ai media, fino a poco tempo prima del lancio effettivo.
La strategia funziona? Certo, sebbene il rischio sia spesso quello di sorprendere in negativo l’utenza stessa, anche a causa dell’esplosiva viralità che queste “sorprese” sortiscono sul popolo di internet. E’ con un misto di sbigottimento e incredulità che i fan hanno appreso del lancio di un restyle hardware della console portatile 3D: il Nintendo 2DS.

 

Non è 2D, non è 3D… sa soltanto quello che non è.

Non è un errore di battitura il nostro, né un ritorno ai fasti arcade bidimensionali. Il Nintendo 2DS è una versione hardware riveduta e depotenziata dell’attuale in commercio. Se ancora non l’avete fatto, date un’occhiata alla nostra news con tanto di trailer di lancio, per avere un’idea generale su cosa (non)troverete nella console.
Invitati nella sede di Nintendo a Vimercate in mattinata, abbiamo provato, spulciato e analizzato la revisione hardware ponendola sotto il microscopio del nostro occhio attento, e queste sono le nostre impressioni…

Cos’altro aggiungere quindi, se non che la revisione hardware di Nintendo non ci convince affatto sull’estetica. L’esperimento (se così vogliamo chiamarlo) creato da Reggie Fils-Aime e NoA per tutte quelle famiglie americane che non vedono di buon occhio l’utilizzo del 3D sotto i sette anni di età, o per quel target di videogiocatori più “senior” che vogliono avvicinarsi ad una console giochi spendendo molto meno del prezzo fino ad oggi imposto (ricordiamo che il 2DS viene venduto ad un prezzo inferiore di circa 70$) è sicuramente discutibile, sopratutto se esportato in un territorio come l’Europa in cui la realtà del commonwealth non è mai stata particolarmente avversa alle politiche di Nintendo.
La possibilità di pagare molto meno un hardware depotenziato è sicuramente allettante, ma il dubbio permane: come cambierà il feeling di gioco da giocatore 2DS a giocatore 3DS?
Inoltre, non si rischia di invogliare le software house a investire sempre meno sull’effetto 3D? Nintendo ha improvvisamente fatto marcia indietro su quella che è stata la feature chiave della campagna marketing di lancio per questa console, lasciandoci così momentaneamente perplessi.
Perchè credere fermamente in un brand e poi fare marcia indietro se i risultati non rispecchiano esattamente le aspettative? Infine, come reagiranno i genitori quando di fronte agli scaffali del negozio si troveranno di fronte ad una nuova incognita, il cui nome lascia molto spazio ad incomprensioni?Queste domande ci mettono in crisi, e ci fanno ricordare i tempi lontani in cui Nintendo era sinonimo di “Seal of Quality” e coerenza.

Troppi figli a cui pensare…?

La famiglia Nintendo 3DS si espande quindi e il lancio dell’hardware, fissato al 12 ottobre, è una scelta molto strategica poiché coincide giustamente con l’uscita mondiale di Pokemon X e Y; l’arrivo di una versione bundle è assai probabile e sicuramente in grado di spingere le vendite dato il target medio stesso dell’utenza.
Sebbene la console riesca a fornirci un ottimo feedback tattile sia come grip, peso e dimensioni (leggermente superiori ad un 3DS prima versione ma inferiori ad un XL), non ci convince affatto per estetica, posizione del microfono e sopratutto, per aver censurato così brutalmente una feature in grado di dare un notevole valore aggiunto (Kid Icarus, Mario 3D Land, Layton…) se ben sfruttata.
Tra le altre cose che non ci hanno convinto appieno vi è la decisione di riprodurre l’uscita audio in mono dallo speaker posizionato lateralmente che però ritorna stereo se usiamo un paio di cuffie. La batteria fa un passo indietro, rifacendosi alla durata del primo 3DS; lo stesso vale per la grandezza degli schermi anzi, uno dei giustificativi del taglio di prezzo è proprio lo schermo. Pare infatti che lo schermo LCD che compone il Nintendo 2DS sia di fatto un unico pezzo; ciò permette a Nintendo di risparmiare sull’assemblaggio dei pezzi non dovendo unire e ordinare due schermi differenti. Capirete che un design non a conchiglia diventa necessario per tenere insieme il tutto! In sostanza, lo stesso schermo che compone il touch screen diventa anche lo schermo superiore, preceduto però in questo frangente da un vetro che lo rende non cliccabile.

 

Cediamo quindi il testimone a voi utenti. Credete che Nintendo riuscirà ad avvicinare il target di riferimento voluto? Come pensate si ripercuoterà sulle software house, la scelta di gestire l’effetto di tridimensionalità?…