NadiaSK - Articoli

Ciao a tutti, mi chiamo Nadia e sono una cosplayer italiana. Nella vita di tutti i giorni lavoro come designer e fashion stylist, leggo un sacco di libri e gioco un sacco ai videogiochi!

1. Ciao Nadia! Una rapida presentazione prima di partire con l’intervista vera e propria.

Ciao a tutti, mi chiamo Nadia e sono una cosplayer italiana. Nella vita di tutti i giorni lavoro come designer e fashion stylist, leggo un sacco di libri e gioco un sacco ai videogiochi!

2. E’ possibile oggigiorno vivere grazie al cosplay? O magari lo sarà in futuro?

Personalmente non conosco nessuno che vive solo ed esclusivamente di cosplay. Alcune cosplayer americane usano questo hobby per arrotondare, vendendo poster o accessori, ma non è la loro principale fonte di guadagno. Poi ci sono aziende, per lo più orientali, che vendono abiti in stock, ma lì si parla più di business, non di cosplayer in sè.

3. Principessa Zelda, Tira da Soul Calibur IVed Elizabeth dal più recente Bioshock Infinite sono tre personaggi del mondo videoludico di cui hai vestito i panni. Quanto sono gettonati i videogiochi rispetto ad anime e manga nel mondo cosplay? Qual è inoltre il tuo rapporto col mondo dei videogiochi? Il tuo videogioco e personaggio preferito?

Sono prima di tutto una grande appassionata di videogiochi, tanto da aver creato un canale youtube chiamato VideogirlSkai (http://www.youtube.com/videogirlskai) con la mia amica Virginia dove unisco le mie grandi passioni: cosplay e videogiochi. Amo tutti i generi, da quello sportivo al gdr. Tra le mie saghe preferite ci sono sicuramente Zelda e Final Fantasy, tanto che Yuna (del decimo capitolo) è stato il mio primo cosplay. Gioco moltissimo ad Halo 4, che uso come anti stress! Mentre per quanto riguarda le console portatili non mi separo mai dal mio 3DS, compagno fedele, soprattutto quando posso giocare al Professor Layton o a Phoenix Wright (infatti sto aspettando con ansia l’uscita del gioco che li vede entrambi protagonisti). Ultimamente mi sto dando sfogo al mio lato nostalgico, giocando ai giochi che mi hanno accompagnata nell’infanzia, come Super Mario o le Tartarughe Ninja per il NES. Se dovessi dire il mio personaggio preferito non so se ci riuscirei. Ma sicuramente uno di quelli che più ho amato interpretare come cosplayer è Alice di Alice in Madness Returns che vede la protagonista della famosa storia di Carroll in chiave dark.

4. E3, GamesCom e Tokyo Game Show: hai mai avuto l’occasione di partecipare ad una di queste fiere videoludiche? Come sono messe a livello di cosplay?

Purtroppo non ho mai avuto l’occasione di visitare queste fiere, ma spero di recuperare presto! So che al Gamescon le stesse case di produzioni organizzando contest a tema con premi da leccarsi le dita!

5. Realizzi da sola i tuoi costumi? Hai dovuto imparare a cucire, acconciare parrucche e cose simili? Quanto tempo e denaro ti porta via? Il vestito più costoso in termini di tempo? E di costi?

Realizzo da sola tutti i miei costumi. Ho imparato a cucire da autodidatta e poi mi sono specializzata grazie al percorso di studi che ho intrapreso (moda). Il cosplay è un hobby molto ampio che ti porta a utilizzare i materiali più disparati, ma basta mettersi con impegno e buona volontà che si riesce a imparare. Soprattutto adesso che grazie a youtube per la rete girano moltissimi tutorial dedicati anche alle persone alle prime armi. Dedico molto tempo a realizzare i miei costumi, solitamente quelli più elaborati hanno un parto molto lungo che inizia con la ricerca dei materiali fino alla confezione finale. Cerco di non avere mai troppa fretta se posso, per questo di solito lavoro su più costumi contemporaneamente.

6. L’arte del cosplay è sicuramente un qualcosa che porta grandi soddisfazioni. La più grande in assoluto si può dire derivi dai bambini che vedendo un cosplayer potrebbe pensare di avere davanti il proprio personaggio preferito in carne ed ossa. Ti è mai capitata una situazione del genere? Quali altri soddisfazioni ti ha portato il cosplay?

Sicuramente i bambini sono in grado di farti commuovere. Una volta per un evento ero vestita da Stella delle Winx e mi sono ritrovata accerchiata dai bambini che mi guardavano con occhi sognanti. Per loro tu sei davvero il personaggio, non sei un cosplayer. E sono tenerissimi. Il cosplay mi ha portato tantissime soddisfazioni. Una delle più importanti è stato sicuramente dopo la mia partecipazione al World Cosplay Summit 2008 in Giappone, dove avevo interpretato Le Chevalier D’Eon. Tornata a casa ho trovato una mail dell’autrice dove mi scriveva che ero il suo personaggio che aveva preso vita. Da allora siamo anche diventate amiche. Farsi dire dal mangaka che ha creato il personaggio una cosa del genere per un cosplayer è una delle soddisfazioni più grandi. Poi proprio l’esperienza al WCS è stata uno dei miei ricordi migliori: essere in Giappone e condividere la propria passione con cosplayer da tutto il mondo, dove si crea un’alchimia indescrivibile. Grazie al cosplay ho potuto viaggiare il mondo, sia come ospite che come rappresentate e ogni viaggio ha per me dei ricordi indelebili. Proprio questo week-end sono stata selezionata insieme a Mogu per il World Cosplay Summit 2014, quando hanno annunciato il nostro nome sul palco, abbiamo saltato e ci siamo abbracciate per 5 minuti e poi siamo state travolte dai nostri amici.